Sentieri e cavalli a motore sui nostri monti…

marco del lestdi Marco del lest

DI CHI SONO I SENTIERI?

Ci siamo mai chiesti di chi sono i sentieri che percorriamo nel corso di un escursione in montagna o durante una ricerca di funghi o semplicemente per sgranchirci le gambe?
Non mi riferisco alla proprietà del fondo su cui insiste il sentiero ed a tutta la normativa in merito, ma la domanda che mi pongo è: chi è l’utente a cui è destinato il sentiero? perché esiste quel determinato sentiero e perché qualcuno lo ha tracciato per primo?
La risposta più ovvia penso che sia:  il sentiero è di chi lo percorre, perché chiunque ha il diritto di transitarvi, fatte salve le limitazioni di legge, ma non mi sembra sufficiente.
Personalmente sono giunto ad una banale conclusione: Il sentiero è degli utenti più deboli, quelli che hanno minori capacità motorie.
Se ho doti alpinistiche, se sono un esperto di tattiche di movimento in zone impervie, se ho le ali…. non ho bisogno di alcun sentiero per muovermi in montagna: salto, arrampico, volo ecc

SENTIERI PER I CAVALLI A MOTORE?
Se invece sono una comune persona camminante, mi sposto utilizzando la viabilità che altre persone comuni hanno realizzato per consentire a loro ed a chi veniva dopo di loro di frequentare un determinato territorio nel modo più agevole possibile; tanto è vero che nella terminologia comune si dice che un sentiero “porta” ad una determinata destinazione.
Di conseguenza fino a che tutti noi bipedi comuni non avremo le ali, nessuno avrà il diritto di distruggere neppure un metro di sentiero.
Allora mi domando perché, persone che sostituiscono la propria normalità fisica con i cavalli motore di una moto od un auto da fuoristrada, si permettono di distruggere i sentieri?
Perché tutti ci scandalizziamo per l’esistenza delle c.d. barriere architettoniche in ambito urbano, che rendono impossibile il movimento delle persone meno fortunate, mentre quasi nessuno si scandalizza se vengono distrutte le infrastrutture che consentono a noi “sfortunati non dotati di ali ne di cavalli motore” di superare le barriere naturali?
Chi da il diritto a costoro di rendere “innaturalmente” difficoltoso per un bambino il transito su di un sentiero?
Non mi riferisco al diritto “legale”, non è un problema di leggi o di diritto, ma è una “questione morale” che deve colpire le coscienze di persone che si appropriano ingiustamente dei sentieri, rendendoli di fatto inutilizzabili ai più deboli che di conseguenza si trovano impossibilitati a fruire di un “bene pubblico” nel senso più profondo del termine.
Ritengo che il diritto a camminare su di un sentiero sia talmente ovvio come lo sia il diritto all’aria ed all’acqua…

I SENTIERI DELL’ALTA VALDARDA…
Queste semplici considerazioni le ho fatte mentre percorrevo con mio figlio T. di 7 anni il sentiero che dal passo di S. Franca “porta” al passo di Linguadà, passando alle pendici sud ovest del m. Menegosa .
Ad un certo punto i solchi lasciati inequivocabilmente dal passaggio delle moto erano così profondi che il bambino, in alcuni tratti, vi si è trovato immerso fino alla vita,
Ho avuto l’impressione di trovarmi su di un percorso storico della grande guerra… ma non eravamo sul Carso…
Con il ragionamento cristallino della sua età T. mi ha semplicemente chiesto l’origine di questa trincea e perche si trovava proprio sul sentiero che lui stava percorrendo tutto soddisfatto e divertito.
Stavo spiegandogli l’origine dello scempio e (deformazione professionale) la serie di norme che i responsabili hanno violato, quando lui semplicemente mi ha detto: “ ma io gli ho fatto qualche cosa a questi qui delle moto? Perche non vogliono che ci vengo in questo posto?.”
La considerazione mi ha spiazzato…
Dopo avere in tante occasioni disquisito sulle implicazioni legali, sul dissesto idrogeologico, sull’inquinamento acustico ed atmosferico ecc ecc ecc dovuti alla pratica del fuoristrada motorizzato, è bastato il ragionamento di un bambino a farmi capire il motivo più importante per cui è incompatibile il transito sui sentieri dei veicoli a motore: “semplicemente perche dopo non possono più passarci i bambini”.
PS: per favore non tediatemi con la polemica inerente ai danni maggiori che fanno anche i boscaioli, i cacciatori, i quad, le jeep ecc ecc, non mi interessa chi ha maggiori colpe, l’arroganza e l’ignoranza sono generalmente ed equamente ben distribuite in tutte queste categorie…

