I laghi naturali della Val d’Arda, questi sconosciuti…

2018-10-lago del gallo11-1IMG_3222
LAGO DEL GALLO, VISTA PARZIALE

Scritto da Sergio Efosi Valtolla, fotoamatore, blogger, escursionista e narratore.
Per parecchi di noi parlar di laghi in Val d’Arda, significa associare il termine a Mignano e al suo grande lago artificiale.
Invece, con questo breve articolo, vorrei parlare di quelli molto più piccoli, naturali, che si trovano girando per la boscaglia dell’alta valle…ma andiamo con ordine.

2018-10-lago del gallo1-1IMG_3225
IN PIEDI DA DESTRA: PINUCCIO, FAUSTO, PATRICK, FURIO, IO… SEDUTE DA DESTRA: MARIA LUISA, ANNA, ROSANNA, CARINA, SYLVIE.

Brevi notizie prima di entrar nel bosco…
La zona di cui parlo è compresa per intero nel comune di Morfasso, nella primaria valle dove nasce l’Arda, tra Passo del Pelizzone, Teruzzi e Rusteghini.
I laghi (quelli prevalenti) in questione sono tre: Lago del Gallo, Lago del Rudo e Lago dei Lupi; piccoli ma molto…molto antichi, generati verosimilmente i primi due, dal gran “movimento” geologico dei ghiacciai antichi del Lama che ha creato questi sbarramenti morenici in terre ricche di torbiere, zone “molli”, boscaglia, ofiolite e diaspro rosso.
Il Lago del Gallo, in particolare, vale anche per quello del Rudo, è di grande importanza naturale, è sempre pieno d’acqua, non ha alcun emissario superficiale, ospita il tritone alpestre-appenninico e diverse colonie di rane marroni e verdi.
Poco di più potrei dire a proposito del vicino Lago del Rudo, altrettanto suggestivo e con la medesima origine antica. Il toponimo con il quale è identificato “Rudo” forse ha un significo originale che non conosco.
Il Lago dei Lupi (alimentato dalle buonissima acqua “minerale” della vicina “fonte dei Lupi”) si trova a quote maggiori, poco distante dal Passo del Pelizzone e da Casali di Morfasso, conserva una piccola fioritura di ninfee estive. La sua forma rasenta quella di un grande cuore.
Si tratta di laghi piccoli e poco profondi, immersi nella boscaglia.

2018-10-lago del gallo1-1IMG_3184
LAGO DEL RUDO…
2018-10-lago del gallo1def1-1IMG_3212-Pano 2
LAGO DEL GALLO

Alla ricerca dei laghetti del Rudo e del Gallo…
Se non si conoscono bene i luoghi è meglio non azzardar ricerche improvvisate, molto meglio farsi accompagnare. In ogni caso partendo dalla storica trattoria-pizzeria-bar “Ca’ del bosco” a Rusteghini, via Cogni 5 (comune di Morfasso) si sale a piedi fino I Massè (Masè) di Teruzzi. Si attraversa il piccolo abitato e si guada la giovane Arda, piegando subito a sinistra. La carraia è agevole e conduce in poco tempo al Lago del Rudo, interamente recintato dal filo spinato. Completamente avvolto nella boscaglia, si presenta con le sponde un po’ “disordinate”.
Poi si risale sul sentiero principale e si riprende il cammino, piegando a sinistra fino a scorgere, tra la boscaglia, una piccola pineta che affianca, in parte, il Lago del Gallo, magnifico, abbastanza grande, suggestivo e misterioso al tempo stesso.
Immancabilmente, raggiunto questo Lago, abbiamo fatto una sosta decisamente più lunga, una colazione dolce con torta, patrona e caffè.
In primavera e in autunno, il bosco e i laghi citati, riservano un gran bel colpo d’occhio, tra fioriture e un bel “foliage”.
E qui si fa una breve sosta, giusto il tempo per far “colazione” e per ascoltare la lettura di un brano del Vangelo di Maria Luisa…
Infine si riprende il sentiero fino a raggiungere la sottostante strada provinciale e quindi la trattoria-bar-pizzeria “Ca’ del Bosco“, dove i gestori sono accoglienti e dove si trova sempre la maniera di mangiare qualcosa di buono, sempre.
Di fatto le carraie percorse, tracciate per il lavoro dei contadini, costituiscono un vero, pur breve, anello escursionistico non segnalato che con calma, soste comprese, si percorre al massimo in circa due ore.

