I segreti del Papa e della Valtolla

planetrario-3Scritti del Romito del Pelizzone*

GLI ANTEFATTI PRINCIPALI…

Il 13 ottobre 1534 Alessandro Farnese, uomo di tante parentele piacentine e parmensi, viene eletto Papa assumendo il nome di Paolo III. Pochi mesi dopo, nel 1535, sospendendo la normale procedura che prevedeva l’elezione dell’abate da parte dei monaci sopprime l’Abbazia Tolla, perché “decaduta moralmente e politicamente”, una formula infamante, usata quando si volevano incamerare i beni e il territorio di un feudo, di una ricca famiglia, di un avversario politico. Continua a leggere “I segreti del Papa e della Valtolla”

La Valtolla si è ritrovata a Vezzolacca (fotoservizio)

vecchia chiesa IMG_2669La vecchia chiesa di Sant’Andrea a Castelletto è un monumento recuperato grazie alla volontà di un associazione culturale con parecchi componenti sparsi in tutto il mondo, emigrati della Valdarda e da Castelletto. Gli amici italiani, quelli più vicini geograficamente alla vecchia chiesa, domenica 16 ottobre si sono ritrovati a Vezzolacca, nel salone della canonica per una raccolta fondi per “mantenere” in buono stato il monumento medesimo. Continua a leggere “La Valtolla si è ritrovata a Vezzolacca (fotoservizio)”

Vezzolacca, la valtolla e la castagna: legati per la vita…

vezzolacca vista dai suoi castagneti ( foto iPhone di sergio valtolla)
vezzolacca vista dai suoi castagneti ( foto iPhone di sergio valtolla)

Leggendo, se avrete pazienza per pochi minuti, questo post vi renderete conto di quanto Vezzolacca,  più di ogni altro luogo in valdarda,  sia da sempre il paese delle castagne.  Interessante soffermarsi, durante la lettura,  sui toponimi e i cognomi dei protagonisti riportati nella fedele trascrizione degli atti di quei tempi.  Il tempo sembra immutato. Sala è tuttora una località di Vezzolacca come lo sono Zerexeto (Cereseto), Prato, Tollarolo e Perdono (i). Bragolo sono invece la famiglia Bragoli di Castelletto, Leccacorvi sono o sono state una famiglia locale come lo sono Nicoli, Croci, Aguda(vedi via Agù), Armelonghi o Armalunghi (o)… Continua a leggere “Vezzolacca, la valtolla e la castagna: legati per la vita…”

Cos’è sta Valtolla?

monte lama visto da Teruzzi
monte lama visto da Teruzzi

Alla domanda diede una risposta organica Angelo Carzaniga, fondatore della rivista “quaderni della valtolla”

«Il territorio soggetto alla giurisdizione dell’Abbazia di Tolla ovviamente ha subito variazioni nel corso dei secoli. I diplomi imperiali mostrano chiaramente che il patrimonio ed il potere dell’Abbazia si estesero in un lungo arco di tempo attraverso una successione di donazioni ed acquisti, che subirono usurpazioni e reintegrazioni, che furono oggetto di vendite e permute, processi ed arbitrati.
La massima estensione della Valle dell’Abbazia di Tolla (lasciando da parte i possedimenti esterni più o meno lontani che non rientravano nella giurisdizione di Valle) fu raggiunta nei secoli XVI e successivi sotto i Commendatari e Feudatari delle Case Sforza e Barberini. In quei tempi essa comprendeva per grandi linee tutti i versanti interni della valle e parte dei versanti esterni, avendo come limite per alcuni tratti il Chero ed il Chiavenna ad occidente e la Borla e l’Ongina ad oriente, la linea spartiacque sulla testata di valle a meridione, ed il confine tra i Comuni di Lugagnano e Castell’Arquato e tra Vernasca e Vigoleno a settentrione.
In realtà il confine non era così lineare, perchè poteva aggirare includendo od escludendo interi caseggiati o contrade, risalire o discendere per il corso di rivi, andar dietro a strade e sentieri, e perfino seguire il perimetro
di un campo o di una vigna. Ci si rende conto della complessità di quei percorsi leggendo le descrizioni che ne hanno lasciate, comune per comune, gli agrimensori inviati a redigere il Nuovo Compartito o Estimo del 1577.»
clic per....
clic per….

