Quando la Valle dell’Arda era uno stato autonomo…

I PALLAVICINO copiaLo Stato al quale si fa riferimento nel titolo non è un’invenzione, è realtà storica locale che è esistita per oltre 3 secoli.

Lo stato in questione era quello Pallavicino che ebbe, in un determinato e lungo periodo, addirittura due capitali: Busseto e Cortemaggiore.

In questa parte delle “terre Traverse” piacentine le fortune dei Pallavicino iniziarono nel 1249. In precedenza, tra le tante questioni, la potente e nobile famiglia partecipò alla formazione del patrimonio che permise a San Bernardo di realizzare  il grande monastero cistercense di Chiaravalle della Colomba.

Ma la Grande ascesa della famiglia, come detto, iniziò nel 1249  quando il  marchese Uberto, detto “il Grande”,  alleato con l’imperatore Federico II (quindi con il partito dei Ghibellini )  sconfisse i guelfi cremonesi  divenendo Podestà  di quella città.

Per ricompensarlo l’Imperatore allargò i già vasti domini del padre di Uberto con altre decine di località con 22 castelli e 32 ville. Busseto, Zibello, Polesine P.se, Besenzone e poi ancora Alseno, Borgo San Donnino (Fidenza), Castelvetro p.no, Fiorenzuola d’Arda, Monticelli d’Ongina, i territori della futura Cortemaggiore, Scipione, Villanova, San Pietro in Cerro, tanti territori della bassa, media e alta provincia parmense confinati con Piacenza,  ecc…Un grande patrimonio, all’epoca una ricchezza grandiosa. La loro collocazione Ghibellina non impedì ai Pallavicino  di far realizzare, nei loro possedimenti,  magnifiche chiese e di favorire l’insediamento e l’espansione dei principali movimenti monastici del tempo. La fondazione, o meglio la rifondazione,  di una nuova Cortemaggiore nel 1479-80, da parte di Gian Lodovico, figlio di Rolando detto il Magnifico, attraverso un progetto che aveva pochi eguali all’epoca, testimonia quanto si trattasse di famiglia  avanzata e protagonista del suo tempo.

Ma questo Stato, come quello dei Landi (Bardi), era una spina nel fianco per il Ducato e così alla fine nel secolo XVI i Farnese “conquistarono”, con le buone e con le cattive, gli Stati Pallavicino.   Ma gli Statuti che regolavano la vita civile di queste comunità sopravvissero  ben oltre la fine della realtà politica, fino al 1800.

Ma meglio di noi vi aiuterà a comprendere quanto importante fu lo Stato dei Pallavicino per lo sviluppo della bassa e media Valdarda l’agile e completa storia di questa grande famiglia scritta da Luigi Chini di Villanova, edita da LIR Piacenza, pubblicata nel novembre 2014. Un libro di 154 pagine che viene venduto a 13,50 € la copia. Imperdibile!

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