Gestione forestale, utilizzo corretto e produttivo dei boschi per una tenuta della montagna [di marco del Lest]

Riceviamo da Marco del Lest , e alleghiamo un documento sulle risorse forestali  ben corredato da fotografie  che si sofferma sulla viabilità dei boschi e pascoli montani.

Come accennato nella prima parte [si riferisce all’articolo apparso sul blog il 28-04-2011] le cause della misera gestione forestale provinciale sono numerose e le soluzioni tutto sommato non impossibili da attuarsi. Vorrei proseguire con l’esame della situazione attuale ed altre proposte gestionali  finalizzate comunque allo sviluppo di un’economia montana e rurale di cui il bosco è una parte essenziale.

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PER APPROFONDIRE …..TRE ARTICOLI IN ORDINE DI APPARAZIONE….

https://valtolla.wordpress.com/2011/03/05/la-regimazione-delle-acque-in-valtolla-tempi-andati-solo-ricordi/

https://valtolla.wordpress.com/2011/03/29/bonifica-e-prevenzione-delle-frane/

https://valtolla.wordpress.com/2011/04/28/boschi-della-valtolla-un-commento-di-marco-del-lest/

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Un altro fattore limitante alla buona gestione forestale è quello della pessima o assente viabilità di servizio delle aree forestali. La viabilità attuale è in larga parte derivata dall’adeguamento alla meccanizzazione di una rete viabile antica creata per il transito di animali da soma , slitte o carretti,comunque con carichi molto leggeri, dove le pendenze avevano importanza relativa.

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Boschi della valtolla….(un commento di Marco del Lest)

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Lo scorso 20 Aprile pubblicavamo un post sui boschi della nostra vallata  dal titolo… Boschi della valtolla….(qualche appunto). ; ora l’amico Marco ci ha inviato una approfondita e dettagliata analisi della situazione con parecchie idee-proposte per contribuire a superare la grave crisi della montanga che perdura da decenni senza che si intravedano miglioramenti duraturi e significativi. Solo qualche intervento spot, grave disinteresse, sfiducia alimentata da interventi sbagliati e/o da false promesse.

Ad un certo punto abbandonare era l’unico sbocco….ma anche da altre parti non sempre è andata o va bene.

La sfiducia [ o se volete la disinformazione, il disinteresse, ecc…] sono presto detti: con il Piano di Sviluppo Rurale, lo scorso anno alla provincia di Piacenza, sono stati assegnati dalla Regione circa 80.000 € per interventi di miglioramento forestale, altre provincie hanno ricevuto 800.000/1.000.000 di €… e sapete  perché?
 Perché [per dirla con Marco] dalla provincia di Piacenza non sono pervenute domande e progetti di sviluppo forestale… fine!

[allegato, in PDF,  l’intero documento di marco del lest che potete leggere cliccando sul seguente file   >>>>  Boschi in provincia di Piacenza   <<<<

Boschi della valtolla….(qualche appunto)

monastero valtolla

La superficie forestale provinciale [boschi, castagneti da frutto, giovani rimboschimenti, cespugli vari…] raggiunge circa 80.000 ettari, cioè circa 1.000.000 di pertiche piacentine di cui 1200 ettari sono in pianura.

Possibile che non facciano gola a nessuno? Possibile?

In passato, ad inizio 1900 circa, l’appetito fu talmente grande che centinaia di ettari di boschi secolari di Querce e Cerri furono abbattuti per farne traversine ferroviarie promettendo tanto guadagno per i locali…ma nessun montanaro si arricchi. Continua a leggere “Boschi della valtolla….(qualche appunto)”

Parliamo di funghi?

clicca per ingrandire (web photo)

Non vogliamo sottacere che quest’anno di funghi ne abbiamo potuti raccogliere e mangiare tanti.

Galletti, mazze di tamburo, porcini….ecc…ecc…tanti e buoni!

ll fungo è un vegetale molto particolare ..diremmo anomalo.

La sua composizione media è 90% ca di acqua e dal 3 al 5 % di proteine, tra cui tutti gli amminoacidi essenziali e poi…idrati di carbonio, sali minerali, vitamine,pochissimi grassi e  fibre grezze.

