Vezzolacca, la valtolla e la castagna: legati per la vita…

vezzolacca vista dai suoi castagneti ( foto iPhone di sergio valtolla)
vezzolacca vista dai suoi castagneti ( foto iPhone di sergio valtolla)

Leggendo, se avrete pazienza per pochi minuti, questo post vi renderete conto di quanto Vezzolacca,  più di ogni altro luogo in valdarda,  sia da sempre il paese delle castagne.  Interessante soffermarsi, durante la lettura,  sui toponimi e i cognomi dei protagonisti riportati nella fedele trascrizione degli atti di quei tempi.  Il tempo sembra immutato. Sala è tuttora una località di Vezzolacca come lo sono Zerexeto (Cereseto), Prato, Tollarolo e Perdono (i). Bragolo sono invece la famiglia Bragoli di Castelletto, Leccacorvi sono o sono state una famiglia locale come lo sono Nicoli, Croci, Aguda(vedi via Agù), Armelonghi o Armalunghi (o)…

castagno a vezzolacca (foto con iPhone si sergio valtolla)
castagno a vezzolacca (foto iPhone di sergio valtolla)

Se la quercia sembra vantare la menzione più antica nella nostra Valle, la specie arborea più frequentemente citata nei documenti è però il castagno(…). Nell’economia contadina della Valle il castagno era senza dubbio l’albero più generoso, prezioso e stimato; i suoi frutti, freschi, essiccati o ridotti in farina costituivano parte vitale dell’alimentazione nei lunghi inverni, e chi ne aveva in abbondanza poteva rimpinguare le magre finanze familiari con la vendita. Quello che più sorprende nella lettura delle carte antiche, è che un tempo il castagno era diffuso e coltivato non solo in montagna ma anche nella bassa collina e perfino in piena pianura (…), dove oggi la presenza di un castagno sarebbe una rara curiosità (…).

Tornando alla Valle di Tolla, innumerevoli atti di compra-vendita e di affitto, testamenti, e perfino gli inventari dei beni delle chiese dimostrano che qui il castagno costituiva una risorsa essenziale, d’importanza pari a quella dei cereali e della vite. In ogni angolo e ogni villa della Valle in maggiore o minore misura le “terræ castaneatæ” figurano come componente costante del patrimonio e dell’alimentazione degli abitanti, e con singolare frequenza esse si ritrovano nei documenti relativi a Vezzolacca, forse per una somma particolarmente favorevole di condizioni, o forse per una più radicata tradizione.

cappelletta votiva ricavata da un vecchio tronco di castagno secolare
cappelletta votiva  a vezzolacca “La Madonna delle Castagne” ricavata da un vecchio tronco di castagno secolare

Una scorsa tra le centinaia di imbreviature (ndr: atti notarili) attinenti alla nostra materia ci regala notizie interessanti e spesso sorprendenti (…).

-Il notaio Giacomo de Burgocastigneti in un suo rogito del 7 Novembre 1324 narra come, nella chiesa del Monastero di Tolla, Albertone della Libia (il cognome gli derivava dall’abitare in un luogo soggetto a libbia o lubbia, cioè frana) rinuncia nelle mani dell’Abate e Capitolo del Monastero una pezza di terra castaneata da lui tenuta in affitto, posta in territorio di Vezzolacca nella località chiamata in Roncarolo, alla quale confina da due parti Alberto Bragolo del Castelletto, dall’altra Oberto da Sala di Vezzolacca, dall’altra Stefano da Sala di Vezzolacca, denunciando che tale pezza di castagneto già da due anni gli è stata sottratta con la violenza da Stefano Leccacorvi di Vezzolacca.

-Lo stesso notaio il 21 Novembre 1324 verga l’atto con cui Guidone Turchi notaio di Castiglione dei Turchi e Donna Beatrice sua consorte danno in affitto perpetuo ai fratelli Giovanni e Gerardo Armalunghi figli del fu Alberto una pezza di terra “boschiva de castaneis” posta in territorio di Vezzolacca dove si dice in Campo Lungo (…)

-Il 27 maggio 1353, in una camera presso il loggiato del Monastero di Tolla, Albertino Nicoli del fu Aycardo vende per otto soldi a Giacomo dell’Aguda detto Fornaro di Vezzolacca una pezza di terra a castagneto posta in Vezzolacca al Tollarolo (…). (Rogito di Tancredo Turchi).

-Nello stesso giorno e luogo Giovanni Nicoli del fu Nicolò riceve in prestito quaranta soldi da Giovanni Armalungo di Vezzolacca, cedendogli a garanzia della restituzione una pezza di terra lavorativa sulla quale sta un albero di castagno, posta in Vezzolacca nella località chiamata “in broiis” (probabilmente ai broli, vale a dire agli orti) , alla quale confina (…) Giovanni da Sala Giacopardo da Sala, Gerardo dell’Aguda. (Rogito Tancredo Turchi).

