Laltesi, un pezzo di storia della Valdarda…

LALTESI, UN PEZZO DI STORIA DELLA VALDARDA…

Chi è della Valdarda, o ci ha abitato o lavorato non può non ricordare Laltesi, una delle prime fabbriche di escavatori e macchine per il movimento della terra italiane.
Affermatasi in tutto il mondo, famosissima in Italia, per la qualità delle sue macchine dall’inconfondibile color giallo. Continua a leggere “Laltesi, un pezzo di storia della Valdarda…”

Una volta il mio paese…

IMG_0769

Il mio paese era piccolo ma “quasi” da favola. E, in questo caso, quasi non é poco…Un paese dove i bambini di oggi potrebbero crescere e giocare senza pericoli.

Erano gli anni sessanta del secolo scorso e le strade non erano asfaltate, nessuna. C’era solamente una famiglia benestante, ma non ricca. Poi c’erano tanti piccoli e piccolissimi agricoltori, in massima parte proprietari con poche pertiche di terra, spesso appena sufficienti per vivere. Gli sprechi erano banditi. C’era  appena il giusto per vivere e comprare quello che era indispensabile per la famiglia: le scarpe per sé e per i figli, il vestito per la festa, il primo motorino  della famiglia, il frigorifero, il grembiulino per la scuola e così via…ci siamo capiti. Continua a leggere “Una volta il mio paese…”

1951: cronache della montagna e della miseria…

chiochi di una volta (dal web); i ragazzi riuscivano sempre, in ogni situazione, a essere spensierati...
chiochi di una volta (dal web); i ragazzi riuscivano sempre, in ogni situazione, a essere spensierati…per fortuna.

IN GENERALE SUCCEDE…

A volte quando si pubblicano, tramite le pagine di facebook o sullo stesso blog, vecchie foto e cartoline del periodo compreso tra l’inizio  del secolo scorso e i  primi anni ’50 del secolo scorso si ricevono commenti molto simpatici ma anche qualche inutile “nostalgia” di quei tempi passati che furono molto, molto, molto duri e difficili.

Certo l’aria era buonissima, l’acqua non inquinata, c’era, in tante situazioni, un buon “umore” sociale ma la vita, per gli adulti in particolare , non era spensierata e serena come qualcuno pensa o si ostina a farlo. Conoscere realmente la storie del passato serve per comprendere le cose buone che abbiamo perduto ma anche per evitare di ricadere in errori  tragici. Errori pagati duramente dalle famiglie “normali”, cioè dal 95% della popolazione. Continua a leggere “1951: cronache della montagna e della miseria…”

La Madonna del Piano: perché?

035Brigante della Valtolla

“Quando il giorno si fa nero come la notte e sulla terra si abbatte l’uragano, tra il bagliore dei lampi e il fragore dei tuoni, la furia del vento strappa via le foglie dagli alberi e le trascina turbinando a perdersi nella vuota lontananza. Continua a leggere “La Madonna del Piano: perché?”

Ducati farnesiani tra miserie e sviluppo…

cartina-pcps4-3 web 20% copia

Pillole di storia locale…

I ducati farnesiani e borbonici, o se preferite il vecchio ducato di Parma e Piacenza o di Piacenza e Parma, erano caratterizzati da due elementi corografici che ne distinguevano tanta parte dei  confini: il Po a nord e l’Appennino a sud; tra i quali , per l’intero territorio di pianura, quasi longitudinale ad entrambi gli elementi corografici sopracitati correva l’antica consolare Via Emilia; e quasi ai lati estremi di questa lunga Via erano poste le due città principali di Piacenza e di Parma.