2018-10-lago del gallo1-1IMG_3139

2018-10-lago del gallo11-1IMG_3252-HDRCamminare fa bene al morale e …
In altre occasioni l’ho detto: vado spesso a girar per boschi e monti in solitaria ma non disdegno la buona compagnia.
Porto sempre la macchina fotografica, un cavalletto, qualche lente e un paio di filtri in vetro. Per girar nell’alto Appennino è meglio calzare scarpe da trekking e aver sempre a disposizione acqua, copricapo e impermeabile (adatto alla stagione).
Con gli amici che citerò abbiamo interessi comuni, camminiamo molto e terminiamo spesso la giornata con “i piedi sotto al tavolo”, una buona e consolidata abitudine.
I nostri favori enogastronomici li riserviamo alle “minestre” piacentine , dai pisarei e fasö agli anolini in brodo, passando per i tortelli ripieni con erbette, ortiche e ricotta.
Per il vino “navighiamo” a vista tra Gutturnio, Monterosso leggermente abboccato, Ortrugo e dintorni…
Per i secondi, quando non abbiamo esagerato con le minestre, prediligiamo tutto quello che potremmo definire “pulaia”, dall’arrosto al lesso con o senza ripieno. In pratica siamo molto legati alla tradizione rurale piacentina.

2018-10-lago del gallo11-1IMG_3159

2018-10-lago del gallo11-1IMG_3270I protagonisti del giro ai laghi del Gallo e del Rudo …
Furio (l’esperto dei sentieri, li conosce tutti, anche ben oltre la provincia). Fausto “il brigante”, sempre alla ricerca della dieta perduta. Franco, esperto di cartografia. Ornella, silenziosa e discreta, quasi timida. Pinuccio è un gran appassionato di fotografia. Carina è patita di ginnastica e movimento. Anna è una gran viaggiatrice. Rosanna è volonterosa e decisa.  Maria Luisa, alla prima sosta utile a sorpresa, ma con nostro gran piacere, legge un brano del Vangelo.
Poi ci sono io con la mania dello scatto fotografico; il mio motto è “fermi, la prima foto andava bene ma ne facciamo un’altra”.
Poi quando possono si aggregano tante altre amiche e amici, vicini e lontani ma tutti molto simpatici…

2018-10-lago del gallo11-1IMG_3240-HDR
LAGO DEL GALLO, LA SCHIARITA IMPREVISTA…

Piesse, giusto per non dimentare: in queste occasioni non disdegnamo mai due fette di salame, un bicchiere di vino, un caffè, una fetta di torta da consumarsi nel bosco seduti nella radura, accanto al lago, al dirupo…all’ombra di un faggio o riparati in un rifugio montano …perché camminando vien sete ma anche molta fame.

2018-10-lago del gallo1-1IMG_3153

2018-10-lago del gallo1-1IMG_3150

2018-10-lago del gallo11-1IMG_3179
LAGO DEL RUDO, VISTA PARZIALE

fb24d8f7-6b8a-48f0-a3c7-195692c1c995

2018-10-lago del gallo1-1IMG_3192-HDR
LAGO DEL RUDO
Annunci

Morfasso: l’estate della cultura e del tempo libero rende omaggio alle opere dello scultore Marco Polledri (fotoarticolo)

2018-07-polledri-7DM4B8086Morfasso: l’estate della cultura e del tempo libero rende omaggio alle opere dello scultore Marco Polledri (di Sergio Efosi Valtolla: fotoamatore, blogger, escursionista e narratore)

Prosegue la partecipata estate morfassina (Valtolla) dedicata alla cultura e al tempo libero.