Un porcino fresco, uno dei più amati,  sviluppa per 100 grammi, 32 calorie [secco 281 calorie  ca]. Quanto alle vitamine sono più costantemente presenti quelle del complesso B; nel galletto [finferlo…o cantarellus cibarius]  è abbastanza consistente la vitamina A.

Questo per sfatare le false credenze che dicono che il fungo è solo “profumo“!

Ma la scusa del titolo era per parlare di comportamenti nel bosco perché ne abbiam visto di tutti i colori e anche se non è nostro compito qualche semplice suggerimento non farà del male…. Continua a leggere “Parliamo di funghi?”

Brigata forestale e il taglio dei boschi

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DALL’INTRODUZIONE DELLA GUIDA “IL TAGLIO DEL BOSCO A NORMA DI LEGGE  di M. Carzaniga CHE ALLEGHIAMO IN PDF …

Fin dai tempi remoti, le popolazioni di montagna hanno verificato che il taglio indiscriminato dei boschi, gli incendi, il pascolo eccessivo o lo sradicamento di vaste superfici forestali, costituivano una delle cause principali di frane, valanghe ed erosioni, in poche parole hanno appreso per esperienza diretta che l’utilizzo indiscriminato del bosco costituiva la causa principale del “dissesto idrogeologico”.

Da quelle esperienze ha preso avvio l’elaborazione del concetto di interesse collettivo del patrimonio forestale, visto che la sua salvaguardia è di fondamentale importanza per la sicurezza idrogeologica del territorio……

La foto-documento che abbiamo esposta è contenuta nella guida che alleghiamo e proviene dall’archivio della parrocchia di Vezzolacca che aveva, nel 1906, fatto ” inventariare 76  piante ad alto fusto ai fini del taglio…..questo lavoro era stato effettuato dalla brigata di Lugagnano val d’arda dell’amministrazione  forestale….

file PDF >>>>> tagliobosco1

 

 

Teruzzi: un gratuito gesto di vandalismo…un gesto di chi non ama la val d’arda/valtolla

Stamani leggendo ” libertà” abbiamo appreso che due fungaioli…ma potevano anche essere due escursionisti, due fotoamatori…due semplici visitatori, hanno subito atti di grave vandalismo contro le rispettive automobili parcheggiate in piazzette dove non davano sicuramente fastidio.

Erano anni che non sentivamo più parlare di gesti incivili e inutili come questi e la sorpresa è stata grande.

In ogni caso un gesto che ” allontana” il turismo, che allontana i visitatori di questi luoghi incantevoli …..compiuto solamente perché i due malcapitati raccoglievano funghi??

Ma se ne sono nati a frotte…e ne nasceranno ancora! Ma se la raccolta è autorizzata e regolata dalle  vigenti legislazioni …a cosa serve un gesto simile? Forse che l’autore/gli autori di simili gesti pensano di risolvere i problemi della montagna allontanando i “forestieri” fungaioli, cacciatori, visitatori, turisti, villeggianti?

Pensano forse che tagliando una pianta in un parco, distruggendo l’auto di un malcapitato fungaiolo, facendo dispettucci da ” ragazzetti ” ignoranti siano considerati ” in” …siano ammirati dal resto dei valtollensi?? Poveri illusi…..noi vi compatiamo e basta.

La nostra solidarietà al sig. Boiardi e all’altro fungaiolo che è voluto restare anonimo; la nostra solidarietà a tutti i montanari …quelli veri ( sono il 99% ) e non agli autori di questi gesti ….a questi omuncoli.

