Il parco provinciale più bello delle valli piacentine compie 85 anni! (2)

Il precedente post è stato pubblicato il 22 maggio 2010.

tavola del parco (clicca per ingrandire)

Résumé /estratto: nelle valli piacentine c’è un tesoro! Si tratta del parco che è la storia di Piacenza. Il parco provinciale del Monte Moria in val d’arda è un luogo antico, avvolto dal mistero che funge da divisore crinale della Val d’ Arda e con la val Chero. Si sta lavorando per il suo rilancio e vi sono numerosi progetti che attendono i dovuti finanziamenti nazionali e UE. Il parco è il luogo dove fu realizzato, dalla RAI lo sceneggiato televisivo ” la freccia nera ” un grande successo.

Extract of a post: Piacenza in the valleys there is a treasure! This is the park that is the story of Piacenza. The provincial park of Mount Moria in Val d’Arda is an ancient place, a mystery that serves as the dividing ridge of the valleys of ‘Arda and Chero. It is working for its revival and there are many projects awaiting the necessary national and EU funding. The park is the place where it was made, RAI the television series “black arrow” a great success.

Il parco provinciale più bello………l’articolo:

L’area, innanzitutto rappresentava ( ancora oggi) una emergenza ambientale e, pertanto, la realizzazione del progetto di rilancio, che ora ha oltre 6/7 anni,  è una vera necessità, un atto dovuto nei confronti di chi ci ha creduto: i montanari della Val d’arda, della valtolla, della val Chero che di risorse alla pianura ne continuano a dare tante, legname, acqua ….

Il luogo è leggenda!..favola, storia di Piacenza, delle valli piacentine. Un luogo bucolico come pochi ( in Val d’Arda, oltre al parco, c’è il bosco di Santa Franca a San Lorenzo di Castell’Arquato).

Il Monte Moria con i suoi 900 metri che dominano la val Chiavenna, oltre due secoli fa, doveva essere ben più alto ma staccandosi una grande frane dalla sua sommità rovinò su Velleia Romana e la travolse (?). Da qui il nome “moria”.

la Croce dei Segni, alta oltre 1070 metri,  è il crocevia panoramico degli itinerari  che fungeva da passaggio per i romani verso le terre dei liguri ( qui passò anche la napoleonica truppa nella conquista del Paese)

Il bosco delle fate ( il più bello!) con alcuni alberi con forme bizzarre…da cui il nome…che sono quasi estinti per opera dell’uomo nel secolo scorso. Qui il progetto del parco prevede interventi importanti.

Come dimenticare, il prato delle Lame, lo Zuccaro, il piano della balestra….luoghi incantevoli da recuperare??

Il progetto, schematicamente, prevedeva:

1- la sistemazione degli accessi da e per  Velleia Romana, perchè è indubbia la valenza del foro romano  di Velleia sul sistema parco;

2- la realizzazione di aree di sosta lungo la via di penetrazione interna fino al rifugio;

3- il ripristino del bosco delle lame per riportarlo agli antichi splendori, al suo originario fascino…misterioso;

4- la valorizzazione dei castagneti e la qualificazione delle radure;

5- il ripristino della  sentieristica interna (quella dei boscaioli, dei contadini, dei viandanti….);

oltre alla qualificazione dei centri d’accoglienza perimetrali (San Michele valtolla, Rabbini/Monastero) e la valorizzazione del grande lago di Mignano per attività ludico-sportive.

Dulcis in fundo: la creazione di un’azienda agraria con scopi di tutela, valorizzazione e lavoro…..

Dopo un primo periodo entusiastico, il grande bosco fu oggetto di tagli drastici per produrre carbone e legname e decadde complice anche le mutate condizioni economiche che spinsero tantissimi valligiani ad emigrare verso altre aree ( estere…..).

Il lunghissimo oblio iniziò con il secondo conflitto mondiale e perdurò fino al 1988, per oltre 40 anni, quando si ricostituì  l’attuale consorzio.

Le valli piacentine, la Provincia di Piacenza riusciranno a vedere realizzato il progetto del Parco  del Monte Moria?

