Il selvatico emigra…e i guai pure.

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un incidente nel bolognese

Una volta, negli anni ’70 del secolo scorso,  i cinghiali, i caprioli e altre specie ungulate nel nostro Appennino erano “merce rara”.

Ma si sente dire che i cacciatori, alleati con i naturalisti, d’accordo con le varie amministrazioni provinciali, introdussero questi animali un po’ ovunque in prossimità dei nostri crinali promettendone un serio controllo…avete capito bene: un serio controllo. Nessuno hai mai confermato queste notizie …e nemmeno smentite ufficialmente. Poi a un certo punto qualcosa deve essere andato “storto”… per non dir peggio e ora ci sono i problemi. Continua a leggere “Il selvatico emigra…e i guai pure.”

Appennino piacentino: aspro, lontano, fragile e bello…

escursioneBozza non corretta di Sergio Efosi per Valtolla’s blog©

APPENNINO ASPRO E LONTANO…

Il titolo del post potrebbe essere fuorviante perché a esser aspro, lontano, fragile e bello non è solo quello piacentino (di Appennino) bensì l’intera catena montuosa appenninica dal nord al sud del Paese.
Finche, un triste giorno di fine agosto 2016, come purtroppo periodicamente accade, l’Italia scopre che quelle aree  interne, lontane e fragili, naturalmente bellissime, dell’alto Lazio, delle Marche, dell’Umbria sono vicine. Più vicine che mai! Continua a leggere “Appennino piacentino: aspro, lontano, fragile e bello…”

La buona pizza celebrando la Vallongina…

2015-08-26-baroni-5470Appunti di viaggio di sergio efosi e fausto ferrari

Mentre il nostro tour eno-gastronomico nostrano in valtolla e dintorni, luogo dopo luogo genera il nostro racconto, si risvegliano le memorie.

E qui in Vallongina la memoria si eccita di più, eccita il pensiero della nostra gioventù (nota di sergio: quello di Fausto, il mio compagno di scorribande enogastronomiche), della trascorsa spensierata “freschezza” che con le colline viticole, i calanchi e l’acqua del torrente Ongina è come un narcotico per la mente. Un fluido eccitante  che scorre a valle, attraversa la pianura e poi si unisce al grande fiume.

Guidare da queste parti è come scivolare senza una ritmica precisa dove occorre solo qualche correzione del volante e un po’ d’attenzione …perché la Via che percorriamo e il pensiero sono più forti di noi.

Che lo prendiamo da valle o dal monte lo Stradone, che corre parallelo all’Ongina, non ci tradisce mai e ci lascia ammirare Bacedasco, terra del vino, fino a ben oltre i calanchi della Ciocca, della Riserva del Piacenziano, quasi fino a Vernasca passando per il “botteghino”, fino a superare gli alti colli prima di addentrarsi nell’Appennino Emiliano-Ligure.

Ma anche in senso contrario dopo aver attraversato la Via Emilia verso nord, lasciato lo Stradone e seguendo altre Vie, la Vallongina non tradisce le nostre aspettative. Ci conduce attraverso le terre percorse da san Bernardo di Chiaravalle, quello della Colomba e dei Cistercensi, spingendoci nel triangolo più geniale delle due confinanti province di Piacenza e di Parma, antiche terre ducali.2015-08-26-baroni-5456

Il triangolo del genio musicale, letterario e gastronomico per eccellenza, o meglio per le eccellenze che ci riserva.

Qui, tra Sant’Agata, Busseto e Roncole, visse e operò il “maestro”, quel Giuseppe Verdi mondiale che nato parmense, visse piacentino; e in questa “bassa” nebbiosa e umida, ma molto laboriosa, sorsero e si svilupparono dai tempi antichi, a dispetto della geografia moderna, un po’ sulla riva destra e un po’ su quella sinistra del torrente, il famoso formaggio grana e il Culatello, e quel genio di Guareschi scrisse i suoi capolavori letterari tra umori neorealistici, sapori della terra e passione civile.2015-08-26-baroni-5460

Ma è la nostra Santa che protegge tutto, quella Franca che per vocazione popolare dalla natia Vitalta, a due passi da Vernasca in Valtolla e dalle sorgenti dell’Ongina, raggiunse la sponda emiliana del grande fiume padano proprio dove il torrente si unisce con l’Arda e con il Po. A Santa Franca di Vidalenzo una bella chiesa e un grande bosco ricordano il suo lungo “cammino di pellegrina”, ambasciatrice del pensiero Divino e orgoglio di queste terre.

