Asciugavamo le pagnotte con il nostro sangue…

Bernardo Cavaciuti
Bernardo Cavaciuti

«Mi fecero prigioniero il 29 ottobre e ci dettero da mangiare il 7 novembre. Mi condussero a Tolmino, presso un loro comando, dove ci registrarono. Qui si veniva razionati un giorno sì e uno no. Quindi ci portarono a Udine per attendere a certi lavori. Il vitto era sempre misero. Fin dalle prime settimane molti furono ricoverati all’ospedale per la debolezza, per la febbre, per la fame. In più venivamo obbligati a lavorare da forti botte. Asciugavamo le pagnotte con il nostro sangue». Inizia così il racconto del prigioniero della prima guerra mondiale Bernardo Cavaciuti di Rusteghini di Morfasso in Valtolla Continua a leggere “Asciugavamo le pagnotte con il nostro sangue…”

Giovanni ritorna a casa, ritorna nella sua valdarda…(una storia vera)


GIOVANNI PEROTTIGiovanni Perotti di Salino, classe 1921, riceve la cartolina di precetto il 22 agosto 1942, parte a 21 anni  per Messina e verrà  poi destinato alla Grecia dove 14 settembre 1943 verrà fatto prigioniero dei tedeschi (ora nemici) e internato in campo di concentramento a 30 km da Berlino. Liberato dai Russi il 20 aprile 1945, attraversa la Polonia, l’Ungheria e infine arriva a Trieste il 22 maggio 1945, dopo aver attraversato mezza Europa a piedi. Viene con i suoi compagni di viaggio (ex prigionieri) portato a Verona dove c’era lo smistamento degli ex deportati in Germania. Li viene “pulito” e sfamato. Giovanni dopo 4 giorni riparte e raggiunge Modena e poi con un camion americano giunge a Piacenza. Qui un “incaricato”(dice Giovanni “non so chi fosse ma era persona perbene”) del governo lo accompagna al collegio Morigi dove viene interrogato sulle sue peripezie e sfamato. Infine viene accompagnato alla stazione delle corriere e torna sulle sue montagne…

Continua a leggere “Giovanni ritorna a casa, ritorna nella sua valdarda…(una storia vera)”

Valtolla: le truppe francesi entrano nella valle innevata per sconfiggere “i briganti”*

Napoleone in un affresco presso il palazzo comunale di Lugagnano
Napoleone in un affresco presso il palazzo comunale di Lugagnano

Sgomberato 

il 

terreno 

negli 

“avamposti” 

dell’insurrezione 

– 

quali 

 possiamo 

pensare 

fossero 

Bardi 

e 

Borgotaro 

-, 

le 

truppe 

francesi 

 si 

diressero 

verso 

quella 

che 

era 

ritenuta 

il 

“centro” 

della 

rivolta, 

 e 

 cioè 

 la 

 Val 

 Tolla. Continua a leggere “Valtolla: le truppe francesi entrano nella valle innevata per sconfiggere “i briganti”*”

Le strade romane in alta val d’arda (nella valtolla)

IL PROSSIMO 16 GENNAIO IL BLOG …..

http://www.quadernivaltolla.wordpress.com

INIZIA LA PUBBLICAZIONE DI UN SAGGIO DEL 2003 SCRITTO DAL PROF. SANTINO CAVACIUTI [ IMPORTANTE FIGURA  INTELLETTUALE DELLA VALTOLLA] DAL TITOLO ” LE STRADE ROMANE DELL’ALTA VAL VARDA “( L’ARTICOLO SARA’ PUBBLICATO IN 3 PUNTATE )

RITENIAMO IL SAGGIO UN DOCUMENTO ECCCEZIONALE E NE DIAMO UN PICCOLO ANTICIPO…

……Come ordine di esposizione seguirò, grosso modo, quello della risalita della valle dalla strettoia di Mignano – che separa decisamente l’Alta  valle  dell’Arda   dalla  Media, e  che  è ora occupata dalla diga del lago artificiale detto appunto di Mignano – al passo del Pelizzone, il quale da sempre, si può dire, ha segnato (anche se non unico – come si vedrà più avanti – ) il luogo di transito dall’Alta valle dell’Arda alla valle del Ceno e quindi del Taro, in direzione della Liguria orientale, e, soprattutto, per l’antichità romana, in direzione di Luni, dell’antico Municipium di Luni…..