(2-fine)

Il parco provinciale più bello delle valli piacentine compie 85 anni! (1)

clicca per ingrandire

Résumé /estratto: Il parco provinciale del monte Moria in provincia di Piacenza, ubicato in una delle valli piacentine più belle, la val d’Arda/ valtolla compie 85 anni. Entrato a pieno diritto nella storia di Piacenza e della valtolla, il parco provinciale è ancora l’unico parco montano esistente. Il suo territorio per la comunità piacentina rappresenta “il parco” per antonomasia! Vicino a Castell’Arquato, poco distante da Fiorenzuola d’Arda, in prossimità dell’uscita autostradale dell’autostrada del sole ( dalla quale dista un ora circa).

Extract of a post: provincial park of Mount Moria in the province of Piacenza, Piacenza located in one of the most beautiful valleys, the Val d’Arda / valtolla turned 85. Entered in its own right in the history of Piacenza and valtolla, the provincial park is still the only mountain park exists. Its territory for the community Piacenza represents “the park” par excellence! Castell’Arquato near, not far from Fiorenzuola d’Arda, next to the Motorway of the Sun (from which is about an hour). …(traduttore automatico google).

Il parco provinciale più bello………l’articolo:

Compie 85 anni quello che è praticamente l’unico parco in provincia di Piacenza ubicato in una delle valli piacentine più belle e….. Continua a leggere “Il parco provinciale più bello delle valli piacentine compie 85 anni! (1)”

BAR DELLA CREATIVITA’

Non esiste in valtolla… in quella grande che arriva fino a Castello….un bar che possa definirsi ” bar delle creatività” secondo le linee espresse dal comune di Parma con lo scopo di ” dinamizzare” un quartiere a rischio degrado sociale.

Chiariamo subito che non è roba per la nostra età…salvo averne ” lo spirito”.

Stiamo parlando di un luogo grande che deve essere situato in un luogo….. grande….con parcheggi (i giovani si muovono in auto), abbastanza facile da raggiungere…….multidisciplinare……un luogo divertente dove poter passare serate ” belle”.

Un luogo ospitale, tecnologico, musicale, artistico, non convenzionale ……e alla larga dai genitori per esprimere la propria personalità ( banale ma è così….lo è sempre stato) e fare le proprie esperienze senza mamma e papà seduti nel tavolo accanto.

vi raccontiamo una serata tipo:

” Stasera siamo entrati al bar che erano le 10……già… in inverno è aperto il mercoledì, perchè si esisbiscono laboratori musicali; il venerdì, perchè c’è il ritrovo tra noi che restiamo e tutti quelli che tornano in valle dopo aver  passato la settimana altrove per studiare o a lavorare e il sabato….. perchè c’è la bandaliga…oppure i black bones….o forse passa da queste parti la rassegna dei cori da osteria.

Comunque stasera nella sala bar, al bancone, ci sono 6 ragazzi che bevono una birra, mangiano un panino e chiacchierano con il Beppe, seduti sui divani alcuni  ragazzi stanno leggendo un libro con davanti una tazza fumante…o del vino….da sotto, dalla taverna, provengono suoni di un gruppo che fa le prove….andremo a dare un occhiata….ci sono cinque ragazzi che armeggiano con strumenti musicali e seduti ai tavolini ragazze e ragazzi che commentano.

Di fianco al bar c’è la sala multimedia, il nostro posto preferito, con 7 mac nuovi di pacca con connessione wireless superveloce …fatta instalalre dalla provincia…gratuita…che goduria ! Stasera ci piazziamo davanti con un bicchiere di rosso e ci “googlelizziamo”,  cerchiamo notizie sugli states…per organizzare un viaggio con gli amici nel parco del gran canyion.

Qui veniamo anche a studiare con i nostri amici di Lugagnano proprio il mercoledì …ma stasera no! Abbiamo passato l’esame di storia e per una settimana ci riposiamo.

Nella sala multimedia vi sono 35 posti a sedere per leggere, giocare, proiettare le foto con gli amici, ascoltare le presentazioni di libri e, un sabato ogni due mesi, il nostro grande direttore artistico che ci invita all’ aperitivo delle 7 di sera per presentarci il programma dei successivi due mesi……a noi interessa la serata aperitivo gratuita…..ci si ritrova in un  casino……forse la prossima la faranno nella taverna.

Qui, nella sala multimedia, non c’è da far casino altrimenti il direttore artistico ti fa delle rogne -se fai casino vai di la nel bar…qui si è in contatto con il mondo-

Questo direttore artistico la sa lunga, è un simpaticone ed è pieno di idee.