Dunque…i territori comunali di Vernasca, Lugagnano e Morfasso appartennero quasi interamente a tale giurisdizione. Resse, nel bene e nel male, il territorio per oltre 800 anni. I commendatari, che nell’ultimo periodo medioevale (veri e propri feudatari) subentrarono ai Frati depauperarono tutto,  occupandosi solamente di porre gabelle a livelli e condizioni inaccettabili per le popolazioni favorendo l’insorgere del fenomeno del “brigantaggio” che durò fino alla fine del 1800. L’intera zona fu dimenticata, per molto tempo,  anche dopo l’unità d’Italia al punto che le prime strade di collegamento organico tra i paesi montanari sono databili al primo dopoguerra del secolo scorso (anni 1950-1955).

Povera Valtolla, abbandonata dai frati, derubata dai signori commendatari, ignorata dai Savoia…costretta ad emigrare in massa a New York, a Londra e a Parigi. Povera Valtolla che ha dato tutto il suo miglior legname per costruire le traversine della ferrovia provinciale e  che ancora oggi disseta tutta la Valdarda ricevendo in cambio solo qualche “caramella” di consolazione. Poveri Paesi nostri!

dal web "terre di mezzo"
dal web “terre di mezzo”

Vezzolacca: un buon affare ma oggi…

l'antica  varietà di castagne di vezzolacca ( oggi ribattezzata "la bionda di Vezzolacca" per il sapore dolce della sua pasta. Ottima per la cucina e per tuytti gli usi alimentari.
l’antica varietà di castagne di Vezzolacca, oggi ribattezzata “la bionda di Vezzolacca” per il sapore dolce della sua pasta. Ottima per la cucina e per tutti gli usi alimentari.

Anche nei tempi passati si potevano fare “affari ” e guadagnare  bene.

Vezzolacca già dai tempi della fine del dominio dei frati dell’abbazia di tolla era rinomatissima come località dove si producevano ottime castagne e noci. I suoi boschi (di Vezzolacca), molto produttivi, erano “oggetto del desiderio” delle famiglie dell’intera vallata… «Nell’economia 

contadina 

della 

Valle 

il 

castagno 

era 

senza 

dubbio 

l’albero 

più 

generoso, 

 prezioso 

e 

stimato; 

i 

suoi 

frutti, 

freschi, 

essiccati 

o 

ridotti 

in 

 farina 

costituivano 

parte 

vitale 

dell’alimentazione 

nei 

lunghi 

 inverni, 

e 

chi 

ne 

aveva 

in 

abbondanza 

poteva 

rimpinguare 

 le 

 magre 

 finanze 

 familiari 

 con 

 la 

 vendita….» 

 Continua a leggere “Vezzolacca: un buon affare ma oggi…”

Angelo Carzaniga ci racconta ancora la nostra storia, la storia della valdarda-valtolla e dei montanari…

ICONA VALDARDA HISTORY-3 (trascinato)Angelo Carzaniga è stato uno dei più grandi ricercatori  di storia locale e provinciale, antica e medioevale. Numerose e molto apprezzate le sue pubblicazioni tra cui i suoi scritti apparsi nella rivista “quaderni della valtolla” della quale era anche fondatore.

Recentemente il blog della rivista citata ha pubblicato un estratto di una sua ricerca  sulla “cronaca di alcuni avvenimenti antichi che riguardano Vezzolacca e i suoi boschi, le sue piante ecc… (per leggere il resto clicca qui!)

Vezzolacca: si costruisca la canonica della chiesa di Sant’Alessandro…

valdarda: semplice piacere... (vezzolacca, avviso d'autunno)
panorama di vezzolacca (clic per ingrandire)

Il 16 Agosto 1350, nella chiesa di Santa Maria di Castell’Arquato, Oberto (il cognome non è più leggibile) console della comunità di Vezzolacca, stabilisce con l’Arciprete ed il Capitolo di quella Pieve le condizioni per la separazione della chiesa di Sant’Alessandro di Vezzolacca dalla chiesa di San Michele di Settesorelle. Da tempo immemorabile le due comunità avevano convenuto che le loro due chiese fossero unite ed avessero un unico sacerdote, il quale doveva risiedere a Settesorelle e venire quando necessario a Vezzolacca per la messa e le altre funzioni. Continua a leggere “Vezzolacca: si costruisca la canonica della chiesa di Sant’Alessandro…”

Castelletto, antica chiesa di Sant’Andrea: fotocronaca di una cerimonia…

antica chiesa castelletto valtolla

Ieri pomeriggio, domenica 5 agosto, si è tenuta la tradizionale assemblea degli amici dell’antica chiesa di Castelletto valtolla alla quale hanno partecipato numerosissimi parrocchiani di Castelletto e Vezzolacca.

