Luigi Illica, un grande personaggio della valdarda, un artista..(¹)

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Illica combattente volontario nella grande guerra (artiglieria da campagna)

L’Illica che più conosciamo è quello che ha scritto  libretti per opere bellissime, l’artista che giustamente viene celebrato, innanzitutto, a Castell’Arquato dove ebbe i natali nel 1857.

Ma pochi conoscono anche altri suoi spiccati  tratti caratteriali.

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il giovane Illica nel 1875

Intanto era molto “impulsivo” ma al tempo stesso aperto e generoso.  Sicuramente era un uomo di grande coraggio e determinazione che non esitò ad allontanarsi dalla famiglia pur di seguire i suoi istinti artistici ma anche i suoi fervori ideali. Fu un frequentatore assiduo degli ambienti intellettuali milanesi e bolognesi dove incontrò, tra gli altri, Giosuè Carducci (a Bologna) che gli fu padrino nel corso di un aspro “duello” che lo vide contrapposto  al giornalista Antonio Cuzzo-Crea, direttore della Gazzetta dell’Emilia, polemista molto conservatore, definito da Illica un superstite del legittimismo (…monarchici ultraconservatori) che aveva fatto circolare, anonimamente, negli ambienti intellettuali del tempo, scritti diffamatori ai danni suoi e del padre, il notaio Diogene, uomo di parte radicale e repubblicana …

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Rachele Gatti moglie di l. Illica

La conclusione della querelle fu uno scontro, sfidante lo stesso Illica,  alla sciabola che si tenne in una villa bolognese. Cuzzo-Crea riportò un profondo graffio alla fronte  e Illica ci rimise un pezzo di orecchio. Il grande poeta Carducci, padrino di Illica, fermò lo scontro.

Ma ben prima di questo episodio  Luigi Illica, il giovanissimo Illica da Castell’Arquato, aveva già messo in mostra il suo carattere infrenato. A nulla valsero i tentativi del padre,  che lo inviò dapprima a frequentare il Ginnasio di Piacenza e poi in collegio a Cremona, di mitigarne le sue “inquietudini” giovanili; a nulla servirono la disciplina dei quattro lunghi anni trascorsi in marina e la  partecipazione alla battaglia contro i Turchi a Pleven (Bulgaria) nel 1877. Anzi ritornò più “carico” che mai e illica 5si allontanò dalla famiglia, in forte dissenso con il padre Diogene, ottenendo le spettanze dell’eredità materna.

«Vivere nella prima città d’Italia (ndr:Milano), dove tutti i letterati fanno furore e i giornalisti quattrini! Avere la propria indipendenza. Oggi lavorare dieci ore e domani andare a spasso  tutto il giorno».  In questa sua affermazione  ci sta il suo vero carattere, estremamente amante dell’avventura, della bella vita, della cultura …e degli ambienti intellettuali del suo tempo.

Nell’ambiente intellettuale milanese conobbe il poeta e librettista Giuseppe Giacosa, piemontese di Colleretto Parella, di dieci anni più anziano di lui (oggi il paese è Colleretto Giacosa) con il quale scriverà i libretti di Tosca, La bohème, Madama Butterfly, per il  grande musicista Giacomo Puccini. Opere, queste menzionate, di grande successo e famose in tutto il mondo.

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Illica con il padre Diogene

Per il resto …

Nacque il 9 maggio 1857 a Castell’Arquato, dal notaio Diogene e da Geltrude Zappieri. Dopo gli studi e al ritorno dalle sue avventure estere citate , si dedicò al giornalismo a Milano, dove si trasferì intorno al 1879, lavorando come  cronista del Corriere della sera.

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Illica nel 1889

Dopo una parentesi bolognese (partecipò alla fondazione del quotidiano “Don Chisciotte” dove scrisse anche Carducci) tornò a Milano, dove restò dal 1882 alla fine del secolo.

Giovanissimo, nel 1875, aveva subito tentato la via del teatro con l’atto unico Hassan (rappresentato al teatro Filodrammatico di Castell’Arquato). Fu molto apprezzato dai grandi musicisti europei e italiani del suo tempo. Ci limitiamo, per brevità,  a ricordare che Giacosa, Puccini e Illica incarnarono il “triumvirato”  tra i più celebri della storia del melodramma del nostro Paese. Illica é considerato uno dei più grandi librettisti lirici del periodo a cavallo dei secoli XIX e XX.

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Illica con Toscanini nel 1918

A 58 anni si arruolò volontario per la grande guerra ma un incidente lo costrinse, dopo oltre un anno di guerra, a casa (1917?). Morì al Combarone, in località Coste Orzate, a Castell’Arquato il 16 dicembre 1919. Castell’Arquato celebra, con il Comune e la proloco, il suo grande intellettuale/artista Luigi Illica attraverso il festival, il museo-casa natale e il monumento in piazza della rocca.

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Illica con i commilitoni del 21° artiglieria nel 1916
NOTE
¹)Il materiale editoriale è stato fornito 
da P.Morlacchini
BIBLIOGRAFIA 
M.MORINI, Luigi Illica, Pignacca, Piacenza 1953 

(©coordinamento editoriale S.E.& S.V.)
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