Ma la storia di Vigoleno finisce qui? *

teatro interno al castello di vigoleno
teatro interno al castello di vigoleno: un gioiello.

di Brigante della Valtolla

Cari amici, ho recuperato sul blogfidentino qualcosa che vi propongo….ma a modo mio.

“Non è facile avere un bel giardino: è difficile come governare un regno” scriveva Hermann Hesse. Ed è proprio questo, citando l’autore tedesco, il fascino racchiuso nell’antico  giardino pensile all’interno del Castello di Vigoleno, del “regno favoloso” e autentico di Vigoleno.

Ma pare che, purtroppo, il giardino pensile, che per cinque livelli si sviluppa lungo la fortificazione del Castello-palazzo verso la valle dello Stirone, sia ormai quasi un ricordo…nel senso che l’originale era altra cosa.

“Cosa mai potrebbe essere il  castello-palazzo di Vigoleno senza il suo giardino pensile” ci si potrebbe chiedere. Ma andiamo con ordine…

Luogo incantato, Vigoleno mantiene un fascino particolare come la magia del cinghiale con la polenta, dei pisarei e fasö, della buona coppa piacentina e tante altre bontà che si gustano alla “Taverna al Castello”. Ma raccontiamola questa storia del giardino della Principessa Maria Ruspoli Duchessa di Gramont che arrivata a Vigoleno vi abitò, dal 1921 fino al 1935.

Il giardino oggi
Il giardino oggi??

LA TESTIMONE DEL TEMPO…

«Sarà stato il 1920 o il 21, avevo quattro anni e ho visto arrivare lo splendore», è la testimonianza della borghigiana Angela Villa, quando vide arrivare nel piccolo borgo di Vigoleno una bellissima carrozza trainata da sei cavalli, da cui uscì Lei, la bella principessa che tutti i “rospetti” del borgo aspettavano.

«Furono anni stupendi», ricorda Angela: «la Duchessa aveva sempre regali per tutti i bambini e organizzava tante feste anche per noi borghigiani e tutto cambiò in meglio: lei a Vigoleno portò il benessere, ma soprattutto portò la bellezza.  Tante cose belle non si erano mai viste da noi prima e non si videro più dopo di lei… la grande carrozza coi cavalli romeni che il fratello le aveva lasciato, le feste, il bellissimo teatrino. Anzi, posso dire che la decadenza di Vigoleno cominciò nel 1935, quando lei fu costretta a vendere il castello e ad andarsene ad Aix-en-Provence … »(…).

Lei era Maria Ruspoli de Gramont, nata a Roma nel 1888 come principessa Maria Ruspoli figlia di don Luigi e Clelia dei conti Balboni, maritata a Parigi nel 1907 col Duca Agenor di Gramont (che morì nel 1925 lasciandole una notevole fortuna che però si esaurì nel giro di un decennio), rimaritata qualche anno più tardi con Jean Hugo (discendente del grande romanziere Victor, quello che forse, anzi senza forse, è stato il più grande scrittore francese moderno…), nota a tutti i vigolenesi come “la Duchessa” (perché, modestamente, era solita lasciare da parte il suo titolo natale di principessa in favore di quello del primo marito). (…)

giardino prima...
giardino prima…

QUANDO IL CASTELLO ERA IN ROVINA…

A quel tempo, il borgo, con il suo castello-palazzo, era quasi in rovina; la Duchessa lo fece rinascere avviando un robusto restauro del castello-palazzo, giardino compreso,  intervenendo sul costruito e arredando il castello-palazzo di mobili e arredi preziosi con la consulenza di Pippo Naldi (singolarissima figura di giornalista e avventuriero), facendo realizzare il teatrino dall’allora celebre pittore russo Alexandre Iacovleff, creando nel borgo una specie di corte rinascimentale, in pieno XX Secolo, frequentata dal bel mondo dell’arte e della cultura di quel tempo. Trasformò il castello nella sede di un salotto culturale e mondano internazionale, fitto di nomi che hanno fatto la storia dell’arte e dello spettacolo: dal poeta Gabriele d’Annunzio al sommo pianista Arthur Rubinstein, dai divi di Hollywood al  grande pittore surrealista Max Ernst, etc…(…).