Poi c’erano Borgo San Donnino (Fidenza) e Fiorenzuola d’Arda, Castell’Arquato, Castel San Giovanni, Busseto e Bardi in montagna. Continua a leggere “Ducati farnesiani tra miserie e sviluppo…”

Fiorenzuola e la situazione degli abitanti dopo la peste …

icona mediaC’è un bel saggio di Massino Pallastrelli, storico della valdarda, pubblicato interamente in quaderni della valtolla XI del 2009 che riprende uno studio sulla demografia storica  emiliana per estrapolarne i dati fiorenzuolani per cui, secondo i dati del primo gran censimento del 1576 (che un tempo erano detti estimi, un censimento di uomini e proprietà rurali), la popolazione di Fiorenzuola si costituiva di 870 teste e 1473 bocche.
 Per teste si intendono gli uomini compresi fra i 15 i 60 anni; per bocche le donne comprese fra i 5 e i 60 anni e i giovani maschi compresi fra i 5 e i 15 anni. In pratica restano fuori dal conteggio bimbi e bimbe inferiori a 5 anni, e uomini e donne oltre i 60 anni. Continua a leggere “Fiorenzuola e la situazione degli abitanti dopo la peste …”

Castell’Arquato …ancora sul turismo.

2014-04-17-castello LR-8722 copiaIn mancanza di dati precisi e puntuali sulla stagione turistica appena trascorsa a Castell’Arquato, la principale piazza turistica piacentina, siamo convinti che le cose non siano andate male (senza dimenticare che siamo un Paese in crisi).

Ci riferiamo a  sensazioni ricavate in seguito alla partecipazione a silver flag, rivivi il medioevo e festa delle castagne.  Sicuramente tanti turisti, pensiamo, avranno anche visitato i musei e partecipato ad altre manifestazioni. Continua a leggere “Castell’Arquato …ancora sul turismo.”

La rocca era dei ligures, i nostri lontani antenati…

copia
resti del muro del castelliere

Brigante della valtolla

Nel 1998 un gruppo di amici della Pandora della Valdarda, volontari archeologi, proprio sulla rupe, sottostante la Rocca, scoprì la presenza di undici gradini scolpiti nella dura roccia. Un centinaio di metri sotto la rupe dei gradini, in località “I Corvi”, su un pianoro notarono delle mura di fortificazione e vicino una roccia che mostrava dei graffiti.

Gli ultimi tre gradini, probabilmente i più antichi, in base all’erosione della roccia, si trovavano proprio sulla vetta e sembravano finire nel vuoto. Potevano essere i resti di un’ara sacrificale, di una torre o di un luogo di inumazione a cielo aperto dei morti, come usavano fare certe antiche tribù dell’Europa occidentale. Una cosa è certa: il tempo, i terremoti, le frane molto evidenti potrebbero aver confuso tutto…

Di sicuro l’intera Rocca dei Casali, l’intera falesia come abbiamo detto in altre occasioni, era un luogo abitato da una tribù ligure. Un luogo ben difeso, quasi come si trattasse di castello naturale, con accessi controllabili e dal quale si poteva comunicare, probabilmente con segnali di fuoco, con altre tribù “amiche” o “concorrenti” stanziate sul monte Moria, sulla Palazza, sul Giogo…

Anche l’amico Manzi conferma che il “castelliere” ritrovato nel 1953 era Ligures e che qui avrebbe stanziato perfino Annibale, notoriamente alleato di certe tribù liguri e non ostile al popolo Ligures, con il suo esercito in attesa di procedere verso Veleia (allora importante centro commerciale dei liguri Veleati) e verso la gloria della battaglia vittoriosa contro i Romani sul fiume Trebbia.

I liguri, Nazione che controllava un territorio vastissimo dalla Liguria ai Pirenei, furono tra i primi abitanti autoctoni della nostra provincia.

Poi arrivarono  i celti che  “sottrassero” loro vasti territori e con i quali alla fine si dovettero in parte integrare. Infine giunsero, per sempre, i romani e tutto divenne Roma.

Una cosa è certa: i ligures non erano dei conquistatori delle terre altrui, rispettavano le vicine nazioni con le quali commerciavano, erano gelosi della loro autonomia e combatterono strenuamente per non farsi conquistare.

Ma la storia la scrivono i vincitori e allora …la memoria dei nostri avi liguri è “svanita”. La Valdarda e la Valtolla sono pieni di luoghi incredibili come questo della falesia dai quali emergono le nostre vere antiche radici.

