Piacenza e la sue vallate: turismo in crisi?

castell’arquato vista sul centro storico (clic per ingrandire)

In tempi di crisi la tentazione di fare “meno uscite” dedicate al divertimento e al turismo (anche quello giornaliero) è forte in tutte le famiglie.

Il recente terremoto emiliano potrebbe anche aver messo in moto meccanismi di speculazione,  da parte dei concorrenti dell’Emilia medesima, allo scopo di dirottare “turismo” verso altre aree amplificando, in tal modo,  gli effetti della crisi generale che percorre l’Europa.

L’effetto “terremoto” pare sia la causa del rinvio, al prossimo anno, della cena medioevale che da 38 anni si svolgeva a Castell’Arquato (forte insufficienza di prenotazioni) e anche della forte diminuzione delle presenze registrate dal Castello di Gropparello nel mese scorso e in questo (quotidiano “libertà” del 21 giugno 2012).

turismo in provincia di piacenza

Per ora sembrerebbe trattarsi di episodi legati “all’emotività” del momento ma la preoccupazione è, giustamente e comprensibilmente, forte tanto da mobilitare Provincia e Regione.

Un paio di episodi molto significativi, quelli riportati,  che tuttavia non debbono indurre “Pubblico e operatori  privati” a trarne conclusioni affrettate perché la stagione estiva, in generale, è iniziata da poco. Mancano all’appello i mesi di Luglio, Agosto e Settembre e…non è poco!

Fino a ieri (in senso figurato) di grosse lamentazioni non se ne erano registrate e (ripetiamo senza sottovalutare nulla) una stagione minore o appena minore può capitare.

Se tutto questo “allarme” spingesse la Provincia a fare meno “presenzialismo” (serve anche questo ma non è sufficiente…) adoperandosi per realizzare promozioni comuni, azioni e iniziative durature, ripensando alla presenza del BIT …..forse potremmo anche uscirne rafforzati. Se invece si tratterà di ( anche in questo caso) reazioni emotive allora…..

In ogni caso, per quanto abbiamo constatato noi, la silver flag è stata seguitissima, il mercato europeo un successo …..mentre alcune iniziative dimostrano di soffrire (escludendo il fattore meteo)  solo in mancanza di buona organizzazione e/o per  disinteresse da parte del “pubblico”. Altre iniziative sembrerebbero regger bene come i mercatini di Caorso, Pontenure e Cortemaggiore ai quali,  se ci credessero di più,  si potrebbe aggiungere Fiorenzuola d’Arda.

Poi…lasciamo stare la Valtidone, per lunghi anni cenerentola del turismo nostrano, che ora sta elevandosi a livelli primari non solo provinciali ma regionali e nazionali.

Torniamo alla valdarda….

Crediamo e ribadiamo che 3 o 4 “proloco” (in senso lato) in un solo Paese potrebbero NON essere troppe se vi fosse effettiva collaborazione per evitare reciproche carenze, sovrapposizioni e inevitabili flop che si riverberebbero negativamente su tutti i protagonisti della vita associativa locale!

Situazione non semplice……difficile fare un’analisi complessiva ma una cosa è certa: così non va!….Così si peggiora, si arretra.

[ps: corre voce che nelle “stanze” che contano si intenda  realizzare una società di promozione turistica tra più province compresa Piacenza, una specie di Parma-Piacenza (e forse Reggio) turismi. Eppure di simili esperienza negative o che non hanno “retto” la situazione ne abbiamo viste: Piacenza turismi, Piacenza incoming, Castell’Arquato cultura e turismo…..

Ora si ripropongono tali modelli più in grande?…Soliti percorsi, solita minestra, soliti carrozoni?…Possibile che non abbiamo ancora capito che il vero valore aggiunto sono il volontariato e l’alleanza tra questo, gli operatori e l’ente pubblico?….Siamo così miopi?]

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4 pensieri su “Piacenza e la sue vallate: turismo in crisi?

