di Sergio Valtolla

Non pensate che voglia intraprendere un ragionamento “politico” perchè non ne sono capace, non mi interessa e lo fanno già in molti, molto più bravi dello scrivente.

Mi limito a piccoli e brevi pensieri che espongo in seguito alla lettura di giornali, riviste,  libri e blog.

Qulche anno fa i partiti si definivano, secondo precisi filoni ideali di riferimento, partito comunista, partito socialista, democrazia cristina, partito repubblicano, partito liberale, ecc…e per chiunque di noi era facile individuare l’ispirazione ideale di uno di tali  partiti [ non la loro corenza ideale sempre molto…molto difficile per i dirigenti e i militanti ].

Erano partiti politici la cui storia si sviluppava in periodi di rinascita del Paese dopo un lungo periodo di dittatura fascista e di guerra.

Erano partiti che avevano pagato un alto tributo in vite dei loro militanti-oppositori durante i periodi della dittatura e della guerra contro i nazifascisti.

A questo periodo chiamiamolo di “rinascita” economica e civile ne seguì uno che definiamo di “decadenza” e questi partiti si trasformarono in partiti botanico-psicologici che avevano lo scopo di colpire alla pancia [e forse al cuore] gli elettori: Ulivo, Margherita, Quercia, Forza, Alleanza, Lega….in poche parole un vero ” mascheramento “…. come se si vergognassero di farsi “stanare” dai cittadini.

In questa fase di malpancismo anche i giudici fecero “politica”!

Ora siamo nella fase sociologica con partiti che sono stati ” ottimizzati” [ proprio come si fa nel mondo dello spettacolo] in popolo della libertà, Italia dei valori, Partito democratico, unione democratica di centro ….con programmi quasi fotocopia….perchè il ” vero ” sta ben nascosto nella testa dei capi.

Di politica [ quello vera e nobile] se ne pratica sempre meno …si preferisce la rissa continua, lo scandalismo, la furbizia, la delazione…… e intanto il Paese….arranca, fatica e non capisce!

In democrazia i partiti sono importanti, dovrebbero esprimere idee e governo  e non modelli di potere!

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4 pensieri riguardo “Piccoli pensierini sulla politica italiana

  1. Caro Valtolla,
    ho l’impressione che lei sia un po’ un laudator temporis acti :
    – il problema dell’altissimo debito pubblico che oggi attanaglia la politica di sviluppo economico di qualsiasi governo, sia di sinistra che di destra, è dovuto alla dissennata politica economica dei partiti del “pentapartito” (si legga governi Moro, Andreotti, Craxi), e del partito comunista (leggasi Berlinguer) : la solidarietà nazionale” che per demagogia ha gettato quantitativi enormi di risorse economiche senza alcun ritorno per lo Stato (la comunità nazionale).
    Oggi l’enorme onere degli interessi da pagare ai sottoscittori dei BOT, CCT etc. è quello che blocca gli interventi a favore dello sviluppo : diminuzione delle imposte, stanziamenti vari per l’ammodernamento etc.
    Anche ieri il Presidente Napolitano ha detto, giustamente, che non possiamo addossare questo enorme debito alle generazioni future : sacrosanto, ma dov’era Napolitano quando questo debito è stato creato ?
    – la “ricostruzione” del dopoguerra è dovuta per la massima parte alla politica economica impostata da Einaudi, fino a quando è durata, poi con il centrosinistra si è avuto l’inizio dello sperpero : un esempio per tutti la nazionalizzazione delle imprese elettriche voluta fortemente da Ugo La Malfa. L’Enel è stata in rosso fino a quando non è stata privatizzata mentre le imprese elettriche dalle quali è derivata avevano sempre elargito ricchi dividendi.
    Quanto ai sacrifici per cacciare i nazifascisti sono sempre stati invocati, in massima parte, da chi intendeva sostituire alla dittatura fascista un’altra dittaura probabilmente ancora peggiore. Glielo dice il figlio di un capo di stato maggiore di una divisione partigiana.
    Le aggiungo che non sono un economista ma un tecnico che si è fatto quella poca cultura economica “sul campo” lavorando.
    Con molti cordiali saluti ed auguri per il 2011.
    Italo Pennaroli

    1. gentile signor pennaroli,
      se le ho dato l’impressione di celebrare il passato penso proprio di essermi spiegato male! Erano e restano solamente dei pensierini..
      Potrei anche essere stato interpretato male…
      Cerco di spiegarmi meglio (mi scusi lo stile).
      Dal dopoguerra ad oggi i partiti si son definiti, di volta in volta, democristiano, comunista, socialista ecc…poi democratici di sinistra, democratici di centro e infine democratici, popolo della libertà ecc…( sempre per fare semplici esempi).
      La sostanza è che si è trattato di puri e semplici trasformismi.
      Nessun virtuosismo vero!
      Lei si chiede dov’era Il presidente Napolitano …ma potremmo anche chiederci dov’erano Cicchitto ( non era forse un buon craxiano?) e il premier Berlusconi (non era il miglior amico di Craxi!) , Fini, la Russa; oppure dove sono cresciuti i giovani Casini, Bersani ecc…?
      Noi abbiamo l’impressione che di politica, quella nobile del termine, se ne pratica sempre meno …si preferisce la rissa continua, lo scandalismo, la furbizia, la delazione…… e intanto il Paese….arranca, fatica e non capisce!
      In democrazia i partiti sono importanti, dovrebbero esprimere idee e governo  e non modelli di potere!
      Nessun rimpianto per certi periodi….ma non vediamo niente di nuovo!
      Siamo speranzosi!
      tanti carissimi auguri per un sereno 2011.
      sergio valtolla