In Vallongina però questa serata di mezz’estate la trascorreremo, tra gli esaltanti colori del tramonto e dell’annottare valligiano, sul colle a Villa Baroni, proprio di fronte a Vernasca, alla pizzeria-ristorante da Rita e Maurizio, con forno a legna.

Il locale è condotto da Graziano, produttore in proprio anche di grani e vini, e di altro che ci piace tanto.

Ci aspettano amici buongustai che con noi vorrebbero apprezzare la pizza fatta con quei grani speciali che l’oste Graziano semina direttamente qui attorno, tra una riva, un vigneto e il falso piano di queste antiche contrade della Valtolla. E noi la pizza la preferiamo sottile e un po’ croccante, con pomodori, mozzarella di bufala campana, quella Dop, e basilico fresco ma anche bianca o con il prosciutto crudo e l’immancabile origano nostrano.

E così, oltre alla pizza, scopriamo queste “vetuste” varietà di grano tenero la cui farina, macinata a “preda”, è particolarmente adatta alla panificazione tradizionale con fermentazione acida. Scopriamo che il vecchio San Pastore come il Mentana, il San Giacomo e il Gentilrosso, abbandonati ovunque perché facili all’allettamento e/o poco produttivi e sensibili alla avversità climatiche, poveri ma non privi di glutine, altamente digeribili, qui rivivono antichi fasti e vengono appositamente selezionati e poi macinati per far parte della farina base per la pizza di Villa Baroni che in Vallongina-Valtolla è la più speciale; e gustata con del buon vino locale a fermentazione naturale ci soddisfa parecchio. Un vino, a scelta bianco o rosso, dai sapori inusuali non certo convenzionali, che ricorda quelli dei contadini del tempo che può  piacere o non, conquistare o essere rigettato ma sulla cui genuinità c’è da scommettere.

E poi c’è la torta secca casalinga con il Vin Santo…un abbinamento da favola.

Il conto, più che onesto, non si paga prima di aver celebrato la digestione con una “visciola” fatta in casa con quel gusto che forse abbiam dimenticato ma che ritroviamo con piacere ai Baroni nella cara valle dell’Ongina.2015-08-26-baroni-5465

Predalbora: capita che un paese…

2015-07-02-chinosi predalbora  web LR-4020Appunti di viaggio di S.Efosi, F.Ferrari

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l’oratorio e il contadino

Predalbora, nel comune di Farini (prov. di Piacenza),  è un paesello sperduto tra i monti dell’Alta Valnure, quella che è opposta alla Valtolla confinaria di Morfasso. Continua a leggere “Predalbora: capita che un paese…”

L’anziano mugnaio della valle opposta…

2015-05-05-mulino provini 11 LR-7954C’è un lato opposto, e appena contiguo, alla Valtolla oltre il quale si scopre un mondo che poi tanto diverso dal nostro non ci appare. L’altro lato dei monti Santa Franca, Menegosa e Lama ci riserva, infatti, una valle, quella del torrente Lavaiana, raccolta e incantevole con Groppallo quale dominus severo appollaiato sullo spartiacque con il Nure e poco distante dal Ragola che, tra i primi, accoglie le brezze che giungono fin quassù dal mare dei liguri. Continua a leggere “L’anziano mugnaio della valle opposta…”

I Bardigiani della valtolla…(fotoarticolo)

2015-05-03-cavalli a morfasso LR-3456Domenica scorsa a Morfasso c’è stata la festa del Bardiagiano, del cavallo Bardigiano, ovviamente.

