I pettegolezzi del pergolato sulla Valtolla e le sue scoperte…

Sergio Efosi*

Sotto al pergolato di uva frambosa, protetti dalla sua ombra si chiacchiera, si gioca a carte, si sorseggia un bicchiere di rosso, si ozia e si “spettegola”; e lo fanno uomini e donne e gli uomini sono sempre i più accaniti.
Ma sotto al pergolato di un piccolo borgo della Valtolla oggi non non si è parlato di gossip o cose del genere e non si è giocato a carte. Continua a leggere “I pettegolezzi del pergolato sulla Valtolla e le sue scoperte…”

Un capolavoro ritrovato, un vecchio atlante del 1600…

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La copertina della pubblicazione

di Sergio Efosi *

Dopo 400 anni rivede la luce un capolavoro piacentino, conservato a Napoli nella Biblioteca Nazionale, opera di Alessandro Bolzoni (1547-1636).

Un documento come questo, hanno riferito autori e curatori della nuova pubblicazione, si trova a Napoli perché là sono migrati nel 1736 i patrimoni artistici, archeologici e documentari dei Farnese al seguito del duca-re Carlo di Borbone, primogenito di Elisabetta Farnese, moglie di Filippo V di Spagna. Continua a leggere “Un capolavoro ritrovato, un vecchio atlante del 1600…”

Il fantasma del monastero di Val Tolla …

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ANTEFATTO

Il fantasma del monastero di Val Tolla solamente fino pochi anni dominava la storia della valle della Valle dell’Arda.

Valenti ricercatori, anche in epoche precedenti, avevano provato a dipanare questa intricata matassa storica senza riuscire ad ottenere un granché.

Tutt’al più si era propensi a credere che fosse esistita un’abbazia senza peraltro individuarne l’esatta ubicazione. Continua a leggere “Il fantasma del monastero di Val Tolla …”

La resa di Castell’Arquato, l’arrivo di Carlo Magno…

 

Castell'Arquato 1842
Castell’Arquato

L’ANTEFATTO

Nella tarda primavera del 773 Carlo, re dei Franchi, chiamato dal Papa Adriano I, varcò le Alpi e dilagò nella pianura padana al seguito di un poderoso esercito. Continua a leggere “La resa di Castell’Arquato, l’arrivo di Carlo Magno…”

Prato Barbieri: la storia racconta i ribelli, una strana estate, la guerra, la zona libera…

libro-partigiani-img_6943Sabato pomeriggio la storia contemporanea è stata raccontata alla “Lumaca…” di Prato Barbieri. Nel cuore delle nostre zone appenniniche, tra il monte Obolo e Santa Franca dove nasce e si sviluppa la prima resistenza piacentina  contro i nazi-fascisti.

Intervistato dalla giornalista Elisabetta Paraboschi, Alessandro Pigazzini autore del libro “8 agosto 1944” ci ha raccontato gli episodi che culminarono con la liberazione di Gropparello. Continua a leggere “Prato Barbieri: la storia racconta i ribelli, una strana estate, la guerra, la zona libera…”

Valdarda 31 marzo 744 succede…

20160517_102050LA DESOLAZIONE DELLA VALDARDA…

Prima ancora che si potesse ritenere chiusa definitivamente l’era romana d’occidente, prima che l’impero lasciasse il posto al sorgente medioevo, la media e alta valle dell’Arda era già il trionfo delle foreste incantate, dei paesaggi surreali, delle presenze magiche; il rifugio degli eremiti, un susseguirsi di luoghi a tratti impenetrabili, regno dei grandi spazi del silenzio, con pochi abitanti, anzi pochissimi. Le stesse “parti” più basse della valle non erano scampate a tale destino… Continua a leggere “Valdarda 31 marzo 744 succede…”

Lugagnano: in quel bosco sacro si venerava…

Monte Giogo (lugagnano) visto da Mignano IMG_1058
Monte Giogo (lugagnano) visto da Mignano (clic per ingrandire)

