Valdarda: geografia di sapori

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Preparazione dei pisarei, tipico piatto piacentino (foto web)

LE DUE ANIME DELLA VALLE…

Sono due le vere anime della media Valdarda, quella larga, amministrativa, che comprende anche Valstirone, Vallongina, Valchiavenna e Valchero: il Piacenziano e la viticoltura.
E questo lo ritroviamo un po’ ovunque nel paesaggio e nei sapori che caratterizzano la zona.
Questo è un territorio che conosco da quando sono nato, che ho frequentato e sempre amato. Continua a leggere “Valdarda: geografia di sapori”

Turismo piacentino: come va?

taverna-IMG_2254PRIMA UN PO’ DI NUMERI…

Leggendo l’ultimo report semestrale 2016 della Provincia di Piacenza sembrerebbe che il turismo nostrano sia in ripresa. Questa è senza dubbio una bella notizia.

  1. Arrivi da gennaio a giugno 2016:  113.156 (nello stesso periodo del 2015 erano stati 101.650).
  2. Presenze (in pratica i pernottamenti ) da gennaio a giugno 2016: 221.623 (nello stesso periodo del 2015 erano stati 193.384).
  3. La parte del leone la fa Piacenza con la sua zona limitrofa, poi ci sono la Valdarda e la  Valtidone.
  4. In forte recupero la Valtrebbia.

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Eccellenze eno-gastronomiche: pappa e ciccia …esaurita!

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Solo un assaggio di salumi dop…ma poi basta!

Pappa e ciccia esaurita? Fausto ed io siamo un po’ sprovveduti! In soli 10 giorni il libro “Eccellenze eno-gastronomiche in Valdarda e dintorni ” è stato (quasi) esaurito. Oggi abbiamo verificato che ne sono presenti solo poche copie in qualche edicola della Valdarda e Valchero.

Dunque, un grazie doveroso a tutti! Un grande grazie… Continua a leggere “Eccellenze eno-gastronomiche: pappa e ciccia …esaurita!”

Presentato il volume “Eccellenze eno-gastronomiche in Valdarda e dintorni…”

DSC_8830Ieri pomeriggio, sabato 21 maggio 2016, nel corso del Monterosso festival in pieno svolgimento a Castell’Arquato è stato presentato il volume “Eccellenze eno-gastronomiche in Valdarda e dintorni…” di Sergio Efosi e Fausto Ferrari.

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Un lungo viaggio nel Monterosso Valdarda…e non solo.

ECCELLENZE BUONO copiaTra le nostre idee, quando abbiamo iniziato il tour eno-gastronomico dal quale è scaturito una pubblicazione, c’era quella relativa alla verifica dello “stato” di produzione del vino doc “Monterosso Valdarda”, un bianco prodotto essenzialmente nella  Valdarda e dintorni.

Volevamo verificare se esisteva ancora la possibilità di chiamar Monterosso val d’Arda DOC1 uno dei tanti prodotti che vengono etichettati come tali;  verificare se da un uvaggio minimo di quattro varietà sortisce un vino buono e “riconoscibile”…tra i tanti.

Un’idea su questo vino, a dire il vero, ce la siamo fatta partecipando alle edizioni 2014 e 2015 del “Festival del Monterosso Val d’Arda” di Castell’Arquato2.

SABATO PROSSIMO, 21 MAGGIO alle ore  17,  A CASTELL’ARQUATO PRESENTEREMO IL  FRUTTO DI TALE LUNGO TOUR, IL VOLUME A COLORI: “ECCELLENZE ENO-GASTRONOMICHE IN VALDARDA E DINTORNI” (sala Transvisionismo, inzio Via Sforza Caolzio).