La Rocca dei Casali, da qualche tempo,  è anche un teatro naturale dei rocciatori che vi hanno tracciato, tra parete nord e parete ovest, 32 vie di arrampicata talune delle quali molto tecniche.  I boschi, il torrente Arda che lambisce la falesia, i rii che la discendono, le viste spettacolari sulla valle, le vecchie case abbandonate alle sue pendici contribuiscono a mantenere quel fascino che dura da millenni.

Accanto alla Rocca dei Casali transitavano i pellegrini francigeni, quelli che avevano sostato dai frati dell’Abbazia scomparsa e volevano raggiungere Gravago prima di sera. Quei pellegrini che spesso sostavano anche al Pelizzone diretti a Roma.

Un giorno potrei anche accompagnarvi…

andrea bergonzi
la rocca dei casali, vista particolare (foto di andrea bergonzi)
ronc da l'arda da il peyote
ronc da l’arda (foto di il peyote)

 

 ©coordinamento editoriale F.F.& S.E.

Sapete dov’è la più antica rocca della provincia di Piacenza?

gli ultimi tre gradini della Rupe dei gradini-1
gli ultimi tre gradini della Rupe dei gradini

Brigante della valtolla

La falesia, penserete voi, è una scogliera a picco sul mare e il nostro pensiero corre subito a quelle famose di Dover o di Etretat in Normandia.

Certamente vero ma un tempo, tanto lontano, anche da queste parti c’era il mare.

A dire il vero io parlo di quel tempo quando il mare arrivava ben oltre Lugagnano fino alla fine della Valdarda, proprio qui in Valtolla.

Praticamente la scogliera di cui parliamo è quella che noi da sempre chiamiamo “Rocca dei Casali”, nel comune di Morfasso. Continua a leggere “Sapete dov’è la più antica rocca della provincia di Piacenza?”

Brigante della valtolla: la battaglia di Castell’Arquato e la triste fine…

briganti 6Le borgate più importanti delle nostre valli: Salsomaggiore, Borgotaro, Bardi, Pellegrino, Carpaneto, Lugagnano, Rivergaro, Ponte dell’Olio, Pianello e la stessa città di Bobbio, vennero alternativamente, e per un numero limitato di giorni, occupate.

A Castell’Arquato, il 15 gennaio 1806 ha luogo un violento scontro, concluso con la sconfitta degli insorgenti¹. Continua a leggere “Brigante della valtolla: la battaglia di Castell’Arquato e la triste fine…”

Brigante della valtolla: si spara a Castel San Giovanni, in Valtolla e…

briganti 1La prima scintilla si ebbe il 6 dicembre 1805, a Castel S. Giovanni, ove erano stati riuniti numerosi abitanti delle campagne e delle vallate, giovani e padri di famiglia indistintamente, per essere arruolati tra le truppe del principe Eugenio, viceré d’Italia, che aveva imposto a Piacenza e Parma di fornire un contingente di 12.000 uomini. Continua a leggere “Brigante della valtolla: si spara a Castel San Giovanni, in Valtolla e…”

Brigante della valtolla: quando arrivarono i napoleonici in valtolla…

briganti 7Rifaccio un passo indietro per rinfrescarvi le idee (siamo alla terza puntata della mia presentazione…lo so la faccio lunga ma serve per farvi meglio capire).

Diciamo la verità: Nel ducato di Parma e Piacenza le prime insorgenze antinapoleoniche scoppiate in Romagna attorno al 1796 non è che interessarono più di tanto. Continua a leggere “Brigante della valtolla: quando arrivarono i napoleonici in valtolla…”

Castell’Arquato: brevi appunti di storia…

thumb_castell'arquato mag 11 IMG_4751_1024Il borgo storico di Castell’Arquato sorge su una propaggine estrema delle colline valdardesi digradanti verso nord, verso la pianura, quelle che costeggiano, in sponda sinistra, il torrente Arda. Continua a leggere “Castell’Arquato: brevi appunti di storia…”