Turismo, poco importa se …

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un gruppo di volontari escursionisti che opera in valdarda 

Spiace constatare quanto i pensieri espressi nel 2012 sul turismo, a distanza di 5 anni, siano ancora attuali, quanto non siano stati fatti passo avanti significativi.

Restringendo il solo pensiero alla mia Valdarda rilevo quanto ancora si scontrino due visioni pubbliche di sviluppo socio-economico; visioni molto discordanti e lontane tra di loro. Continua a leggere “Turismo, poco importa se …”

Valdarda 31 marzo 744 succede…

20160517_102050LA DESOLAZIONE DELLA VALDARDA…

Prima ancora che si potesse ritenere chiusa definitivamente l’era romana d’occidente, prima che l’impero lasciasse il posto al sorgente medioevo, la media e alta valle dell’Arda era già il trionfo delle foreste incantate, dei paesaggi surreali, delle presenze magiche; il rifugio degli eremiti, un susseguirsi di luoghi a tratti impenetrabili, regno dei grandi spazi del silenzio, con pochi abitanti, anzi pochissimi. Le stesse “parti” più basse della valle non erano scampate a tale destino… Continua a leggere “Valdarda 31 marzo 744 succede…”

Lusurasco tra storie cruente e passaggi segreti…

LUSURASCO  TRA STORIE CRUENTE 2016-05-14 lusurasco moronasco (no)-2466_Fotor1_FotorE PASSAGGI SEGRETI…

Pur ignota la data di fondazione del suo castello viene fatto risalire almeno al 1219, in pieno Medioevo.

Si ha infatti notizia che nel mese di luglio dell’anno citato le truppe cremonesi, provenienti da Fiorenzuola d’Arda, vi abbiano sostato, ospitati dal feudo. Continua a leggere “Lusurasco tra storie cruente e passaggi segreti…”

Appuntamento a Castell’Arquato…

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Locandina invito per gli amici del blog… (clic per ingrandire)

Quaderni della Valtolla. Appunti per una storia di Castell’Arquato, quasi un editoriale…

di Sergio Efosi*

Con questa monografia dedicata a Castell’Arquato, ricca di contributi di affermati ricercatori e storici si potrebbe pensare di essere ormai giunti alla possibile definizione di una vera “biografia” di Castell’Arquato. Una narrazione che non comprenda i soli protagonisti “maggiori” della storia arquatese ma qualcosa in più; che consideri anche la natura del luogo ove sorge il Borgo e i suoi dintorni appena prossimi. Una cronologia storica di Castell’Arquato che consideri le vicende note accanto a quelle meno conosciute, meno raccontate.

Un rendiconto che comprenda anche i luoghi non affioranti, dove il buio è prevalente; un sottosuolo fatto di cunicoli, piccole gallerie, anfratti naturali…regno scuro dove sono custoditi chissà quali segreti.

Una biografia, si diceva, sul modello di quelle già pubblicate da Peter Ackroid e da altri valenti autori di fama internazionale di saggistica storica.
Una biografia del borgo arquatese come si trattasse di persona viva, pensante, con le sue certezze ma anche con i dubbi per farsi meglio conoscere alle generazioni future […].

*ricercatore storico e redattore della rivista “Quaderni della Valtolla”. L’articolo è solo la prima parte della presentazione del volume 18 della rivista dedicata interamente a Castell’Arquato. La rivista sarà presentata Sabato 28 Maggio alle ore 15 a Castell’Arquato-Palazzo del Podesta.

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copertina della rivista che si troverà nelle edicole locali dal 29 maggio…

Olza, qualche ragionamento sulle origini di un nome…

Appunti di Sergio.E.Valtolla

olza per web .001 (2)Secondo alcuni ricercatori del passato l’etimologia del nome Olza deriverebbe da Aucia, “feudo imperiale” (comitato auciense) dei Pallavicini, costituito da territori tra Parma, Piacenza e Cremona, con centri a Cortemaggiore, Monticelli, Roccabianca e Busseto.
Seconda altri non è propriamente così. O quanto meno non è solo così.
AuciaAugia, Achelous, in origine si sarebbe utilizzato per “pascolo presso le acque”, “luogo pascolivo vicino alle acque”,  nel 1095 si usa Ochia per definire “porzione di terra vicino alle acque”  e successivamente il termine si sarebbe lentamente volgarizzato in Olza.  In ogni caso  il termine antico è sempre associato a luogo o terreno con acqua, o vicino all’acqua…
Nel secolo IX, in epoca Carolingia, alto medioevo (ben prima della presenza dei Pallavicini di cui sopra) la pronuncia latina della “Au” sarebbe stata trascritta come si pronunciava  in “O” oppure in “Ol” per cui gli abitanti avrebbero iniziato a pronunciare Ocia, Ozza e poi Olcia (altri Lolza con la o molto chiusa, volgare). Nel 1095 si usa Ochia, Ocia per definire “porzione di terra vicino alle acque”; nel XIII secolo un acquedotto (in Valnure?) venne identificato quale Ozedum (da Ozza) e a Pradello di Bettola c’era un corso d’acqua che da Aucia, per dire luogo bagnato da un corso d’acqua venne volgarizzato in Ozza e poi in Bagnato/a

