Badia di Val di Tolla: quando comandava anche a  Piacenza…

oratorio di san dalmazio 1pcREVISIONE 12-2017 2Badia di Val di Tolla: quando comandava anche a  Piacenza… racconto di Sergio Efosi*

Nel medioevo l’Abbazia di Val di Tolla (Alta val d’Arda-Piacenza) aveva importanti interessi a Piacenza, città romana ampiamente saccheggiata e decaduta dopo la fine dell’Impero; città che era  lentamente risorta a partire dalle dominazioni longobarda e poi franca.

A Piacenza, dopo la metà del secolo IX, negli anni in cui si intravedevano i primi segnali di  ripresa economica e demografica, era stato edificato il grande monastero benedettino femminile  di San Sisto, grazie all’intervento della moglie dell’imperatore Ludovico II, Engelberga.

Poco distante  da quest’ultimo monastero, già nel 1040, ne esisteva un secondo di proprietà della Diocesi Ambrosiana.  I documenti attestano che l’Arcivescovo di Milano, Ariberto, donava al Monastero di Val Tolla alcuni luoghi “ad incremento di S.Dalmazio e del suo monastero di Piacenza di recente costruzione“.

La Chiesa e l’annesso monastero dipendevano, dunque, dalla Badia  di Val di Tolla, la grande e potente Abbazia benedettina che sorgeva in alta Valdarda dal secolo VII. La chiesa divenne un “priorato” dell’Abbazia di Tolla e, in seguito , parrocchia (soppressa nel XIX secolo).

La zona di Piacenza citata è quella di Via Mandelli, di fronte alla Banca d’Italia,  dove ancora esiste l’antica chiesa dedicata a San Dalmazio, una delle chiese più antiche della ciità, con una suggestiva cripta  con  colonnine in pietra e volte a crociera dove sono conservati due affreschi murali risalenti al XIII secolo raffiguranti San Pietro e l’Assunta.

oratorio di san dalmazio 1pcREVISIONE 12-2017Un piccolo gioiello, quasi sconosciuto, vissuto grazie ai monaci dell’Abbazia di Tolla**.

Mi piace credere che questa cripta, con i suoi affreschi antichi, con il suo stile romanico primitivo, ricalchi quelli che dovevano essere i tratti salienti della primitiva chiesa dell’Abbazia a Tolla di Morfasso.

Mi piace anche pensare che il primo Consorzio dello Spirito Santo, costituito a Piacenza nel 1268 con lo scopo di assistere i poveri “vergognosi”, sia stato costituito nella chiesa di San Dalmazio; mi piace pensarlo perché la notizia della sua costituzione è conservato in un antico codice custodito presso la Chiesa medesima.

La confraternita citata, attiva, è una delle tre ancora esistenti a Piacenza; e si occupa, tra l’altro, della conservazione di questo piccolo gioiello. Il priore e il Cappellano sono di nomina vescovile.

*la fonte che ha ispirato il post è un libretto edito nel febbraio 2017 a cura del “Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, delegazione dell’Emilia Romagna” (delegato regionale Corrado Sforza Fogliani, vicario Franco Marenghi). Tutte le foto del presente post sono di Paolo Bellardo e sono tratte dal libretto menzionato, stampato da Litoquick Piacenza.

**Altre notizie non sono per ora disponibili e non è dato sapere fino a quando chiesa e monastero di San Dalmazio siano rimasti nelle proprietà dell’Abbazia di Tolla.

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