Francesco Chinosi, giovane agricoltore di montagna…

Questa è attualità! I giovani che ritornano a lavorare la terra. Nei prossimi 4 anni si creeranno 100 mila posti di lavoro in campagna. Con questo breve filmato di 3 minuti vi mostriamo Franceaco Chinosi, giovane dell’Alta Val Nure di Farini, al confine con Morfasso in Valtolla che vi racconta cosa fa in inverno tutto solo a Predalbora…

Certo una vita dura, molti sacrifici e redditi forse minori rispetto a chi fa l’operaio o l’impiegato  in città ma …tanta passione, stress quasi a livello zero, libertà assoluta, vita all’aria aperta, utilità sociale (che, diciamo noi,  andrebbe maggiormente riconosciuta!), alimentazione super-naturale  e tante piccole soddisfazioni che ripagano la scelta compiuta. (dedicato ai giovani che si dedicano alla montagna…)

Francesco in primavera semina patate e in estate le vende direttamente (molto richieste e molto buone). Chiunque salendo in Valdarda fino a Santa Franca può raggiungere Francesco e acquistare le  patate…(solo 40 minuti da Fiorenzuola d’Arda, una bella gita che offre paesaggi super belli!).

Montagna: una noia pazzesca?

La cosa più impressionante da vedere anche quest’estate in alta valdarda, come probabilmente anche nelle altre alte vallate, erano le centinaia e centinaia di giovani che affollavano le feste popolari o gli eventi particolari fossero sportivi, ricreativi o culturali. Una tendenza che, nonostante l’evidente anomalia stagionale, ha decretato un nuovo successo per  le feste più fortunate con il tempo e meglio organizzate. Da Casali a Vezzolacca fino agli storici(devozionali-ricreativi) appuntamenti sul monte Santa Franca erano veramente tanti i giovani che hanno frequentato gli eventi organizzati in tali contesti. Continua a leggere “Montagna: una noia pazzesca?”

La Vernasca da corsa..

clicca per ingrandire

Su quella strada ci correvano le macchine, in salita, partendo dalla stazione vecchia di Castell’Arquato.

La corsa c’era una volta l’anno e arrivavano le macchine e i piloti che tutti ammiravamo [Noris, Bertuzzi….].

Per noi “la Vernasca” era quella della corsa!

Poi sono arrivate le nostre macchine, le nostre prime utilitarie [che brutto termine!].

La 500 ci è arrivata nel 1966 e l’abbiamo truccata con la marmitta doppia cromata e con il cofano dietro aperto per far prender aria alla nostra “amata”; sul vetro appiccicato lo scudetto con lo scorpione nero.

Favevamo due percorsi, uno da Castello fino a Lugagnano e…… Continua a leggere “La Vernasca da corsa..”

VALDARDA/VALTOLLA: UN LOCALE PER I GIOVANI

Ormai l’unico luogo di raccolta dei giovani della valle ( arrivano anche da Castello e Fiorenzuola); un locale/ristorante e bar gestito da giovani.

Il ristorante Nettuno alla diga di Mignano ( strada provinciale per Morfasso, dopo 5 km da Lugaganano)…..dove dalle 23,30  è aperto il locale ” LA TANA DEL CINGHIALE  con il DJ Ago…..il grande Ago Zanotti!

SABATO 13/3/2010 alle ore 23,30  ritorna la serata Only Dance, tutta da vivere e tutta da ballare, l’happy music a 360°.

Il sabato notte più esplosivo della val d’Arda si chiama…LA TANA DEL CINGHIALE!!! Aperto fino a domenica mattina alle 5.

Ragazzi siete in tanti, per  evitare multe indesiderate come successo recentemente, PARCHEGGIATE ALLA CEMENTERIA e fatevi portare su da amici, tipo bus navetta, vi darete il cambio ma credeteci è l’unica soluzione possibile al momento.

COMMENTO DEL BLOG: le forze dell’ ordine fanno il loro dovere, sicuramente ma non è possibile che i gestori dei locali e i comuni si accordino anche per i parcheggi, per evitare che ragazzi che vengono in montagna, ragazzi che hanno come unico divertimento, del fine settimana in montagna,  questo locale debbano anche pagare un Pedaggio così pesante?

Possibile che non interessi nessun amministratore di Vernasca, di Lugagnano, di Morfasso una soluzione?…..possibile che si voglia ” stancare” chi ci tenta, chi vorrebbe fare qualcosa?…….Subito bastonate!…Subito Multe!…. Subito pugno di ferro?

Si fa una festa popolare e giù multe, si apre un locale e giù multe……possibile che non si possano trovare soluzioni “prima” di arrivare a tanto?


Mamma mia!!!

VALTOLLA: FESTIVAL DI CARNEVALE

Sabato sera 20 Febbraio a Prato Barbieri dalle ore 18 ( morfasso) al tourung….carneval festival .

HAPPY HOUR E BUFFET…..con omaggi per tutti.