MA QUEL GIARDINO CAPOLAVORO…

Purtroppo il giardino pensile, come ho ricordato, che per cinque livelli si sviluppa (si sviluppava?) lungo la fortificazione del Castello-palazzo verso la valle dello Stirone, pare sia stato parecchio modificato e sarebbe importante capire se qualcuno ha verificato? Vi chiederete perché tanto interesse per un semplice giardino e allora è giusto che sappiate che quel giardino, disegnato e realizzato nel 1921 da un architetto della scuola di Gaudì (il geniale architetto spagnolo-catalano realizzatore della Sagrada Família, patrimonio dell’umanità), era un vero gioiello, un’opera artistica a cielo aperto. Per questo ci domandiamo se sarà sopravvissuto alla cementificazione-ristrutturazione di questi ultimi anni. Per intanto guardate le foto del prima e del dopo…e giudicate.

Giacomo Malfanti1996, collezione Giorgio Eremo-web
Giacomo Malfanti 1996, collezione Giorgio Eremo-dal web

* riferimenti bibliografici e estratti

1) Quotidiano “Libertà” del 17/06/2002

2) http://www.blogfidentino.com (post del 18-04-2013 e del 29-01-2011)

Gli anni da favola di Vigoleno…*

maria ruspoli
maria ruspoli

di Brigante della Valtolla

I libri di storia ci ricordano che gli anni Venti e Trenta del secolo scorso, il XX, per più di un italiano, non furono certo un paradiso.

Ma la grande Storia spesso non sa niente, oppure sa troppo poco, di tanti ricordi privati, di tante esperienze vissute, di tante persone dimenticate dai più che arricchiscono il mondo di bellezza, della stessa nostalgia per l’infanzia e per la giovinezza che indora i racconti degli anziani.

E allora vi racconto ciò che mi è capitato di “catturare”, curiosando a destra e a sinistra, sulla vita a Vigoleno in quegli anni citati.

Cartolina di Vigoleno del 1929- collezione P.Morlacchini-
Cartolina di Vigoleno del 1929- collezione P.Morlacchini-

LA VIGNA D’LA MADÒNA…

Vigoleno a quel tempo era un luogo dove non mancava nulla, perché tutti gli abitanti del borgo, da generazioni, si erano abituati a fare gli artigiani o i commercianti al servizio dei castellani. C’erano cinque osterie, due calzolai e poi due falegnami, due barbieri, un fabbro e due sarti. Tutti lavoravano anche per il circondario. I sarti giravano, per giorni interi nei paesi vicini, per prendere le misure ai clienti e nella chiesa, la bella Pieve romanica risalente al XII secolo dedicata a San Giorgio, c’erano due sacerdoti che sovrintendevano anche alle parrocchie vicine. Questo ci aiuta a comprendere quanto Vigoleno fosse un paese importante. Ai primi del secolo XIX Vigoleno era anche sede del Comune, poi un giorno, dicono i più informati, venne Maria Luigia (il dominus del Ducato) che, arrabbiata per non essere stata ricevuta come desiderava, spostò la sede del comune a Vernasca. Questo lo sostengono ancora “certi vecchi” che ce l’hanno con Maria Luigia come se fosse ancora viva…

Ciò nonostante il paese era prospero: c’erano buoni campi e c’erano le vigne da cui si otteneva il famoso Vin Santo di Vigoleno che si usava per la Messa (per questo la vigna del sagrestano era chiamata “la vigna d’la Madòna”). Un paese, si direbbe,  proprio sereno.

C’erano diverse fiere all’anno, coi venditori di ciambelline che venivano a piedi da Lugagnano con tutte le file di “busslanéin” a tracolla, come enormi collane.

E  la domenica allora era veramente domenica, l’unica occasione che i giovanotti avevano per riaccompagnare a casa le ragazze. Si stava bene insieme e, nella stagione giusta, durante il “filoss”, si chiacchierava e si cantava nelle stalle ogni sera…e si pregava e si scherzava.

antica raffigurazione di vigoleno ripresa dal web
antica raffigurazione di vigoleno ripresa dal web

LA DUCHESSA DEL BORGO

Una vita che cambiò addirittura in meglio con l’arrivo della duchessa Maria Ruspoli di Gramont. Lei a Vigoleno portò un po’ più di benessere, ma soprattutto portò la bellezza, tanta bellezza come non si era mai vista prima e che, dopo di lei, non si videro mai più.