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Vigoleno non è una città e produce vin santo…

 

14082611904_b93c03f630_kdi Sergio Efosi e Fausto Ferrari

Prima di parlare del Vin Santo, che da queste parti è una vera e inimitabile eccellenza, ci addentriamo un po’ in Vigoleno*, uno dei borghi più belli d’Italia, senza riproporne la storia che troverete un po’ ovunque, chiarendo subito una questione: Vigoleno non è città e neppure cittadina, il suo corpo è esile e massiccio al tempo stesso ma non è città, è solo un minuscolo borgo con i suoi piccoli vicoli medievali che sono come le arterie del corpo umano che partono dal cuore ovvero dalla piazza dove sta il mastio, il muscolo cardiaco di Vigoleno; e sue vecchie mura possenti che la circondano sembrano le sue spalle, al tempo robuste ma ora delicate. E questo corpo medievale ha radicato sul colle, in questa terra piacenziana milionaria.

2015-10-il cibo- bacedasco e vigoleno 11-9512-2E se ci venisse in mente di toccare il terreno su cui poggiano il borgo di Vigoleno e dove sono piantate le sue pregiate vigne, le nostre dita potrebbero posarsi sulle sporgenze fossilizzate di conchiglie marine e di pesci antichi che abitarono, ben prima della nostra apparizione sulla terra, questo “golfo padano”.

Scene remote, ma solo immaginate, ci riporterebbero alla vita di quelle creature conservate nelle viscere delle nostre valli piacentine dello Stirone, dell’Ongina e dell’Arda con tutti i suoi dintorni.

E su questa terra emersa dal golfo padano, quella nei dintorni di Vigoleno, non si scoprono solo le mutazioni di quel mare antico ma si allevano anche i vigneti che producono tanta buona uva da vino, com’era già nei secoli passati.

Quanto potranno durare queste emozioni e questo favorevole clima millenario nessuno lo sa ma di sicuro dipende anche da noi.

Così, dopo queste brevi note introduttive, cercando di vivere al meglio la condizione che c’è data favorevole, torniamo al nostro tour eno-gastronomico locale; torniamo da queste parti per toccar con mano l’eccellenza viticola del territorio di Vigoleno.

2015-10-il cibo- bacedasco e vigoleno 1-9513In precedenza, percorrendo tutte le zone viticole collinari piacentine tra il parco dello Stirone e la Valvezzeno nei pressi di Gropparello, di buoni e onesti vini, ve lo assicuriamo, ne abbiamo degustati parecchi ma se siamo tornati da queste parti è perché desideravamo riprovare, e ritrovare, una delle migliori eccellenze: il Vin Santo di Vigoleno.

Vino che ben conosciamo, che beviamo, pardon centelliniamo, nelle occasioni speciali. Siamo tornati per “riprovare” quello di Lusignani di Vigoleno e il risultato è andato oltre ogni nostra aspettativa. Mai scelta si rivelò più giusta: nettare degli dei, sublime, super!

E il giovane “viticoltore-cantiniere” si è rivelato, lui stesso, un’eccellenza: colto e non saccente, preparato tecnicamente ma anche culturalmente con inaspettati sconfinamenti antropologici molto graditi.

2015-10-il cibo- bacedasco e vigoleno 11-9143La storia delle sue vigne, quella di alcune botti centenarie impiegate nel ciclo produttivo, e il connubio tra la tradizione e l’innovazione per produrre un Vin Santo, ci hanno accompagnati durante questa piacevole degustazione.

Procedimento disciplinato, rese in vigna molto modeste, scelta dei migliori grappoli delle uve Santa Maria, Melara e, in minimo uvaggio, Bervedino, Trebbiano e Ortrugo, appassimento a graticcio in appositi locali arieggiati, pigiatura non prima del mese di dicembre, invecchiamento obbligatorio in legno sono essenziali per ottenere, dopo tanti anni, minimo cinque, il Vin Santo DOC (denominazione di origine controllata).

2015-10-il cibo- bacedasco e vigoleno 1-9506Ne abbiamo assaggiati due: uno di cinque e un secondo di dieci anni. Ottimi ma quest’ultimo del decennio, per noi, fa la differenza, e che differenza!