Sabato 28 luglio a Morfasso, presso la chiesa antica, è stata inaugurata la mostra del morfassino dott. Marco Polledri, medico specializzato in dermatologia, che nel suo tempo libero si dedica alla scultura del legno ricavandone opere d’arte di grande impatto emozionale.

Una gran folla ha partecipato all’inaugurazione della mostra che resterà aperta tutti i giorni dalle 17 alle 19 fino domenica 12 agosto.

2018-07-polledri-1DM4B7914La cerimonia inaugurale della mostra, introdotta da Gian Francesco Tiramani, è iniziata con il coro di Morfasso, diretto dal maestro G.Luigi Rigolli, al quale partecipa lo stesso scultore.

Alla presentazione erano presenti il Sindaco Paolo Calestani con la giunta e numerosi consiglieri e il Vicario diocesano don Vincini oltre a una gran folla di estimatori, di amici e di cittadini provenienti da Piacenza e dalle province limitrofe.

Al termine dell’evento i numerosissimi ospiti sono stati accolti per un aperitivo presso l’Osteria Zia Valentina.

2018-07-polledri-12018-07-polledri no-1DM4B8032-Modifica

2018-07-polledri-12DM4B8096

2018-07-polledri-1DM4B7973

2018-07-polledri-19DM4B8112

2018-07-polledri-1DM4B7953

2018-07-polledri -1DM4B8029

2018-07-polledri-1DM4B7950

2018-07-polledri-14DM4B8101

2018-07-polledri -1DM4B7945

2018-07-polledri-1DM4B8072

2018-07-polledri-3DM4B8076

2018-07-polledri-7DM4B8086

Pista ciclabile dal Po a Mignano? 

2018-05-diga giorno no-1IMG_0659-Pano-Modifica_FotorUna pista ciclabile dal Po al lago di Mignano, in alta Val d’Arda (di Sergio Efosi Valtolla, fotoamatore, blogger, escursionista e narratore).  

L’annuncio di un simile progetto è stato avanzato  nel recente convegno svoltosi il 23 luglio 2018 sul “muro” più famoso della Valdarda, nell’ambito del convegno “Ritorno al futuro”, promosso dal padrone di casa Consorzio di Bonifica di Piacenza. 2018-05-diga tracimazione-1DM4B0035-Pano-Modifica

Bell’idea, anzi bellissima. Questo progetto una volta portato a compimento porterebbe a un collegamento ciclabile, e dunque pedonale, dalla già esistente Ciclovia del Po all’Appennino della Valdarda. Un’idea per certi versi non nuova ma sempre molto attuale; un progetto nella testa di tutti gli appassionati di queste attività legate alla fruizione del tempo libero in maniera lenta e attenta a non guastare il territorio naturale, culturale e storico che la ciclovia attraversa.  

Un progetto simile e parziale, rispetto a quanto già detto, che unisse Castell’Arquato con Fiorenzuola e con Chiaravalle della Colomba era stato avanzato diversi anni fa. Forse qualcuno lo ricorda? Forse ne è stato realizzato un pezzo? Ma quando mai. 

Anche nel caso della nuova “meravigliosa” ciclovia che raggiungerebbe il nostro “muro” si tratta, è stato precisato, di ipotesi progettuali future. 

Per realizzare queste infrastrutture occorrono più permessi e carte bollate che non soldi.

Proprio per tal causa, per il lieve “movimento di denari”, rispetto al gran beneficio che ne scaturirebbe, temo che il progetto rimarrà tale per molti e molti anni ancora. 

Passato il momento dei riflettori e delle luci il “muro” sarà dimenticato dai politici e dalle Istituzioni regionali e nazionali?

