Ci son luoghi…

2017-08-31-castello montereggio -4DM4B4033Ci son luoghi…di Sergio Efosi.

Ci sono luoghi che debbono la loro natura sacrale al fatto di esser punti terminali di pellegrinaggi antichi, altri perché corrispondono a intervalli, speciali, lungo un cammino e altri ancora perché luoghi della prima civilizzazione cristiana.
Quest’ultimo è il caso della sperduta, antica, chiesa di Castello di Montereggio*.
La chiesa millenaria, nei pressi di una manciata di vecchie case, sta proprio sul cucuzzolo panoramico e strategico ove c’era il castello. 2017-08-31-castello montereggio-1DM4B4000Dedicata ai SS. Gervasio e Protasio e in seguito a Sant’Anna, la chiesa di Castello di Montereggio si erge a guardia della valle poco distante dal passo di Linguadà, dalle Pianazze, dalla Roccia Cinque Dita**, di fronte alla sovrastante Camulara, in un sistema-ambiente che ne esalta la natura sacrale.
Il suo nome esce dal buio della storia antica con un documento datato 5 ottobre 1022 e relativo alla divisione patrimoniale tra i figli del nobile Plato de Platis, i Platoni dai quali discesero, tra gli altri, i Lusardi, nei territori che divennero feudi dei Landi piacentini, signori di Bardi.
Monte Regio è un toponimo che evoca i grandi possedimenti del fisco regio ai tempi dei Re Longobardi, dal VII secolo; possedimenti in tanta parte donati a Vescovi e Monasteri pro remedio animae o per il mantenimento degli ospizi per viandanti e pellegrini  che gestivano i monasteri stessi.
Ma il luogo dovette, verosimilmente, essere appartenuto, prima del medioevo, al demanio romano per cui, quello di Montereggio, potrebbe non esser stato un castello nel senso compiuto del termine quanto piuttosto un “castrum”,  come lo intendevano i romani, ovvero un luogo dominante, fortificato, una stazione di controllo lungo una Via o in un crocevia che collegava i vari fondi Veleiati (Municipio di Veleia?); e al centro di altre importanti Vie romane che collegavano la Liguria all’Emilia. Da qui il fatto di esser divenuto successivamente, con la dissoluzione dell’Impero Romano d’Occidente,  parte del fisco regio longobardo.
Notizie relative alla ondazione e lo sviluppo della chiesa.
San Savino, vescovo piacentino, dovette scegliere Montereggio, sedici secoli fa circa, proprio per la sua posizione di crocevia montano per la penetrazione della cristianitá in queste vaste aree appenniniche, ponendovi una prima cappella dedicata ai santi Gervasio e Protasio, dove ora si festeggia Sant’Anna. La chiesa dovette essere veramente importante per la civilizzazione cristiana della Val Lecca (adiacente, in Provincia di Parma) poiché le persone della citata valle, usavano salire sui Pigarei-Camulara per comunicare, a mezzo di stendardi, con la Chiesa del Castello di Montereggio l’avanzamento della celebrazione della S. Messa, un modo per partecipare.

La cappella divenne chiesa che rimase parrocchiale fino al 1559.

A poca distanza da Montereggio c’è anche Boccolo dei Tassi, un luogo antico dove sorgeva l’ospizio per i pellegrini gestito dai frati di San Colombano fin dal secolo IX, ora sulla Via degli Abati.

La chiesa, con il suo campanile a vela dotato di campana, è un piccolo capolavoro di semplicità e bellezza, costruito in pietra locale***.

Quel luogo provoca nel visitatore l’emozione, esalta la natura sacrale di quella millenaria chiesa, in un contesto ambientale naturale fatto di monti, rocce, brughiere e boschi vicini al limite del cielo.
Prendetevi una pausa, andate a Montereggio nel cuore dell’Alta Valnure e, se potete,  salite fino alla chiesa a piedi. Nelle vicinanza vi sono ottimi sentieri escursionisti Cai e trattorie.

*Le notizie storiche dell’articolo sono tratte da un prezioso opuscolo della Banca di Piacenza del 1996.

**Si tratta di un affioramento ofiolitico poco distante del Passo delle Pianazze, a cavallo tra le valli del Nure e del Ceno, quindi al margine tra le province di Piacenza e Parma. Si trova a circa mille metri di quota in ambienti appenninici sommitali, sia pure distanti dalla cresta principale. Le rocce sono le vere protagoniste di questo sito. Per felice localizzazione e buone condizioni ambientali, l’area riveste notevole valore paesaggistico  (area protetta).

***Occorrerebbe un restauro generale urgente per salvarla, per far rivivere il suo meraviglioso interno.

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