MUSICA DAL VIVO con ARKEMIA…SEGUITA DA DISCOTECA ……

( TEL 335.1229346; 328.9496099).

Tutti invaltolla!!

Sosteniamo i nostri giovani imprenditori locali!!

Il blog valtolla sostiene i giovani imprenditori di Prato Barbieri e della Diga di Mignano.

COME SI FA A STARE QUI?…provocazione!

In estate tutti i “santi ” ti aiutano ma in Inverno….mamma mia!

Come fa un giovane a restare in montagna…che ci sta a fare?…poco lavoro, pochi servizi, poche relazioni con i coetanei….(chi più dei giovani adora la vita sociale?)…poco di tutto…..ma molte frane, strade brutte, internet a singhiozzo….pochissimi negozi, pochi locali pubblici …..e allora… chi può scappa.

Morfasso alternativa ( clicca sull’ immagine per ingrandire)

Ci sono le macchine e ci si può spostare, volendo, con molta facilità..dice qualche arguto ” provocatore ” dimenticando che un conto è percorrere 20 km da Alseno a Piacenza un altro è percorrerli tra Morfasso e Fiorenzuola.

Ma serve che i giovani restino in montagna?…Per far che cosa?…per coltivare 30 pertiche di frumento e allevare 15 vitelloni?

Perché tanta fatica per quasi nulla?….Lo farebbero i giovani in pianura?

Potrebbero gestire un agriturismo e coltivare la terra? oppure gestire un piccolo ristorante con alloggio o una piccola attività artigianale e coltivare la terra a tempo perso?

Che reddito ne ricaverebbero? …forse a sufficienza per una famiglia ma senza abbondare!

Allora che fare per far ciò diffusamente anche dove i conti sono tiratissimi?

1- pagare i giovani per l’avviamento dei servizi che realizzano;

2- cedere in uso gratuito, nelle fasi di avviamento, le strutture pubbliche che si utilizzano a fini imprenditoriali giovanili;

3-credito a tasso zero e garantito dal un consorzio fidejussorio ad hoc per la montagna;

4-trattamento da super  ” cooperativa sociale ” per gli imprenditori giovani che restano in montagna;

5- esenzione irpef al 100% per la fase di avviamento delle attività in montagna;

5-obbligo per i beneficiari di prestare, in cambio, almeno 30 giornate all’anno per pulire canali, realizzare piccoli drenaggi e regimazioni, pulire siepi e boschi e altri lavori socialmente utili ( concentrati in autunno e primavera).

6- istituire un gruppo volontario di difesa e sviluppo del territorio con funzione di agenzia di somministrazione che collabora solo con i comuni e la provincia abolendo Enti inutili, sotto organismi di sopra organismi e diavolerie inutili piene di piccoli burocrati.

TUTTO QUESTO COSTA MENO CHE SPENDERE MILIONI PER AGGIUSTARE LE DISASTROSE FRANE, COSTA MENO CHE MANTENERE ENTI INUTILI….COSTA MENO DI CERTI CONVEGNI ….

” Questa è una provocazione sulla possibilità di stare in montagna…..pagando chi ci sta “

LUNGO LA VALTOLLA

La prima volta che facemmo un giro nelle valli interne della nostra provincia avevamo circa 15 anni. Conoscevamo, per sentito dire, Morfasso ma per nulla tanti borghi. Quella prima volta in Agosto, tra amici, andammo a Prato Barbieri a trovare ragazze che erano in villeggiatura a casa di parenti.

Salimmo con i motorini…con i cinquantini.

Fummo ben impressionati (sono passati 40 anni) dal fatto che vi fosse tanta gente…due alberghi, molti villeggianti, i bar….gente cordiale.

Passammo un pomeriggio bellissimo a zonzo nel paesino….tra un gelato, due chiacchiere, due risate…..i contadini indaffarati ….

Tornammo ancora, anche in altre stagioni, passando anche da San Michele o da Obolo ma sempre con piacere…con estremo piacere…a fare una “merenda” per passare un pomeriggio a Prato Barbieri…..poi da “grandicelli” ci restavamo anche per cena.

Alla sera andavamo a ballare a Obolo……che divertimento!

Ogni volta che venivamo da queste parti facevamo qualche visita nuova, qualche scoperta: un sentiero panoramico, un bel bosco, un bel gruppo di case….

Percepivamo, anche, che era in atto un cambiamento, che incontravamo sempre meno persone, che i bar erano sempre più deserti.

Capimmo….che, di li a poco, sarebbe iniziato il trasferimento di intere zone montane verso la collina o la pianura.

I contadini che allevavano bestiame (quasi tutti) invecchiavano e nessuno li rimpiazzava….non c’era ” interesse ” e le stesse famiglie spingevano i loro giovani ad andarsene a lavorare altrove.

Nei primi anni 70 (son passati solo 40 anni….pochissimo) a San Michele e nelle sue frazioni, nella zona di Pedina e Rusteghini, a Vezzolacca…solo per ricordarne alcuni…vi erano ancora tante aziende con la stalla da latte.