I racconti dei novantenni, e di quelli che non ci sono più, hanno tramandato i racconti sulla grande carrozza trainata dai  cavalli rumeni che il fratello le aveva lasciato, le frequenti  feste, il bellissimo teatrino che faceva del castello che era una vera istituzione culturale d’avanguardia…

Quel castello glielo aveva regalato sua madre Clelia, vedendo che lei, dopo aver visitato Vigoleno, ci aveva lasciato il cuore, nel vero senso della parola.

La Duchessa, ve lo assicuro io che lo so, era buona, gentile, alla mano: in poche parole la persona più aristocratica del mondo, premurosa con tutti, specialmente coi bambini, che adorava e che portava in gita sul greto dello Stirone, e li trattava tutti come figli suoi. Ogni tanto arrivavano qui anche i suoi due figli di primo letto, Gabriele, che morì giovane, e Graziano che, come lei, risiedevano in Francia. Ebbe anche il bellissimo Giorgio, nato dal secondo matrimonio.

LE FESTE E POI…

A Vigoleno, lo ricordano i più anziani, sono rimaste famose le feste che la duchessa Maria Ruspoli di Gramont organizzava: non solo per i suoi ospiti, ma anche per i borghigiani.

Per la vendemmia faceva sempre la Festa di Bacco con un carro trainato da una coppia di buoi che trasportava Mauro Sozzi, il factotum della Duchessa, che grande e grosso com’era si vestiva da Bacco, preciso alle illustrazioni sui libri, con la toga e i pampini d’uva in testa. Il carro distribuiva da mangiare e da bere per tutti ma, al di là di questo, l’iniziativa piaceva veramente agli abitanti.

E poi c’erano gli spettacoli allestiti in quel teatrino che Riccardo Bacchelli, il grande scrittore, l’autore di “Il diavolo al Pontelungo” e del celeberrimo “Il mulino sul Po”, amava tanto.

Ma spesso i sogni son brevi e, presto o tardi,  terminano e così iniziò la decadenza di Vigoleno.

I tempi cambiarono, il castello  fu venduto  e la Duchessa se ne andò ad Aix-en-Provence…qui i soldi erano finiti e la favola era terminata.

Ma la storia di Vigoleno finisce qui? Purtroppo no e nel prossimo post vi dirò perchè…vigoleno prop.rusca puricelli amalia -milano 1* riferimenti  bibliografici e estratti

1) Quotidiano “Libertà” del 17/06/2002

2) http://www.blogfidentino.com (post del 18-04-2013 e del 29-01-2011)

Vigoleno: discussioni animate ….

vigoleno che ci piace!! (clic per ingrandire)

“…È come trovarsi nel “mondo piccolo” di Don Camillo e Peppone, ma con i toni di una battaglia diventata anche legale. La scarica di polemiche tra sindaco e parroco è finita in un esposto alla Procura della Repubblica, presentato dal gruppo consiliare di minoranza di Vernasca nei confronti del primo cittadino, Gianluigi Molinari. Il paesello di Vigoleno, quarantacinque chilometri da Piacenza, poche decine di anime ancorate fedelmente intorno al castello, tra le cui mura passarono, solo per citarne alcuni, Gabriele D’Annunzio e Max Ernst, è diviso. «Nel nostro borgo si sono create due fazioni, chi sta dalla parte del Comune, chi sta dalla parte della parrocchia, non ci si parla nemmeno più». È Angelo, il ragazzo che suona la chitarra in chiesa la domenica a prendere la parola di fronte a un centinaio di parrocchiani, lunedì sera, nel salone a fianco dell’antica pieve. …..Al centro della polemica, la concessione dell’oratorio di Santa Maria, un piccolo edificio settecentesco che si affaccia sulla piazzetta, utilizzato per mostre e concerti data l’acustica perfetta: una vecchia convenzione del 1989 stabiliva che il Comune avrebbe potuto utilizzare l’oratorio, per poter consentire il restauro dell’edificio (200 milioni di vecchie lire). Ora, il Comune vuole sciogliere il patto, «Perché non possiamo più sostenere alcuna spesa, non c’è più spazio per i grandi eventi» dice il sindaco Molinari all’assemblea. «È il primo caso in diocesi – replica don Roberto Tagliaferri -, il nostro legame doveva durare fino al 2015». Il parroco accetta, non senza malumori, la decisione. Ma la parrocchia chiede che fine abbiano fatto due pianoforti, sessanta sedie, un impianto voce e uno di riscaldamento che si trovavano fino a poco tempo fa nell’oratorio….”. Continua a leggere “Vigoleno: discussioni animate ….”