marco del lest 2

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5 Comments Add yours

  1. Andrea Dadomo ha detto:

    Ottimo Marco, non posso che essere d’accordo! Il ragionamento di tuo figlio è talmente semplice da essere davvero imbarazzante! Io confido molto nella coscienza delle giovani generazioni (speriamo non sia solo utopia), ormai la mia e le precedenti hanno fallito!
    Domenica mi è saltata in mano una cartolina storica di Lugagnano.. allora curioso mi sono messo a fare i paragoni, anche e soprattutto alla luce di quanto avvenuto in questi giorni. Bhè, il risultato lo puoi vedere qui: http://andreadadomo.blogspot.com/2014/10/ripensare-il-territorio-e-ora.html
    E su un prossimo post vorrei concentrare l’attenzione sui Piani che permettono queste cose… Un altro bel capitolo!
    Saluti da uno dei tanti Don Chisciotte della Valtolla

    1. SE ha detto:

      caro andrea,
      anche i tuoi commenti sono sempre molto interessanti e centrati. In merito ai fallimenti generazionali allarga la platea ai 60/70enni.
      Come sempre il tuo blog è molto preciso e aiuta a capire.
      ciao a presto.
      sergio

  2. Paola ha detto:

    Sì come non condividere il pensieto di T…. sono solidale con lui! Abbiamo provato a percorrere il sentiero a cavallo e nonostante i nostri Cavalli Bardigiani abbiano il piede sicuro, è stato inevitabile dover scendere e passare attraverso il bosco in certi punti !!!!

    1. SE ha detto:

      I cavalli bardigiani notoriamente sono bestie intelligenti e molto adatti alle escursioni in campagna e montagna ma di fronte a questi disastri anche loro…Il grave è che certi sindaci sono d’accordo nel lasciar liberi i sentieri a tutti i “cavalli a vapore” perchè forse hanno interessi elettorali se non peggio da difendere. grazie del commento.
      sergio

  3. stefano rovati ha detto:

    Vi ricordo che in emilia romagna sta nascendo una normativa che è fatta per regolamentare finalmente i percorsi dedicati ai cosiddetti “cavalli a vapore”.
    questa normativa è la prima in Italia dagli anni 60 ad oggi, speriamo che vada tutto a buon fine, in una regione dove finalmente si è capito che se ben regolamentata, la convivenza fra cavallerizzi, mtbiker, pedoni e tutti i vari utenti del “bosco” può esistere.
    ricordo anche che fino ad oggi, se vediamo distorsioni riguardo questa convivenza, è solo perchè non si è “mai” voluto dare ascolto agli utenti motorizzati che a gran voce hanno sempre chiesto di avere percorsi specifici per la loro passione , anche inasprendo fortemente le sanzioni per chi mai fosse uscito dai percorsi predisposti.
    non tiriamo in ballo per favore questioni morali, al mondo ci si può star tutti e la cosa peggiore è il voler vietare a tutti i costi e a prescindere chi non la pensa allo stesso modo.
    credere di essere gli unici a poter utilizzare il territorio nel complesso per grazia ricevuta , è un errore che fortunatamente in molti hanno capito, partendo da alcuni sindaci, e non certo per questioni politiche , visto che gli utenti motorizzati sono numericamente infinitesimali rispetto al resto dei supposti voti.
    le raccolte di firme delle tante associazioni “non motorizzate” ne sono la prova, potete fare una verifica navigando per il web e leggendo di quali disastri causerebbero tutti quelli che non sono pedoni.
    spero che le parole da me espresse vengano prese come una velata polemica discreta, da parte mia non sono in guerra con tutto quello che non è il mio mondo e vorrei lo fosse per tutti.

    Stefano R.

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