Saranno ricordate le promesse, le idee avanzate oppure…

Io non entro nel merito di un progetto che non conosco, non pongo limiti alla bontà dell’idea che mi piacerebbe veder rapidamente realizzata in toto.

2018-07-diga-1DM4B7196
Al convegno tante proposte, tanti annunci…molto interesse.

So bene quante sono le infrastrutture deboli, assenti o devastate in tutta la Valdarda che conosco; so bene che servirebbero strade più decenti e sicure ma so altrettanto bene che creare infrastrutture per la fruizione del tempo libero e del turismo è altrettanto utile e urgente.

Detto questo, preciso anche che non mi appassiona il “benaltrismo” (il servirebbe ben altro “bell’idea ma prima servirebbero altre cose. Dopo si penserà anche alla pista ciclabile…alla sentieristica, ecc..ecc.”.) 

Se non sull’agricoltura legata anche al presidio del territorio e sul turismo su cosa occorrerebbe puntare per dar un po’ d’ossigeno all’Appennino? Cosa dovremmo fare in montagna per evitare la sempre maggiore desertificazione umana? 

Il discorso è certamente complesso e meriterebbe più spazio ma questa è solo un’opinione sull’ipotesi della ciclovia sulla quale “mi piacerebbe poter essere presto smentito”…  

Ps: la diga di Mignano con l’ultima manutenzione e la realizzazione dei nuovi “sfioratori” ha elevato la sua capacità di oltre un milione  mezzo di metri cubi d’acqua. Un bel risultato.

2018-07-la diga ritorno al futuro-1DM4B7161
I canottieri della “Vittorino” in allenamento a Mignano
2018-07-balena -1DM4B7003
La balena di Fornari e Carta “emersa” il giorno del convegno. (un legame tra arte e piacenziano, tra la balena fossile ritrovata in Valdarda e mar padano).

2018-07-diga-1DM4B7227

2018-07-balena-1DM4B7509-Modifica

Castell’Arquato sistema la boschina, la fontana del duca e il torrione…

2016-05-28- castellarquato e cinta 1-0698Castell’Arquato, sistema la boschina, la fontana del duca e il torrione…di Sergio Efosi Valtolla (fotoamatore, blogger, escursionista e narratore).

Sono anni luce (si fa per dire) che non scrivo di politica locale e non voglio “mettermici” proprio ora. Tuttavia sono stato attratto da un titolo del nostro quotidiano “Libertà” che nei giorni scorsi, nella pagina di Fiorenzuola e Valdarda, recitava “Castellarquato, un piano da 550mila euro per i luoghi storici”. Ho letto l’articolo e, per quel che capisco (a volte son duro di comprendonio…), si tratta di progetti per sistemare il Torrione, le Fontane del Duca, “la boschina” con il “Parco delle Driadi” e con la scalinata che conduce dal Viale delle Rimembranze alla “Solata” a due passi dal castello.
Ribadisco: non entro nel merito delle scelte amministrative e auspico solo che siamo spesi bene, perché con 550mila euro si può far tanto, veramente tanto; il meglio possibile perché Castell’Arquato ne ha bisogno!
Castello è un Paese che deve “decidere”, o se preferite confermare, se vuol progredire anche con il turismo oppure no. Se la risposta fosse affermativa allora il borgo dovrebbe aver a cuore un simile intervento che coinvolge tanta parte della sua storia antica e più recente.
Lo dico così senza entrar nel merito perché non conosco i progetti e perché io amo il mio comune d’origine, al di la chi lo amministra temporaneamente. Certo vorrei sempre il meglio, vorrei un paese più “ordinato” e “pulito”, vorrei una gran organizzazione turistica con maggiori servizi, etc…

Quando penso a questo vecchio caro borgo vedo sempre “il bicchiere mezzo pieno” perché sono un inguaribile ottimista.
Mi illudo?
Forse…ma cosa volete che aggiunga!
Mi piace Castell’Arquato!

