Montagna: una noia pazzesca?

La cosa più impressionante da vedere anche quest’estate in alta valdarda, come probabilmente anche nelle altre alte vallate, erano le centinaia e centinaia di giovani che affollavano le feste popolari o gli eventi particolari fossero sportivi, ricreativi o culturali. Una tendenza che, nonostante l’evidente anomalia stagionale, ha decretato un nuovo successo per  le feste più fortunate con il tempo e meglio organizzate. Da Casali a Vezzolacca fino agli storici(devozionali-ricreativi) appuntamenti sul monte Santa Franca erano veramente tanti i giovani che hanno frequentato gli eventi organizzati in tali contesti.

14884160478_00e605d688_kLa serata del venerdì sera a Vezzolacca nel corso della festa della patata, complici un gruppo musicale di altro profilo e la tradizionale buona cucina, ha richiamato tantissimi giovani….per l’intera notte. Un concentrato di ragazze e ragazzi che è rarissimo incontrare sui monti, tante giovani coppie con bambini,  un gran bel vedere! La festa di Casali non è stata da meno.

A Vezzolacca la prima sera della festa, da qualche anno, viene dedicata alle nuove generazioni e il successo è crescente, da soli i ragazzi fanno il pieno per la festa. Segno che  le iniziative di qualità dove si uniscono, come nel caso di Vezzolacca, musica per giovani, buona gastronomia tipica prodotta, tra le altre cose, con il concorso importante degli stessi giovani volontari della proloco funziona.

14884116468_bca6bdaf3d_kI giovani vengono in montagna se vi sono attrattive e momenti di socialità. Poi parecchi ritornano a fare un pic nic, una pizzata, una camminata …

I giovani potrebbero anche restare, abitare e far famiglia in montagna solo se…

-il nostro fosse un Paese che crede e investe in loro;

-il nostro Paese investisse in agevolazioni reali sulla residenzialità dei giovani, sul costo dei trasporti e sulla qualità delle strade;

-il nostro Paese attivasse politiche per tener alto il tenore di vita sui monti con scuole e asili, banche, guardie mediche, assolutamente guardie mediche e medici, farmacie…internet veloce (in montagna dovrebbe essere anche gratuito per tutti) e…chiese aperte.

Invece si va al contrario e non si vedono segnali in controtendenza. Si attendono frane e spopolamento e non si fa nulla.

Non resta che goderci quei pochi momenti  di socialità che ci auto-organizziamo attraverso le proloco. Lunga vita alle proloco e ai suoi volontari veri presidi di vita anti-noia.

Da sole queste organizzazione  non possono bastare…i miracoli non sono di loro competenza.

Se solo pochi punti % delle nostre tasse fosse dedicato seriamente a risolvere i problemi e a non crearne dei nuovi…in montagna non abiterebbe la noia.

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