Case in pietra…povere case in sasso.

dal web "rustici che passione"
dal web “rustici che passione”

Trattare le povere case mezze distrutte, sparse per i monti, da tanto tempo non utilizzate, come un “bene culturale” è una conquista.

Una conquista recente poiché fino a pochi anni fa, per “bene culturale”, per bene da conservare e proteggere, da restaurare, si è inteso solamente il “monumento” come la Chiesa, il palazzo del nobile e il castello, cioè le cose vistose, che apparivano di lusso.

Si sono, in tal modo, conservate chiese e grandi palazzi attribuendo un certo valore a tali lavori ma sono state, quasi sempre, escluse le case comuni con poche eccezioni. Così oggi abbiamo ancora un magnifico centro storico a Castell’Arquato e a Vigoleno ma potremmo averne esempi deliziosi anche a Fiorenzuola d’Arda, a Cortemaggiore, a Vernasca ecc… Continua a leggere “Case in pietra…povere case in sasso.”

CASA PERICOLANTE A RUSTEGHINI (2)

LO SCORSO 22 MARZO 2010 ABBIAMO PUBBLICATO UN POST SULL’ ABBATTIMENTO  DI UNA CASA PERICOLANTE A RUSTEGHINI…CI E’ GIUNTO UN COMMENTO ( già inserito con una replica del blog nell’ articolo citato) DAL QUALE TRAIAMO SPUNTO PER UN ALTRO POST.

Il commento di Enrico…. Continua a leggere “CASA PERICOLANTE A RUSTEGHINI (2)”

VALTOLLA: IL PAESAGGIO AGRARIO E LE FRANE ( 5 conclusioni)

di Sergio Valtolla

Con oggi ( 23 febbraio) pubblichiamo una serie 5 di brevi post sul paesaggio agrario.

L’idea ci è venuta dopo mesi di osservazioni sugli ” scempi ”  del nostro territorio ( vigoleno in primis) che abbiamo colto osservando  i TG nazionali e locali.

Il nostro è un grido d’allarme, per fare presa sulle coscienze di tutti, Sindaci e amministratori in testa ( che può fare d’altro un blog se non informare e cercare di suscitare interrogativi e interessi ?).

IL PRECEDENTE POST n° 3-4 E’ STATO PUBBLICATO IL 27 FEBBRAIO 2010.

POST 5) PAESAGGIO AGRARIO E VITA FUTURA.

La realtà è che siamo in una situazione dove è ormai assente, dalla testa dei nostri politici, il concetto di paesaggio agrario ( vedi articoli 1 e 2 ), quello dei padri fondatori…quella di Emilio Sereni, il più grande studioso di tutti i tempi, un padre ” costituente del 1948 ” che forse non immaginava tanto scempio in così pochi anni!

Noi dobbiamo, Noi glielo dobbiamo alle nostre genti questo riscatto.

Il recupero é la dignità, é il riscatto fatto per centinaia di emigrati, di nostri contadini, dei nostri vecchi contadini per il loro ” elementare”  ingegno, un tributo alle loro semplici conoscenze e alla fatica!

Dobbiamo rappacificare Noi stessi con la natura…che non è ostile…ma non ama essere ” violentata”.

Il paesaggio agrario deve ritornare ad essere un ” paradigma “, un modello, un termine di paragone sul quale basare le nostre attività odierne e future.

Questo paradigma ci viene dal paesaggio agrario e dalle sue comunità locali.

Case in sasso ristrutturate e da recuperare, recupero agrario, recupero dell’edilizia rurale, piani paesistici, produzioni biologiche, salvaguardia dei “patriarchi da frutto”,  agriturismi, B&B, monumenti, arte, turismo sostenibile, energie pulite, divertimenti, servizi  moderni, comunicazioni efficienti, mercati agricoli locali a km zero, …..

Questa è la vita nel paesaggio agrario!