Un cavallo sempre più apprezzato (e utile) al turismo lento, un cavallo bello e forte che tradizionalmente viene allevato nelle province di Parma e Piacenza. Un tempo animale da lavoro, robusto e intelligente e ora un compagno(a) di viaggio… Continua a leggere “I Bardigiani della valtolla…(fotoarticolo)”

Domani mostra dei cavalli a Morfasso

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clicca per ingrandire il volantino

Domani, domenica 3 maggio 2015 dalle nove del mattino, ritorna la rassegna del cavallo Bardigiano a Morfasso.

Un appuntamento da non mancare per le famiglie e gli appassionati dei cavalli di montagna. Magnifici esemplari allevati a Morfasso e nelle zone limitrofe saranno i protagonisti assoluti della giornata.

L’occasione per passare una giornata in montagna, a ridosso dal maestoso Menegosa(ra), a due passi da santa Franca e dal parco provinciale del Moria…

La festa si completa con gli stand gastronomici. Ma è possibile pranzare anche in agriturismi e ristoranti delle vallate dell’Arda e del Chero.

Prato Barbieri: niente niente, tutto tutto…o quasi.

prato barbieri
prato barbieri google earth

Prato Barbieri (circa 900 metri) si raggiunge praticamente da Morfasso (Valtolla), Bettola (valnure), Groppallo via Santa Franca, Gropparello, Carpaneto e Lugagnano via Veleia, San Michele in valchero.  Continua a leggere “Prato Barbieri: niente niente, tutto tutto…o quasi.”

Francesco Chinosi, giovane agricoltore di montagna…

Questa è attualità! I giovani che ritornano a lavorare la terra. Nei prossimi 4 anni si creeranno 100 mila posti di lavoro in campagna. Con questo breve filmato di 3 minuti vi mostriamo Franceaco Chinosi, giovane dell’Alta Val Nure di Farini, al confine con Morfasso in Valtolla che vi racconta cosa fa in inverno tutto solo a Predalbora…

Certo una vita dura, molti sacrifici e redditi forse minori rispetto a chi fa l’operaio o l’impiegato  in città ma …tanta passione, stress quasi a livello zero, libertà assoluta, vita all’aria aperta, utilità sociale (che, diciamo noi,  andrebbe maggiormente riconosciuta!), alimentazione super-naturale  e tante piccole soddisfazioni che ripagano la scelta compiuta. (dedicato ai giovani che si dedicano alla montagna…)

Francesco in primavera semina patate e in estate le vende direttamente (molto richieste e molto buone). Chiunque salendo in Valdarda fino a Santa Franca può raggiungere Francesco e acquistare le  patate…(solo 40 minuti da Fiorenzuola d’Arda, una bella gita che offre paesaggi super belli!).

Brigante: l’orso, il lupo, l’uomo e i deficienti…

l'orso da "il fatto quotidiano"
l’orso da “il fatto quotidiano”

Daniza, un orsa importata dalla Repubblica Slovena di 18 anni con i suoi piccoli, in agosto aveva aggredito un cercatore di funghi nei boschi, siamo stati in molti a pensare che l’aveva fatto istintivamente per difendere i suoi cuccioli. L’hanno ricercata e ritrovata in Trentino. La Guardia Forestale afferma che non si sarebbe svegliata dai sedativi sparati contro di lei con proiettili narcotizzanti per poterla catturare e allontanarla dalle zone ove si inoltra l’uomo e dalle zone dei pascoli. Già in passato aveva subito la sorte dei sedativi perché le venisse applicato il collare radio. Questa volta, invece, non si è svegliata. Verrà eseguita l’autopsia ed è stata aperta un’inchiesta. 
E’ accaduto in Italia. Si sono accaniti nella “risoluzione finale” di quello che era per loro un pericolo mortale, forse ammazzandola con una dose eccessiva di sedativi.

Che tristezza …
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Montagna piacentina: se le cose non vanno bene di chi è la colpa?(una polemica tra due protagonisti politici locali) (3 di 3 fine)

lago di mignano 2012
lago di mignano 2012

CHI AVRA’ RAGIONE, MALOBERTI O CASTELLI? (il nostro parere)

Dare ragione a uno dei due non è facile! Castelli è un esperto di agricoltura, funzionario della comunità montana da una vita (oltre che un amministratore e un uomo politico) e parla di onestà della stragrande maggioranza degli agricoltori ( solo della stragrande maggioranza? Nel senso che qualche furbetto c’è?).