…… il primo “sito” che è dato trovare nella nostra valle, o, per meglio dire, il “sito” da me osservato nella medesima zona, è quello della località detta “Campo del Pozzo”, che è un terreno semi-pianeggiante, a poche centinaia di metri a sud dell’antica Abbazia di San Salvatore e San Gallo e cioè nello stesso pianoro in cui sorgeva l’abbazia, il cui sito è indicato, nelle carte dell’I.G.M., come “Chiesa Vecchia”. Ciò fa pensare che sia stato proprio questo antico insediamento romano in un luogo relativamente pianeggiante…….

…… Un altro “sito” romano è stato individuato nei pressi della frazione Rocchetta (di Morfasso), nella località denominata “Dalla Ca’ ”. Si tratta di frammenti di mattoni e tegole. Anche qui il luogo è costituito da un quasi-pianoro, vicino a un rivo, presso un’antica strada, che portava a Teruzzi. Pure questo pare uno dei luoghi geologicamente più sicuri della valle. E così si deve dire, in certo modo, di tutti più o meno i “siti” romani della vallata, nel senso che sono pressoché tutti situati in zone relativamente pianeggianti e geologicamente sicure, in quanto non soggette a frane; sono inoltre vicini a un qualche   corso   d’acqua……

……. È suggestivo pensare che il nostro Salino potrebbe derivare, appunto, dall’esistenza, presso il ponte, o il guado, sull’Arda, di un deposito di sale, sin dall’epoca romana.

Qui, nella zona più ampia della vallata, è esistito, forse, l’insediamento romano più importante, dopo Veleia, per tutta l’alta valle; così fa supporre l’esistenza di un duplice insediamento: al di qua del torrente (per chi proveniva da Veleia) e al di là dello stesso torrente. Duplice insediamento con ritrovamenti archeologici particolarmente significativi. In verità, al di qua del torrente (nel senso appena detto) ci sono sicure tracce di un “sito” romano, che probabilmente ha avuto un seguito anche dopo l’epoca romana, in quanto il medesimo porta il nome di “Prato del Borgo” (nella parlata locale: “Prà dar Burgu”)….

……. Sintetizzando quanto ho qui esposto del sistema viario dell’Alta Val d’Arda si potrebbe dire che:

1)            Anzitutto la Valle era attraversata da cima a fondo da un lungo tratto della Veleia-Luni, che toccava le località denominate, al tempo dei romani o dopo, Taverne, Bardetti, Sperongia, Pèdina, Arda (Conca dell’Arda), Pelizzone.

2)            Una variante di questo tracciato era quello che da Sperongia passava la riva destra dell’Arda e saliva a Rocca, a Casali, per arrivare anch’essa al Pelizzone.

3)            Un’altra variante, partendo da Taverne, raggiungeva Olza, Variano, Morfasso (o Rocchetta), Teruzzi, Pelizzone.

4)            Accanto a queste tre direttrici principali della Veleia-Luni, esistevano altre strade secondarie, che univano varie località abitate, e precisamente:

4¹ La strada Guselli – Prà dë  Stabil (il “sito” tra Levei e Sartori) – Rocchetta, dove si innestava nella strada per Teruzzi ecc.

4² La strada Morfasso (o Rocchetta) -Pèdina dove si innestava nella variante principale della Veleia-Luni).

4³ La strada Pèdina-Greghi-Botti-Teruzzi-Zucchi (dove si innestava nella variante Veleia-Taverne-Olza-Variano-Rocchetta-Teruzzi-Pelizzone…….(omissis)…

( nota della redazione del blog: tutti i diritti sono della rivista quaderni della valtolla i cui numeri arretrati  potete riceverli richiedendoli a mezzo mail tramite lo stesso blog della rivista citato in premessa …).

La famiglia di Bigarö ad Rustighén…una storia della valtolla.

la vecchia chiesa gremita (clicca per ingrandire) foto bergo

Sabato 7 agosto 2010 si è svolta a Morfasso, presso l’antica chiesa, la presentazione del volume “La famiglia dei Bigarö”. Un volume di 350 pagine in cui l’autore, Andrea Bergonzi, ha cercato di racchiudere sei secoli di storia di una famiglia di Rusteghini, piccolo borgo dell’alta val d’Arda posto nel comune di Morfasso. Storia di una famiglia in particolare, ma storia più in generale di un intero borgo e di un’intera vallata, in quanto i fatti che hanno animato il fluire della storia di questa famiglia sono, più o meno, gli stessi che animano ed hanno animato le famiglie della Valtolla.