Festa della castagna: quanta gente…

2014-09-28-festa castagna LR -6664 webIeri, domenica 28 settembre, si è svolta la festa della castagna di Vezzolacca. La mattina era iniziata con un cielo velato tipicamente autunnale ma con il passar delle ore il sole ha preso il sopravvento e alle 11 la piazza della festa era stracolma.

A mezzogiorno quando è stata aperta la cucina si era già formata una fila infinita per accaparrarsi un piatto di maiale cotto sottoterra da gustarsi con la polenta secca, ovvero di gnocchi di castagne o di patate…e così via per l’intero pomeriggio. Continua a leggere “Festa della castagna: quanta gente…”

Vezzolacca: festa della castagna 2012(2)

festa castagna vezzolacca 2012

Il castagno a Vezzolacca è allevato in piante molto alte che creano un forte impatto  paesaggistico ben visibile anche dalla fondovalle dell’Arda. Boschi meravigliosi, molti dei quali, vedono la presenza di alberi di castagno secolari con un “patriarca” (censito da un apposito albo regionale) al quale è assegnata l’età di ben 500 anni… Continua a leggere “Vezzolacca: festa della castagna 2012(2)”

Vezzolacca: festa della castagna 2012 (1)

festa castagna vezzolacca 2012 (clic per ingrandire)

L’estate trascorsa, siccitosa, aveva pesantemente ridotto la fruttificazione dell’antica varietà di castagne, la mosca cinese aveva fatto il resto e , oltretutto,  il tempo domenica mattina, non lasciava presagire nulla di buono.

E invece…la gente è salita fino a Vezzolacca per poter assaggiare le prime castagne del 2012 e passare una giornata in allegria. Continua a leggere “Vezzolacca: festa della castagna 2012 (1)”

Castagne 2011: un pericolo in agguato.

Ieri pomeriggio a Vezzolacca, venerdì 23 settembre, un tecnico del consorzio provinciale fitosanitario (servizio regionale) ha tenuto una conferenza sulla “vespa cinese” che infesta tutti i castagneti d’Italia da diversi anni e che, lentamente, sta diffondendosi anche in valtolla.

Presenti il Sindaco di Vernasca, L’assessore Croci e il presidente della proloco  del paese ove sono estesissimi i castagneti. Nei monti alle spalle del paese, fino a Bore-Luneto e Settesorelle sono migliaia le piante di Castagno selvatico e domestico.

Una breve, chiara esposizione accompagnata da diapositive ha permesso, ai presenti, di comprendere meglio l’argomento.

Questa pericolosa infestante “importata” (pare) con materiale di propagazione da vivaisti piemontesi si è potuta diffondere perchè, tale materiale importato menzionato, non è stato controllato e poi distrutto……ma anzi venduto e utilizzato per nuove piantagioni e/o innesti. Continua a leggere “Castagne 2011: un pericolo in agguato.”

La Castagna: un “vecchio” frutto; un frutto per le feste autunnali.

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Un tempo il Castagno, l’albero dalla quale “raccogliamo” la prelibata Castagna, era tenuto parecchio in considerazione perchè il frutto citato era ampiamente utilizzato nelle diete contadine locali. In generale in tutto l’Appennino era parecchio apprezzato e i suoi frutti, facilmente conservabili, si consumavano fino a Inverno inoltrato in tanti modi: zuppe, castagnaccio [la pattona], farine per pane e dolci, caldarroste, peloni…..; dal Castagno si ricavavano anche  la “paleria” per i vigneti, legname da “opera”  e da ardere [anche il Tannino, per un certo periodo, venne estratto dal castagno….].

Vere e proprie estensioni omogenee di Castagno, nella valdarda e dintorni, hanno resitito a Gusano, a Vezzolacca, al Parco Provinciale e, limitatamente, nel bosco di Santa Franca di San Lorenzo [raro esempio di castagneto in bassa collina]……e in poche altre micro aree.

A Vezzolacca c’è anche il più antico albero di castagno della provincia che resiste da oltre 500 anni [cinquecento anni!!], un vero patriarca. Continua a leggere “La Castagna: un “vecchio” frutto; un frutto per le feste autunnali.”