Su certi agriturismi poco agricoli forse occorrerebbe essere più chiari. Invece se Maloberti, consigliere provinciale, sa…denunci! Se la sua è solo “provocazione” cambi mestiere. Però … il partito di Maloberti esprime l’assessore provinciale  all’agricoltura e potrebbe forse sapere qualcosa che non va bene?  Conosce agriturismi fasulli? Conosce aziende agrarie fantasma che si sono intascate soldi dei contribuenti? Se sa dica!

Di sicuro le multe latte le abbiamo pagate noi contribuenti! Non sappiamo di chi è la colpa ma noi abbiamo pagato e forse continuiamo a pagare! Grazie a noi contribuenti paghiamo anche per i contributi pubblici che andranno a chi taglia piante al parco provinciale invece che fare manutenzione ovvero che vanno a pagare riparazioni di frane che in massima parte si potevano prevenire solo se si fosse fatta seria e costante manutenzione del territorio (perché in montagna nessuno fa prevenzione…nessuno se non qualche agricoltore volonteroso).

NOI PENSIAMO CHE FAR RESTARE AGRICOLTORI IN MONTAGNA VALGA MOLTO DI PIU’ CHE SPENDERE SOLDI PER IL G8, PER PAGARE LE MULTE LATTE, PER PAGARE CONTRIBUTI A CHI IN PIANURA  SEMINA SOIA E GIRASOLE,  ECC…QUESTIONE DI PUNTI DI VISTA!

NOI PENSIAMO CHE GLI INTERVENTI MONTANI DEBBANO DISCOSTARSI,  ALLA GRANDE,  DA CERTI CRITERI ASSUNTI (ASSUNTI DA CHI?) IN PASSATO PER ELARGIRE SOLDI A PIOGGIA PER INTERVENTI POCO EFFICACI ( SEMBRA CHE CERTE COSE SI SIANO FATTE SOLO PER SPENDERE I SOLDI PUBBLICI… CHE SONO SEMPRE NOSTRI… FORSE CI SBAGLIAMO?)

PENSIAMO CHE ANCHE SIA FINITA L’ERA DEGLI INUTILI,  COME LO ERANO IL 50%,  DEGLI INTERVENTI DI FORESTAZIONE.  NON E’ COSI’ CHE SI SALVAGUARDIA LA MONTAGNA!

CARI CONSIGLIERI PROVINCIALI E SINDACI METTEVI D’ACCORDO PER FARE COSE CHE SERVANO A TUTTI NOI! AVETE RAGIONE ENTRAMBI MA SMETTETELA DI PREDICARE BENE E RAZZOLARE….


Montagna piacentina: se le cose non vanno bene di chi è la colpa? (una polemica tra due protagonisti politici locali)*(2 di 3)

IMG_8799Per Castelli, sindaco di Cerignale ma anche presidente Comunità montana
dell’Appennino Piacentino di Bobbio e dirigente della comunità montana di Bettola, le cose non stanno per niente così! 

Risponde a Maloberti così: «A suo dire le aziende agricole della montagna non producono reddito sufficiente per cui sono inutili, sperperano denaro pubblico e addirittura truffano lo Stato “trasformando stalle in agriturismi mai aperti”.
 Questi ingiusti commenti, conoscendo le facce pulite e oneste della stragrande maggioranza degli agricoltori della montagna, mi danno amarezza e rabbia»

«Chi lavora la terra della montagna, dura e difficile lo fa per amore e legame con essa, merita rispetto e considerazione e non insulti. Ma chiudo qui la polemica e voglio precisare meglio cosa intendo quando affermo che bisogna utilizzare l’agricoltore della collina e della montagna come prima sentinella anti frana, concetto che il signor Maloberti non ha afferrato.
..»

« La mia semplice proposta, che vorrei si traducesse in realtà nel prossimo Piano di sviluppo rurale, consiste nel limitare i contributi a superficie per privilegiare misure di finanziamento che affidino agli agricoltori di collina e montagna la manutenzione del territorio con lavori di pubblica utilità (drenaggi, pulizia dei canali, briglie, ecc.)… ».

