Ascoltavamo musica ma i nostri figli spalano fango…

Foto del 16-10-14 alle 00.27AVEVAMO DICIANNOVE ANNI E…(ovvero pensieri semiseri di un ex giovane…)

Quando avevo diciannove anni, un gruppo musicale mi faceva sognare, facevo il tornitore e sognavo con gli Eagles.

A sedici anni avevo scoperto, tra un truciolo di ferro e una vigna in collina, abraxas di Santana. Ero spaesato e sognatore ma non disdegnavo una briscola, un tressette e un bicchiere di rosso (quello era già presente). Alla sera dei miei diciotto anni sono andato al cinema con amici, scarrozzati in cinque dalla mitica NSU Prinz, a vedere “giù la testa”, un capolavoro di Sergio Leone.

Nel frattempo ascoltavo anche  Deep Purle, Pink Floyd, King Crimson, Jethro Tull, PFM e roba di questo calibro.

Nel 1974 mi dividevo tra volantinaggi e fuga dalla scuola superiore, che nel frattempo avevo ripreso, per far votare NO all’abrogazione della legge sul divorzio.

icona cultura 1LE SIGARETTE CON IL PACCHETTO VERDE…

Fumavo MS ma avevo pochi soldi e allora mi rifugiavo anche nelle ultra-mitiche sigarette “nazionali esportazione senza filtro” con il pacchetto verde e la caravella. Ma devo confessare che parecchie erano sottratte dal pacchetto di mio padre che “fingeva” di non accorgersi di nulla. Intanto gli Eagles avevano già sfornato almeno dieci versioni di Hotel California, una più bella dell’altra, da ascoltare a volume massimo sul giradischi tra rimproveri di mia madre e il divertimento dei passanti. Nella mia compagnia prevalevano gli impegnati in politica ma pochi erano lottacontinuisti e zero erano democristiani. Il mio cruccio erano le ragazze, tanta musica, un po’ di cinema e molte briscole tra amici, tutti spensierati tra lavoro e/o lavoro in fabbrica e nei campi. La vacanza massima, a 18 anni era sul lago dalla zia in autostop, spendendo pochissimo e non dormendo mai.

I capelli erano lunghi, di obesi non ne conoscevo e  un inverno siamo stati appiedati,  per un sacco di domeniche,  dalla prima “austerità” che avessimo mai conosciuto. Ma i politici non fecero, anche allora, un bel niente per affrontare seriamente questo momento che ben presto tutti dimenticammo. Dimenticammo che eravamo in un Paese che solo 25 anni prima era uscita distrutto, totalmente distrutto da una guerra tremenda. Ma la politica voleva farci scordare quei momenti tristi e il duro lavoro di ricostruzione e puntare al consumo sfrenato, anche a costo di affondare il Paese con debiti pubblici insostenibili,  e così a distanza di quarant’anni da quei momenti stiamo pagando duramente quelle idiozie.

OGGI I RAGAZZI SPALANO FANGO…

Oggi i ragazzi, come già fecero nel 1966 durante l’alluvione di Firenze i ragazzi più grandi di noi, generosamente accorrono a spalare fango a Parma, a Genova e dove occorre ma i politici ancora non han fatto niente, niente nonostante dal 1966 ad oggi il Paese abbia subito terremoti, alluvioni e speculazioni devastanti…Loro hanno continuato a fare i loro porci comodi.

Noi, quelli della mia, e nostra, generazione, siamo passati dall’impegno nei partiti alla direzione del Paese (in senso lato) e cosa abbiamo lasciato ai nostri ragazzi? Un fico secco! Noi sessantenni dai nostri genitori, che si sono addossati l’intera ricostruzione del Paese,  sputando sangue, abbiamo avuto in eredità la possibilità di andare alle scuole “alte”, di fare le vacanze (mio padre le “vacanze” le fece Africa e in Russia, con le stellette e gli scarponi di cartone…), di possedere una bella macchina, di vestir bene, di alimentarci senza limiti ecc….

Ora siamo arrivati a questo punto basso, dopo gli ultimi 30 anni di scandali vergognosi, tra ladroni di Stato, politici e grandi imprenditori corrotti con le nostre tasse che sono andate in fumo. Quando dopo quaranta anni di lavoro contributivo abbiamo pensato di andare in pensione ci hanno risposto picche! E allora almeno mezzo milione di dipendenti, che aveva già pagato contributi per 40 anni, deve lavorare fino a accumulare 42 anni e 10 mesi di contributi sottraendolo posti di lavoro ai  ragazzi.

Ha fallito la generazione dei 60/70enni! Abbiamo, parafrasando una celebre massima contadina, “mangiato il vitello in corpo alla vacca”.

Ai nostri figli e nipoti abbiamo portato in dote un futuro incerto, lavoro precario senza la possibilità di stabilizzarsi e far famiglia.

Bravi! Siamo stati proprio stati bravi. Era bello quando avevamo diciotto, venti e anche venticinque anni, ma poi abbiamo mollato…  e i nostri figli spalano fango.

Foto del 16-10-14 alle 00.24

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