L’alternativa: dissesti, disastri, ancora maggiori abbandoni, distruzione del più grande patrimonio naturale mondiale.

IN VALTOLLA DOBBIAMO FARE LA NOSTRA PARTE! E’ ORA!

(5-fine)

VALTOLLA: IL PAESAGGIO AGRARIO E LE FRANE (post 3 e 4)

di Sergio Valtolla

Con oggi (23 febbraaio)  pubblichiamo una serie 5 di brevi post sul paesaggio agrario.

L’idea ci è venuta dopo mesi di osservazioni sugli ” scempi ”  del nostro territorio ( vigoleno in primis) che abbiamo colto osservando  i TG nazionali e locali.

Il nostro è un grido d’allarme, per fare presa sulle coscienze di tutti, Sindaci e amministratori in testa ( che può fare d’altro un blog se non informare e cercare di suscitare interrogativi e interessi ?).

IL PRECEDENTE POST n° 2 E’ STATO PUBBLICATO IL 25 FEBBRAIO 2010.

e questo che c'entra con la bellezza?
POST 3) PAESAGGIO AGRARIO E I SUOI CUSTODI.
Un altro effetto perverso indiretto è la riduzione della superficie agraria utilizzata (da 15 milioni di ettari nel 1990 a poco più di 10 nel 2009), indotta sia dalla cementificazione (urbanizzazione diffusa e politica delle infrastrutture), sia dalla marginalizzazione economica e sociale dell’agricoltura in generale e di quella delle aree agricole periferiche, specie in alta collina e in montagna, in particolare.
L’espulsione dai campi dei contadini, considerati un retaggio del passato, ha fatto il resto: contrariamente ad ogni evidenza, ancora oggi i contadini sono considerai anacronistici, un retaggio del passato….quasi da cancellare.
Noi abbiamo subito un attacco grave da parte di culture non nostre!
Noi abbiamo sempre fatto riferimento alla comunità, a quella cristiana ( ma qualche bella colpa anche gli uomini di chiesa…..).
Per oltre 40 anni, da 1950 al 1990, è stato così negato, alla radice,  il ruolo dei produttori agricoli contadini di montagna e collina, negato di fatto il loro ruolo ineliminabile di produttori di alimenti sani ( spingendoli su massificazioni disastrose che ci stanno costringendo a rapidissime retromarce), custodi del territorio e creatori del paesaggio agrario, che definisce la loro e la nostra identità.
Siamo arrivati quasi a far pensare, alle nuove generazioni, che il cibo sia…… Continua a leggere “VALTOLLA: IL PAESAGGIO AGRARIO E LE FRANE (post 3 e 4)”

VALTOLLA: IL PAESAGGIO AGRARIO E LE FRANE (2)

di Sergio Valtolla

Con oggi ( 23 febbraio) pubblichiamo una serie 5 di brevi post sul paesaggio agrario.

L’idea ci è venuta dopo mesi di osservazioni sugli ” scempi ”  del nostro territorio ( vigoleno in primis) che abbiamo colto osservando  i TG nazionali e locali.

Il nostro è un grido d’allarme, per fare presa sulle coscienze di tutti, Sindaci e amministratori in testa ( che può fare d’altro un blog se non informare e cercare di suscitare interrogativi e interessi ?).

IL PRECEDENTE POST n° 1 E’ STATO PUBBLICATO IL 23 FEBBRAIO 2010.

POST 2) PAESAGGIO AGRARIO E SCEMPIO IN VALTOLLA.