Grande festa delle castagne in valtolla a Vezzolacca (1)

clicca per ingrandire

Ieri si è svolta una grande festa delle castagne in Valtolla, la prima che utilizza il frutto locale, l’antica varietà di Vezzolacca, iscritta tra le varietà vegetali tipiche della provincia di Piacenza; con la castagna di Gusano di Gropparello le uniche due che si fregiano di tale importante riconoscimento nazionale.

Domenica la castagna di Vezzolacca sarà ancora protagonista a Castell’Arquato e statene certi nessuno sarà deluso.

Ieri migliaia di visitatori hanno affollato la festa tra  mezzogiorno e le 14 oltre 800 persone ( cogliendo un po’ di sorpresa la stessa organizzazione  che ….. Continua a leggere “Grande festa delle castagne in valtolla a Vezzolacca (1)”

FRUTTA ANTICA….natural valley

Nelle scorse settimane, il 18 e il 20 novembre 2009, abbiamo parlato diffusamente di alberi da frutto centenari presenti in valtolla…precisamente a Vezzolacca.

BRUTTE MA BUONE...dolci e saporite!

Abbiamo anche precisato che, se a Vezzolacca esistono quelli “più vecchi della provincia”, altri ne esistono in tutta la valtolla.
Abbiamo, in quell’occasione, parlato delle piante mentre ora ci concentreremo su due frutti selvatici ampiamente diffusi in tutto l’Appennino : la Castagna e la Mela.
Occorre anche precisare  che mentre un tempo vi era tanta attenzione alla frutta selvatica e addomesticata ora, per diverse cause che spesso abbiamo affrontato con il nostro blog, questa frutta è abbandonata alla natura.
Solamente la Castagna e solo molto parzialmente, viene raccolta…..da alcuni proprietari e da parecchi appassionati che uniscono l’utile al dilettevole.
In autunno, nei nostri boschi, si incontrano centinaia di persone, intere famiglie, che raccolgono questo frutto per il loro consumo occasionale e per il puro piacere ludico del “gesto” .
L’albero, che può elevarsi fino a 30 metri con ampia chioma, fruttifica in Autunno un   riccio (il vero frutto) che si apre e libera da uno a tre acheni con una buccia color bruno scuro contenente una polpa dolce giallo chiaro paglierino.
Il Castagno produce frutti anche dopo centinaia di anni e la prova sta proprio in Vezzolacca dove un albero di 500 anni produce ottimi frutti.
Il Castagno non ha solo costituito la riserva di legname per lavoro, con il quale si sono costruiti travi, infissi, attrezzi per il lavoro….ecc..…, ma ha soprattutto costituito, con i suoi frutti, una importante base alimentare per diversi secoli.

Il Melo selvatico invece, anch’esso ben presente in valtolla, è un albero di dimensioni molto più modeste e i suoi frutti sono grandi come una piccola palla dal diametro di pochi centimetri ( da 12 a 15 cm. circa)…in poche parole come come una grossa noce.
Il melo selvatico, quello che troviamo tanto sul crinale quanto sulle alte colline boscate della Borla è un albero preistorico ed è anche il ceppo del Melo domestico…da qui il nostro interesse!
Camminando nei boschi, in Autunno, si notano spesso queste piante di Melo con i loro piccoli frutti di color verde o giallo …spesso arrossati se esposti in zone soleggiate……di sapore aspro, se non maturi, sono poi dolciastri alla maturazione e molto rustici.
Nella valtolla, nella zona di Vezzolacca, l’uomo abilmente aveva creato un giardino di frutta rustica, antica, buona che…diciamo così….per mutate necessità ha abbandonato.
Impensabile, per ora, tornare indietro ma…recuperare le piante ancora sane….preservarle…introducendo miglioramenti…collegandosi con le istituzioni preposte al mantenimento di tale biodiversità …..la mela carraia….al pum vardon, al pum salam  oppure al per spadon….

L’uomo è sempre stato un raccoglitore di frutta selvatica e di frutta antica ma oggi si mangiano mele super belle che non san di nulla e la castagna si mangia saltuariamente.