Le 3 V della valtolla: Vernasca, Vigoleno e Vezzolacca…

scorci d'autunno in vezzolacca..(clic per ingrandire)

Si annuncia un fine settimana intenso in valtolla!

Le 3 V della vallata che stanno per Vernasca, Vigoleno e Vezzolacca sono impegnate tra Castagnate, convegni sul medioevo e ricostruzioni dell’epoca….

Della festa del prodotto a Km zero di Vezzolacca ” l’antica varietà di castagno” abbiamo già detto: si svolgerà domenica 25 settembre, dalla tarda mattinata fino alla prima sera, con pranzo nella festa con il maialino cotto nella buca e tante prelibatezze a base del prezioso e antico frutto vezzolacchino (per saperne di più clicca QUI!).

Venerdì 23 Settembre , dalle ore 9,15 fino alle 18, a Vernasca si svolge un importante convegno sul medioevo con relatori internazionali ( per saperne di più clicca QUI!).

medioevo in valtolla (clic per ingrandire)

Continua a leggere “Le 3 V della valtolla: Vernasca, Vigoleno e Vezzolacca…”

Castell’Arquato vs. Vigoleno?

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Castell’Arquato vs. Vigoleno? Chiaro che no!  Mai come in quest’occasione uniti si vince.

I due Comuni di Vernasca (con Vigoleno) e Castell’Arquato lo hanno capito al volo che questa è un occasione d’oro per finire in bellezza la stagione turistica e ….lasciare il segno.

Un segno positivo del quale abbisogna il nostro turismo locale, la provincia intera e la valdarda più che mai.

Un evento unico, itinerante che attrae migliaia di turisti e curiosi e che, soprattutto, unisce i piccoli centri, quelli a volte più nascosti e conosciuti. Il Festival de “I Borghi più belli d’Italia” giunto alla 6ªedizione, organizzato dall’omonimo Club fondato nel 2001 dall’ANCI, Associazione Nazionale dei Comuni Italiani.

Tre giorni di eventi e spettacoli con 7 stand di delegazioni internazionali e 100 stand che propongono le tipicità de “I Borghi più belli d’Italia”, veri e propri musei all’aperto: dai villaggi-fortezza ai ricetti medievali, dai centri marinari a quelli montani, ognuno caratterizzato dai suoi prodotti, cuore della nostra alimentazione e della nostra creatività.

Il Festival dei Borghi più Belli verrà animato da alcuni artisti di strada appartenenti al circuito dell’ormai famoso Bascherdeis, evento internazionale che ogni anno a fine luglio a Vernasca richiama più di ventimila appassionati al genere. In questo suggestivo scenario medievale i buskers troveranno modo di vestire di fantasia e divertimento i due giorni del Festival. Statue viventi, giullari e acrobati circensi si esibiranno tra le vie del piccolo borgo di Vigoleno proponendo spettacoli inconsueti e coinvolgenti. Una vetrina speciale per apprezzare gli angoli più suggestivi della nostra penisola, tra atmosfere, tradizioni, sapori, idee, con convegni, mostre d’arte, degustazioni e spettacoli gratuiti fino a tarda notte in collaborazione con Appennino Folk. (dal sito ufficiale della manifestazione).

Chi è il turista che ci frequenta? Cosa apprezza e cosa boccia? ( 2 conclusioni )

PRECEDENTE ARTICOLO PUBBLICATO IL 16 FEBBRAIO 2011…..

Conclusioni ( prime nostre conclusioni )

Scontiamo ritardi di oltre 20 anni e le prospettive non sono facili in questi periodi di crisi!

Se non si fa sistema non si va da nessuna parte e si accumula altro ritardo…poi occorre scegliere un percorso e seguirlo..perseguendo obiettivi di crescita.

Il dato della spesa media per turista non tragga in inganno ( da 65 a 80 €…al giorno medio non è un po’ troppo? ) perché è indice di prezzi alti che selezionano troppo i possibili turisti che da altre parti spendono meno …per ricevere, quasi sempre, di più.

