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Il turismo lento da fenomeno puramente minoritario e quasi “elitario”  è divenuto, negli ultimi anni un vero e proprio movimento. In Emilia Romagna i “cammini” più importanti transitano tra Calendasco e il passo della Cisa con 6-7 varianti molti interessanti. Finalmente anche in provincia di Piacenza stanno sviluppandosi progettualità importanti che per brevità ci limitiamo solo a menzionare: “transitum padi” e  “Abbots way-via degli abati” in primis.

In questi giorni il panorama si è arricchito con un importante iniziativa “francigena” denominata “per viam-on the road” alla cui organizzazione, coordinata da Maddalena Scagnelli, hanno contribuito i comuni di Alseno, Castell’arquato, Vernasca, Lugagnano e Morfasso. Si è trattato di un primo passo al quale dovrebbero seguire “ aggiustamenti” e “approssimazioni successive ” per rendere permanente [?] la valorizzazione dei percorsi francigeni della valdarda e dintorni.

Quella valdarda un tempo denominata, da Lugagnano al crinale appenninico morfassino, “valtolla” e che è stata per secoli la sede di un importante abbazia benedettina fondata in epoca Longobarda;  abbazia che amministrava l’intera alta valle, che era addirittura difesa da importanti fortificazioni tra le quali spiccava il castello di Sperongia.

“Per viam” ha riproposto e mixato alcune delle numerose varianti dei cammini francigeni locali che da Chiaravalle della Colomba si inerpicava verso il crinale valdardese  del nostro Appennino piacentino anziché proseguire verso Fidenza e poi raggiungere il passo della Cisa per entrare in Toscana[questo era il famoso “tracciato” di Sigerico].

Queste “varianti”, che avevano lo scopo di raggiungere la Lunigiana attraverso il passo del Pelizzone di Morfasso  e Bardi,  transitavano quasi sempre per l’abbazia della valtolla, ora scomparsa, posta sulle pendici del parco del Monte Moria [zona tra il ristorante Ranch e  Monastero].

Il percorso seguito dalla manifestazione citata “per Viam”, ha seguito  un percorso da Chiaravalle della Colomba fino a Rabbini di Morfasso raggiunto dopo 3 giorni [con altrettante tappe e manifestazioni cultuali e musicali serali…].   L’ultima tappa del “pellegrinaggio”, in effetti, non poteva che raggiungere la sede dell’antica abbazia  dove don Lusignani, ha brevemente illustrato il progetto “arcus” che prevede, tra l’altro la ripresa dei lavori di scavo presso il sito dove qualche anno fa è stata rinvenuta traccia concreta della abbazia.

Queste giornate sono state allietate [impreziosite] da intervalli musicali eccellenti tra i quali a noi piace ricordare la curatrice dell’evento, la cantante e musicista Maddalena Scagnelli, gli Enerbia e i Cantastorie . Dalla musica del medioevo alla musica e ai canti  popolari locali….quelli delle nostre vallate.

Concludiamo rinviando alla lettura del PDF allegato limitandoci a fare un plauso agli organizzatori e ideatori dell’evento. [clicca sul titolo del pdf…Per viam doc ].


 


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Un pensiero riguardo “Per Viam: alcune considerazioni e riflessioni sul turismo “lento” in Valdarda e dintorni…

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