Dimenticavo ……in estate qui c’è il popolo! ..Da maggio a Settembre  non chiude mai!….ti danno anche l’alcool test…non si sa mai!..”

Ovviamente sono solamente spunti, idee…ma prima o poi si smetterà di parlare di problematiche giovanili per fare? …smetteranno le istituzioni di fare convegni e passarenno al fare? Sono cinquant’anni che si ripetono sempre le stesse cose: povera montagna…poverini i giovani….ci sono solo vecchi……la montagna muore….non si può fare nulla….e via di questo passo.

Basta….noi aspettiamo che chi amministra faccia, aiuti a fare, si metta a disposizione….non a parole  ma con ” opere”.



LA VALTOLLA E IL BELLO (1)

FIORI SELVATICI IN VALTOLLA

L’Autunno e l’Inverno sono stagioni adatte a riflettere.

Abbiamo più tempo a disposizione per riflettere, per leggere e per approfondire.

Nel nostro caso vorremmo iniziare a riflettere sulla montagna e il bello…. sul bello in Valtolla.

Poco tempo orsono, nel giugno 2009, ci colpì una notizia: le Dolomiti erano state inserite nel patrimonio dell’umanità dall’unesco.

Con voto unanime i 21 componenti del “World Heritage Committee”, riuniti a Siviglia, avevano decretato che le Dolomiti sono Patrimonio Universale dell’Umanità…….vi rendete conto?

Le Dolomiti diventavano il secondo sito naturale Unesco dell’Italia dopo le isole Eolie.

Una vittoria per il nostro Paese!…una vittoria di quelle che contano!

Il grande Reinhold Messner aveva detto che era un sogno cullato da tanto tempo che si realizzava.

Era la vittoria del Bello!…Perchè le Dolomiti sono indescrivibilmente belle.

Ora sia ben chiaro che NON pensiamo neppure per un momento a paragonarle alla nostra VALTOLLA.

Bello, in ogni caso,  non è solo quello che la vista ci riserva, bello non è solo il paesaggio, bello è la qualità della vita che la valtolla ci potrebbe riservare, bello è il rispetto della natura, delle nostre radici, delle nostre migliori tradizioni, bello è la serenità, bello è tante altre cose che ognuno porta sempre con sè…….bello è un unicum di tutto ciò.

Ma il bello non c’è per sempre, è fragile come lo è l’essere umano.

Allora occorre ” lavorare” con il corpo, con la mente e con l’anima perchè non si disperda…perchè non si dimentichi di Noi.

L’ uomo è in armonia con le Dolomiti perchè le rispetta, perchè non appartengono solo ai suoi abitanti, sono dell’umanità!

Ma la valtolla è stata rispettata? La piccola, per noi grande, valtolla appartiene solo a NOI?

ABBIAMO TANTO BELLO: LE PERSONE, I MONTI, I BOSCHI, LE VALLATE, GLI ANIMALI…MA ABBIAMO ANCHE DEL NON BELLO!

TROPPO NON BELLO! SIAMO AL LIVELLO DI GUARDIA!

 

UNA COMUNITA’ DELLA VALTOLLA

Potevamo sceglierne tante ma ….questa ci è sembrata quella che rendesse meglio l’idea…di comunità della valtolla.

Un tempo da queste parti vi erano moltissimi giovani ora fate prima ad individuarli tra tanti anziani…i tempi cambiano.

All’estero, in città lontane, in paesi della vicina pianura o semplicemente a Lugagnano….le comunità locali cambiano…

Ma nulla cambia per sempre, …a volte ritornano…gli amici, i parenti, le situazioni, le occasioni, i ricordi ….tanti ricordi..

 

TURISMO E BUFALE

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BIANCO & NERO...O COLORI?

Articolo scritto per la federazione dei blog   valtolla/ comunitas.

Il testo intero lo trovate sul blog valdarda comunitas  blog; URL:http://comunitas.wordpress.com

Da tanto tempo andiamo dicendo che il turismo in un solo paese non  “ porta a casa “ nulla.

Stamani apprendiamo da fonti ufficiose che i due comuni di Castell’Arquato e Lugagnano val d’Arda starebbero pensando di collaborare proprio su tali tematiche.