Abbiamo forse solamente offerte di alta qualità? Certo quelle ci sono ma servono anche tutte le restanti …

I dati non brillantissimi di Castell’Arquato non traggano in inganno…ci sarebbe da approfondire! Clamorosi i dati della valdarda nel suo complesso escludendo Gropparello [ il castello ] e Castell’Arquato di cui si è fatto cenno; clamorosi i dati rispetto a Bobbio e alla Valnure.

Pochi cenni a Vigoleno! Pochissimi alle “zone alte ” della valle….eppure sono zone bellissime e, nel caso di Vigoleno, anche abbastanza dinamiche. Continua a leggere “Chi è il turista che ci frequenta? Cosa apprezza e cosa boccia? ( 2 conclusioni )”

Viaggio gastronomico in valtolla alla “taverna” di Vigoleno

clicca per ingrandire

 

Nel silenzio della sera abbiamo percorso quella strada che dallo “stradone di Genova” ai Franchini di Vernasca  ci ha condotto in mezzo alla campagna sulla riva destra del torrente Ongina per farci lentamente salire sulla  collina alla ricerca del  luogo dove rifocillarci.

Siamo giunti dopo 20 minuti di dolce salita in visione della piazza antistante le mura del borgo medioevale illuminato e silenzioso e ci siamo immersi nel medioevo.

Di fianco allo splendido “ stil romanico” abbiam trovato la taverna del castello.

Due fratelli con la mamma-cuoca , sig.Elsa, tengono il luogo…. Continua a leggere “Viaggio gastronomico in valtolla alla “taverna” di Vigoleno”

Turismo in Valdarda: facciamo finta, siamo strabici o…..

Al di la degli enunciati e dei suggerimenti….tutti giusti…cosa ci si potrebbe aspettare da tante buone idee emerse dagli stati generali del turismo?

In breve è emerso che occorre quanto segue:

una valorizzazione dei borghi medioevali e degli edifici storici di culto;

– una salvaguardia e valorizzazione di paesaggi agrari e ambienti naturali prestando attenzione particolare  agli interventi energetici;

– un aumento della ricettività in valdarda oggi quasi del tutto assente;

– lo sviluppo dell’ enogastronomia, delle produzioni tipiche, dell’integrazione agricoltura turismo…ecc…

Di conseguenza per iniziare a “concretizzare ” con azioni mirate occorrerebbe , qui da noi [media e alta valdarda ], avviare  almeno 5 azioni generali così sintetizzabili:

1-stop totale di qualsiasi azione che possa compromettere il già delicato equilibrio paesistico e ambientale esistente e il contestuale ampliamento dei territori della nuova area protetta parco Stirone-Piacenziano;

 2-rafforzamento, a tutti i livelli, delle integrazioni tra turismo-agricoltura e un forte sostegno alla vitivinicoltura;

3-realizzazione di una mappa turistica integrata che comprenda il territorio tra i torrenti Stirone e Vezzeno [ da Vigoleno al castello di Gropparello..];

 4-Fine delle “gelosie” comunali [ il mio è più bello del tuo e stupidari vari…] riconoscendo le 3-4 eccellenze attorno alle quali far ruotare e sviluppare “tutto”;  predisponendo un programma di eventi unico che valorizzi “tutti” da Vigoleno a Castello, dal Parco provinciale a Veleia;

 5-Definire una mappa  museale locale….tenendo conto che a Vigoleno, praticamente, non c’è nulla e che la massima eccellenza è Il geologico arquatese. Una “mappa” dove sono integrati anche l’antiquarium di Veleia, la “resistenza” di Sperongia, l’illichiano, le aule espositive di Morfasso e tante altre “icone“ da circuitare, valorizzare, razionalizzare, ecc…..

Poi ci sono le azioni dei Comuni sui servizi e tanto altro di cui abbiamo parlato 100 volte.

Ma la Provincia e la Regione devono darci vera disponibilità perché non sono sufficienti i convegni per far decollare il turismo.

Noi, d’altro canto, non possiamo permetterci di tollerare lo sforamento 20, 25, 30 volte l’anno del limite di polveri fini in valdarda e poi, come se nulla fosse, parlar di sviluppo del turismo!

Non possiamo permettere che Castello sopporti tal livello di traffico pesante!