La Provincia di Piacenza ha istituito un osservatorio per la frutta antica (dott. Libè).

frutti di melo selvatico del monte lama

AGRICOLTURA & NATURAL VALLEY (1)

PATATE E BOSCHI ( valtolla photo archive)

Ci avete fatto caso?….sui cartelli segnaletici della nostra Comunità Montana ci sta un logo con scritto ” natural valley “

Dov’è e cosa significa? …. nel sito apposito ci sta scritto: scelte le zone delle nostre colline e montagne dove l’acqua, l’aria e il terreno hanno i valori migliori, ne è stata ricavata un’area estesa per circa 60.000 ettari ed è stato poi richiesto ai rappresentanti dei produttori e dei consumatori di partecipare attivamente al controllo della qualità dei prodotti e dell’ambiente, fino a garantire in prima persona che Natural Valley è più di Biologico, è Biologico Ambientale Certificato corrispondente a ben specifici standards e caratteristiche.

Praticamente la valtolla è quasi del tutto inclusa ( tutto Morfasso e molto Lugagnano, Vernasca….)

Abbiamo iniziato così per introdurre un argomento che ci sta a cuore…ancor di più a cuore dopo aver scoperto che la valtolla ospita alberi da frutto centenari…tra i quali il castagno più longevo della provincia con ben 500 anni d’età ( vedi post del 18 e 20 novembre 2009).

Il Belpaese, si sapeva, è tale perchè è ricco anche di diversità agrobiologiche!….Siamo uno dei Paesi ancora ricchi di tutto ciò.

Gran parte delle nostre varietà sono un unicum con il territorio in cui sono state selezionate dagli agricoltori; gran parte sono spesso qui da tempi lontani e costituiscono la base del tessuto agriculturale.
Quanto è arrivata la cultura dell’agroindustria (massiccia a partire dagli anni 60) a imporre le sue razze e i suoi semi molto è cambiato, le campagne sono mutate e ha iniziato a depauperarsi tale biodiversità.
Le esigenze di tale implementazione agroindustriale erano dettate da due fattori fondamentali: l’uno perché le vecchie “ varietà o razze animali” non erano più sufficientemente produttive rispetto all’accrescere dei costi produttivi unitari e dei bisogni alimentari, l’ altro perché tali “ varietà o razze animali” non erano oggetto, da troppo tempo, di difesa tipologica e ricerca genetica. In poche parole non veniva supportata la qualità che producevano tali varietà locali a scapito della quantità e degli standard commerciali prevalenti.

Così, piano piano, siamo arrivati a parlare di OGM ( organismi geneticamente modificati) e, pertanto, ci sta attendendo una mutazzione “ varietà o razze animali”  frutto di ” ingegneria genetica” spazzando via, di colpo, ciò che è stato, si è evoluto, si è modificato in natura in milioni di anni.

Certamente l’introduzione massiccia di tutto ciò  favorirà le grandi aziende piuttosto che le piccole.
Di conseguenza si marginalizzeranno le piccole aziende, la maggior parte delle aziende agrarie italiane e la totalità di quelle della alta collina e montagna, a favore di coltivazioni e agricoltura industriale estensiva……….(continua)……..

CENTENARI A VEZZOLACCA…una speranza!

Lo sapevate che a Vezzolacca vivono degli  ultracentenari?

Secondo uno studio commissionato dalla Regione l’albero da frutto più longevo del piacentino risiede in questo antico borgo…ovvero nei boschi dell’ antica valtolla.

Ha raggiunto la venerabile età di 500 anni, è alto 13 metri e, il suo fusto, ha una circonferenza di quasi 7 mt. ( esatti mt.6,80).

Purtroppo è circondato da altre piante, molto più giovani, cagionevoli di salute.

Comunque, a parte il castagno record, nell’intero bosco e in altri della valtolla di ultracentenari ve ne sono molti altri.

Non stiamo parlando di alberi di Castagno di  100/110 anni!…No ….stiamo parlando di piante attivissime che superano l’età di 200….in qualche occasione anche 300 anni.

Provate a girare il bosco! Quando vi imbatterete in un castagno il cui tronco supera 2,5 mt. di circonferenza siete certi di essere dinnanzi ad un ultra centenario di almeno 200 anni.

Ma ci pensate?

 

l'antico ceppo del castagno

 

Il nostro castagno cinquecentenario è nato circa nel 1510 quando l’Italia era sconvolta dalle guerre e dalle dominazioni straniere …spagnoli, francesi e austriaci…corvi distruttori e saccheggiatori del Belpaese.

