
Abbiamo pubblicato un interessantissimo articolo lo scorso 3 novembre dal titolo “Quattro chiacchiere sui castagneti e sui soldi… ( di marco dall’est)” e ora ci giunge un’integrazione che preferiamo pubblicare come nuovo articolo poiché ricco di spunti e interrogativi validissimi.
di Marco Dall’Est
Mi ricollego all’articolo del 3 novembre 2010 dove accennavo al problema del frazionamento della proprietà dei terreni in montagna … e riproduco la copia di un estratto catastale dei castagneti di Cattaragna val d’Aveto in comune di Ferriere [clicca sulla foto per ingrandirla]. No non è lo schema per ricostruire un antico mosaico, ma la attuale suddivisione degli appezzamenti di un castagneto da frutto avente una superficie complessiva di circa 20 ha. I mappali sono in scala 1:4000, cioè un cm sulla carta corrisponde a 40 m sul terreno … ogni commento è superfluo.
Vi sono mappali su cui radica a malapena un solo castagno ed i frutti che produce cadono sui terreni di almeno altre 4 famiglie. Come consuetudine questi mappali minuscoli sono….. suddivisi in quote di proprietà che in alcuni casi arrivano a 30 intestatari, dato che non sono mai state fatte le successioni.
Praticamente ad ogni erede corrisponde una parte di terreno poco più grande di un vaso di fiori ….
Questa situazione è la conseguenza della parcellizzazione avvenuta all’incirca nel 1920 di proprietà collettive di uso civico esistenti da tempi immemorabili.
Fatte le dovute proporzioni con le esigenze e le aspettative di vita dei nostri antenati mi sorge spontanea una domanda: perché nei secoli precedenti al 900 in quella zona vi era un’emigrazione stagionale e sporadica, mentre dall’inizio del secolo e soprattutto dopo le 2 guerre mondiali si è verificato un esodo senza precedenti dato il disperato livello di miseria raggiunto?
E’ solamente colpa delle crisi economiche mondiali oppure anche i nostri nonni hanno commesso qualche errore?
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La nostra risposta: vi sono concause e quelle indicate da marco sono centratissime. Noi aggiungiamo anche che un fattore che influenzò la situzione facendola precipitare [ fortissima emigrazione] è da additare alla miopia dei governanti del neonato regno d’Italia che attuarono “politiche agrarie” assurde nel Sud e nelle zone interne [ le nostre montagne] mentre pensavano a politiche imperialiste da straccioni [ la conquista dell’Eritrea, poi della Libia e poi tutto quello che sappiamo…].
Questo invece di pensare ad istruire la gente, a costruire strade in montagna, a dare assistenza diffusa ai contadini….ecc….ecc…
I risultati li stiamo incassando ora: marco ha ben descritto la situazione ……molto concretamente!!!