  2. Ciao Sergio tanti auguri per un sereno 2011
    Condivido in toto quanto scritto da Italo Pennaroli (soprattutto quando si chiede dove era il Sig. Napolitano in quegli anni… era in vacanza in URSS… a spese del KGB…)
    Credo che il trasformismo dei partiti non è altro che la naturale tendenza al trasformismo degli uomini che li costituiscono e questi uomini non sono altro che l’espressione dello stato italiano.(l’italia non ha mai concluso una guerra a fianco degli alleati con cui l’ha iniziata…)
    Ho volutamente usato il termine ” stato” e non nazione/popolo italiano perchè personalmente ritengo che non siamo mai stata una vera e propria nazione, ma una unione più o meno volontaria di popoli con alcuni legami comuni , ma sempre più flebili ed anche da questo deriva la mancanza di politici all’altezza della gestione della cosa pubblica.
    Fin tanto che c’era il muro di Berlino, l’idealismo legato all’una od all’altra parte sosteneva le relative scelte politiche.
    Crollato il muro sono inesorabilmente crollate le scelte di campo ideologiche ed è riaffiorato il vero carattere italico, cioè la rivalità personale, la corsa alla poltrona e l’individualismo od al massimo l’interesse di famiglia e di clan.
    L’idea di una buona gestione della cosa pubblica o di un’ideale patriottico di benessere della nazione ..come direbbe Totò … ma mi faccia il piacereee.
    Siamo uno dei pochi stati che ha dovuto fare una legge per imporre l’esposizione della bandiera sugli edifici pubblici e basta vedere come sono ridotte quelle bandiere per avere la dimostrazione del nostro amore patrio.
    Riguardo all’enorme debito pubblico che ci schiaccia come un macigno penso che sia molto facile accusare solo chi lo ha creato ( che ha comunque le colpe principali) ma pensiamo anche a chi ne ha beneficiato. Senza andare troppo lontano guardiamo la nostra montagna e proviamo a contare le innumerevoli casette finanziate dai piani verdi (anni 60) i caseifici e le stalle finanziati dalle leggi sulla montagna , le strade finanziate dai piani feoga o i rimboschimenti mal fatti finanziati con i c.d. cantieri scuola ecc ecc ecc. Tutte opere che oggi giacciono in stato d’abbandono.
    Chi ne ha beneficiato non è stato il cittadino svizzero… ma i nostri nonni, i nostri genitori e noi indirettamente (siamo arrivati quando la festa stava finendo…)
    Ma pochi si ricordano ed ancora meno ammetteranno, che mentre lo stato finanziava le case coloniche, queste si costruivano al risparmio, lucrando sui contributi accantonandone una parte per comprare l’appartamento in città per i figli… perchè dopo anni di avvilimento culturale ed economico, il montanaro si è convinto di essere un cittadino di serie Z e che il riscatto sociale dei propri figli doveva passare obbligatoriamente per l’urbanizzazione e l’abbandono delle proprie origini e non attraverso l’orgoglio lo sviluppo del proprio ruolo e della propria terra.
    Le basi dell’abbandono della montagna sono state gettate proprio dalla incosciente politica di “sviluppo della montagna” fondata sul lassismo e sull’assistenzialismo che ha prodotto agricoltori contributo dipendenti, politici da asfalto pre-elettorale e giovani terrorizzati dall’epiteto “montano” . Vorrei concludere questi pensierini con qualche speranzosa frase di circostanza… ma non me ne viene in mente nessuna…

    1. ciao marco,
      ricambio gli auguri per un sereno 2011.
      rispetto al tuo intervento mi permetto di avanzare alcuni dissensi…
      1- su Napolitano tutto si può dire ma sulle questioni che sollevi credo che siano questioni che NON lo riguardano. Era malvisto, molto malvisto dai sovietici (ormai questa è storia!) perché considerato un “infiltrato”…
      2- sulle questioni “feoga” e ” piani verdi ” si potrebbe scrivere ( sarebbe l’ennesimo..) un libro. La mia idea è che come in tutte queste vicende vi sono stati furbi e furbetti e amici dei furbi e quelli che per poche briciole si sono accodati ai ” furbi ladroni ” …ma non vorrei generalizzare …..
      In generale in montagna e campagna…tutta la campagna senza differenza di livelli altimetrici si sono concentrate le principali ( non uniche…) consorterie della “furbizia” per decenni.
      Ma dimentichiamo forse le pensioni regalate ai dipendenti pubblici dopo soli pochi anni di lavoro e che ancora oggi paghiamo TUTTI noi cittadini contribuenti?….Dimentichiamo forse gli sprechi di cassa integrazione ( che paghiamo sempre NOI tutti) anche quando era una scusa per trasferire fabbriche da una parte all’altra senza pagar dazio….. ? Dimentichiamo forse le ruberie della cassa del mezzogiorno ( che abbiamo sempre pagato noi) perpetrate anche da “nobili ” imprenditori del nord che incassati i soldi….sono spariti ?
      Ma anche in questo caso senza generalizzare.
      E’ forse colpa degli operai e degli impiegati la loro messa in cassa integrazione [….certo che alcuni di loro in cassa poi ne approfittavano per fare un lavoro nero…..e allora?… tutti gli operai sono ladri?]
      Questioni complesse…ma ritengo la generalità degli operai, impiegati e contadini poco affini a tali problematiche sollevate, in massima parte vittime alle quali sono state concesse “briciole”….ritengo invece assolutamente coinvolti politici e sindacalisti e anche molti manager ….. non sono queste categorie ad aver accumulato ” bilioni “…milioni di milioni di euro di debito pubblico!
      Se proprio dobbiamo andare a cercare …vi sono altre direzioni.
      Ciao carissimo attendo sempre con piacere le tue opinioni.
      a presto

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