La notizia, per sé, è di quelle epocali per la vallata……talmente tanto che ci sembra  una “ bufala”.

Le potenzialità inespresse dei due comuni sono talmente evidenti che questa notizia potrebbe essere il motivo conduttore per aprire un dibattito sulla reale portata di una simile opportunità per l’intera vallata.

Innanzitutto una domanda: perché non allargare la questione a Vernasca e Morfasso? Comuni viciniori e con grandi potenzialità, a loro volta, inespresse?

Ora limitiamoci ai nuovi ipotetici alleati arquatesi e lugagnanesi.

L’agenda del lavori potrebbe essere la seguente:

  1. 1- la gestione della riserva geologica del piacenziano e la relativa definizione della querelle sul delfino milionario;
  2. 2- un programma di valorizzazione della vitivinicoltura e la gastronomia locale a fini turistici;
  3. 3- un programma per il collegamento dei due siti eccellenti di Veleja e Castell’Arquato.

Abbiamo volutamente limitato i punti a tre per evitare di scrivere un trattato ( anche se il tema lo meriterebbe).

continua …..sul sito ” valdarda comunitas blog ”  …..


REGISTRO TUMORI….primo atto.

Avevamo dato notizia che a Lugagnano si era svolto un convegno sulle connessioni tra ambiente salute durante il quale la consigliera provinciale e vice sindaco del Paese sig.a Danila Pedretti aveva annunciato quanto andiamo a registrare.

Ne avevamo dato conto in un post pubblicato il 1° Novembre.

Apprendiamo che Lunedì 9 Novembre 2009 in consiglio provinciale la consigliera citata sig.a Danila Pedretti ( gruppo leganord) ha presentato una mozione che richiede, alla Regione e alla ASL, l’ istituzzione del registro provinciale dei tumori.

Un registro che serve per classificare e studiare i casi, zona per zona, per prevenire, per adottare misure preventive…..per salvare una vita in più.

Un osservatorio scientifico epidemiologico per tracciare l’andamento del triste fenomeno nella popolazione locale ai fini della diagnosi precoce e delle cure.

Il consiglio provinciale ha approvato unanime.

Questa notizia l’attendavamo da anni…in valtolla vogliamo sapere….siamo in una zona ” ad alto rischio “!

Brava signora! Noi siamo con Lei.

Bravo il consiglio provinciale! Noi ci vogliamo credere.

TURISMO VERO….. ? …COMMENTO DI PAOLO M.

Publichiamo un interessante commento di Paolo M. al post ” TURISMO VERO ( in media e alta valdarda/valtolla) ?” del 05 novembre 2009.

Qualche riflessione personale da commentare sulla riorganizzazione turistica del territorio.

Per operare nel migliore dei modi nel campo della promozione turistica è necessario poter contare su parecchi elementi:

1) Infrastrutture adeguate

2) Un progetto che tenda a valorizzare tutto il territorio

3) Personale qualificato e preparato

4) Una buona capacità organizzativa

1) Infrastrutture adeguate.Un paese che punta sul turismo per lo sviluppo economico e sociale del suo territorio deve organizzarsi in maniera adeguata per potersi promuovere efficacemente.

Per sviluppare una strategia commerciale efficace è necessario poter contare su infrastrutture all’altezza delle ambizioni. Un ufficio turistico attrezzato, organizzato, moderno ed efficiente gestito da elementi dinamici e motivati che conoscono bene il territorio.

Ritengo che sia indispensabile avere all’interno della struttura un “responsabile commerciale” che possa coordinare e stimolare le persone che fanno parte dell’organizzazione. Per quanto si voglia pensare al turismo in termini poetici, alla fine resta sempre un prodotto da vendere e di solito chi fa la fortuna delle aziende sono i suoi venditori.

Per riuscire ad accogliere un tipo di turismo più eterogeneo è necessario disporre di strumenti tali da soddisfare ogni possibile richiesta. Parlo di strutture alberghiere, Hotel, Bed&Breakfast, Guest House, Agriturismi, Ostelli, Locande, Albergo Diffuso, Case Affitto, ecc. La possibilità di offrire il maggior numero di soluzioni possibili favorirebbe l’arrivo di un turismo più massiccio.