– Il 9 Gennaio 1423, nella chiesa dei Frati Minori di Piacenza, Luchino Leccacorvi concede in affitto perpetuo a Giacobello de la Libia fu Guglielmo alcune terre colte e castaneate in territorio di Vezzolacca nelle località chiamate Libia, Valle, Zerexeto, Fontana de Foriis (…). (Rogito Bartolomeo Oliari).


– Il 4 Ottobre 1440, nel castello di Sperongia, Giacomo Pelarani fu Zanino di Vezzolacca vende a Giovanni da Tornolo fu Michele detto Bureto una pezza di terra boschiva di castagni posta in Vezzolacca nel luogo chiamato Lago di Sala (…). (Rogito Bartolomeo Pulvino de Gazio).


– Il 18 Luglio 1443, in Vezzolacca, sotto il portico della casa di Gerardo della Croce, Giacomo della Croce fu Riccardo concede in affitto per quarant’anni ad Antoniolo Bragolo fu Rolando del Castelletto una pezza di terra boschiva di castagni posta in Vezzolacca in località Vasadelo (…), alla quale confinano (…)gli Armelonghi,(…). (Rogito Bartolomeo Pulvino de Gazio).

– 23 Aprile 1470, in Lugagnano. Tommaso Forani fu Matteo detto Luxiardo, abitante a Vicanino giurisdizione di Rustigazzo, compra per lire piacentine trentadue da Antonio del Prato di Vezzolacca una pezza di terra castaneata posta a Vezzolacca. (Rogito Tomaso da Russio).

– 14 Novembre 1484, in Vezzolacca. Gli eredi del fu Dalfino Malvermi di Metti vendono a Cristoforo del Perdono una pezza di terra castaneata posta in Vezzolacca in località Albareto. (Rogito Alberto Pulvino de Gazio).

– 21 Giugno 1496, nel castello di Sperongia, nella residenza del Sig. Battaglino Porro Podestà della Valtolla. Don Venerio Vidalpa, Rettore della chiesa di Sant’Alessandro di Vezzolacca, affitta per nove anni ai fratelli Rolando, Giacomino e Fiorenzo Gomi di Castelletto una pezza di terra castaneata posta in territorio di Vezzolacca in località Vigna Curreti (…).

– Il 20 Novembre 1353, nella chiesa del Monastero di Tolla, il Venerabile Giacomo Turchi, Abate del Monastero, con il consenso di cinque monaci ivi presenti investe per ventinove anni in affitto a Zanino de la Cruce fu Giacomo di Vezzolacca alcune terre coltive e castaneate poste in territorio di Vezzolacca nelle località Zenevri (…), cui confinano gli eredi del fu Gerardone de la Cruce, Guglielmo Cavalli, i da Sala; località Bonizo, confinano Castella Greghi e Giovanni Nicoli; Lineto, confinano la famiglia Chisteli, Giovanni Greghi, Giacomino della Carenza (…). (Rogito Tancredo Turchi).

– Il giorno successivo, 21 Novembre 1353, nello stesso luogo, gli stessi Abate e monaci rinnovano per ventinove anni a Zanino Malgario fu Aycardo di Vezzolacca l’investitura di terre coltive e castaneate poste in territorio di Vezzolacca rispettivamente nelle località Monte Addono, Beziis, Clauso Clustelorum, Lorzale, Rivo Constantino, Stradella, Ronco Zubiano, Bocco, Brugneta, Segate, e “inter Nigros et Anadelaca”. (Rogito Tancredo Turchi).

(…)La prassi dei contratti d’affitto del Monastero è uniforme e permane immutata per molti secoli: all’affittuario viene richiesta la prestazione di un affitto annuale in prodotti della terra: qualche staio di frumento e altri cereali minori come la spelta, da consegnarsi per lo più nell’ottava della Madonna d’Agosto; poi qualche staio di castagne, verdi a San Martino o secche a Natale; qualche “lezia” di legna da ardere; qualche “lezia boni rudi” cioè di buon letame che serviva per gli orti dei monaci; talvolta qualche carro o mezzo carro di fieno; e immancabilmente per l’investitura un paio di buoni capponi. Rientrano nei fitti anche qualche denaro (…)

NOTA

Per gentile concessione della rivista Quaderni della Valtolla, da un prezioso saggio di Angelo Carzaniga, storico rivercatore della Valtolla, pubblicato sulla rivista nel 2006, si è estratto questo post.

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caldarroste a vezzolacca durante la festa annuale dedicata al frutto ( ultima domenica di settembre di ogni anno)

 

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