Mercatini delle pulci tra le valli piacentine, quasi una (tossico)dipendenza…

img_3454 I più belli, ma il giudizio è pur sempre relativo, sono quelli di Pontenure, Caorso, Cadeo e Cortemaggiore. Poi c’è quello “dei libri e del cartonage” di Fiorenzuola (ultima edizione 2016, domenica 30 ottobre) che mi piace molto…forse deve essere ancora rodato bene e poi potrebbe  raggiungere il livello di Castelgoffredo, nel mantovano.

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mercatino di Fiorenzuola d’Arda

Ci sono anche altri mercatini sparpagliati nel piacentino, a calendario fisso o stagionali, e poi quello di Fontanellato…ma frequentandoli scopri che il “fenomeno” sta nei primi quattro luoghi citati.
Da queste parti scopri che Carina colleziona vecchie lattiere dei servizi da te o caffè, le ricerca su questi mercatini e ne ha già raccolte un centinaio; Carina non disdegna i foulard di seta e non dimentica di cercare, durante il suo viaggio nel tempo, una vecchia macchinina per il suo amore, il piccolo Enea che la chiama “mamie” alla francese…
Paolo invece, giovane laureato in scienze umanistiche, frequenta questi mercatini alla ricerca di vecchie cartoline, viaggiate naturalmente, della zona di Cadeo e dintorni. Ne ha collezionate parecchie e talune veramente rare…e quando capita acquista pure vecchi giornali, libri e documenti sempre legati alla storia locale. Paolo é un dormiglione, è giovane, arriva sempre a metà mattina ma scopre sempre qualcosa di nuovo.
Mara colleziona vecchie chiavi, Enrica vecchie scatole di latta e cappelli e Giulio curiosa tra vecchi vinili e giradischi…
Per non parlare di una nota “bancarellaia” fiorenzuolana, piccola e bionda, che rivive una “seconda identità” durante i mercatini domenicali e nella sua Fiorenzuola espone piccoli oggetti personali, libri, cartoline e documenti  vari di grande interesse. E l’elenco potrebbe esser chilometrico…

Ma cos’hanno in comune tutte queste persone, e migliaia di altre, abitualmente presenti in tali luoghi?
Sono entrate nel tunnel della “dipendenza” da mercatini delle pulci o se preferite dell’usato, dell’antico; e tale dipendenza cresce lentamente… ogni volta che si prova euforia per l’oggetto, la cartolina, la tazza, il foulard, il libro ri-trovato.

Ci sono persone che frequentano puntuali questi mercati, estate e inverno, e altre che si fanno levatacce tremende per arrivare di buon ora quando la merce è ancora custodita nei cartoni degli improvvisati venditori della domenica.
Chi frequenta questi posti non ha fretta, gira e rigira tra banchi e oggetti, osserva,  valuta, s’informa, intavola una trattativa e spesso acquista la cosa per lei/lui preziosa, utile, interessante che, per chi vende,  forse, è  preziosa ma ingombrante, molto ingombrante.

E come non accorgersi, in questi mercatini, del disordine, tipico della soffitta e del ripostiglio? Come non osservare chi rovista, sposta, scarta proprio come fosse nella sua cantina o nel solaio della nonna?   E come non notare, in questo caos,   i rari banchi ordinatissimi, specializzati, con poche cose ma molto attraenti?
Questi mercatini, in ogni caso, hanno anche a che fare con un “consumismo etico”, basato sul riuso degli oggetti che altrimenti finirebbero dritti in discarica. In questo modo, in questo circuito tanti vecchi oggetti, vestiti, scatole, libri ecc…invece di finire nel macero rivivono una seconda vita…sicuramente utile per gli acquirenti e per questo mondo sempre troppo frettoloso e con poca memoria.
Confesso che anch’io sono un frequentatore di tali “mercati anomali”; confesso di aver provato quell’euforia per una scoperta casuale nel caos di una bancarella di libri vecchi e piccoli opuscoli turistici locali.
All’inizio mi guardavo attorno, osservavo,  poi ho iniziato con un libro e ora ne ho collezionato oltre duecento. Che dite, sono prossimo alla dipendenza?

Allora diamoci un appuntamento: la prima domenica del mese a Cortemaggiore, dove si celebra il più antico, il più specializzato, quello che attrae visitatori da tutto il nord Italia?
Non avete tempo? D’accordo facciamo per la seconda domenica a Pontenure, oppure per la terza a Roveleto? Siete impegnati? Poco male ci vediamo alla quarta domenica a Caorso, il mercatino più interregionale!

Sergio Valtolla per Valtolla’s blog©

Ps: non è forse turismo anche questo? A Cortemaggiore registrano oltre 50mila visite in un anno…provate a immaginare quanti bevono caffè, vino, consumano un pasto nei ristoranti locali, acquistano in oggetto, acquistano un giornale, comprano un prodotto tipico locale.

Ma, come per ogni cosa, i primi a credere in queste iniziative dovrebbero essere gli enti locali, favorendo la miglior localizzazione,  coinvolgendo i commercianti ecc…

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Mercatino di Cortemaggiore. Immagine a bassa risoluzione del web (mapio.net)
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Un pensiero su “Mercatini delle pulci tra le valli piacentine, quasi una (tossico)dipendenza…

  1. Bellissimo l’ articolo!!
    – Sicuramente questa filosofia- fenomeno disturba le varie multinazionali dei rifiuti e chi vorrebbe triturare le nostre identità al fine di trasformarci in “consumatori modello”.
    – Un biasimo ai progettisti moderni delle nostre dimore, in classe A+++++, che si dimenticano, dolosamante e con pervicacia, di dotare le stesse di cantine o soffitte, in cui depositare gli oggetti “obsoleti” e che quindi vanno direttamente in discarica, o nella migliore delle ipotesi, nella piazzola “ecologica”.
    – Per ultimo: non trovate scandaloso che ai poveri espositori, tali nella quasi totalità dei casi, sia estorta legalmente una gabella, anche se di importo variabile. Espositori che non fanno altro che svegliare dal torpore, per non dire di peggio, questi nostri paesi avviati, si spera non in modo irreversibile, verso la loro dissoluzione, o se preferite sfascio totale?
    Grazie infinite.

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