  1. Purtroppo quest anno sembra una congiuntura di tanti aspetti negativi tutti messi insieme… dal tempo al terremoto al malumore generale, ai sentimenti negativi della gente causa crisi NON solo monetaria ma anche di valori.
    Come se ne può uscire ? prima di tutto SMETTENDO una volta per tutte di farsi “guerre” inutili e stupide tra proloco/parocchie/sindaci ristoratori/feste paesane …. è tutto INUTILE fa perdere tempo, voglia e stimoli, se solo si impiegasse la metà di queste energie per creare invece SINERGIE le cose cambierebbero eccome !
    Per quanto riguarda le istituzioni e i carozzoni….beh meglio che io non commenti, ma del resto si tratta di gente che NON è operativa sul territorio e che quindi NON sa neanche da che parte indirizzarsi, ma la colpa NON è solo loro, perchè ogni qual volta gli operatori stessi sono stati invitati a partecipare le risposte sono sempre le stesse…” cosa vado a fare tanto non cambia nulla” … in effetti è così NON sta cambiando nulla !! è tutto fermo a qualche anno fa, stesse posate di plastica, stessi piatti, stesse strade, stessa gente, stessi cartelloni, stessa musica…..forse la gente si è anche rotta di tutto questo “stesso”…o no ?

    Grazie come sempre delle notizie che dai !
    un caro saluto
    il Locandiere.

    1. Caro locandiere,
      la tua lucidità ci piace sempre molto!
      partiamo dalle osservazioni che sembrerebbero semplicistiche e invece…
      tutto fermo a qualche anno fa, stesse posate di plastica, stessi piatti, stesse strade, stessa gente, stessi cartelloni, stessa musica…..forse la gente si è anche rotta di tutto questo “stesso”…o no ? ” la chiave sta tutta qui! Una buona informazione e promozione, buoni e sicuri collegamenti, buon gusto e professionalità…
      a presto!

  2. Personalmente ritengo che i carrozzoni siano quanto di peggio possa esistere, non solo nel turismo ma anche nella sanità e in tutti gli altri campi.
    Partono tutti con belle parole e progetti teorici e finiscono col diventare terreno di conquista per incapaci e raccomandati, amici degli amici senza nessun interesse o passione per il territorio ma desiderosi di appoggiare il nobile fondoschiena su comode poltrone.
    Passiamo ad altro, la crisi si sente ed è inutile negarlo, a Castell’Arquato è stato fatto un ottimo lavoro sulle scuole, i gruppi sono arrivati e hanno compensato parecchio, se non ci fosse stato il brutto tempo (spesso soltanto annunciato) a tenere lontane le famiglie sarebbe stata una stagione più che buona.
    Il terremoto in Emilia non è certo stato di aiuto perché anche a noi di telefonate ne sono arrivate parecchie, mi sarei aspettato maggior decisione e tempestività da parte di regione e provincia nello spiegare in televisione che l’ Emilia è grande e sia a est che a ovest ci sono zone splendide che non sono state toccate dal sisma.
    Per quanto riguarda la cena medioevale farei una considerazione, se ci riflettete un attimo vi accorgerete che è l’unico appuntamento annullato quest’anno a Castell’Arquato, non essendo certo il più costoso dal punto di vista realizzativo dimostra che forse c’erano anche altri problemi di cui non siamo a conoscenza, del resto mi sembra che la “cena” sia saltata anche 2 o 3 anni fa e non certo per il terremoto.
    Ultima considerazione personale, le difficoltà non si affrontano passivamente ma è necessario migliorare la qualità e l’offerta, a questo proposito vorrei fare sinceri complimenti ai gestori di Podere Illica, nei giorni scorsi mi sono soffermato a guardare il loro sito internet http://www.podereillica.com ed ho potuto constatare una grande crescita.
    Oltre alle camere che già avevano fin dall’inizio ne hanno aggiunte altre più grandi per famiglie o piccoli gruppi e ben 5 piazzuole attrezzate per camper, un servizio ristorante nei fine settimana e una serie di proposte diversificate sicuramente interessanti per il turista.
    E’ questa la strada giusta che dobbiamo seguire, preparare un unico catalogo che raccolga le offerte di più operatori, capaci di lavorare anche in sinergia tra loro e racchiuda le migliori proposte pper proporlo agli operatori di settore nelle fiere, anche attraverso l’ufficio turistico che le fiere principali di settore le visita tutte.
    Per promuovere il territorio non bastano i monumenti perché per quanto possano essere interessanti non saranno mai sufficienti a far fermare il turista in zona più di un paio di giorni.
    Se aspettiamo risposte dalla politica stiamo freschi, perché ai politici interessa la visibilità del momento, per loro è meglio buttare soldi in un evento immediato o accontentare un fascia elettorale con qualche opera più o meno utile che impegnarsi in una strategia a lungo termine che porterebbe risorse e opportunità di lavoro.
    E poi…lo saprebbero fare?
    Paolo M.

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