Personalmente ritengo di fondamentale importanza per l’economia locale riuscire ad offrire al turista l’opportunità di vivere il territorio in maniera più profonda, lasciandosi coinvolgere dalle emozioni che sanno offrire le nostre vallate.

Sarà importante offrirgli una serie di suggerimenti e proposte che lo spingano a fermarsi più a lungo sul territorio contribuendo a creare nuove opportunità di lavoro in tutte le stagioni.

Il turismo domenicale è importante ma porta con se una ricchezza che è distribuita tra pochi commercianti e non contribuisce a creare nuovi posti di lavoro.

Il piccolo artigiano o il giovane che decide di intraprendere una nuova attività deve poter contare su un movimento che garantisca il successo della sua impresa, un laboratorio artigianale o il piccolo negozio non possono campare lavorando un giorno la settimana tempo permettendo.

Altro discorso importante è quello della viabilità, una migliore gestione del traffico, dei servizi di assistenza e trasporto per offrire al turista migliori collegamenti e una completa fruibilità di tutto il territorio. Altro elemento necessario per l’accoglienza sono i parcheggi. Parlo di aree attrezzate per Camper a prezzi adeguati e parcheggi per i turisti in occasione di eventi di particolare richiamo.

Il potenziamento delle aree di sosta, contribuirebbe ad alleviare i disagi per quella parte di popolazione non coinvolta a livello lavorativo e meno disposta tollerare il disturbo.

2) Un progetto che tenda a valorizzare tutto il territorio. Collaborando spesso con associazioni di volontariato, mi rendo conto che la passione spesso fa perdere di vista quelli che devono essere i veri obiettivi.

L’errore di molte amministrazioni comunali e delle stesse associazioni, ovviamente toccherebbe alle prime occuparsi dello sviluppo del territorio, è quello di avere una visione troppo limitata della questione turismo. Il rischio che si corre è quello di sprecare energie, risorse o eventuali finanziamenti inseguendo sterili individualismi.

Posso capire che la tentazione di valorizzare il proprio territorio sia molto forte, ma la conseguenza di una mancata strategia comune è che limitandosi ad organizzare improvvisate “feste paesane” si favorisce solo il tipo di turismo “mordi e fuggi”, con qualche domenica di affollamento e giorni feriali di una tristezza infinita.

La festa del “chisolino” mi sta benissimo e non intendo certo dimenticare o boicottare tradizioni secolari, credo che questi eventi popolari si debbano considerare come un mezzo per finanziare le associazioni e coinvolgere la popolazione in attività sociali importanti come momento di aggregazione.

Ritengo che chi si occupa di turismo a livello professionale, debba compiere altre scelte. E’ necessario compiere un salto di qualità, fare scelte strategiche ed avviare collaborazioni in termini di sinergie e promozioni comuni, con aziende locali, agenzie viaggi, associazioni culturali operanti in vari settori, comuni vicini e di altre regioni, università interessate a quello che offre il nostro territorio e imprenditori pronti ad investire.

3) Personale qualificato e preparato. Il personale deve essere parte attiva nella gestione del lavoro, ritengo indispensabile a questo proposito l’acquisizione di elementi “pensanti” e non di semplici impiegati, capaci di distribuire diligentemente cataloghi ma non di proporre idee e di stimolare il turista.

Le persone “diligenti e affidabili” servono sempre, ma per riuscire a compiere un “salto di qualità” servono altre capacità. Considero a questo proposito “fondamentale” la presenza di una o più persone con esperienza commerciale, in grado di insegnare a “vendere”, stimolare il gruppo e proporre con continuità idee e progetti.

Come preparazione professionale, naturalmente sono indispensabili una discreta cultura e una buona predisposizione ad imparare le lingue straniere, a questo proposito consiglierei di organizzare corsi di lingue per tutto il personale coinvolto e per tutti gli operatori commerciali del paese interessati.

Per la selezione del personale, terrei conto anche della passione e dell’impegno che i candidati hanno dimostrato nel corso degli anni a livello di volontariato, premiando chi ha saputo dimostrare una buona predisposizione al lavoro di gruppo, operando con profitto per garantire nuovi sbocchi commerciali offrendo gratuitamente la propria collaborazione per dare un aiuto concreto allo sviluppo economico e sociale del paese. Queste persone, hanno il pregio di aver potuto maturare un’esperienza importante a livello organizzativo nel settore della promozione turistica e sono riuscite a produrre una rete di contatti e collaborazioni indispensabili per organizzare eventi di richiamo.