Ma se ” trasferiamo ” il problema su scala nazionale (in Italia) quanto affermato  nella prima parte si comprende ancora ancora meglio: in soli 50 anni abbiamo fatto scempio di territorio considerandola campagna e non paesaggio agrario per cui fabbriconi e capannoni erano una variabile indipendente rispetto al paesaggio agrario ( bastava costruire in nome del progresso e di una effimera manciata di posti di lavoro).

natural valley: cartello o realtà

Ma la semplificazione ” campagna” ha anche prodotto una trasformazione del paesaggio agrario per cui si sono fatti accorpamenti assurdi e utilizzo di tecniche non idonee al territorio ( vi ricordate l’inquinamento della falda acquifera da Atrazina? Vedete quegli schifosissimi tralicci dell’alta tensione che sovrastano la collina di Monterosso a Castello ? Vedete come dalla presenza di un vecchio mulino cerealicolo, al servizio dell’agricoltura locale e per le vere esistenze della gente, si sia insediato un cementificio megagalattico?

Questo tipo di agricoltura e quel tipo di politica hanno determinato effetti perversi a largo impatto sul paesaggio (agrario e rurale) e sull’ ambiente tutto: dissesto idrogeologico, con grandi frane;  perdita di biodiversità; inquinamento….; erosione dei suoli; inquinamento delle acque; cambiamento climatico; desertificazione ( deserto anche umano!).

(2-segue)

VALTOLLA: IL PAESAGGIO AGRARIO E LE FRANE (1)

di Sergio Valtolla

Con oggi ( 23 febbraio) pubblichiamo una serie 5 di brevi post sul paesaggio agrario.

L’idea ci è venuta dopo mesi di osservazioni sugli ” scempi ”  del nostro territorio ( vigoleno in testa) che abbiamo colto osservando  i TG nazionali e locali.

Il nostro è un grido d’allarme, per fare presa sulle coscienze di tutti, Sindaci e amministratori in testa ( che può fare d’altro un blog se non informare e cercare di suscitare interrogativi e interessi ?).

POST 1) PAESAGGIO AGRARIO O CAMPAGNA ?

Negli ultimi dieci anni si è fatta strada una concezione sul paesaggio agrario che vede strettamente correlati due aspetti del problema: la storia e la natura.

Quindi è avanzata la concezione di un paesaggio agrario il cui il valore  non sta  solamente nell’estetica ( bello, brutto, ordinato, armonioso, disordinato, ecc…) e nella sua  connotazione artistica ( le realizzazioni infrastrutturali e strutturali apportate dall’uomo)  ma anche in quella sociale come identitaria per le popolazioni.

paesaggio agrario in valtolla (clicca sulla foto per ingrandire)

Tradotto ai minimi termini: per parlare di paesaggio agrario, del quale ci riempiamo  tanto la bocca quando si deve fare promozione del territorio ai fini turistici ( per inciso i paesaggi agrari più famosi al mondo sono quelli toscano-umbro e dolomitico …in Italia…solo in Italia!), oltre a non distogliere la nostra attenzione dalla connotazione che l’uomo gli ha dato con i paesi, i ponti, le strade, le siepi, i campi, le fabbricazioni rurali,  occorre che ci si immagini ( che si tenga conto) del come noi percepiamo tutto ciò …ovvero se ci identifichiamo nelle relazioni tra noi stessi e il nostro famoso paesaggio agrario.

Il nostro habitat locale ( il famoso paesaggio agrario) come porzione di un territorio su cui è radicato il patrimonio delle relazionali delle nostra comunità.

Il “paesaggio” della valtolla e della media  valdarda dobbiamo quindi sforzarci nel definirlo non “ campagna “ bensì a tutti gli effetti “rurale o agrario”.

Il termine “ campagna” non coincide con “agricoltura” e noi in valtolla lo sappiamo bene. Fin troppo bene!

(1-segue)

RUSTEGHINI, PEDINA….ARCIPELAGO DELLA VALTOLLA.

QUESTO ARTICOLO HA RICEVUTO OLTRE 250 VISTITE.

LO ABBIAMO RIPRESO DAL BLOG FEDERATO ” VALTOLLA COUNTRY HOUSES ” (accessibile dal banner laterale del nostro blog) del 19 febbraio 2010; un secondo articolo è stato pubblicato sullo stesso sito federato il 20 Febbraio ( grazie a tutti i visitatori).

di sergio valtolla

C’è una valletta che la definiamo ” l’isola del silenzio”…..la più piccola delle valli che ornano l’arcipelago Valtolla, attraversata dall’ Arda.