Eccoli i sapori del territorio, di quest’area ben delimitata e disciplinata per legge, dove le condizioni naturali, fisiche e chimiche originate da quel mare antico di cui si è fatto cenno unite al buon clima, alle giuste varietà viticole e ai saperi dei viticoltori si fondono e permettono il nascere di questo speciale vino, unico nel suo genere come solo pochissimi nel resto del Paese.

Vino da meditazione o da abbinare ai dolci secchi, ovvero con cioccolato fondente; e nella zona si usa anche impiegarlo per lo zabaglione fresco con zucchero e tuorlo di uova di gallina nostrana.

Vino speciale prodotto in quantità modeste e venduto a prezzi mediamente alti con rapporto qualità-prezzo giusta.

2015-10-il cibo- bacedasco e vigoleno 11-9525-2Nella stessa zona di produzione di quest’eccellenza abbiamo assaggiato un dolce speciale con biscotti bagnati nel Vin Santo che vi racconteremo in un’altra occasione.

Ci diffonderemo meglio sull’argomento, e su questa visita presso l’azienda Lusignani, in una prossima pubblicazione che stiamo preparando.  Per ora vi mostriamo, in anteprima, una sequenza di foto.

Naturalmente nella zona di Vigoleno vi sono altri ottimi produttori di buon Vin Santo. Noi abbiamo scelto questo…

*Vigoleno è nel Parco regionale dello Stirone e nella riserva del Piacenziano

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I salami sono buoni e allora inizi la mattanza

immagine ADL dal web
L’uccisione del maiale in campagna negli anni 60 (immagine ADL dal web)

di Brigante della valtolla e Sergio valtolla

AVVERTENZA: questo post non lo leggano i deboli di stomaco e coloro che pensano che i salami (ma anche le bistecche di vitello e le cosce di pollo) crescono sulle piante. Qui racconteremo come un tempo (in campagna, in parecchi luoghi piacentini, emiliani etc…, è ancora così), avveniva quella che per noi era una mattanza. Alcuni di noi sono vegetariani o vegani e con questo nostro racconto non vorremmo offendere nessuno ma semplicemente narrare una pratica alimentare ancora diffusissima e raccontata da famosi autori in libri e riviste. Continua a leggere “I salami sono buoni e allora inizi la mattanza”

Settembre-Ottobre: due mesi di feste, eventi culturali e prodotti tipici …(2^ parte)

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fiera fredda di lugagnano v.a. l’ultima grande fiera dell’autunno in valdarda, fine ottobre          (foto dell’edizione del 2013)

DOMANI, DOMENICA 28 SETTEMBRE  A VEZZOLACCA, DA MEZZOGIORNO,  SI MANGIA IL MAIALINO COTTO NELLA BUCA. E TUTTO IL RESTO DELLA TRADIZIONE CON PRIMI PIATTI, SECONDI PIATTI E  DOLCI CON PATATE, POLENTA CON FARINA DI MAIS OTTOFILE E CASTAGNE…TANTE CASTAGNE TIPICHE, UNICHE, DOLCI…BUONE.

PER UN OTTOBRE INDIMENTICABILE vi suggeriamo invece i seguenti eventi… Continua a leggere “Settembre-Ottobre: due mesi di feste, eventi culturali e prodotti tipici …(2^ parte)”

Settembre-Ottobre: due mesi di feste, eventi culturali e prodotti tipici …(1^ parte)

IMG_7228Settembre e ottobre sono, solitamente, i mesi che si trascorrono [durante il nostro tempo libero] tra festa della coppa, in corso a Carpaneto Piacentino, feste delle castagne, fiere paesane e rivivi il medioevo a Castell’Arquato. Facciamo un breve excursus  con nostre considerazioni su alcuni di questi appuntamenti.