UNA PREMESSA PER RAGIONARE

Sul toponimo Lugagnano si son spesi alcuni tra i migliori ricercatori di storia locale e nazionale ma il dubbio sull’autentica origine dello stesso resta; e sicuramente non posso competere a quei livelli.
Non mi resta pertanto che seguire un ragionamento diverso… Continua a leggere “Lugagnano: in quel bosco sacro si venerava…”

Lusurasco tra storie cruente e passaggi segreti…

LUSURASCO  TRA STORIE CRUENTE 2016-05-14 lusurasco moronasco (no)-2466_Fotor1_FotorE PASSAGGI SEGRETI…

Pur ignota la data di fondazione del suo castello viene fatto risalire almeno al 1219, in pieno Medioevo.

Si ha infatti notizia che nel mese di luglio dell’anno citato le truppe cremonesi, provenienti da Fiorenzuola d’Arda, vi abbiano sostato, ospitati dal feudo. Continua a leggere “Lusurasco tra storie cruente e passaggi segreti…”

La rivista della valdarda in edicola!

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Il tavolo della presidenza del convegno di presentazione della rivista. Da sinistra Sergio Efosi, redattore; Fausto Ferrari, presidente del circolo culturale Valtolla, editore della rivista; l’assessore alla cultura arquatese Tiziana Meneghelli

LA RIVISTA STORICA DELLA VALDARDA E VALTOLLA È IN EDICOLA…

Una sola è la rivista che da 18 anni è pubblicata in Valdarda: Quaderni della Valtolla.

Rivista di storia e storie antiche, moderne e contemporanee; storie di donne, uomini, paesi e comunità locali…

Il volume 18°(¹)   è stato presentato a Castell’Arquato nel salone del Podestà il 28 maggio 2016.  Per l’occasione il volume riportava in prima copertina la scritta “Quaderno di Castell’Arquato”, poiché interamente dedicato al Borgo. Continua a leggere “La rivista della valdarda in edicola!”

Appuntamento a Castell’Arquato…

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Locandina invito per gli amici del blog… (clic per ingrandire)

Quaderni della Valtolla. Appunti per una storia di Castell’Arquato, quasi un editoriale…

di Sergio Efosi*

Con questa monografia dedicata a Castell’Arquato, ricca di contributi di affermati ricercatori e storici si potrebbe pensare di essere ormai giunti alla possibile definizione di una vera “biografia” di Castell’Arquato. Una narrazione che non comprenda i soli protagonisti “maggiori” della storia arquatese ma qualcosa in più; che consideri anche la natura del luogo ove sorge il Borgo e i suoi dintorni appena prossimi. Una cronologia storica di Castell’Arquato che consideri le vicende note accanto a quelle meno conosciute, meno raccontate.

Un rendiconto che comprenda anche i luoghi non affioranti, dove il buio è prevalente; un sottosuolo fatto di cunicoli, piccole gallerie, anfratti naturali…regno scuro dove sono custoditi chissà quali segreti.

Una biografia, si diceva, sul modello di quelle già pubblicate da Peter Ackroid e da altri valenti autori di fama internazionale di saggistica storica.
Una biografia del borgo arquatese come si trattasse di persona viva, pensante, con le sue certezze ma anche con i dubbi per farsi meglio conoscere alle generazioni future […].

*ricercatore storico e redattore della rivista “Quaderni della Valtolla”. L’articolo è solo la prima parte della presentazione del volume 18 della rivista dedicata interamente a Castell’Arquato. La rivista sarà presentata Sabato 28 Maggio alle ore 15 a Castell’Arquato-Palazzo del Podesta.

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copertina della rivista che si troverà nelle edicole locali dal 29 maggio…

Valtolla 2045: azzeramento della popolazione ?

2014-diga mignano LR -5640Dagli anni 70 del secolo scorso ad oggi molti comuni dell’Appennino piacentino hanno perso oltre il 35 % della popolazione, con punte superiori al 45%. Ciò nonostante noto molta indifferenza e parecchie diatribe pro o contro qualche animale selvatico e un po’ sul “mostro”.

