Un lungo viaggio nel Monterosso Valdarda…e non solo.

ECCELLENZE BUONO copiaTra le nostre idee, quando abbiamo iniziato il tour eno-gastronomico dal quale è scaturito una pubblicazione, c’era quella relativa alla verifica dello “stato” di produzione del vino doc “Monterosso Valdarda”, un bianco prodotto essenzialmente nella  Valdarda e dintorni.

Volevamo verificare se esisteva ancora la possibilità di chiamar Monterosso val d’Arda DOC1 uno dei tanti prodotti che vengono etichettati come tali;  verificare se da un uvaggio minimo di quattro varietà sortisce un vino buono e “riconoscibile”…tra i tanti.

Un’idea su questo vino, a dire il vero, ce la siamo fatta partecipando alle edizioni 2014 e 2015 del “Festival del Monterosso Val d’Arda” di Castell’Arquato2.

SABATO PROSSIMO, 21 MAGGIO alle ore  17,  A CASTELL’ARQUATO PRESENTEREMO IL  FRUTTO DI TALE LUNGO TOUR, IL VOLUME A COLORI: “ECCELLENZE ENO-GASTRONOMICHE IN VALDARDA E DINTORNI” (sala Transvisionismo, inzio Via Sforza Caolzio).

Procedendo verso quei luoghi dove, i contadini più anziani, il Monterosso quasi lo snobbano ma più di altri lo definiscono, con quella pomposità non ricercata, “champagne”, pronunciato rigorosamente con quell’inflessione dialettale, con la esse strisciata, che lo fa diventar sampan, ci siamo resi conto che questo vino rappresenta ancora la “tradizione” locale più autentica.

Da queste parti il gusto di bere un bicchiere di bianco non è mai tramontato; un vino che qui, piaccia o no agli “intenditori” o ai sommelier, è sempre stato prodotto leggermente abboccato e un po’ mosso, come lo era quel mare antico sul quale abbiamo radicato paesi e vigneti, e ancora genialità artistica e tanto altro; e così se tendete bene l’orecchio alla bottiglia, percepite ancora il rumore dei gabbiani e dei piccioni selvatici che volteggiano sulle antiche scogliere valligiane tra il sapore del sale e l’azzurro del cielo infinito.

E il vigneto che abbiamo percorso, in questo affaccio collinare verso l’immensa pianura del Po, ha ripreso tutto quell’antico sapore marino che rende speciale il terroir e lo ha restituito in un apoteosi di gusto imprigionandolo nella bottiglia.

Sensazioni che possiamo rivivere partecipando alle iniziative del Monterosso Festival, che si svolge il 21 e 22 Maggio 2016 a Castell’Arquato, lungo le vie del centro storico (info web: www.monterossofestival.it).

Il nostro in definitiva è stato un lungo e piacevole viaggio tra cantine, cantinieri, trattorie, ristoranti, osterie e vignaioli… dove abbiamo incontrato bontà, qualità e passione per il lavoro.

NOTE

1)“Il vino Monterosso Val d’Arda DOC è un vino tipicamente legato al territorio in cui viene prodotto; riconosciuto DOC nel 1974. Le uve impiegate per la produzione sono: Malvasia di Candia aromatica e Moscato bianco: dal 20 al 50%; Trebbiano Romagnolo e Ortrugo: dal 20 al 50%; possono concorrere alla produzione di detto vino le uve di Bervedino e/o Sauvignon ed altri vitigni a bacca bianca, idonei alla coltivazione in Emilia-Romagna, fino ad un massimo del 30%. Può essere prodotto nella porzione dei territori collinari dei comuni di Vernasca, Alseno, Lugagnano, Castell’Arquato, Gropparello e Carpaneto, naturalmente in provincia di Piacenza. Resa massima di uva per ettaro nei vigneti destinati alla DOC: 100 q/Ha” (dal sito web: http://www.monterossofestival.it).

2)Il Monterosso Val d’Arda Festival è promosso dalla sezione AVIS di Castell’Arquato con il patrocinio dei comuni di   Vernasca, Alseno, Lugagnano, Castell’Arquato, Gropparello e Carpaneto, la provincia di Piacenza e la Regione Emilia Romagna oltre alle delegazioni piacentine di AIS, FISAR e ONAV.

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