FESTA DELLA COPPA DI CARPANETO P.NO. La prima festa popolare importante di fine estate, un evento dedicato alla regina dei nostri salumi tradizionali che ci invidiano ovunque ma che, forse, non sappiamo ancora valorizzare a sufficienza. La festa è iniziata venerdì sera 5 settembre a Carpaneto Piacentino e prosegue fino al prossimo lunedì 8. Con La coppa DOP e con gli ottimi vini DOC piacentini, con Ortrugo, Monterosso, Gutturnio in testa si gustano anche pisarei e fasö, chisoloni, polenta condita in vari modi, pesce ecc... Organizzazione Proloco, associazioni sportive e del volontariato. Continua a leggere “Settembre-Ottobre: due mesi di feste, eventi culturali e prodotti tipici …(1^ parte)”

Coppa Piacentina: chi l’ha vista?

coppapiacentinaSul profilo FB di Giorgio A.Lambri (giornalista piacentino) inizia un dibattito, leggero e simpatico,  sulla carenza di coppa piacentina nel “mondo” del quale pubblichiamo qualche riga (leggi commento)… 

g Lambri 1011354_10151656378962487_500926656_nGiorgio A. Lambri

Paris, 22 ottobre 2013

nel corso di uno dei miei periodici sopralluoghi nelle “boutique” di due dei più celebrati gastronomi di Francia -Fauchon ed Hediard, entrambi in place de la Madeleine, come del resto i più importanti centri di gastronomia d’elitè della città- ho verificato che i prodotti italiani in vendita erano tre, tutti riconducibili alle immediate vicinanze di Piacenza: Prosciutto di Parma, Culatello di Zibello (Spigaroli) e Parmigiano Reggiano…

ho sognato che ci fosse anche una pregiata Coppa di Piacenza, ma -ahimè- non se ne parla… spero però che il summenzionato salume sia almeno in vendita in TUTTI i negozi di Eataly di Oscar Farinetti e di non trovare … come avvenuto a Torino lo scorso anno … della Coppa di Parma di in certa stagionatura e qualità …

mi auguro, che al di là delle fortune del negozio in apertura alla Cavallerizza, si siano presi accordi in tal senso, perché Eataly è un discreto “veicolo” promozionale per i nostri Dop e mia spiacerebbe visitando quelli di Milano o Genova scoprire che c’è magari il Capocollo di Vattelapesca ma nemmeno una fetta della nostra straordinaria Coppa… Continua a leggere “Coppa Piacentina: chi l’ha vista?”

Vino in Valdarda: quest’anno sarà buono!

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vigneti della valdarda ( per info e degustazioni: enoteca comunale di Castell’Arquato)

Dopo un autunno 2012 tra i più caldi degli ultimi 25 anni, l’inverno è iniziato con un brusco abbassamento delle temperature con forti nevicate ( le più intense degli ultimo 50 anni) e alta piovosità tra Gennaio e Marzo 2013. La primavera è stata particolarmente fredda con forti precipitazioni i  maggio e giugno (ricordate?).

Questo ha comportato difficoltà nell’ effettuazione dei trattamenti fitosanitari contro oidio e peronospora che sono indispensabili in quella stagione. La ripresa vegetativa è stata fortemente ritardata ma l’allegagione alla fine è stata buona e il calo di produzione contenuto.  l’ultima decade di Luglio e la prima metà del mese Agosto sono invece stati molto caldi ( con punte di 40°C e minime non inferiori a 23/24°C).

Nell’ultima fase le notti fresche e le giornate calde hanno risolto i problemi di un andamento stagionale bizzoso. Risultato: una buona sintesi aromatica e una buona maturazione fenolica. Chi avrà raccolto “bene”, rispettando i tempi di maturazione avrà prodotto del buon mosto. Forse in taluni casi eccellente. Sicuramente buone erano le uve di Barbera e Croatina, di Ortrugo e Malvasia di Candia…di conseguenza come potrebbero non sortirne degli ottimi Gutturnio, Ortrugo e Monterosso dell’annata 2013 ?