Ps: E l’Ostello? E  il “sistema” museale? E un progetto per la valorizzazione e per lo studio permanente della gran mole documentale arquatese? E un progetto per realizzare 150 km o più di sentieri escursionistici nel territorio? E un progetto di ciclabile tra il “Borgo” e “l’Abbazia di Chiaravalle”? Ma…i soldi e i finanziamenti per tutto questo? Ogni anno l’Italia “dimentica” di chiedere contributi alla Cee per diversi miliardi di Euro…

CAPPELLETTA SAN LORENZO
la bacheca presso la cappelletta di santa franca

2016-09-10-medioevo-2-bisbis-0179fl_fotor

2014-04-21-castello iPhone LR-3260

©Valtolla’s blog è un progetto di…Sergio Efosi Valtolla (fotoamatore, blogger, escursionista e narratore).

sergio IMG_9965

Lago di Mignano superstar…

2018-05-diga tracimazione-1DM4B0035-Pano-ModificaLago di Mignano superstar…di Sergio Efosi Valtolla (fotoamatore,  blogger, escursionista e narratore).
Ecco siam pronti…mancano una manciata di centimetri e la “tracimazione” sarà cosa fatta (chissà se quando pubblico il posta sarà cosa fatta!). Continua a leggere “Lago di Mignano superstar…”

Le strade scomode dei francigeni…

Le strade scomode dei francigeni…di Sergio Efosi Valtolla (fotoamatore, blogger, escursionista e narratore).

Percorre il ciglio della strada, la carraia, il sentiero con lo zaino ben fissato sulle spalle, un piede nell’erba e l’altro sull’orlo come uno che vive ai “margini”. Con pervicacia avanza, a volte tentenna come se avesse perso il filo, poi riprende.
Se lo seguite vi accorgerete del suo lieve ondivagare tra ghiaia, asfalto e sterrato.
A destra, a sinistra sulla via, seduto sul gradino, fermo in attesa di un compagno di viaggio oppure solitario e pensieroso, assorto nei suoi pensieri.
I suoi piedi ridacchiano di lui (o di lei) per la fatica, per i calzini puzzolenti e, a volte, per le evidenti “ciocche” che lo costringono a camminare goffamente.
Si piega ma non molla, si esalta alla vista del panorama imprevisto, si siede, lo contempla e poi riparte.
Il suo viaggio è tutto nello zaino e odia i cartelli segnaletici perché quasi sempre imprecisi e mendaci.
Arriva alla meta quotidiana stanco, felice ma pur sempre affaticato dal viaggio. Cerca il letto per riposar la notte, è curioso e va alla ricerca di altre emozioni serali, chiacchiera con altri viaggiatori, cena, ride…
Riflette sulla sua esperienza, sulla giornata e prega; si addormenta con i suoi sogni, con i suoi propositi positivi e mette in ricarica il telefonino per restare connesso al suo mondo.
Il giorno dopo di buona mattina, con lo stesso entusiasmo del giorno precedente, riparte e ancora avanza verso la sua meta.
Sei tu, sono io, sono un pellegrino del terzo millennio!

IMG_5308

IMG_5312 2

IMG_5310 2

Badia di Val di Tolla: quando comandava anche a Piacenza…

oratorio di san dalmazio 1pcREVISIONE 12-2017 2Badia di Val di Tolla: quando comandava anche a  Piacenza…* 

Sergio Efosi (fotoamatore, escursionista e narratore di storie)

Nel medioevo l’Abbazia di Val di Tolla (Alta val d’Arda-Piacenza) aveva importanti interessi a Piacenza, città romana ampiamente saccheggiata e decaduta dopo la fine dell’Impero; città che era  lentamente risorta a partire dalle dominazioni longobarda e poi franca. Continua a leggere “Badia di Val di Tolla: quando comandava anche a Piacenza…”

Cara Valdarda, ma come ti han ridotta?

