Anche Castell’Arquato era un po’ in Valtolla…

Castell'Arquato 1842
Castell’Arquato in una vecchia stampa

ANCHE CASTELL’ARQUATO ERA UN PO’ IN VALTOLLA…

L’Abbazia di Tolla possedeva Mistriano, alle porte  di Castell’Arquato. Possiamo dunque considerare che anche quest’ultimo territorio citato era, per una  piccola parte, “Valtolla”. Studi storici recenti lo ri-confermano¹.

La località è oggi scomparsa e comunque si tratta di porzione del territorio di Castell’Arquato, posto sul lato destro dell’Arda tra la Crocetta e i Pallastrelli. Ma andiamo con ordine…

Il territorio apparteneva all’ager di Placentia (?) al confine con il Veleiate. In particolare queste terre sono appartenute a Cornelia Severa e ricadevano nel pago piacentino Ercolanio che si estendeva dall’alta pianura all’imbocco della vallata dell’Arda.

MISTRIANO (PALLASTRELLI), UN PRIORATO APPARTENENTE A TOLLA…

Mistriano risulta in un documento dell’844, come  una curtis della già potente Pieve di Castell’Arquato che nel 963 l’arcivescovo di Milano Vualperto delibera venga restituita, insieme ad altre terre, all’abate di Tolla Grimpaldo. Significa che prima del 844  la chiesa di Mistriano, con le sue pertinenze, era già appartenuta all’Abbazia di Tolla e che il passaggio a  Castell’Arquato non fosse affatto stato “pacifico” quanto piuttosto subito.

Nel 1148 una bolla del  Papa Eugenio III conferma ad Alberto, abate di Tolla,  Mistriano e la sua chiesa di Santa Maria, retta da un priore,  tra i beni del monastero “cum parochia et omnibus pertinentiis suis“.

Sappiamo anche per certo che in quelle terre si produceva uva da vino stimabili in oltre 100 pertiche piacentine attuali (al tempo era dunque una grande azienda vitivinicola…) e poi c’erano oltre 40 pertiche di bosco tra cui un grande castagneto domestico².

Di sicuro il priorato di Santa Maria di Mistriano resterà con Tolla fino al secolo XIV, fino al manifestarsi della sua crisi e quindi sarà, con il tempo,  nuovamente di Castell’Arquato³.

Tutto questo per confermare che i possedimenti dell’Abbazia di Tolla, che nei suoi momenti di splendore era veramente potente e molto estesa territorialmente,  andavano ben oltre i comuni di Morfasso, Lugagnano e Vernasca…

Appunti storici di Sergio E.Valtolla©

NOTE

¹) Paola Poggi-Quaderni della Valtolla, volume XIV, dicembre 2012, pagg.119-141.

²) L’origine di tutti i castagneti della zona arquatese esistenti è chiaramente la Valtolla, i cui frati si prodigarono parecchio per diffondere tale coltivazione nell’intera valle a partire dal secolo XII. A tal proposito vi sono importanti atti notarili che confermano tutto ciò. Oggi quella coltivazione antica, pur così degradata,  conserva presso il registro varietale del ministero dell’Agricoltura (e della Regione) la denominazione di “Antica varietà di castagna domestica di Gusano e Vezzolacca”.

³) Attualmente nelle edicole e librerie  della Valdarda e Piacenza (per elenco clicca qui!) è reperibile il volume XVIII della rivista “Quaderni della Valtolla”, interamente a colori e dedicato a Castell’Arquato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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