In quel periodo (diciamo tra il 1500 e il 1650 circa) vi stati anche importanti pensatori e scienziati ancor oggi ritenuti “geniali”: Newton, Copernico, Keplero, Campanella, Shakespeare, Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Bernini, Cervantes, ecc…..

Capite perché è giusto conservare, valorizzare, ricordare…riflettere.

Capite quanto un elemento apparentemente inanimato….ci possa aiutare a riflettere ….a riflettere sull’esistenza umana e sulla sua storia?

Quando, ad inizio autunno, la Proloco locale organizza la sua festa della castagna ( facciamo notare …della castagna) mette in mostra un antico ceppo di oltre 500 anni di un grande albero di tale essenza citata che è stato recuperato nel bosco, sapientemente ristrutturato e preparato per essere esposto.

Quando osserverete uno di questi mitici centenari rammentate….rammentate.

L’intera area della Valtolla, con in testa Vezzolacca, ha una superficie di Castagno che raggiunge diverse centinaia di ettari ( qualcuno azzarda siano almeno 1000 ettari).

Solamente il monte …o meglio i monti che sovrastano Vezzolacca/Settesorelle si estendono per oltre 600 ettari dei quali oltre il 70% a castagno…domestico e selvatico.

Ma questo piccolo borgo vanta anche un secondo primato: il Melo più vecchio della valtolla.

Questo ha “solamente” 100 anni, alto anch’esso 13 metri con il tronco che misura 2,5 metri di circonferenza.

Anche in questo caso il melo centenario vive in un contesto locale con altri alberi di melo e pero che se non sono centenari ……poco ci manca.

I boschi  e l’ambiente circostante sono la cartina al tornasole della nostra salute …se qui si vive tanto abbiamo buone speranze.

Ma non dormiamo sugli allori!

Il comune di Vernasca che fa?  Difende i centenari?

( la fonte sulle piante è  un quotidiano locale)


IN GIRO PER BOSCHI …..

Anche in questi ultimi giorni, complice il ritorno del bel tempo, abbiamo assistito ad un week end di gente…tanta gente!

Tantissimi a Lugagnano per la fiera fredda, tanti a Morfasso per la castagnata, numerosissimi…ancora numerosissimi…nei boschi della valtolla per cercare castagne.

Da un mese i nostri boschi sono letteralmente presi d’assalto dai raccoglitori di castagne …ma ora siamo al termine di una stagione che quest’anno ci ha regalato frutti  abbastanza abbondanti e molto buoni…. frutti assolutamente naturali che, pare, siano ottimi per la dieta.

Peccato non valorizzare maggiormente, nell’ambito del ” natural valley ” questo prodotto che vede nella varietà di Vezzolacca quella maggiormente rinomata e celebrata ( è iscritta nei registri delle antiche varietà locali presso il ministero delle politiche agricole…insieme a quella di Gusano).

Oggi a Luneto, al ristorante ai margini del grande bosco  dell’area montana dei 3 monti ( palazza, lucchi e mu), vi era il gran pienone.

Tantissima gente, ancora una volta , al rifugio del Parco Provinciale,  da Birri a Monastero, all’agriturismo di Teruzzi, ……tanta gente dappertutto….anche nelle osterie che non citiamo…. e ve ne sono decine da Vezzolacca a San Michele,  da Rusteghini a Morfasso passando  per Mignano,  Cà Ciancia, Case Bonini, Rustigazzo, Prato Barbieri, Casali ecc…..ecc…..

VALTOLLA ACCOGLIENTE!

cartello segnaletico del parco provinciale
cartello segnaletico del parco provinciale

FESTA GRANDE A LUGAGNANO ( Festival in valtolla )

Ieri e oggi, a Lugagnano vi è svolta la 48^ edizione della ” fiera fredda ” e la sagra delle castagne ma freddo non vi era! Anzi bel tempo, molto bello!

Già ieri sera, facendo un giro per le piazze, si intuiva che oggi sarebbe stato un BOOM!

Alle 22, ieri sera,  girava ancora la banda che rallegrava la serata accompagnata dal Presidente della Proloco…. e il grande fuoco dei  mitici ” Castagnari” era una tappa obbligata.

La coldiretti aveva ” imbandierato”  il paese e diversi produttori locali hanno esposto i loro ” gioielli ” …vini in primis.

I vini della Valchiavenna hanno sposato le castagne di Lugagnano, della valtolla.