imageCara Valdarda, forse una volta eri molto bella e naturale, ma pochi di noi ti hanno conosciuta a quei tempi. Hanno iniziato circa 90 anni fa con una diga e poi hanno continuato con una bella cementeria che poi, pochi decenni fa, si è fatta più grande e più forte di “prima”. Per portare un’ industria insalubre di prima categoria in una valle così piccola,chissà come hanno potuto, chissà…
Ma non è finita qui: quando la ampliarono ci sarebbero voluti, come minimo, un serio controllo delle emissioni attraverso una fitta rete di centraline e invece…c’è lo hanno fatto credere ma non lo hanno mai fatto. E il traffico pesante che ha portato in valle che sfiora, in certi periodi, mille passaggi di mezzi pesanti al giorno? Pensate forse che abbiamo posto rimedi? Si, una piccola e anche poco efficiente circonvallazione (tipo fette di prosciutto sui nostri occhi di ingenui valdardesi) che evita l’attraversamento di Lugagnano ma non di Castell’Arquato dove il traffico pesante fa molti danni. Cara Valdarda abbiamo l’impressione che troppi amministratori locali si siano accontentati al posto di controlli e dinieghi di qualche “merce di scambio”: l’aiuto per una strada da asfaltare, per allestire uno spettacolo, per qualche metro di calce…e forse chissà cosa d’altro.
Ma la salute no, questa non importava a nessun politico o sindacalista.
Ma tu cara Valdarda che sei ancora bella, potresti essere bellissima con quel Castello splendido, con quei calanchi del Piacenziano…e quei monti come il Moria; per non parlare dei monti del crinale come il Lama e il “dolomitico” Menegosa, della vitivinicoltura collinare di alta qualità e di tanti monumenti…e cose del genere che ti danno lustro.
Pensa, cara Valdarda, potresti essere la terra ideale per residenzialitá, anche di alto profilo, e per un gran turismo, per arte e artigianato …e invece a ridosso delle tue zone più belle ti han costruito un mostro e han commesso, e sono in atto, tanti scempi ambientali. Ma perché, ma perché tanto accanimento? Resisti, cara Valdarda, resisti, hai superato anche prove ben più dure, resisti che ti amiamo in tanti.
A questo punto però non resta che dire, parafrasando amici di altre vallate piacentine, “grazie amministratori locali degli ultimi 40 anni…, grazie per questi esempi di scempi… Grazie, per averci portato i fabbriconi e qualche posto di lavoro in cambio della nostra salute, della salute delle generazioni future. Tanto alcuni di voi neppure abitano o abitavano in Valdarda; siete pure dei benefattori e vien proprio da chiederci come, senza di voi,  avremmo potuto rovinare tanto…”.
E allora, cari amministratori permetteteci un ultimo saluto: “baciamo le mani”.
(Ogni riferimento a cose, persone o fatti è puramente casuale, tutto inventato…frutto della perfida mente di un amante “geloso” della Valdarda alla quale è unicamente dedicata questa lettera).

2015-05-24-no carbonext web 1 LR-3881

Arda che fai, ci segui?

IMG_2864_tonemapped _Snapseed flare copiaIl nostro torrente Arda da il nome alla valle, una delle maggiori di Piacenza,integralmente piacentina con i suoi castelli, i borghi medievali, le antiche chiese, gli oratori, i vigneti in collina, il grano, il mais, il pomodoro e il latte in pianura, i poderi agricoli del Maestro Verdi con la sua villa a Sant’Agata, i ciliegi di Villanova e Soarza. A un certo punto della sua corsa, quando è già rallentata, la nostra Arda incontra Cortemaggiore, antica capitale dello stato dei Pallavicino, dov’è nata l’Agip supercortemaggiore. Continua a leggere “Arda che fai, ci segui?”