La presenza di personale gradito alle associazioni di volontariato può contribuire a creare le condizioni migliori per una proficua collaborazione.

4) Una buona capacità organizzativa. Ogni azienda che si rispetti, deve il suo successo ad una buona struttura organizzativa e alla migliore gestione delle risorse a disposizione. Ruoli chiari, personale impiegato in compiti dove può dare il meglio di se, possibilità di proporre idee e suggerimenti atti a migliorare la qualità del lavoro.

Utilizzo di strumenti moderni, più efficaci e meno costosi, tutti gli uffici e i musei devono essere in grado di autofinanziarsi almeno in parte attraverso iniziative di vendita, promozione e ricerca clienti. Chi gestisce un museo deve, coordinato dall’ufficio turistico sviluppare contatti con potenziali visitatori, appassionati, associazioni, acquisire nominativi e contattarli in occasione di eventi significativi.

E questo solo per cominciare….

COMMENTO

l’amico Paolo termina con la frase….e questo solo per cominciare….quindi attendiamo altre sue considerazioni.

Ha idee molto valide, molto buon senso e dimostra grande preparazione culturale e politica.

Siamo sintonia con gran parte delle sue idee!

Informiamo l’amico Paolo che il blog ha raggiunto una media di 60 contatti al giorno con punte di 110. Il suo precedente commento, che abbiamo trasformato in articolo, ha avuto un sacco di lettori. Per un picolo blog locale non potevamo sperare di meglio.

A presto!


IL PONTE DEL DIAVOLO ….. a castello…

ripreso  dal blog federato ” valdarda comunitas ” e …..commentato


Quando la provinciale  Salsediana, quella che collega Castell’ Arquato con Salsomaggiore, non esisteva  la strada era totalmente diversa.
Non era asfaltata e si chiamava la strada dell’Agola (….la strè d’ lagula…), era bianca ( cioè non asfaltata), la sua carreggiata metà di quella attuale con, ai lati, una rigogliosa siepe di acacie e altre essenze selavatiche varie.
Partiva dalla Madonnina, un mistadello votivo che lambiva da vicino,  attraversava San Lorenzo e le Caselle dopo aver superato l’incrocio per Lusurasco e Cortina e giungeva ad Alseno.
Alla madonnina non c’era nulla: niente distributore, niente macello, niente case, niente di niente!
Una rigogliosa siepe di acacie, biancospino, rovi e salici  la ” ornava ” per tutto il tragitto e, da poco prima di San Lorenzo, la strada era affiancata da un canale della bonifica che portava acqua per l’irrigazione.
Le piante erano preziose e garantivano, ai viandanti e agli animali domestici,  un riparo dal sole cocente dei mesi estivi.
La strada era percorsa da poche automobili, molti cavalli, qualche trattore e tanta gente a piedi e in bicicletta.
I campi intorno erano coltivati a pomodoro, frumento, erba medica, melica e barbabietole.
Le siepi erano numerose e, praticamente, ogni campo ne era circondato.
Era uno spettacolo verde!………ma……
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La stretta strada seguiva rigorosamente il livello del terreno per cui era un gran saliscendi, curve alternate a rettilinei e sempre piante, ai lati, piante e siepi…..
La strada presentava due punti molto suggestivi: quello iniziale vicino a Case Arse e quello delle tre cascate, dopo l’Agola, passato San Lorenzo e prima dell’incrocio con Lusurasco..
Ma a Case Arse…c’era anche il ponte…al pont ad casèrs.
Qui la strada era leggermente in salita, quel tanto che non permetteva di vedere oltre, attraversava il ponticello e discendeva per poi proseguire verso San Lorenzo.
Il ponte era stretto, con due muretti bassi laterali, e permetteva di superare il rio che scendeva dal monte rosso lambendo Case Arse. Era un punto con vegetazione rigogliosa.
Le due arcate del ponticello  ( o forse era una più lunga….amnesia) erano Legate da una catena che quando tirava il vento……sbatteva emanando un tetro cigolio.
Ma se non c’era il vento….chi le faceva muovere e cigolare quelle catene nelle serate serene dell’estate o nelle nebbiose serate dell’inverno?
A San Lorenzo dicevano che lì sotto vi abitasse il diavolo.
Quel diavolo in ” guerra ” con il loro prete che lo aveva scacciato dal Castellaccio.
Quel prete che lo esorcizzava e che nelle serate di grave temporale, con i chierici celebrava messa, suonando le camapane fino a mezzanotte per ricacciarlo dal paese.
Quel diavolo che voleva vendicarsi facendo dispetti agli abitanti del paesino…che con i suoi ” folletti” spaventava a morte  i malcapitati che erano costretti a transitare verso sera o con il buio.
Poi hanno abbattuto il ponticello, spianato la strada allargandola e rendendola transitabile per auto e camion….

