Qualche riflessione, post alluvioni liguri, sul nostro ambiente montanaro e alto collinare.

agricoltori montani ..ma come fanno a resistere?

Un tempo nelle zone maggiormente rischiose per la stabilità del terreno si praticavano una rigorosa manutenzione “ordinaria”(….ribadiamo ordinaria!) del territorio e una costante osservazione del medesimo.

Ci viveva più gente, c’erano anche allora scarsissime risorse pubbliche per far fronte alle inevitabili frane e smottamenti ma…il presidio e la manutenzione producevano buoni risultati.

L’uomo intelligentemente aveva adottato “tecniche” di sistemazione dei terreni che oggi sarebbero impossibili se non a fronte della disponibilità di ingenti mezzi finanziari: il terrazzamento di terreni declivi anche al solo scopo difensivistico ( in Liguria anche a scopo produttivo…).

Ma la manutenzione “ordinaria” era molto importante e praticata da tutti. Bastava che piovesse e si potevano osservare tanti “contadini” armati di ombrello e badile che percorrevano sentieri, strade carraie e canalizzazioni al solo scopo di evirare anomali ristagni, tracimazioni, sacche d’acqua pericolose “regimandole” fino al “ collettore naturale” costituito da grandi canali di raccolta, rii, torrenti ecc….

L’Arda, che raccoglie gli scoli e gli affluenti di tutto il suo bacino,  non era sicuramente imbrattata da tronchi portati da chissà quale grande pioggia, i suoi argini di “gasilia” e pioppo selvatico, sempre perfettamente “coltivati” attraverso il taglio colturale periodico per ricavarne paleria e legna da ardere. Questa pratica non faceva altro che produrre un eccezionale rinforzo dell’apparato radicale delle piante medesime che di conseguenza rafforzavano l’effetto “difesa spondale”. Nell’alveo dei torrenti  mai abbiamo visto tante alte piante di pioppo come nell’ultimo periodo! Come ben si capisce non è tanto questione di asportare o meno ghiaia …è la  normale manutenzione,  armoniosa dell’ambiente fluviale che non c’è più. Come non c’è più nelle sponde declive delle colline e montagne….come in Liguria non curano più i terrazzamenti…

Sponde e arginature pendenti tra un campo, un pascolo e un bosco…vicino ad un centro abitato, che fiancheggiano una strada erano oggetto di estrema e costante, normale manutenzione, efficacemente controllate affinchè presidiassero un  equilibrio difensivistico. Ora non è più così! L’uomo con la sua presenza agricola, con il taglio colturale corretto del bosco (altro che lasciare il bosco incolto!!) e la meticolosa osservazione della natura e dei suoi fenomeni naturali intervenendo subito al primo “micro smottamento” ha salvato l’Appennino per centinaia di anni. Ora l’uomo non c’è quasi più oppure è emigrato  e tutto sta franando. Costruire e rifare certe opere naturali di difesa non è facile, pochi sanno fare certi interventi, nessuno potrebbe vivere come un tempo e allora ancora una volta bisogna che i “politici” sappiano scegliere …scegliere i loro alleati difensori della montagna e alta collina che per noi sono ….gli agricoltori, i migliori alleati della natura! Gli agricoltori veri… non gli  speculatori agrari-industriali. Altre soluzioni?

Epilogo: in Liguria i boschi nelle alte vallate ci sono ma sono in massima parte “abbandonati”, non coltivati  e quindi non hanno gran funzione nella regimazione e nella tenuta del territorio; i terrazzamenti sono quasi spariti,  sommersi da rovi e frane e in basso hanno cementato anche il fondo dei più piccoli canali di scolo con i risultati che tutti purtroppo ben sconosciamo.

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