Se in Val d’Arda-Valtolla si coltiva male il bosco succede…..(di marco del lest)

santuario a Santa Franca..(clic per ingrandire)

Le aree forestali che si trovano nelle zone sommitali della val dArda (crinale M. Lana – S, Franca – M. Lama – M. Carametto) sono in gran parte popolate da miseri cedui di faggio governati in una forma impropriamente detta a “sterzo” (ma detto anche “taglio della fame…”) .

Questi boschi sono popolati da miseri polloni di faggio alti al massimo 8 m e con diametri raramente superiori ai 20 Cm, mentre in altre zone della provincia, magari a quote anche superiori abbiamo cedui o fustaie di faggio con ben maggiori incrementi di volume ed altezza delle piante. Questo stato di cose non è dovuto alla scarsa fertilità del suolo od all’altitudine o all’azione del pascolo, ma è principalmente conseguenza delle modalità di governo (tipo di taglio praticato) del bosco.

Marco del lest vi spiega cos’è il “taglio della fame”…leggendo l’intero articolo, illustrato con numerose foto, ciccando QUI!

La diffusione del documento è autorizzata citando blog e autore (marco del lest)

Amici dell’Arda…..(secondo articolo fotografico di Fabio M.)

foto 1 da google-clic per ingrandire

Eccomi amici dell’arda…nella prima foto [foto 1]  in rosso è evidenziato un capannone in disuso da molti anni..e, in celeste, la zona della riserva; mi kiedo cosa ci faccia li, vicino al torrente,  un capannone ….e poi ecco le altre relative immagini per quanto secerne inquinamento ecc…buon divertimento e pubblicate pure sul blog……..l ‘ultima foto mostra la nuova staccionata in legno fatta costruire 2 anni fa…ed ora?? 1! a ke serve?????
kiedo a voi se è possibile stabilire un incontro per riprendere dal vivo il percorso ke ho analizzato,raccogliendo anche interviste ecc….grazie! pubblicate se potete tutte le foto e dite anke voi la vostra…ciao !!! Fabio M.

COMMENTO DEL BLOG…….

ASSUNTO: INCREDIBILE GOOGLE EARTH! DAL CIELO CI FAI VEDERE TUTTO! Continua a leggere “Amici dell’Arda…..(secondo articolo fotografico di Fabio M.)”

Valtolla: tra la val d’ Arda e la val Chero c’è……

clic per ingrandire

Tra la val d’ Arda e la val Chero c’è……la Val Chiavenna [ Valchiavenna] perla vitivinicola della provincia di Piacenza.

A due passi da Castell’arquato, da Lugagnano, da Piacenza e  a 15 minuti dall’uscita dell’autostrada del Sole di Fiorenzuola d’Arda.

La valle  è  piccola e  si incunea discreta tra la grande valle dell’Arda e quella del torrente Chero; dalla collina più alta scende a valle verso la pianura che incontro dopo Vigolo Marchese.

La parte collinare media tra Prato Ottesola e Vigolo Marchese è di una rara bellezza, prettamente agricola dove  [per ora] non sono stati prodotti  gravi danni ambientali e paesistici e dove i calanchi milionari del “piacenziano” la fanno da padroni….Vigneti e calanchi, roccia e vigneti con un risultato scontato: ottimi vini bianchi e rossi.

Ora alla Torricella di Chiavenna Rocchetta apre l’enoteca con un ricco programma estivo di degustazioni e visite tra le quali “rinasce”, il 4 settembre,  la festa dell’uva da tavola.

Ma la Valchiavenna riserva di più…..continuate cliccando sul sottostante URL.

http://valdarda.wordpress.com/2011/07/28/valchiavenna-perla-agricola-e-naturale-della-provincia-di-piacenza/

Bascherdeis: una grande festa, una grande occasione per l’intera valle, per il turismo e il commercio …..

le mille bolle del bascherdeis (clicca per ingrandire)

Ormai è collaudato, funziona a meraviglia [tutto si può sempre migliorare ma siamo già molto a livelli alti], il pubblico partecipa entusiasticamente, Vernasca è accogliente e il festival degli artisti di strada va……

Il bascherdeis è un evento irrinunciabile per la valdarda, per l’alta valdarda e occorrerebbe pensare…..ma ora godiamoci attori, musicisti, funamboli, pittori….godiamoci un po’ di mondo nella nostra piccola vallata. Continua a leggere “Bascherdeis: una grande festa, una grande occasione per l’intera valle, per il turismo e il commercio …..”