Dopo la Santa Messa sono stati nominati cinque nuovi custodi della chiesa e approvato il bilancio d’esercizio annuale. Continua a leggere “Castelletto, antica chiesa di Sant’Andrea: fotocronaca di una cerimonia…”

Valtolla: nasce la “Universitas Communitatis et Hominum villarum Vallis Tollæ”

ombre sulla valtolla…

Anche la signoria dell’Abate di Tolla sulla Valle ebbe i suoi alti e bassi: sappiamo che Vescovi, Arcivescovi, Arcipreti e signori diversi tentarono a turno di farne preda, e gli Abati faticarono parecchio per difendersi appellandosi ad Imperatori e Papi. Nel secolo XII, durante le lotte comunali, il giovane Comune di Piacenza, convinto del proprio diritto a sostituirsi all’Imperatore, impose anche qui, come nel resto del contado piacentino, la sua supremazia, sostituendo all’autorità abbaziale quella dei suoi Consoli e Magistrati. In quei frangenti gli uomini della Valle di Tolla emulando i piacentini costituirono una loro Comunità di Valle – che resterà viva ed attiva anche nei secoli seguenti con il nome di Universitas Communitatis et Hominum villarum Vallis Tollæ – e costruirono nel castello di Sperongia un Palazzo del Popolo, poi diventato Palazzo del Podestà……[estratto da un saggio di A.Carzaniga pubblicato dal blog ” quaderni della valtolla”].

PER LEGGERE L’INTERO SAGGIO CLICCA QUI!

L’abbazia di tolla “è stata sottomessa”…..

cartina morfasso valtolla fine ‘800; clic per ingrandire

La giurisdizione autonoma della Valle di Tolla ebbe fine il 13 agosto 1370, quando l’Abate Luchino da Cella, “ con suo atto libero e spontaneo” sottomise e sottopose alla speciale protezione del Duca di Milano Galeazzo Visconti Conte di Virtù, allora Signore di Piacenza, “ se stesso, il Monastero ed i suoi Monaci, Priori, Capitolo e Convento, nonché tutta la Valle dell’Abbazia di Tolla di giurisdizione dello stesso Abate, ed in particolare il castello di Lavernasco con la sua villa, la villa di Monte Leccacorvi, la villa di Monastero, il castello di Sperongia con la sua villa, le ville di Olza, Molfassio, Pedina con le sue terre, Settesorelle, Vezzolacca, Castelletto, e tutte le terre e ville di detto Monastero ed Abbazia, e tutti gli uomini, cose e persone della detta Valle di Tolla….. Dopo questa cessione l’Abbazia mantenne le sue proprietà terriere e le sue prerogative spirituali, ma la Valle di Tolla passò sotto il dominio temporale di un Signore laico, il quale insediò nel Palazzo del Popolo di Sperongia a governare in suo nome un Podestà…..[estratto da un saggio di A.Carzaniga pubblicato dal blog ” quaderni della valtolla”].

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La valtolla era uno stato?

cartolina valdarda; clic per ingrandire

E’ stato scritto che la Valtolla anticamente era uno stato; l’affermazione suona piuttosto audace, e va intesa nel senso che la Valle fu un territorio del distretto piacentino dotato per largizione dell’Autorità superiore di una sua ampia autonomia amministrativa. Questa autonomia nacque in embrione con la nascita dell’Abbazia, e maturò attraverso un lento processo di acquisti, donazioni e legittimazioni imperiali e regie durato alcuni secoli. Tenendo presente che nella visione medievale Dio Creatore e Signore unico dell’universo aveva delegato all’Impero i suoi poteri con la missione di guidare l’umanità in concordia e giustizia, e che nessun altro potere al mondo poteva dirsi legittimo se non delegato a sua volta dalla suprema autorità dell’Impero, meglio poi se benedetto anche dal Pontefice, nella sequenza degli undici diplomi concessi da imperatori, re e Papi agli Abati di Tolla si può leggere chiaramente il progressivo dilatarsi dei possedimenti del Monastero e dei poteri che con quelli andavano di pari passo. Continua a leggere “La valtolla era uno stato?”

Valtolla e Valdarda: quando era senza ponti…

Oratorio longobardo di Mignano

Siamo abituati a pensare che per “oltrepassare” un fiume o un più semplicemente un corso d’acqua occorrano i ponti.

In effetti da parecchie generazioni è questo che succede!

