La pietra delle mole, una breve escursione tra Valtolla e boscaglia (fotoarticolo)

2019-04-13-pietra della mole1-IMG_6141La pietra delle mole, una breve escursione tra Valtolla e boscaglia (fotoarticolo).                                    (di (sergio efosi valtolla, fotoamatore, escursionista e narratore)
Il primo documento che ne parla risale al 1400, il luogo è Castelletto nel comune di Vernasca, la zona è alto collinare, pre-appenninica a pochi km dalle cime più belle del crinale valdardese.
Di cosa parlo?
Della “Preda delle molle” ovvero della “Pietra delle mole”, una parete rocciosa occultata dalla boscaglia che protegge questa cava anomala.
Già, anomalo! Perché ci sono luoghi dove si estrae il prezioso granito, altri dove si taglia il perfetto marmo… e c’è Castelletto dove si “estraeva” la mola dell’officina o la macina per il frantoio.
2019-04-05-pietra delle mole1-IMG_5904Si fa presto a dire macina… si potrebbe pensare a quella per il frumento e invece no!
Questa di Castelletto era speciale, era, sostiene lo storico locale famoso, da frantoio per le olive. Il frutto coltivato in Val d’Arda e relativo comprensorio fino al 1800 circa (come riferisce il capitano, ancien “Touring Club”, Antonio Boccia nel suo “Viaggio ai monti di Piacenza del 1805”).
2019-04-13-pietra delle mole pinu1-IMG_5851Quel sassone, o se preferite quella verticale parete rocciosa piantata nella boscaglia, c’è ancora e riserva la sorpresa “delle impronte” del cavatore.
Le impronte della memoria, della fatica e una macina incompiuta per chiunque voglia rendere omaggio a quel lavoro così faticoso e prezioso al tempo.
La memoria del gesto, la fatica del martello e dello scalpello con il quale il cavatore-artista ha intriso la pietra con il suo sudore per il progresso… per la civiltà dei semplici, dei migliori.

E allora salendo lassù, seguendo il sentiero che si addentra nella boscaglia, potrete ammirare quel lavoro forse “dimenticato” e vi accorgerete che le orme del sassone sono intrise, oltre del sudore umano, anche e soprattutto di nobiltà vera.
La vostra piccola fatica vi condurrà nel silenzio della natura, di fronte a un vero monumento creato dal lavoro dell’uomo…
Qualcuno potrebbe chiamarla archeologia industriale, io la chiamerei civiltà dei contadini e degli operai.

Qualche altra nota

  1. L’escursione per la “Pietra”, la relativa tabellazione e la logistica sono state realizzate da Furio Ovali, Franco Sorenti, Fausto Ferrari e dal sottoscritto.
  2. Qualche anno fa un gruppo di escursionisti della Val d’Arda ha tracciato un “cammino devozionale” dedicato a Santa Franca, da Vitalta di Vernasca, luogo della sua nascita, al santuario elevato in suo onore sul monte Santa Franca di Morfasso. L’escursione alla “Preda delle molle” è qui, tra Castelletto antico e quello moderno, su quel Cammino.
  3. Il rilievo del tracciato con “Relive” è stato composto da Furio, le tabelle informative realizzate da Fausto, le carte escursionistiche da Franco e le foto da Pinuccio e Sergio.
  4. Per il tracciato escursionistico “relive”, rilevato da Furio,  clicca qui!

2019-04-13-pietra delle mole1-IMG_5889 copia 2

2019-04-pietra delle mole1-IMG_6139

2019-lago di mignano-IMAC11-1IMG_6172-Pano

Il sindaco di Morfasso…valorizza il suo territorio

2017-04-14-sentieri -1IMG_7431Tra le tante iniziative per valorizzare il territorio, l’amministrazione comunale morfassina presieduta da Paolo Calestani non trascura il turismo e la cura del proprio territorio; non trascura di incoraggiare i volontari escursionisti locali e valdardesi impegnati sul fronte del miglioramento della fruibilità della vasta rete dei sentieri  locali che dal capoluogo risalgono verso i monti più belli del crinale, dal Lama al Menegosa, dalla Rocca dei Casali a Santa Franca, al Passo dei Guselli, ecc. Continua a leggere “Il sindaco di Morfasso…valorizza il suo territorio”

La pietra liscia, l’acqua che puzza, la devozione per una Santa (fotoarticolo).

cammino di santa franca: dettaglio sulla pietra delle mole e sulla fontana dell'acqua puzza. Ora è possibile allungando il percorso di poche centinaia di metri tran situare in questi due nuovi luoghi.
cammino di santa franca: dettaglio sulla pietra delle mole e sulla fontana dell’acqua puzza. Ora è possibile allungando il percorso di poche centinaia di metri tran situare in questi due nuovi luoghi.

di Fausto Ferrari e Sergio Efosi

Pare che sia destino, per chi ci crede un chiaro segno: dov’è passata santa Franca l’acqua ha assunto proprietà speciali; e se non c’era è zampillata all’improvviso tra le nude rocce nascoste nel bosco.

Questo potrebbe essere l’elemento caratterizzante e unificante il percorso escursionistico-devozionale che è stato tracciato tra Vitalta (Vernasca) e il Santuario (Morfasso) a lei dedicato sul monte omonimo. Continua a leggere “La pietra liscia, l’acqua che puzza, la devozione per una Santa (fotoarticolo).”

Castell’Arquato: il primo sentiero della devozione è fruibile…

la cappelletta di san lorenzo dedicata a santa franca
la cappelletta di san lorenzo dedicata a santa franca

di Fausto Ferrari e Sergio Efosi

Di fatto non è altro che un tratto di Via francigena, quella denominata “Via dei Monasteri Regi” che proveniente da Fiorenzuola, passando per San Lorenzo, raggiunge Castell’Arquato e poi va oltre; di fatto due percorsi devozionali che per un tratto si sovrappongono.

Ci riferiamo alla Via dei Monasteri citata e al Cammino di Santa Franca che si snoda, quest’ultimo,  tra le colline di San Lorenzo, Monterosso e Martani. Continua a leggere “Castell’Arquato: il primo sentiero della devozione è fruibile…”

Fiori in Valtolla: godersi lo spettacolo…

2015-05-05-fiori a santa franca LR-3566Transitare al passo di Santa Franca (Morfasso), diretti in val Lavaiana  e dintorni e accorgersi che poco distante dal santuario c’è un grande prato verde che è pieno di meravigliosi fiori della primavera: genziane, orchidee e tanto altro… Continua a leggere “Fiori in Valtolla: godersi lo spettacolo…”