Fuoco domato? Oggi alle 11,30 sembrava ……

Stamattina alle 11,30 sembrava che il fuoco ritornasse a far capolino nei boschi vicino alla diga ma c’era vigilanza e in un quarto d’ora é stato spento!
Ieri abbiamo temuto il peggio, tutto il pomeriggio fino alle 21 i canadair hanno fatto il loro lavoro e ogni 28 minuti circa scaricavano il loro prezioso carico sulla boscaglia in fiamme.
Due aerei, un elicottero e 50 uomini tra i quali i volontari hanno lavorato per due giorni per spegnere un incendio che poteva avere altre proporzioni, poteva essere una catastrofe immane.
La valtolla classica é un unico grande bosco, con paesini, pochi campi e gente attaccata alla loro terra…….da sempre!
Chi ci viene ad abitare viene adottato e assume lo stesso atteggiamento……come é capitato a noi!
Viene il mal di cuore vedere la valle in pericolo, la nostra valtolla.
Ma cosa potrebbe aver causato tale grave evento?
Distrazione o ignoranza umana? Diabolica premeditazione o cinica leggerezza?
Verrebbe voglia di gridare che se fosse colpa di stupidità o cinica leggerezza paghino il grave danno che han provocato!
Ora abbiamo un ferita in più e vedremo come le autorità vorranno intervenire …se lo vorranno.
Stamani sul lago c’erano due canoisti di Parma che si chiedevano cosa fosse successo……che si chiedevano perché una tal risorsa non venga maggiormente valorizzata, perché ……
Risposte che non avevamo ma si trattava di riflessioni utili per tutti noi.

VALTOLLA: TAGLIO DEI BOSCHI!

Non conosciamo la normativa sul taglio dei boschi e non siamo neppure in grado di conoscere lo ” stato produttivo dei boschi” della nostra vallata.

Sicuramente il tema posto al centro di una riunione operativa svoltasi a Morfasso con Sindaco, Coldiretti, operatori agro-forestali era di quelli molto interessanti.

taglio colturale del bosco in valtolla

Intanto cominciamo a dire che il bosco, da sempre, è una risorsa agricola e…..per Noi….lo deve continuare ad essere!

Di conseguenza non può che farci piacere sapere che si vuol continuare a considerarlo, il bosco,  una “risorsa” produttiva per la nostra montagna…(finalmente se ne parla!).

Se poi Provincia e Comunità Montana volessero dedicarvi un po’ più tempo per snellire burocrazia e aumentare la vigilanza per evitare abusi ( abusi!!!) affinché i veri amanti del bosco produttivo e utile all’ economia  possano fare al meglio il loro lavoro….

Meno burocrazia, autocontrollo…..ma anche basta a chi ( produttori) non rispetta le regole perché fa del male a tutti ( come un bracconiere)….chi fa il furbo va interdetto dal lavoro nei boschi…o molto tutelato!…basta con i ” furbi ” che non sono altro che degli ignoranti…..dei poveri diavoli!

Noi siamo convinti che quando si parlò, a finti scopi produttivi, di centrali a biomasse si ” sfiorò ”  la catastrofe!

Noi siamo convinti che parlare di Sic non abbia alcun senso perché prima di tal percorso vi sono almeno 3 step da raggiungere.

Il primo: serve subito una vera e moderna legge sul bosco e sulla aree pastorali private utili a fini agricoli con risorse, incentivi, riconoscimento degli investimenti…..perché il bosco curato e “coltivato”  è una salvaguardia per il territorio…non l’incolto…( balle da ecologisti integralisti)

Il secondo: propedeutico al primo occorre che il bosco venga vigilato dal Comune…( dal Comune ) laddove per motivi ” sociali ” è incolto ( emigrati, famiglie senza eredi, ecc….) e in talune stagioni dove produce frutti ( castagne e funghi).

Il terzo: il bosco è didattico e, di conseguenza, occorre renderlo fruibile non solamente per la caccia o la raccolta dei prodotti del sottobosco. Il bosco è un percorso di vita, di tradizioni e di presenze umane da sempre!

IL BOSCO E’ LA VITA PER TUTTI, E’ LA PIU’ GRANDE FABBRICA DI OSSIGENO GRATIS…..PRESERVIAMO I NOSTRI BOSCHI!

LE DRIADI SONO IN VALDARDA ( e valtolla )

Leccio, Rovere, Roverella, Farnia, Cerro, Noci ridateci le Driadi (ninfe),  che sveglino Icaro, che ci riportino Tristano e Isotta, che risalgano dalle acque limpide dei nostri corsi d’acqua, che escano dalle cortecce dove sono in profondo sonno perdute.

