Turismo e soldi spesi per nulla…

14082611904_b93c03f630_kIL FATTACCIO…

Pochi giorni fa un quotidiano online di Piacenza titolava così un articolo “Il sistema Piacenza va in soffitta, nessun investimento dopo Expo”.
In pratica la tanto decantata zolla di “Piazzetta Piacenza” a Expo 2015 rimarrà sul suolo milanese a titolo gratuito perché costa troppo recuperarla e perché, aggiungo io,  nessuno sa che farne.
La ns.partecipazione a Expo era stata il frutto di un investimento complessivo di circa 2 milioni di euro provenienti dal pubblico e dal privato (per chi non fosse bravo in conversioni: sono ben 4 miliardi delle vecchie lire).
Il “sistema Piacenza” da tale partecipazione, secondo i soliti soloni i della politica locale, avrebbe dovuto produrre ritorni turistici eccellenti… migliaia di pernottamenti in più,  più visitatori nei musei e nelle città d’arte e cose del genere. In pratica tanto lavoro per tutti.
Per gestire la nostra missione Expo, era stata fondata nell’ottobre 2013 un’agenzia apposita, una Ats (agenzia temporanea di scopo), da 18 associazioni di categoria, con presidente Silvio Ferrari.
L’obiettivo era quello di preparare l’evento di Expo 2015 con “Piazzetta Piacenza”, arredata con la famosa e decantata “Grande Zolla”. Uno spazio dove raccontare le peculiarità e le qualità del nostro territorio affinché migliaia di turisti potessero decidere di far visita alle nostre terre.
Questa energia doveva, secondo i promotori,  protrarsi anche nel futuro ma qualcosa non è andato per il verso giusto e l’Ats non ha mosso un dito in tutto il 2016.
I siti internet e profili social su cui il “sistema Piacenza” si è raccontato al mondo nei mesi di Expo a Milano sono muti.
Tutto tace e nessuno ha più messo sul piatto un soldo  per permettere di continuare l’avventura. E così i soldi sono finiti e anche la zolla è rimasta a Expo perché costava troppo recuperarla (pare 100.000 “eurini”).

A febbraio 2016 in Comune a Piacenza, le parti che avevano costituito l’Agenzia di scopo Ats (ne facevano parte anche Fondazione, Confindustria, Piacenza Expo, e tanti altri) avevano “promesso” di continuare a operare per promuovere Piacenza in Italia e nel Mondo ma per ora…

Per ora sembra sia tutto fermo in attesa di “sbaraccare”.
A raccontarla non ci si crede: sembra essere l’ennesima scorpacciata di soldi pubbblici finiti in nulla, soldi che investiti in infrastrutture, iniziative e servizi territoriali per i turisti avrebbero forse prodotto molto di più per l’intero territorio.

CONCLUSIONE
Noi piacentini siamo buoni, dimentichiamo presto e ora attendiamo con ansia il progetto “area larga” del turismo, promosso da Provincia e Regione, che ci accomunerà con i parmensi e i reggiani dai quali, forse e visti i risultati sopradetti, dobbiamo imparare qualcosa…forse.
Di sicuro, giusto per ricordarlo, rammento che uno degli organismi turistici più funzionali è proprio una creatura interprovinciale: “Castelli del Ducato”. Che sia proprio questa la strada giusta?

Pe ora, di sicuro, ma proprio di sicuro, abbiamo speso 2 milioni di euro,  in cambio di cosa?

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