Non possiamo propugnare livelli maggiori di turismo senza sviluppare la ricettività! Questo è un limite gravissimo! Non possiamo propugnare livelli maggiori di presenza del turismo senza favorire politiche di recupero del patrimonio abitativo rurale…[ perché non è vero che le seconde case non portano turismo].

Facciamo “finta”, siamo “strabici” o facciamo davvero??

La provincia ? Coordini i comuni e si ”sbatta “ di più! Ci coinvolga di più!

Ps: …e non abbiamo il tempo per  riparlare di Promozione, del ruolo degli IAT, di Piacenza Turismi, delle pro loco, dell’impatto cementeria sul turismo e…, del ruolo dei comuni, dei giovani, dell’agricoltura, degli ambienti naturali, del commercio, delle strade e della frane……

In gennaio i sindaci progettano e sistemano….correggono il tiro…..

valdarda vernaschina di villaggi rodolfo

 

Pochi soldi disponibili, problemi crescenti, idee e progetti da sistemare…esperienze da “ristrutturare”.

I Sindaci si trovano, in valtolla, ancora con moltissimi problemi aperti, con progetti da consolidare e con tante idee da rimaneggiare perché questi sono tempi di ristrettezze e…..di scelte !

Passata l’epoca del “fidanzamento” con l’elettorato e con la popolazione in generale ora, i Sindaci e le loro amministrazioni, dovranno  far avanzare i loro progetti e iniziare a “cantierare” le  promesse fatte  in campagna elettorale (metà 2009).

Una certezza, una triste certezza accompagna tutti i nostri Sindaci: Le frane!

Quelle ci sono tutte! Qualcosa si è fatto ma di lavoro da fare ancora a……. Continua a leggere “In gennaio i sindaci progettano e sistemano….correggono il tiro…..”

Vigoleno: un Settembre brioso per il bel borgo medioevale

clicca per ingrandire (valtolla keynote)

Il Settembre di Vigoleno ha in serbo molte sorprese! Non che il resto dell’estate sia stata fiacca ma…..

Si comincia nel primo week end, dal 3 al 5, con la “notte di folli” Manifestazione di musica popolare e folk.

Apppuntamento venerdì 3 settembre, alle 21, 30, per la cena nel borgo dedicata al vin santo di Vigoleno, con intermezzo musicale che propone il repertorio dell’Appennino occidentale;

Sabato 4 settembre, alle 21, 30, “La notte dei folli”, notte di musica e danze tradizionali con uno dei più celebri musicisti europei, il giornalista bretone Patrick Bouffard, e il suo gruppo musicale. Partecipano……. Continua a leggere “Vigoleno: un Settembre brioso per il bel borgo medioevale”

Appennino folk festival 2010

L’importante rassegna di musica popolare delle quattro province 2010 si svolge dal 27 giugno al 30 ottobre  2010 con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, la provincia di Piacenza, la fondazione e la camera di commercio.

Non mancheranno le tappe nella valtolla, nella nostra valtolla/alta valdarda.

Si comincia con l’8 Agosto a Morfasso alle 21,30 con il coro delle voci di confine.

Si perchè fino all’unità d’Italia il crinale divideva lo stato di Parma e Piacenza da  Alessandria, da Pavia e da Genovae così è cresciuta una cultura “di confine”, uno scambio culturale spontaneo con canzoni, musiche, ballate che sono state sapientemente recuperate da grandi interpreti tra i quali non possiamo dimenticare Maddalena Scagnelli, Franco Guglielmetti e ” Bani”, per noi, i più grandi…i continuatori della tradizione, i “rilettori” intelligenti delle musiche antiche e popolari…..i componenti del gruppo “enerbia”

Abbiamo avuto modo di ascoltarli dal vivo e siamo restati semplicemente a bocca aperta!…LI potrette ascoltare a Pradovera (farini) il 7 Agosto alle 21,30.

Tornando alla valtolla…per nulla al mondo perdetevi l’appuntamento di Morfasso e le tre serate a Vigoleno il 3,4 e 5 Settembre sempre alle 21,30 dove si esibiranno gli “occitani, i bretoni e tanti italiani delle 4 province e del sud….

Queste sono le manifestazioni-eventi che sentiamo nostre.