IL POLITECNICO A CASTELLO

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CASTELLO elaborazzione valtolla's blog

Per due giorni il borgo alto di Castell’arquato (oggi e domani 9 e 10 Novembre 2009) sarà oggetto di studio degli studenti universitari della facoltà di architettura del politecnico di Milano.

Si tratta di un workshop della durata di due giorni durante il quale si “perlustreranno” gli angoli del paese antico alla ricerca di ispirazioni relative al tema della luce: naturale, artificiale, notturna, giornaliera.

I risultati, con ogni probabilità, verranno organizzati in una mostra.

Nell’Italia da abitare dunque anche Castell’arquato! Si tratta di un promo fantastico per il paese e per l’intera vallata.

Il “nostro” gioiello valorizzato anche a livello di studi e ricerche di alto livello…bene!…molto bene!

 

OH..SENTINELLA…

 

 

Mentre dormivo ne la mia tenda
sognavo d’esser con la mia bella
e invece ero di sentinella
fare la guardia allo stranier…

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ALPINI IN VALTOLLA

Questa famosa canzone la cantavano i soldati e  aveva ben poco di militaresco… la cantavano dei giovani ragazzi che NON volevano fare la guerra, decisa per soddisfare ambizioni politiche in un Paese povero e arretrato che chiedeva pane e lavoro e non guerre!
Questa canzone la cantano ancora i giovani….
Ricordare questi ragazzi di 18 anni morti per una guerra tremenda e assurda ( ma vi sono guerre non assurde?) è doveroso!…Quando passate dinnanzi ad un monumento ai caduti fate un gesto di solidarietà, recitate un preghiera, esprimete un pensiero per questi ragazzi e per le loro mamme.
Le forze armate difendono una nazione, la sua democrazia, le sue istituzioni civili e religiose……

 

 

 

I QUADERNI DELLA VALTOLLA….presentato!

 

Foto vezzolacca (228)
LAGO IN VALTOLLA ( proloco photo )

Nella prefazione  del volume XI, Arturo Croci, parla di un nuovo ciclo…..e termina con  la frase ” porre l’attenzione sulla storia della valtolla affinché si possa meglio comprenderla, amarla, rispettarla, contribuendo così con saggezza al suo futuro “.

La serata, come avevamo annunciato con un precedente post, si è svolta a Lugagnano nel teatro comunale con molta partecipazione.

Condotta dal responsabile della redazione, Fausto Ferrari, la presentazione ci ha permesso di ascoltare una breve INFO degli articoli, contenuti nel volume XI, curata dagli stesi autori…alcuni molto emozionati.

Don Giancarlo Plessi ha ricordato gli inizi della rivista….la formazione dei primi numeri, i contatti…l’ entusiasmo dei collaboratori.

E’ stata ricordata la figura del compianto Angelo Carzaniga autore di articoli di grande portata storico-documentaristica.

In generale ottimi autori…che scrivono con un impostazione  poco ” colta” ma  molto precisa e divulgativa …..diremmo ” facile” e quindi di grande valore.

la serata è stata ” allietata” da un breve e simpatico fotoshow sulla costruzione della diga di Mignano.

La migliore rivista culturale Piacentina …forse tra le migliori d’ Italia.

Ancora una volta la piccola, e spesso dimenticata, provincia …..la provincia di Piacenza partorisce l’originale.

Una gran bella serata!

Nelle edicole della valtolla…..acquistatene copia.

 

 

A SAN MARTEIN ….mëtta la lègna in sal camein

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A San Martein mëtta la lègna in sal camein ( a San Martino metti la legna nel camino ………che inizia a fare freddo).