Infatti, l’Associazione Vitivinicoltori Val Chiavenna, presieduta dal sig. Fabio Buzzetti, era in prima linea!  Produttori di ottimi vini nelle terre della Riserva geologica del Piacenziano ( quella zona dove pochi giorni fa è stato ritrovato il delfino fossile).

I quotidiani locali daranno il giusto risalto a questa manifestazione…mentre ” valtolla’s blog ” si limita a considerare che l’associazionismo locale, ancora una volta, ha dato prova di grande carattere! …Di voglia di fare, idee e tanto lavoro..tanto…sono stati giustamente premiati da una oceanica partecipazione.

Problemi? Forse occorrerà pensare ai parcheggi!….forse andrebbero resi disponibili altri spazi.

A noi sono piaciuti i vini della Valchiavenna…la coppa….( di chi era??) e un paio di formaggi che abbinati con i vini erano veramente ottimi….poi le caldarroste! Quelle sempre!

i castagnari in azione
i castagnari in azione

CASTAGNE…..drova la pertga e al baston…

Dröva la pertga e al baston par San Simon….( il 28 ottobre).

si usava la pertica e il bastone per sbattere le castagne ( che era anche una specie di ” potatura verde naturale” ) e farle cadere, poio con il bastone si aprivano e si raccoglievano i frutti.

Ormai siamo agli sgoccioli…non c’è più bisogno di pertica e bastone. APPROFITTATE delle ultime domeniche con bel tempo per raccogliere castagne che ora sono anche migliori….sentirete quando farete le caldarroste.

La valtolla vi aspetta….poi fermatevi a mangiare qualcosa dove volete…spenderete poco e starete bene!

Poi vedrete che colori nel bosco…..se avete anche un piccolo apparecchio fotografico ( anche quello incorporato nel telefonino) scattate foto a go go…immortalate i vs. bambini e le vs. donne  nella natura autunnale…

poster con castagne in valtolla
poster con castagne in valtolla

LA BOTTEGA IN UTTUBAR ( IN OTTOBRE)

Il falegname ha tagliato la legna e quando piove lo intaglia, lo lavora, lo pialla, lo modella.

In valtolla vi eran falegnami-artisti in ogni paese…che han fatto attrezzi per la cantina, le porte, le finistre, le travi, le scale….

Oggi abbiamo solo le loro testimonianze…le loro creazioni uniche e inimitabili. Solo in pochi paesi, oggi, vi sono ancora botteghe…..

la butega dal maringon ad muntagna
la butega dal maringon ad muntagna

VIAGGIO GASTRONOMICO IN VALTOLLA (3)

La valtolla è una miniera di buona gastronomia.

…..Sarà perchè ci sentiamo più emiliani ( siamo terra di confine) oppure  semplicemente perchè ci piace mangiar bene….!

Siamo in autunno  e qui si raccolgono castagne dappertutto….i boschi sono vastissimi.

Il frutto, si sa, è povero ma assolutamente naturale…niente concimi, niente anticrittogamici, niente irrigazioni artificiali, insomma NIENTE di niente!

Il castagno cresce in un ambiente dove l’aria è buona, dove vincono solo gli elementi della natura…come in alta valtolla!

L’altro giorno sono capitato in una fiera locale e, casualmente, scorgo da un banco di vendita, di prodotti tipici locali, dei sacchetti trasparenti contenenti della farina di un colore giallo pallidissimo ….quasi bianco.

Era farina nuova di Castagne……proveniente dalle nostre zone….prodotta dopo aver essicato e macinato le buone castagne locali.

Chiedo  …” è nuova….non è la vecchia farina dello scorso anno ? “

Rassicurato la compero…….perchè avevo avuto modo di assaggiare, dai fornai locali, nelle trattorie e nelle stesse feste popolari, una torta dolce fatta con ingredienti misti, tra i quali primeggiava la farina di castagne, di fattura davvero eccezzionale.

Ecco gli ingredienti:

farina di castagne, zucchero, uova di camapgna, rum, lievito, scaglie di cioccolato

Risultato: una torta soffice, molto soffice…gustosa e profumata con un dolce sapore di castagna unico e inconfondibile.

la materia prima del dolce di castagne della valtolla
la materia prima del dolce di castagne della valtolla