VALTOLLA, VALDARDA: ALBERGO DIFFUSO? (2)

IL PRECEDENTE ARTICOLO E’ STATO PUBBLICATO L’8 MARZO 2010.

ALCUNE CONSIDERAZIONI SUL CLIENTE IDEALE

Quando si progetta un prodotto occorre individuare il cliente ideale: il prototipo al quale si rivolge, in prevalenza, l’ideatore del progetto stesso.

Per noi, per l’esperienza diretta che abbiamo avuto, il cliente tipo è un amante dei viaggi, un viaggiatore, che ha provato tante tipologie di ospitalità e che è disposto a provare cose nuove ( e, se soddisfatto,  tornerà e a farà pubblicità positiva).

Si tratta di un viaggiatore “curioso e vivace “, dal punto di vista culturale,  che ama i luoghi caratteristici.

Un viaggiatore culturale è sempre amante del patrimonio artistico, degli ambienti, della natura, del bello, del paesaggio agrario, dei giacimenti culturali e non disdegna, anzi ricerca, relax.

Non è un viaggiatore che vuol spendere molto ( per questo vi sono altre tipologie di accoglienza) e si rende conto che non è la stessa cosa soggiornare in un albergo tradizionale rispetto all’ albergo diffuso.

Qui accetta anche piccoli disagi ( la colazione, certi servizi centralizzati, ecc..) e, per questo, “pretende” un prezzo un po’ più basso.

ALCUNE CONSIDERAZIONI SULL’ HARDWARE  E SUL SOFTWARE DELL’ ALBERGO DIFFUSO

L’albergo diffuso deve anche assolvere alla funzione di reception turistica generale della zona con funzioni, oltre residenziale, anche commerciale ed eventualmente artigianale **.

Ma veniamo al cosiddetto Hardware.

Se tale tipologia di albergo è ben progettata saprà offrire alloggiamenti diversi, autenticamente locali, a contatto con gli abitanti, con arredi unici…….alloggiamenti diversificati anche in termini di comfort.

In questo caso potremmo parlare di diverse strategie per il cliente: coppia, coppia con ragazzi, stranieri,  ragazzi, ecc……

Non dovrebbero mancare una sala comune, una piccola sala d’attesa e una sala ristoro ( non necessario un ristorante ma un piccolo servizio d’emergenza è indice di qualità);

Le proporzioni rispetto a 10 camere doppie “diffuse”?

Sala riunioni da 30 posti a sedere; sala d’attesa con 12 posti in poltroncine/divanetti; sala ristoro da 15 tavoli da 2 posti a sedere.

Almeno una sala tematica.

Ma il territorio dovrà offrire anche piscina, sauna, palestra e altri servizi per il benessere…altrimenti……qualcosa occorre prevedere…

Ma la “differenza” la dovrà fare il software innovativo interno: a Castello una sala prove/musica, a Vigoleno una sala prove /teatro……o viceversa o entrambe.

Anche in questo caso il software esterno potrebbe giocare un ruolo fondamentale ( i musei, i parchi, la riserva del piacenziano….).

** Nel network che un albergo diffuso dovrebbe saper proporre vi sono la valorizzazione delle produzioni enogastronomiche e artigianali che dovranno essere “organizzate” ( o prodotte ) per evitare sorprese.

Le regole sono tassative: tipicità, naturalità, riconoscibilità!

BREVI CONSIDERAZIONI FINALI

Per certi versi, con caratteristiche diverse, la tipolologia albergo diffuso potrebbe funzionare anche a ……..

In ogni caso poter disporre di 10 stanze o alloggi in paesI come castello o vigoleno ( e relativi dintorni) non è agevole…ma nulla è impossibile.

Il taglio minimo, per iniziare, per due persone (gestione assolutamente famigliare) che vi vogliono lavorare potrebbe essere: 7 camere doppie (80 € per camera) per un tasso di occupazione minimo di 100 giornate ( 3 mesi e mezzo sempre pieni).

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