A nessuno sembra interessare della “rarefazione umana”, del lento, inesorabile declino al quale una parte notevole del territorio alto valdardese è messa a rischio. Continua a leggere “Valtolla 2045: azzeramento della popolazione ?”

Valtolla:la fine…

Castell'Arquato 1842
Castell’Arquato

Carlo il Grosso, Imperatore dei Romani (…degli italiani) dell’anno 880, Ugo e Lotario II dall’Anno 936 e Enrico II, il Santo,  nell’anno 1015,  proteggevano l’Abate di Tolla con tutti i beni che questi possedeva e che avrebbe acquisito per l’avvenire. Con questo ordinavano espressamente che nessun “giudice” inferiore al loro rango potesse disturbar loro, i servi e gli uomini liberi che abitavano nei territori amministrati e posseduti  dall’abbazia senza il consenso dell’Abate medesimo. Questi privilegi furono confermati dall’Imperatore Federico Barbarossa nel 1167 che donò all’Abate il castello di Sperongia, Lugagnano e Morfasso con le “utilità” (i terreni) e gli “onori” (i privilegi) che erano necessari.   Cosi per diversi secoli.

E mentre l’Abate amministrava pacificamente tale “giurisdizione” di Val di Tolla concessa dagli imperatori fu “spogliato” di tali beni dalla nobile famiglia dei Rossi.

Nel 1541 Guido Ascanio, all’epoca commendatario dell’Abbazia di Tolla, figlio di Bosio II Sforza (quarto conte del ramo dei Santa Fiora) e di Costanza Farnese, a sua volta figlia naturale del Papa Paolo III (1534-1549), denunciò tale situazione e i beni furono restituiti. Successivamente il commendatario dell’Abbazia Mario Sforza e Giudo Ascanio divenuto nel frattempo Cardinale, conservatore dei beni dell’Abbazia, riservandosi l’approvazione del Papa (il nonno), il 17 aprile 1545 affittarono, a livello perpetuo (quindi anche agli eredi), tutti i beni dell’Abbazia ai Conti Sforza (padroni di Castell’Arquato).

L’abbazia ricevette il colpo finale, era la fine definitiva della vita autonoma della Valtolla.

Una spoliazione e una decadenza continua che durò almeno fino alla metà del secolo XIX (fino alla fine del Ducato di Parma e Piacenza).

(tratto da un resoconto di cronista anonimo)

Olza, qualche ragionamento sulle origini di un nome…

Appunti di Sergio.E.Valtolla

olza per web .001 (2)Secondo alcuni ricercatori del passato l’etimologia del nome Olza deriverebbe da Aucia, “feudo imperiale” (comitato auciense) dei Pallavicini, costituito da territori tra Parma, Piacenza e Cremona, con centri a Cortemaggiore, Monticelli, Roccabianca e Busseto.
Seconda altri non è propriamente così. O quanto meno non è solo così.
AuciaAugia, Achelous, in origine si sarebbe utilizzato per “pascolo presso le acque”, “luogo pascolivo vicino alle acque”,  nel 1095 si usa Ochia per definire “porzione di terra vicino alle acque”  e successivamente il termine si sarebbe lentamente volgarizzato in Olza.  In ogni caso  il termine antico è sempre associato a luogo o terreno con acqua, o vicino all’acqua…
Nel secolo IX, in epoca Carolingia, alto medioevo (ben prima della presenza dei Pallavicini di cui sopra) la pronuncia latina della “Au” sarebbe stata trascritta come si pronunciava  in “O” oppure in “Ol” per cui gli abitanti avrebbero iniziato a pronunciare Ocia, Ozza e poi Olcia (altri Lolza con la o molto chiusa, volgare). Nel 1095 si usa Ochia, Ocia per definire “porzione di terra vicino alle acque”; nel XIII secolo un acquedotto (in Valnure?) venne identificato quale Ozedum (da Ozza) e a Pradello di Bettola c’era un corso d’acqua che da Aucia, per dire luogo bagnato da un corso d’acqua venne volgarizzato in Ozza e poi in Bagnato/a