Leggendo i bellissimi articoli di Angelo Carzaniga sui “quaderni della valtolla” deduciamo, invece, che a Morfasso, a Lugagnano, a Vernasca e a Castell’Arquato….nel 1500-1550  non esisteva un solo ponte. Nessun ponte per oltrepassare l’Arda, nessuno per il Lubiana, nessuno per il Chiavenna, nessuno per nulla!

Carzaniga afferma “ …..Semplicemente non ce n’era bisogno: l’Arda si poteva benissimo passare a guado, e in caso di piena bastava aspettare qualche giorno…perché il fiume si cito crescit et cito decrescit,  cresce in fretta ma altrettanto in fretta decresce….”.

L’assenza di ponti nella vallata  è testimoniata da parecchi altri documenti riportati in “quaderni della valtolla” in maniera ottimale.

Adattando Carzaniga…“….Il 16 novembre 1547, sulla riva dell’Arda presso il mulino dei Niccoli di Vezzolacca, viene redatta una testimonianza da un notaio richiesto da tal Giovanni della Croce figlio di Filippo, pure abitante a Vezzolacca, che aveva ricevuto un precetto a comparire quel giorno davanti al Magnifico Signor Commissario della Valle nella torre del Monastero (n.d.r.: il monastero dei monaci “antichi”), dove si amministrava la giustizia ogni mercoledì, per addurre le proprie difese ed opposizioni ad  una imputazione che gli era stata fatta e per la quale era stato messo sotto inchiesta. Partito da Vezzolacca per tempo per non rischiare di essere giudicato in contumacia, quando giunse al fiume si trovò nell’impossibilità di attraversarlo per la piena tumultuosa che in quel giorno interessava l’Arda.

Non gli rimase che tornare al paese a chiamare il notaio, che fortunatamente a Vezzolacca abitava, e quattro testimoni, Andriotto Vidalpa fu Jacopo, Bernardo Buratti fu Manfredino, Alberto Forani di Paolo e Jacopino Casani di Andrea…..”

NOTA DEL BLOG

L’articolo di Angelo Carzaniga “dazi, dazieri e strade della valle di tolla”, avvincente quanto racconta episodi di cronaca nera, bellissimo nell’exursuss della storia, fantastico nella sua introduzione,  sarà presto pubblicato per intero sul blog ” quaderni della valtolla ” a partire da domenica 4 marzo.

Scritti sulla valtolla a Fiorenzuola …val d’arda il 14 Aprile …

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Un appuntamento per la valtolla, per coloro che come noi sentono “l’appartenenza”…il senso….

GIOVEDI’ 14 APRILE ALLE ORE 20,30

Al ridotto del Teatro Verdi di Fiorenzuola d’Arda.

Viene presentata una raccolta degli scritti di Angelo Carzaniga,  fondatore della rivista storica “quaderni della valtolla” che ormai si pubblica da oltre 10 anni e non ha eguali nel panorama delle riviste di storia locale.

Il cofanetto raccoglie due volumi di complessive oltre 300 pagine di saggi storici sulla valdarda/valtolla….un “tesoro” che non può  mancare nelle biblioteche personali di ognuno di noi.

Con il ricavato delle vendite del cofanetto si proseguiranno i lavori di restauro dell’antica chiesa di Sant’Andrea di Castelletto valtolla.

 

 

 

 

La storia ad Lugagnan..[History of Lugagnano Val d’Arda]

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( abstract )

Only a historical researcher, real, passionate and deep as the dr. Angelo Carzaniga might be able to grasp the essence of the story describing Lugagnano val d’arda “inventory” done at the home of Bernardino della Croce in 1586.
Reading his essay in blog “books of valtolla” (now published in serial form), we realized how important it was already in the valley Lugagnano Ardia at the time.
A preview ….
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Solo un ricercatore storico
, vero, appassionato e profondo come il dott. Angelo Carzaniga poteva essere capace di cogliere l’essenza della storia di Lugagnano val d’arda descrivendo “l’inventario” fatto presso l’abitazione di Bernardino della Croce nel 1586.

Leggendo il suo saggio, pubblicato dalla rivista ” quaderni della valtolla”, anno 2002  ( ora pubblicato a puntate dal blog omonimo  ) ci siamo resi conto di quanto fosse già importante Lugagnano nella valle dell’arda a quei tempi.

Qualche anticipazione del saggio …. Continua a leggere “La storia ad Lugagnan..[History of Lugagnano Val d’Arda]”