La Valdarda, il grande jazz e il resto…

il grande jazz in valtolla!

Dopo aver avuto la fortuna di poter assistere ad una serata di grande jazz a Morfasso pensiamo questo….

Il meraviglioso premio Illica, il teatro antico a Veleia, le iniziative di Vigoleno e  tutto il resto senza soluzione di continuità dal medioevo al jazz, dalla silver flag al bascherdeis non sono iniziative di poco conto….

Basterebbe fare un maggiore sforzo e avremmo un valtidone….pardon valdarda festival che si snoda per un intera primavera-estate dalla collina al crinale ma….occorrerebbe trovare una comune identità. Identità intesa come “tema unificante” oppure ” idea unificante”……

Le scorciatoie o le semplificazioni non funzionano o possono servire per un primo tempo e non è pensabile limitarsi ad una brochure che raccolga le iniziative dei 4-5 comuni locali. Ribadiamo che per l’inizio va bene ma poi….

Saranno le istituzioni, la provincia, gli esperti che dovranno lavorare in tale direzione.

Per ora, per quest’estate,  godiamoci quel che riusciamo a vedere a sentire. Per ora ricordiamoci che siamo ancora in una fase di turismo sperimentale, con alcune affermate eccellenze, che dovrà essere “coltivato” con pazienza affinché diventi lavoro permanente……economia per la valdarda-valtolla.

Fermata valtolla: si arriva o si parte?

clicca per ingrandire

Purtroppo da moltissimi anni in valtolla  si parte….si parte e poi si rientra solo per le ferie estive, per il Natale e qualche volta per il week end.

In valtolla sono rimasti pochi agricoltori, pochissimi quelli giovani, pochi giovani in generale, pochi ragazzi.

Il  grave dissestto che avanza ogni anno [che non ha una sola causa poichè si combinano abbandono e cattive condizioni meteo] è ancora maggiormente amplificato dalla lentezza e dalla spesso parziale manutenzione ……

Eppure la valtolla è ancora molto bella, ha un grande patrimonio di edilizia rurale da recuperare, un invidiabile patrimonio storico culturale e naturalistico da valorizzare e conservare.

Non propugnamo un territorio-museo ” ingessato” che non avrebbe alcun senso, propendiamo per un “recupero”, una salvaguardia dei paesaggi, un uso corretto delle risorse boschive tanto in senso produttivo quanto naturalistico-turistico.

Per carità lasciam perdere di pensare a “digestori” di legna per produrre energia che poi si trasformano, vista la scarsità della reale disponibilità del legname, in bruciatori di rifiuti.

Gli unici impianti energetici possibili potrebbero essere di pertinenza aziendale locale o consortile con gli stessi enti locali [teniamo lontane le iniziative energetiche “industriali” dalla valtolla che significherebbero la fine di tutto].

Il bosco, per ora, dovrebbe essere risanato, reso produttivo, salvaguardato nelle sue specie più importanti e gestito in forma consortile dagli stessi proprietari [ la forma consortile …che non è cooperativa tuot court…potrebbe rappresentare l’ultima possibiltà di…]

Poi c’è tutta la partita turistica che qui non è che strutturata se non a livello embrionale; ci sono gli interventi concreti che permettano al bottegaio e all’oste  di non chiudere definitivamente; c’è la “battaglia politica” per evitare che i servizi di pubblico interesse degradino  …poste, farmacie, scuole, culto…..benzinai, meccanici, idraulici…..

Resistere! Partecipare, darsi da fare…..