Una delle frane recenti che i comuni si trovano ad affrontare senza quasi alcun sostegno dello Stato (clic per ingrandire)

Abbiamo girato, in lungo e in largo, per l’intera valtolla! Sono tantissimi anni che lo facciamo in maniera “profonda” per tutto l’anno, inverno compreso. Sono anni che  accentuiamo questo “tour ” in primavera e autunno che  è arrivato anche se, per ora, solo a livello di temperature …..

Ci siamo resi conto sempre di più che il fenomeno del dissesto, strattamente legato alla sempre minor presenza umana è divenuto “gigantesco”. Ci siamo resi conto che sulla manutenzione del territorio si sono versati fiumi d’inchiostro ma….

Un territorio fragile e delicato come lo è l’intero Appennino [e il pre-Appennino ] dovrebbe essere oggetto di mille attenzioni e ogni volta che “si rompe” dovrebbe essere immediatamente riparato e invece…..

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Ovviamente, è sotto gli occhi di tutti, questo non avviene. Per la millesima volta ribadiamo che tra i valori  più importanti che si producono  da queste parti vi sono il buon ossigeno, l’ottima acqua e la tranquillità! Di questi tempi non è poco ma non è sufficiente …..

Ci sarebbero anche altre “cosette” da fare: le infrastrutture civili [comunicazioni efficienti, strutture sociali, servizi essenziali….], l’organizzazione per l’accoglienza dei villeggianti, la valorizzazione degli ambienti, l’agricoltura, l’artigianato ecc….ma non ci facciamo molte illusioni….

Come sempre, ancora una volta, nonostante promesse, proclami e convegni a go go le forze giovani [quelle che sono in età per  produrre…] se ne son dovute andare altrove per “non morir di fame”.

Le giovani e rare famiglie sono costrette ad andarsene non appena i loro “ragazzi” sono in età di studio per non render loro vite impossibili….

Sono restati gli anziani [anche i molto anziani con le loro “badanti straniere”], quelli che resistono, che presidiano intere frazioni e piccoli borghi….abituati ad una vita di sacrifici, di rinunce con piccole pensioni….sono rimasti a consumare i loro risparmi per “mantenere” efficienti le loro case e un minimo di presidio territoriale.

Siamo convinti che il “peggio del peggio” debba ancora venire perchè non vediamo, da troppi anni, segnali in controtendenza.

Contro l’età anagrafica non si può andare e  l’attrazione per le terre basse e per la città è sempre stata forte anche in passato….. figuriamoci di questi tempi con l’aggravarsi delle situazioni citate.

Girando la montagna in lungo e in largo, nucleo abitativo per nucleo abitativo è inevitabile costatare che di gente stabile ce né  sempre meno e che le case, i campi,  i boschi, le siepi, i canali di scolo, i sentieri sono sempre più abbandonati a se stessi…… ecologisti  o non ecologisti.

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Ci fanno molto “sorridere” certi politici montanari quando, a ogni piè sospinto, non sanno far altro che prendersela con ecologisti e ambientalisti imputando a costoro  chissà  quali colpe…..che non hanno.

Sono proprio questi politici, spesso, [bisogna ammetterlo senza ipocrisie!] i responsabili del “sacco” della montagna perpetrato negli ultimi 50 anni…..ma andiamo oltre, stendiamo un velo pietoso e tiriamo avanti.

Fogliame, ramaglia, infestanti, detriti [quando non si tratta di rifiuti veri e propri] intasano canali, scoli, sentieri, scarpate  e alla fine contribuiscono al primo acquazzone a provocare le micro frane che, in seguito, diventano grandi frane disastrose. Pensiamo forse che  i pochi residenti anziani, con il badile in spalla,  si possano rimettere a riparar …….?

L’acqua quando cade in eccesso deve trovare una via di deflusso e  se ciò non avviene in maniera “organizzata” [la regimazione!] succede quel che sappiamo tutti.

Le frane in questi ultimi 20 anni sono state, in pochissimi casi, riparare bene! In moltissimi casi [le frane] sono state riparate male ma…. vi sono casi dove non si è intervenuto per nulla!

Eppure di “soldi” in montagna ne sono arrivati…..di Enti ne sono stati creati…. di gettoni di presenza ne sono stati elargiti un fiume, di rimborsi spese liquidati una montagna , di convegni e di delegazioni formate per effettuare sopralluoghi ne abbiamo perso il conto ma…..niente di stabile è stato realizzato.

L’unica cosa che è stabile e in crescita, in alta collina e montagna, sono il dissesto, le tasse  e l’abbandono.

Chi deve governare l’inversione di tendenza? C’è qualche giovane amministratore che vuol provare ad uscire dai soliti schemi e provare a dare una “scossa” al malato?

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4 pensieri riguardo “Girando per la valtolla tra dissesto e poca presenza umana….

  1. mi permetto di rispondervi sulle mie di frane,quest’anno è stata riparata la frana di taverne con fondi della comunita’ montana (15 000), la frana enorme del colombello dopo una miriade di sollecitazioni da parte mia alla regione(130.000 circa), abbiamo riparato tramite il consorzio di bonifica la strada per s.Franca circa 30 000, sono inoltre perevisti interventi gia’ finanziati per 250.000 per la briglia di case bonini (una chiave fondamentale per l’arda) e in questi sono previsti circa 120 000 per la strada di pedina sperongia (costata gia’ l’anno precedente 70.000 (una strada nata male all’origine in zona franosa che continuerà a far danno poichè è fatta di scavi e riporti su terreno franoso). Si procede a breve con 180.000 di asfalti sulla fondo valle Lugagnano Morfasso. E’ stata inoltre ultimata la frana di Casale con intervento regionale circa 30.000.
    Ad oggi sono stati fatti circa km 30 di cunette lungo le comunali con pulizia costante delle scoline, rimane in sospeso la frana dei Sartori dove ho chiesto una 1010 (nn ancora autorizzata) e il movimento franoso in loc.teruzzi (ca’tognella) per evitare danni al cimitero.
    A breve l ‘avvio dei lavori di messa in sicurezza del cimitero di pedina per circa 45 000 interveto a pali.(già finanziati)
    per quanto riguarda gli ambientalisti io personalmente ne ho il massimo rispetto e sono l’unico che li ha ricevuti in comunità mantana per sentire la loro opinione sulle fonti rinnovabili.
    se a questo aggiungiamo l’ultimazione dell’ostello di monastero 160 000 e la casa di riposo 250 000 , la sistemazione (asfalto della strada di levei e colombaia per 115 000 e rappezzi ai teruzzi per circa 30.000 , la manutenzione sui cimiteri riverniciati 22 000 , la posa di alcuni nuovi cartelli, altri 72 000 di pulizia e ripiantumazione diga al via in questi giorni e l’ultimazione della strada di Levei e Colombaia per 115.000.
    nella misura 227 proviamo ad inserire alcune briglie in diversi punti sperando vengano finanziate dalla regione.
    i soldi sono pochi i solleciti da parte mia tanti, spero nel tempo si possa migliorare, sicuramente l’abbandono non aiuta a prevenire i dissesti.
    saluti e continuate a monitorare. Enrico ps le cifre nn sono al centesimo, se vi servono dati precisi posso fornirli.

  2. non sono un ecologista ma proviamo a fare una giornata dedicata alla pulizia dei canali dalla sporcizia specialmente per un bene locale senza colori politici

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