I proverbi locali su San Martino si sprecano…..il giorno di San Martino (11 novembre) lo rammentavano bene…molto bene TUTTI!

..Ti faccio fare San Martino! Urlava  il padrone di casa a chi non pagava l’affitto o ne aveva, a suo dire, combinata una grossa….

..sta facendo San Martino….sussurravano con voce sommessa ( solidarietà) i vicini di casa e gli amici di una famiglia che stava traslocando o gli era imposto di traslocare.

Certo che detto in dialetto  ( …at fag fé San Martein ….) aveva un senso che non richiedeva nessuna spiegazione e traduzione.

Sinonimo di trasloco, il giorno di San Martino,  era anche il giorno in cui si pagava il fitto al padrone di casa.

Questa giornata, prima che la ” moderna burocrazia” uccidesse tutto era anche il giorno in cui iniziava la nuova annata agraria, si rinnovavano i patti agrari….insomma era un giorno importante per l’agricoltura ( pensate  a quanto poteva esserlo quando l’agricoltura rappresentava il 30-40 % dell’economia del Paese….anche il 70-80 % dell’economia della VALTOLLA……riferendoci solamente alla fine degli anni ’60 ).

Non più di 60 anni or sono era anche il giorno in cui si mandavano a svolgere l’attività di  ” famei o famei da spesa” ( il famiglio…il ragazzo che aiutava il padrone nei lavori dei campi e della stalla)  i ragazzi delle povere e numerose  famiglie contadine…ma anche cittadine-operaie.

60 anni fà non eravamo nel medioevo ma l’arretratezza e l’ignoranza era ancora tale che questi poveri ragazzi erano ” venduti ” per una stagione, per qualche anno ….venduti per un tozzo di pane….il fato è che spesso questo tozzo di pane neppure era garantito a casa …ma la libertà di casa tua scalda il cu…e la coda…..

San Martino è anche sinonimo di estate ……l’estate di san martino ( un fatto  meteorologico …ma chi vuole approfondimenti li può cercarli su wikipedia).

Non possiamo, infine,  dimenticare il grande  poeta GIOSUE’ CARDUCCI!….Suvvia…la famosa poesia  ” San Martino” ….

la nebbia agl’irti colli

piovviginando sale,

e sotto il maestrale

urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo

dal ribollir de’ tini…..


…NA MUSCA …. intant as mangia es beva!

ottobre ultimi fiori in valtolla..poi l'autunno

Par san Simon na musca la väl un milion per san Simone  ( 28 ottobre) una mosca vale un milione…..nel senso che a fine Ottobre le mosche sono rare per il freddo e quindi ” valgono ” molto.

Si tratta di un vecchio detto contadino che decreta che in pieno autunno ( il 28 ottobre) le temperature calano drasticamente…compaiono le prime vere gelate…le nebbie fitte e si terminano i lavori in campgna.

Ormai in valtolla non vi sono più tanti campi arati per le semine…solo molti prati stabili  ma….. si inizia a ” pulire ” il bosco, a riparare le strade per evirare che le piogge possano provocare frane, si gira più volentieri per mercati … ma si passa anche molto tempo anche davanti al fuoco del camino e della stufa o all’osteria a fare un briscola.

L’autunno è la stagione delle chiacchiere, dell’ascolto, dell’osservazione dei colori, della ricerca del cibo che ci piace.

In molte osterie e trattorie locali si può gustare della buona polenta con la frittura del maiale, gli zampetti, i ciccioli, le costine…con un buon bicchiere di vino novello…di solito bianco …quello che si usava un tempo spillato dalla botte ancora in fase di fermentazione ( diciamo quasi vino).

La variante più nota è la polenta con il merluzzo …quello secco sottosale che si lascia in ammollo due giorni e poi si cucina con la cipolla …che delizia!

Comunque attenti alle mosche, quelle che son rimaste, che si riparan dal freddo in casa vostra!

PAR SAN GAL……

Par san gal réra  al mont e sumna a val ( per san gallo ara la terra di montagna e semina a valle).

tempo di semine…di travasi del vino, di ultime raccolte delle castagne….autunno…tanto autunno!

Il solitario contadino della valtolla guarda la valle……deve decidere che fare! dece decidere cosa seminare…..

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