DIFFUSIONE DEL TOPONIMO OLZA
Il toponimo è ampiamente diffuso in Italia, nel mondo e anche nelle province di Piacenza e Parma. E sempre c’entra l’acqua (fiume, torrente, sorgente, ecc..): a Monticelli d’Ongina esiste, in riva al Po, Olza; a Fiorenzuola d’Arda esiste, sulla sponda sinistra dell’Arda verso sud, Olza; a Cortemaggiore esiste la frazione di San Martino in Olza, a Morfasso esiste la frazione di Olza.

Ma nei documenti disponibili delle due province emiliane Olza è trascritto in tanti modi…

Tra il 1235 e il 1326 appaiono nelle sole province di Piacenza e Parma: Olcie, Ocie, Olzia, Lolcia, Lolza e ancora per lo stesso luogo Olza, Loza, Olzola
Nel 1235 appare un Olzia di Lugagnano Piacentino².

Nel 1432 si parla di Homines Ozie, Sperungie, Monasterii et Morfassii;  Olza di Valtolla.
Nel 1486 si parla si una chiesa dedicata a San Giovanni Battista de Olza, Morfasso.
Nel 1596 si riferisce ancora di Olza di Tolla, del monastero di valle di Tolla o d’Arda.
Nel 1695 ancora si riferisce di San Giovanni Battista di Olza quale oratorio di Morfasso (non è più definita una chiesa. Non lo è per un certo tempo o per sempre?).
I passaggi fondamentali per comprendere l’evoluzione del toponimo sarebbero questi: Aciu, Auce, Auca, Aucia, Olcia (Olgia), Olza, Lolza e infine Olza.

Potrebbe anche essere che le varie evoluzioni del toponimo Olza ricordate abbiano a che fare con i Pallavicini ma sicuramente non è così per quella di Morfasso, territorio della Valtolla.

Ma come sempre accade questo è solo una piccolissima parte di un complesso ragionamento che espone un noto ricercatore locale del secolo XIX.

NOTE

1(pronuncia anche come ocia; come Claudius si pronuncia anche come Clodius).

2(forse in tale epoca potrebbe essere stato proprio definito Lugagnano Piacentino e in seguito Valdarda, come esistono del resto Carpaneto e San Giorgio piacentino …).

La pietra liscia, l’acqua che puzza, la devozione per una Santa (fotoarticolo).

cammino di santa franca: dettaglio sulla pietra delle mole e sulla fontana dell'acqua puzza. Ora è possibile allungando il percorso di poche centinaia di metri tran situare in questi due nuovi luoghi.
cammino di santa franca: dettaglio sulla pietra delle mole e sulla fontana dell’acqua puzza. Ora è possibile allungando il percorso di poche centinaia di metri tran situare in questi due nuovi luoghi.

di Fausto Ferrari e Sergio Efosi

Pare che sia destino, per chi ci crede un chiaro segno: dov’è passata santa Franca l’acqua ha assunto proprietà speciali; e se non c’era è zampillata all’improvviso tra le nude rocce nascoste nel bosco.

Questo potrebbe essere l’elemento caratterizzante e unificante il percorso escursionistico-devozionale che è stato tracciato tra Vitalta (Vernasca) e il Santuario (Morfasso) a lei dedicato sul monte omonimo. Continua a leggere “La pietra liscia, l’acqua che puzza, la devozione per una Santa (fotoarticolo).”

Castell’Arquato: il primo sentiero della devozione è fruibile…

la cappelletta di san lorenzo dedicata a santa franca
la cappelletta di san lorenzo dedicata a santa franca

di Fausto Ferrari e Sergio Efosi

Di fatto non è altro che un tratto di Via francigena, quella denominata “Via dei Monasteri Regi” che proveniente da Fiorenzuola, passando per San Lorenzo, raggiunge Castell’Arquato e poi va oltre; di fatto due percorsi devozionali che per un tratto si sovrappongono.

Ci riferiamo alla Via dei Monasteri citata e al Cammino di Santa Franca che si snoda, quest’ultimo,  tra le colline di San Lorenzo, Monterosso e Martani. Continua a leggere “Castell’Arquato: il primo sentiero della devozione è fruibile…”