Il flusso migratorio che, aveva incanalato intere generazioni precedenti verso Francia e Inghilterra, ora li stava indirizzando nella Pianura Padana.

Intere zone furono abbandonate (o quasi) e le nuove generazioni si sistemarono a Lugagnano, a Fiorenzuola, a Piacenza….a Milano…

Destino ineluttabile!

Noi siamo sempre tornati…con tanti altri!…..Ora abbiamo amici e conoscenze diffuse in tutta la valtolla.

Noi pensiamo che, con le possibilità odierne, si potrebbe recuperare tanta socialità in Valtolla.

Come? ….Servizi, servizi, servizi, sostegno ai giovani, turismo, ecc…..nel blog ne parliamo spessissimo!

NON CONVEGNI MA OPERE …(1)

Proseguendo la nostra analisi sulla valtolla  siamo giunti ad alcune considerazioni che esprimiamo per evitare che ci propinino (le istituzioni) l’ennesimo convegno-presentazione di una qualche ricerca sulla pellacccia nostra( ne abbiamo pieni i cassetti e anche qualcosa d’altro!).

Se proprio vogliono fare un “ripasso ” vadano a  leggersi le decine di relazioni (una di queste allegata alla documentazioned del sito web della nostra comunità montana) giacenti in Provincia, Regione e Comuni e scoprirannno che tutte le analisi possibli son state fatte, che  nulla è migliorato ……ma solo preggiorato e dunque……c’è da fare!…..Qualche ” pillola “, in ogni caso, per rinfrescare la memoria non si nega a nessuno.

In generale

Lugagnano, nel suo complesso, ha assunto un ruolo quasi “ urbano” per l’intera alta valle….anzi questa dimensione è destinata a crescere e a divenir riferimento anche per luoghi più a nord della valle.

Vi sono banche, ufficio postale, scuole fino alla licenza media, servizi per l’infanzia, casa di riposo, mercato settimanale ben strutturato, corriere di linea abbastanza frequenti, molti negozi alimentari moderni, ristoranti e bar, farmacie, medici di famiglia, veterinari, servizi AUSL, officine, attività di servizio per il commercio, l’agricoltura e l’artigianato…..manca poco!…..Manca, a nostro parere, un po’ di  ricettività, un minimo di pronto soccorso permanente, una migliore qualità dell’aria (questa è una pecca grande). Tanti punti di forza ma anche debolezze…piccole ma significative debolezze!

Punti deboli

lavoro....reddito...servizi...

In generale le mancanze maggiori si riscontrano nelle zone più a monte della valtolla…diciamo a sud di Vernasca e Lugagnano e a Morfasso.

In tali aree, infatti, vi sono le maggiori criticità nelle infrastrutture di collegamento, scarsità di nuove iniziative imprenditoriali (soprattutto femminili) e scarso grado di integrazione del settore turistico ( di quel poco che c’è) con il resto del sistema economico locale.

Vi è insuffienza dei servizi di prossimità (sociali) nelle aree e comuni più montani e molto scarsa è la valorizzazione delle opportunità a disposizione della popolazione “ rurale” (in generale di quella che abita nei piccoli borghi).

Troppo contenuta la presenza di strutture dedicate al turismo rurale (agriturismi) in rapporto alle opportunità offerte dal territorio stesso che è molto, veramente molto, bello!

Il declino demografico e l’invecchiamento della popolazione (inevitabili) sembrano vissuti come calamità e non vi sono in atto tendenze contrarie che possano far intravedere altre soluzioni.

Si lascia “ morire “ il commercio locale ( anche quello minimo) e questo è un punto molto, molto critico….l’inizio della desertificazione sociale.

Andiamo incontro ad una crescente dispersione dei saperi tradizionali come lo sono, per solo esempio: le lavorazioni agricole e  artigianali legate alla gestione dei terreni agricoli.

Si vanno depauperando le tradizioni storiche e culturali e si perdono esempi  di mirabili ruralità architettoniche.

Il territorio, già così compromesso da smottamenti, difficoltà viabilistiche, scarsità di servizi  beneficia anche pochissimo delle ” modernità tecnologiche ”  che il progresso ha portato ovunque.

Vi sono gravissimi limiti delle connettività veloci che non permettono neppure insediamenti o permanenze di certe professioni intellettuali.

Vi sono interi paesi che per utilizzare la telefonia mobile, oggi anche eccezionale strumento di lavoro, devono fare i  salti mortali ( a Vezzolacca solo tim  e molto saltuariamente …..solo sul sagrato della chiesa piuttosto che in via …….. e cose simili).

Staremo a vedere se nell’annunciata nuova informatizzazione della montagna arriverà anche la possibilità di connettersi( anche con il telefono mobile) velocemente ….non diciamo con i famosi 7 mega ma almeno con i due …ma che ci siano!

Quale prima conclusione?….Se questo è il quadro stiamo freschi!

Nel prossimo post ci soffermeremo sui punti di forza e sulle opportunità.