La Castagna: un “vecchio” frutto; un frutto per le feste autunnali.

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Un tempo il Castagno, l’albero dalla quale “raccogliamo” la prelibata Castagna, era tenuto parecchio in considerazione perchè il frutto citato era ampiamente utilizzato nelle diete contadine locali. In generale in tutto l’Appennino era parecchio apprezzato e i suoi frutti, facilmente conservabili, si consumavano fino a Inverno inoltrato in tanti modi: zuppe, castagnaccio [la pattona], farine per pane e dolci, caldarroste, peloni…..; dal Castagno si ricavavano anche  la “paleria” per i vigneti, legname da “opera”  e da ardere [anche il Tannino, per un certo periodo, venne estratto dal castagno….].

Vere e proprie estensioni omogenee di Castagno, nella valdarda e dintorni, hanno resitito a Gusano, a Vezzolacca, al Parco Provinciale e, limitatamente, nel bosco di Santa Franca di San Lorenzo [raro esempio di castagneto in bassa collina]……e in poche altre micro aree.

A Vezzolacca c’è anche il più antico albero di castagno della provincia che resiste da oltre 500 anni [cinquecento anni!!], un vero patriarca.

Le castange di Vezzolacca e di Gusano sono anche riconosciute dal ministro dell’agricoltura come “antiche varietà” ma, oggi, sono brutalmente attaccate da una vespa parassita che le sta distruggendo: la vespa cinese. Parasssita che si inizia a combattere solamente con la lotta biologica…per non produrre “altri danni” .

I castagneti di Vezzolacca, visibili dal fondovalle, sono allevati con una tecnica di sicuro impatto paesistico e convivono con ampie estensioni di grandi faggete…altrettanto magnifiche.

Come ogni anno i pochissimi agricoltori “superstiti” della montagna si apprestano a raccogliere i prelibati frutti “biondi” di Vezzolacca o di Gusano per cederli a qualche commerciante e alle locali proloco che celebrano le classiche “feste delle castagne” autunnali partecipate da migliaia di visitatori….

La prima festa, quella delle primizie, si celebra proprio a Vezzolacca domenica 25 settembre dalla tarda mattinata fino alle 18 circa [con pranzo dalle ore 12 a base di piatti cucinati con la materia prima citata in consorzio con patate, cioccolato, farina di grano e altri ingredienti..].

Il Castagno produce “nostalgia” per i vecchi paesaggi ordinati e coltivati e per l’aria leggera e salutare che li caratterizzava.

Un vecchio frutto che produce quasi solamente folklore, feste paesane e reddito per pochissimi;  reddito ridottissimo ma….tanto ottimo ossigeno per tutti [il castagneto] gratuitamente e tanti momenti di gioia e spensieratezza, quando possiamo fare un pic nic, una salutare camminata tra i boschi…..ascoltando la natura.

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