AGRICOLTURA & NATURAL VALLEY (2)…..

il precedente post del 25 novembre aveva introdotto l’argomento terminando in questo modo…….

Così, piano piano, siamo arrivati a parlare di OGM ( organismi geneticamente modificati) e, pertanto, vedremo come muteranno “ varietà o razze animali”  con questa ” rivoluzione ingegneristica”.

Certamente l’introduzione massiccia di tutto ciò  favorirà le grandi aziende piuttosto che le piccole.
Di conseguenza si marginalizzeranno le piccole aziende, la maggior parte delle aziende agrarie italiane e la totalità di quelle della alta collina e montagna, a favore di coltivazioni e agricoltura industriale estensiva
……….(continua)…………..

La biodiversità delle varietà locali invece favorisce le piccole dimensioni aziendali e rendono possibile un nuovo rinascimento agricolo basato su altri valori che alcune organizzazioni agricole stanno implementando: vendita diretta, filiera corta e un nuovo “breeding” (selezione genetica) che coinvolgerà nuovamente gli agricoltori nei principali processi dell’ agricoltura che piace a Noi.

Nella recente fiera fredda di Lugagnano valdarda aver visto tante bandiere agricole, tanti produttori presenti ci ha rincuorato: nulla è ancora perduto.

Conservare una varietà locale è conservare una ricchezza del territorio, qualcosa che ha a che fare con le  tradizioni.

Separare un seme dal suo territorio e dalle sue conoscenze correlate significa ridurlo a generica risorsa genetica utile solo per riprodurre in laboratorio linee pure (magari inserendo, nella stessa linea in purezza, un bel codice segreto per cui nessuna riproduzione potrà più avvenire naturalmente).

 

AGRICOLTURA IN MONTAGNA...UNA RARITA' ??

Quindi il segreto conservato in questo patrimonio varietale locale e nelle conoscenze che derivano dalla sua coltivazione è quello che ha dato origine alle tipicità e al successo del made in italy agroalimentare.

Cosa pensate che abbia determinato il successo e l’inimitabilità di certi formaggi, certi salumi, certi legumi, certi frutti ?

Un  combinato “segreto” tra terra, clima, selezione naturale, varietale, tradizione, tecniche di coltivazione, tecniche di lavorazione, mix di elementi naturali e ingegno umano.

La Civiltà Contadina, dovrà riappropriarsi presto e conservare le sue proprie varietà, quelle del proprio territorio, perché i semi non sono di nessuno, ma sono della terra in cui sono coltivati da decenni e secoli.

Se il territorio in cui siamo non potrà più perpetrare questa biodiversità succederà il disatro.
Se il territorio diventerà povero, oltremodo povero franerà e  tutto ciò succederà quando il terreno non avrà più agricoltori che lo curano.
Se il territorio in cui siamo è inquinato e l’acqua la continuiamo a sprecare, berremo acqua che viene da lontano…ben presentata, imbottigliata ma la pagheremo cara (in tutti i sensi), il territorio avrà perso ogni suo valore e la gente penserà di essere ricca…… ma vivrà in un contesto povero.

Ecco perchè vogliamo il rilancio di natural valley……maggiore grinta …….battaglia istituzionale……sostegno delle organizzazioni agricole.

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