DIFFUSIONE DEL TOPONIMO OLZA
Il toponimo è ampiamente diffuso in Italia, nel mondo e anche nelle province di Piacenza e Parma. E sempre c’entra l’acqua (fiume, torrente, sorgente, ecc..): a Monticelli d’Ongina esiste, in riva al Po, Olza; a Fiorenzuola d’Arda esiste, sulla sponda sinistra dell’Arda verso sud, Olza; a Cortemaggiore esiste la frazione di San Martino in Olza, a Morfasso esiste la frazione di Olza.

Ma nei documenti disponibili delle due province emiliane Olza è trascritto in tanti modi…

Tra il 1235 e il 1326 appaiono nelle sole province di Piacenza e Parma: Olcie, Ocie, Olzia, Lolcia, Lolza e ancora per lo stesso luogo Olza, Loza, Olzola
Nel 1235 appare un Olzia di Lugagnano Piacentino².

Nel 1432 si parla di Homines Ozie, Sperungie, Monasterii et Morfassii;  Olza di Valtolla.
Nel 1486 si parla si una chiesa dedicata a San Giovanni Battista de Olza, Morfasso.
Nel 1596 si riferisce ancora di Olza di Tolla, del monastero di valle di Tolla o d’Arda.
Nel 1695 ancora si riferisce di San Giovanni Battista di Olza quale oratorio di Morfasso (non è più definita una chiesa. Non lo è per un certo tempo o per sempre?).
I passaggi fondamentali per comprendere l’evoluzione del toponimo sarebbero questi: Aciu, Auce, Auca, Aucia, Olcia (Olgia), Olza, Lolza e infine Olza.

Potrebbe anche essere che le varie evoluzioni del toponimo Olza ricordate abbiano a che fare con i Pallavicini ma sicuramente non è così per quella di Morfasso, territorio della Valtolla.

Ma come sempre accade questo è solo una piccolissima parte di un complesso ragionamento che espone un noto ricercatore locale del secolo XIX.

NOTE

1(pronuncia anche come ocia; come Claudius si pronuncia anche come Clodius).

2(forse in tale epoca potrebbe essere stato proprio definito Lugagnano Piacentino e in seguito Valdarda, come esistono del resto Carpaneto e San Giorgio piacentino …).

Canto il maggio, gusto una gran frittata e bevo vino…

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L’Armando ad’Lavarnasca

di Brigante della valtolla

L’ORIGINE IN DUE PAROLE

Il Cantar maggio o Calen di maggio e se preferite il Cantamaggio è un rito antico che ha tutti i connotati della liturgia pagana pre-cristiana.

L’espressione propiziatoria per la nuova primavera che celebravano gli antichi abitatori delle nostre montagne appenniniche dal Mar Ligure al Po i Liguri e i Celti, assai legati nella loro esistenza all’elemento silvestre e naturale. Continua a leggere “Canto il maggio, gusto una gran frittata e bevo vino…”

Ducati farnesiani tra miserie e sviluppo…

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Pillole di storia locale…

I ducati farnesiani e borbonici, o se preferite il vecchio ducato di Parma e Piacenza o di Piacenza e Parma, erano caratterizzati da due elementi corografici che ne distinguevano tanta parte dei  confini: il Po a nord e l’Appennino a sud; tra i quali , per l’intero territorio di pianura, quasi longitudinale ad entrambi gli elementi corografici sopracitati correva l’antica consolare Via Emilia; e quasi ai lati estremi di questa lunga Via erano poste le due città principali di Piacenza e di Parma.

Poi c’erano Borgo San Donnino (Fidenza) e Fiorenzuola d’Arda, Castell’Arquato, Castel San Giovanni, Busseto e Bardi in montagna. Continua a leggere “Ducati farnesiani tra miserie e sviluppo…”