Tre sole strade vi conducono: da Sperongia, da Morfasso e dalla Statale del Pelizzone.

case in sasso nella valtolla classica

Un tempo la percorrevano a piedi i pellegrini del percorso valdardese della via romea o francigena.

Scendevano dal Monastero di Tolla, provenienti da Castello e Fiorenzuola, attraversavano l’Arda a Sperongia ( dove vi confluisce il Lubiana proveniente da Morfasso) e, costeggiando la Rocca dei Casali ( parete rocciosa), giungevano in questa valle per poi proseguire fino al Pelizzone per Bardi.

In questa terra laboriosa, laboriosissima dove domina il verde in estate, il giallo in autunno e il bianco in inverno c’è silenzio.

Interrotto da rumore-non rumore  di lavori agricoli dove vi sono case in sasso ristrutturate, altre che aspettano in armonia con il ” pittore”  che  si presenti a ” rinfrescarle”.

valtolla silenziosa ( clicca sulla foto per ingrandire)

Una volta arrivati a Pedina o nelle vicinanze….Proverete a girare su voi stessi e scoprirete che siete fuori da ogni altra visuale che non sia la prima parte delle valle dell’Arda.

Torrente, quest’ultimo, che scendendo dal Monte Lama, lasciato Teruzzi attraversa la valletta per poi divenire il ” grande torrente”   che getta l’acqua nel lago…

Rusteghini è un piccolo gioiello di architettura antica, rurale ben ristrutturata….come, in gran parte lo è anche Pedina e luoghi nei dintorni.

Qui siete già in casa Vostra! trovate la Vostra casa…oltrepassate la volta dell’ingresso e siete nel piccolo mondo personale nell’isola più silenziosa della valtolla……che non finisce M A I di stupire.

Siete tra i monti più belli a solo  un ora da Fiorenzuola! Nella vostra casa dell’ ozio, del riposo, lontani dai rumori e dallo stress quotidiano……lontani e vicina a un tempo!

Valtolla classica. Valtolla intima!!

UN GIOIELLO IN VALTOLLA !!!

ripreso dal blog federato ” valtolla’s country houses ”

Abbiamo ricevuto da una gentilissima lettrice del blog ( M.P.) una fotografia di una vecchia casa in sasso che, da sola, vale un articolo.

Non crediamo servano commenti sulla bellezza di questa casa….una casa in sasso come non ne vedremo più.

Ognuno faccia i commenti che vuole …non è escluso che, con un prossimo post, ne tracciamo alcune considerazioni sull’ architettura.

casa vecchia villa Pelazzi di Vezzolacca ( archivio M.P.)

CASE IN SASSO (4° POST): materiali sepolti

Cadono le case e le macerie noscondono spesso per sempre elementi di ruralità che non ritroveremo più.

La ristrutturazione di una casa antica di sasso, lo sanno coloro che hanno provato a farlo, presuppone che vi sia molta passione.

Noi pensiamo che la passione ci voglia in tutto ciò che facciamo con gioia.

Se vogliamo ” goderci ” il frutto di tanto e faticoso impegno facciamolo con quella dovizia di attenzioni che ci ripagheranno: i sassi, i legni, i dettagli, le ciappe, i comignoli, ecc….anche i soli piccolo dettagli…contano!

Un sasso recuperato che era stato sapientemente lavorato, scalpellato per fare uno spigolo, un davanzale, un gradino…..un legno raccolto nel momento giusto nel bosco, 200 anni orsono, che ha sostenuto un tetto oppure è stato sapientemente modellato per fare una porta, una scala interna…una balaustra…

Recuperandoli  esaltano la bellezza della nostra casa e gli conferiscono prestigio!