Notizie dallo IAT, notizie dalle valli piacentine, notizie dall’estate culturale della val d’arda/valtolla

RICEVIAMO DALL’UFFICIO TURISTICO IAT DI CASTELL’ARQUATO E PUBBLICHIAMO….

ciao a tutti,
stamattina è passato dallo IAT il direttore Francou che ancora non sa nulla per le nuove date delle conferenze :( .
In compenso mi ha portato la locandina di alcuni spettacoli teatrali, inseriti nel cartellone del Festival Teatro Natura. Questo festival prevede spettacoli gratuiti dedicati ai bambini e alle famiglie e nella nostra zona sono previste queste date (copio e incollo dall’inserimento che ho appena finito di fare sul db provinciale).

In Piazza a Vezzolacca:
Sabato 7 agosto, ore 21.15: ANIMALI DI PIAZZA
di Luisa Trompetto e Manuela Tamietti – ODS Teatro.
La terra da coltivare, le galline e il maiale da sfamare, la mucca da mungere, le pecore da pascolare, il cane e il cavallo da consolare…questa è la giornta della contadina che si accorge di non avere tempo. Ma poi qualcosa cambia intorno a lei: il paese diverrà una città e la contadina si troverà trasformata in una perfetta cittadina. Ma è davvero felice? I suoi amici animali sapranno aiutarla a coniugare natura e città.

Domenica 22 agosto, ore 17.30: STORIA DI…ACQUA E SALE
di e con Naya Dedemailan e Michele Ciarla – Controluce Teatro
Un’attrice e un musicista attraverso canzoni, musiche suonate dal vivo, teatro d’attore e clownerie, ricreano in scena le ambientazioni fantastiche di tre storie sull’acqua, che vedono come protagonisti un pesciolino rosso, un granchio volante e un ranocchio.

A Vigoleno:
Domenica 22 agosto, ore 17.30: LE STREGHE
di e con Agostino Bossi
Uno strampalato acchiappastreghe narra le avventure dei suoi piccoli amici che hanno avuto la sfortuna di incontrare le streghe, quelle vere, che fanno incantesimi e sortilegi.

Lo spettacolo è tratto dal libro Le streghe di Roald Dhal.

A Castell’Arquato, presso il Museo Geologico:
Sabato 18 settembre, ore 21.15
di e con Filippo Arcelloni – PKD

…in attesa che le terre vengano nuovamente ricoperte dalle acque, in attesa di terminare l’arca dove accogliere tutti gli animali, le piante e pochi esseri umani, dall’alto di una montagna si alza un cantico nuovo mescolato a quello più antico di San Francesco.

Tutti gli spettacoli sono gratuiti.
In caso di maltempo saranno rinviati a data da definirsi.

per maggiori informazioni e la altre date (previste per lo più a Piacenza): PKD teatro info@acpkd.ithttp://www.acpkd.it

accorrete numerosi!!!!
a presto e grazie mille

Le belle frane delle valli piacentine e della valtolla aspettano le mediazioni della Regione.

La frana davanti a Castelsottano vista dalla canonica (clicca per ingrandire) foto del brigante

Estratto del post (traduttore automatico google): Landslides in Piacenza valleys are not beautiful!
In recent days, on two occasions at the Office of Policy, outputs are lists of allocation of public funds, which are not liked anyone.
The “lucky” mayors in the list (which fills in secret Region and the province?) Are not happy with e. ..
For our valleys Piacentine tormented by landslides is very little money.
Assign 600, maybe € 700,000 Vigoleno is ridiculous! assign 60 or € 70,000 to Morfasso is amazing … for other common valtolla Piacenza and valleys do not even comment.
But we still have to tell you …. hope to see that the subdivision is not right to exclude !….. We will keep you informed.

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Le frane ci sono state e sono ancora in atto ( si muovono!) e non sono affatto delle belle frane!

Ma nei giorni scorso per ben due volte sono uscite notizie dai palazzi, sulla ripartizioni dei finanziamenti, che non sono piaciute a nessuno.

Poco ai “fortunati” Sindaci compresi negli elenchi (che starebbe compilando in gran segreto la Regione e la provincia?) e per nulla agli esclusi o quasi.

Per le nostre valli piacentine martoriate da frane molto gravi si prospetterebbero finanziamenti giudicati insufficienti e spendibili in tempo “lunghi”.

Il condizionale è sempre d’obbligo ma……. Continua a leggere “Le belle frane delle valli piacentine e della valtolla aspettano le mediazioni della Regione.”