«……….. voi, o Driadi, formosissime donzelle de le alte selve, le quali non una volta ma mille hanno i nostri pastori a prima sera vedute in cerchio danzare all’ombra de le fredde noci, con li capelli biondissimi e lunghi pendenti dietro le bianche spalle, fate, vi prego, se non sète insieme con la mia poco stabile fortuna mutate, che la mia morte fra queste ombre non si taccia, ma sempre si estenda più di giorno in giorno ne li futuri secoli, acciò che quel tempo il quale da la vita si manca, a la fama si supplisca. » (Iacopo Sannazaro, Arcadia)

di Paolo Guglielmetti (clicca sulla foto e ammira)

La valdarda è una valle di driadi…..la valtolla ospita ninfe nascoste nel bosco, nelle verdi distese ci sono le driadi che non intimoriscono la belva ma…..di fronte a certi spettacoli della natura Noi si, Noi ci sentiamo molto intimoriti dalla forza ” verde”  dei vegetali.

Noi rispettiamo le imprendibili driadi perché con esse vive il bosco e viviamo tutti noi.

AGRICOLTURA & NATURAL VALLEY (2)…..

il precedente post del 25 novembre aveva introdotto l’argomento terminando in questo modo…….

Così, piano piano, siamo arrivati a parlare di OGM ( organismi geneticamente modificati) e, pertanto, vedremo come muteranno “ varietà o razze animali”  con questa ” rivoluzione ingegneristica”.

Certamente l’introduzione massiccia di tutto ciò  favorirà le grandi aziende piuttosto che le piccole.
Di conseguenza si marginalizzeranno le piccole aziende, la maggior parte delle aziende agrarie italiane e la totalità di quelle della alta collina e montagna, a favore di coltivazioni e agricoltura industriale estensiva
……….(continua)…………..

La biodiversità delle varietà locali invece favorisce le piccole dimensioni aziendali e rendono possibile un nuovo rinascimento agricolo basato su altri valori che alcune organizzazioni agricole stanno implementando: vendita diretta, filiera corta e un nuovo “breeding” (selezione genetica) che coinvolgerà nuovamente gli agricoltori nei principali processi dell’ agricoltura che piace a Noi.

Nella recente fiera fredda di Lugagnano valdarda aver visto tante bandiere agricole, tanti produttori presenti ci ha rincuorato: nulla è ancora perduto.

Conservare una varietà locale è conservare una ricchezza del territorio, qualcosa che ha a che fare con le  tradizioni.

Separare un seme dal suo territorio e dalle sue conoscenze correlate significa ridurlo a generica risorsa genetica utile solo per riprodurre in laboratorio linee pure (magari inserendo, nella stessa linea in purezza, un bel codice segreto per cui nessuna riproduzione potrà più avvenire naturalmente).

 

AGRICOLTURA IN MONTAGNA...UNA RARITA' ??

Quindi il segreto conservato in questo patrimonio varietale locale e nelle conoscenze che derivano dalla sua coltivazione è quello che ha dato origine alle tipicità e al successo del made in italy agroalimentare.

Cosa pensate che abbia determinato il successo e l’inimitabilità di certi formaggi, certi salumi, certi legumi, certi frutti ?

Un  combinato “segreto” tra terra, clima, selezione naturale, varietale, tradizione, tecniche di coltivazione, tecniche di lavorazione, mix di elementi naturali e ingegno umano.

La Civiltà Contadina, dovrà riappropriarsi presto e conservare le sue proprie varietà, quelle del proprio territorio, perché i semi non sono di nessuno, ma sono della terra in cui sono coltivati da decenni e secoli.

Se il territorio in cui siamo non potrà più perpetrare questa biodiversità succederà il disatro.
Se il territorio diventerà povero, oltremodo povero franerà e  tutto ciò succederà quando il terreno non avrà più agricoltori che lo curano.
Se il territorio in cui siamo è inquinato e l’acqua la continuiamo a sprecare, berremo acqua che viene da lontano…ben presentata, imbottigliata ma la pagheremo cara (in tutti i sensi), il territorio avrà perso ogni suo valore e la gente penserà di essere ricca…… ma vivrà in un contesto povero.

Ecco perchè vogliamo il rilancio di natural valley……maggiore grinta …….battaglia istituzionale……sostegno delle organizzazioni agricole.