«Infine voglio porre al signor Maloberti questa semplice domanda: quante frane e dissesti si potrebbero sanare con la cifra di 4,5 miliardi euro? Questo esorbitante importo è quanto lo Stato Italiano ha pagato in sanzioni all’Unione Europea per le infrazioni commesse da agricoltori che deliberatamente hanno sforato le quote latte creando un danno economico enorme agli agricoltori in regola e a tutti noi.
Per concludere voglio ricordare che mentre il Governo Berlusconi-Bossi azzerava gli ultimi 30 milioni di euro del fondo annuale statale per la montagna italiana, si apprestava a finanziare con 324 milioni di euro le opere per il vertice G8 alla Maddalena, summit mai tenuto in quella località, poi spostato all’Aquila.»

CHI AVRA’ RAGIONE, MALOBERTI O CASTELLI? (il seguito domani 14 aprile 2013)

* le parti virgolettate sono parte delle opinioni dei due protagonisti apparse in queste settimane su libertà.

 

Montagna piacentina: se le cose non vanno bene di chi è la colpa? (una polemica tra due protagonisti politici locali)* (1di 3)

 IMG_8566Per Maloberti, consigliere provinciale di Piacenza della Lega Nord, partito che esprime l’assessore provinciale all’agricoltura, non ci sono dubbi!

«L’esito funesto delle piogge di questi giorni non è dovuto solo a una situazione eccezionale di maltempo, che non si verificava da oltre un secolo, ma anche alla mala gestione del territorio attuata negli ultimi 20 anni »

«C’è chi si dovrebbe battere il petto. Penso agli ambientalisti che nella loro visione, sempre monotematica, vedono il territorio come qualcosa da osservare, da contemplare, senza rendersi conto che necessita di manutenzione ordinaria e straordinaria… In elenco inserisco anche le associazioni sindacali agricole – che in passato sono state fautrici di progetti di filiera insensati se rapportati a certe zone del nostro territorio collinare e montano… »

«Il sindaco di Cerignale Massimo Castelli dice che occorre incentivare l’ attività delle aziende agricole in montagna? Forse non sa di cosa sta parlando. Le aziende agricole non riescono a produrre reddito in pianura, figuriamoci in montagna… Quanti soldi sono arrivati in collina e montagna per costruire stalle destinate a non ospitare animali? Quante di queste stalle sono poi state trasformate in agriturismi previo arrivo di altri finanziamenti, salvo poi non partire mai?…».

CHI AVRA’ RAGIONE, MALOBERTI O CASTELLI? (il seguito domani 13 aprile 2013)

* le parti virgolettate sono parte delle opinioni dei due protagonisti apparse in queste settimane su libertà.

Fare agricoltura in montagna non è facile ma c’è chi ci prova!

bruzzi stefano 369Ieri il nostro quotidiano libertà proponeva questa notizia a firma Malacalza (ottimi i suoi servizi!): «Perde il posto di lavoro, e apre una stalla in uno dei comuni più piccoli e sperduti della regione. Ma è pronto alla nuova sfida. Perché in montagna ripartire è ancora possibile. Accade a Cerignale, un pugno di un centinaio di abitanti, un tasso di invecchiamento che sfiora il 60 per cento, ma un’aria che, si dice, sembra quella che si respira in Liguria. Qui il sindaco Massimo Castelli, da sempre legato alla sua terra, ha puntato tutte le poche risorse rimaste sul “sociale creativo”: taxi sociale, distribuzione di farmaci a staffetta, il postino che ogni mattina consegnando Libertà controlla che gli anziani stiano bene e, porte spalancate a chiunque voglia insediarsi sul territorio con una nuova attività. La storia di Carlo Ertola, per tutti Carluccio, è questa. «Il nostro nuovo imprenditore lavorava in una ditta e viveva a Piacenza, nonostante le sue origini fossero di Cerignale», spiega Castelli. «Ha perso il posto di lavoro a causa della crisi ed ha pensato di tornare a casa, dove aprirà una stalla, entro l’estate. Continua a leggere “Fare agricoltura in montagna non è facile ma c’è chi ci prova!”