Un sasso, direte, è comunque un sasso. Invece non è così: tutti sappiamo distinguere il vecchio dal nuovo, forse altrettanto bello, con la differenza che il nuovo viene da chissà dove ….il vecchio è stato cavato in valtolla ed è un tutt’uno con il nostro ambiente.

Sarebbe come fare una casa stile campagne inglesi, con i tetti spioventissimi mansardati,  in valtolla……

L’originalità VERA è tornare alle origini!

casa in sasso in vezzolacca

 

CASE IN SASSO IN VALTOLLA (4):ora vedete com’è…

In un precedente post del 16 novembre 2009 ( case in sasso….)avevamo mostrato la foto di una vecchia casa da ristrutturare.

La casa in questione si trova a Vezzolacca e gode di una vista invidiabile sulla valtolla …..sul versante opposto del monte Palazza…Rabbini, Gazzola, il monte Moria….che spettacolo!

Quella casa è stata acquistata, circa due anni orsono, da una giovane coppia lombarda, ristrutturata a puntino e in Estate, nell’ Autunno, nelle festività Natalizie, nella Primavera e nei lunghi weewk end è frequentata dalla coppia stessa con i loro due bei bambini.

Una gentile lettrice del blog, che ringraziamo, ci ha inviato delle belle foto e una di queste la pubblichiamo.

COM'ERA....( valtolla photo)
COM'E' ORA ( foto di M.P.)

Come potrete notare praticamente è stato rispettato oltre l 80% dell’originale.

I bei sassi recuperati dal vecchio edificio e i pochi laterizi presenti sono funzionali alla ristruturazione, le stuccature  sono di colore intonato con le pietre locali reimpiegate ( quelle pietre…con quelle venature di giallo pastello tenue….che bellezza).

Serramenti e balconate semplicemente in legno realizzate da artigiani locali……in poche parole:una bella ristrutturazione.

(un altra bella foto della casa è publicata sul blog ” valtolla’s country houses “…)

CASE IN SASSO O ARTE ??

case in sasso in valtolla

Anche se non c’è nessun censimento delle vecchie case non significa che siamo all’ anno zero ma… poco ci manca.
Siamo in presenza di Piani Strutturali Comunali (PSC) che, in molti casi, delimitano i nuclei storici dei principali paesi e niente più.
Così, in questi anni, nei paesi vi sono state riustrutturazioni delle case in sasso senza alcun filo conduttore.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti!

Quelli che non hanno ” rispettato ” nessun canone minimo;
quelli che hanno fatto il minimo sforzo per rispettare l’origine delle case;
quelli che, pur non filologicamente, hanno fatto un buon lavoro;

quelli che sono stati eccellenti! ….I pochi eccellenti!

Esempi di totale non rispetto delle ” tradizioni” ne conosciamo tanti…basta guardarsi intorno…..più che ristrutturazioni sono veri e propri rattoppi realizzati con un bel cemento a vista….camini super moderni, serramenti di plastica colorata in case antiche, grondaie di zinco argenteo invece che marroni o ramate, tegole moderne al posto di coppi o ciappe, ecc….

Di tutto! …Abbiamo visto di tutto!
Piuttosto che vedere simili scempi è meglio una bella, stilosa, casa moderna…..” stilosa….sia ben chiaro stilosa ! “.
Stile possibilmente sobrio che si sposi con il territorio, piuttosto che vecchie case massacrate orribilmente.
Belle case in legno, belle case in muratura, belle nuove case con sassi…ma belle case perchè il bello costa come il brutto!… a volte costa anche meno!

In alcuni paesi della valtolla………

(..l’articolo completo lo trovate sul blog  valtolla’s country houses  (“case in sasso, arte povera” pubblicato il 22 novembre 2009)…….per leggerlo cliccate sul riferimento posto sul lato destro del sito che state seguendo ed entrate direttamente nel blog citato…buona lettura)