castagno in fiore (dal Web)

Se in questi giorni andate a fare qualche passeggiata nel bosco provate ad attraversare un castagneto e verificate se  rilevate degli strani “rigonfiamenti” sui rametti giovani dei castagni medesimi.

Venerdì scorso, 10 giugno 2011, nei grandi castagneti di Vezzolacca-Bore era ben evidente la presenza di rametti con tali rigonfiamenti [foto 1 ricavata dal web]. Questo è il “nido” dove sta crescendo un terribile parassita per la pianta citata: la vespa cinese.

Da quattro anni segnalata  in Emilia-Romagna, l’insetto ha potuto diffondersi e proliferare, grazie all’assenza di nemici naturali in grado di contenere il suo sviluppo.

La Regione Emilia-R.  sta attuando una serie di azioni e programmi mirati per contenere l’avanzata della vespa cinese e contrastarne i danni, privilegiando,  l’introduzione graduale nei castagneti del parassitoide Torymus sinesis, un piccolo insetto di origine asiatica che attacca le larve della vespa cinese e ne arresta lo sviluppo.

fig. 1- rametto di castagno con l'attacco del parassita..

“Il limite di questo tipo di lotta – ha dichiarato l’assessore regionale all’agricoltura – è proprio la quantità del “nemico della vespa” che abbiamo a disposizione. L’insetto non può essere allevato artificialmente, occorre moltiplicarlo in modo naturale su piante di castagno infestate dalla vespa cinese.

Intanto quest’anno, per il secondo anno[?], è  stato effettuato il lancio  del parassitoide nemico della vespa “assassina” dei  Castagni in  alcuni  punti diversi del territorio regionale, da Parma a Rimini particolarmente colpiti dalla vespa medesima [non risultano interventi a Piacenza…come mai?].

La situazione è di quelle molto…molto serie da non sottovalutare e monitorare attentamente.

I comuni di Vernasca, Lugagnano e Morfasso…tanto per limitarci alla valtolla; la nostra Comunità montana, l’assessorato provinciale all’agricoltura  avranno richiesto interventi regionali?

 

 
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4 pensieri riguardo “Valtolla-val d’arda: la mosca che mangia il castagno

  1. Le infestazioni del cinipide del castagno(Driocosmus kuryphilus) , c.d.vespa cinese, in emilia romagna sono sotto controllo da tempo, e le infestazioni in provincia di Piacenza si sono accertate solo da quest’anno. Anche a causa del lungo periodo di maltempo i dati del monitoraggio in provincia di PC si stanno ancora raccogliendo ed inviando in questi giorni. Nessuno si era illuso che la nostra provincia restasse immune per sempre e come previsto il parassita è arrivato (grrr….) Ormai l’infestazione ha colpito quasi tutto il Piemonte e si hanno i primi casi anche in Svizzera.
    La lotta biologica alla vespa cinese del castagno, attraverso un parassitoide specifico, il Torymus sinensis, ha come limite la riproduzione di questo imenottero.
    Non si è ancora riusciti ad ottenere l’imenottero in “laboratorio”, ma solo in bosco sulle galle della vespa cinese ed i castagneti idonei, con piante basse e facilmente raggiungibili, in emilia romagna sono pochi. Quindi ci vorrà molto tempo per ottenere un numero sufficiente di imenotteri “affamati” di cinipide del castagno.
    Stando agli esperti si presume che le infestazioni di vespa cinese si diffonderanno ancora per qualche anno , in attesa che il Torymus sinensis si diffonda nelle aree infestate e limiti la proliferazione della vespa cinese.
    Il parassitoide e la vespa cinese hanno una sola generazione all’anno, ma la vespa cinese è avvantaggiata perchè ha iniziato a diffondersi in italia da quasi 10 anni.
    Per ulteriori informazioni vi consiglio il sito della regione piemonte dedicato alle risorse forestali che è fatto molto bene ed è un punto di riferimento per il settore forestale anche per noi piacentini -lombardo / piemontesi mancati … http://www.regione.piemonte.it/foreste/cms/avversita/fitopatologie/latifoglie/cinipide.html
    ciao

    1. intanto grazie a marco …
      la situazione è molto preoccupante e l’unico conforto [se così si può dire] è dato dal fatto che le pubbliche autorità ci stanno lavorando e che a Piacenza stanno raccogliendo informazioni.
      abbiamo compreso che l’unica possibile lotta è quella “biologica” che ha, in questo caso, i suoi tempi [lunghi!].
      Riteniamo che i comuni interessati dovrebbero con l’assesore provinciale all’agricoltura “parlarne” con i numerosissimi proprietari di castagneti valdardesi.
      L’infestazione non è “robetta” da sottovalutare e quando si vedranno i dannni….qualcuno si dovrà pur svegliare [ ma come sempre …prima il morto e poi gli interventi?].

      1. dimenticavamo…..
        l’informazione possono promuoverla anche le associazioni di agricoltori e le medesime proloco locali……oppure tanti soggetti insieme…

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