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vigneti in valchiavenna ( tra Castell’Arquato e Lugagnano)
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la Torricella, sede dell’esposizione dei vini della valchiavenna ( seguite il calendario degustazioni sul sito internet dell’associazione viticoltori della valchiavenna )

Valchiavenna: dove il buon vino fa rima con generosità…

VALCHIAVENNA, PIACENZA (clic per ingrandire la cartina)

Un semplice gesto, senza tanti preamboli ha portato i rappresentanti del rinato circolo giovanile della valchiavenna di Lugagnano a donare 13 damigianini di vino frizzante agli ospiti della casa di riposo di Lugagnano. Questo è il risultato della prima edizione della “Festa del vino nuovo” che si è svolta il 15 aprile scorso a Chiavenna Rocchetta, una delle più importanti frazioni della valtolla-valdarda, centro di ottima produzione vitivinicola piacentina DOC, con tanti giovani conduttori di aziende vitivinicole dove vini bianchi, rossi e rosati, nella versione frizzante, sono un punto di forza. La generosità dei presenti e dei partecipanti alla festa del vino ha permesso questo primo carico di buon vino e…altri sono in arrivo. Proprio un bel gesto!

Trascorrere una giornata in Valchiavenna, una tra le più belle e tranquille zone della collina piacentina tra Vigolo Marchese e Prato Ottesola, tra Chiavenna Rocchetta e Diolo, rappresenta  l’ ottimale per famiglie con bimbi e nonni al seguito e per camminatori rilassati. Continua a leggere “Valchiavenna: dove il buon vino fa rima con generosità…”

Valtolla: sagropoli news

Una sagra almeno ogni quindici giorni e non più lunga di un fine settimana, che non chiuda oltre le 23,30 e addio alle sovrapposizioni di eventi nello stesso Comune. Un taglio, nelle intenzioni, alle feste che non valorizzano i prodotti locali. Questo sarebbe (?) il compromesso raggiunto tra unione commercianti e unione pro loco piacentine e Provincia.

Si tratta del “Regolamento sagre autentiche”, che individua “parametri e requisiti per un’offerta di eventi di alta qualità secondo  tradizione territoriale. Quindii….addio feste della birra, feste della paella…ecc…(??).

Naturalmente……i commercianti amano le feste, ma solo quelle autentiche. Allora…. Continua a leggere “Valtolla: sagropoli news”

Giovedì gnocchi, venerdì merluzzo, sabato trippa! Viaggio gastronomico all’indietro….

Giovedì gnocchi, venerdì merluzzo, sabato trippa!

Vi ricordate quando nelle osterie della valtolla, da Lugagnano a Rusteghini, da Rustigazzo a San Michele…o da Bacedasco basso  a Vernasca questi erano i piatti del giorno? Eravamo nel primo dopoguerra, eravamo ancora entro gli anni’70. Per arrivare a quelle che erano delle vere  “conquiste” i contadini ci hanno impiegato secoli! Prima il buon cibo e l’abbondanza non appartenevano che ai borghesi, ai nobili, ai grandi proprietari e agli uomini potenti in genere. Continua a leggere “Giovedì gnocchi, venerdì merluzzo, sabato trippa! Viaggio gastronomico all’indietro….”

Le patate del Vescovo…

patate della nostra montagna...

«Una persona mi ha portato un sacchetto di patate dalla collina, mi ha spiegato come sono state coltivate….» dice  il nostro vescovo S.E. Ambrosio «… mi ha detto che con quelle patate lì occorre mettere meno farina per fare gli gnocchi. In quel momento ho pensato che il lavoro è la cooperazione al progetto di Dio. Non dobbiamo avere il cuore di pietra, ma l’occhio che va in profondità e non si accontenta della superficialità. Se pretendiamo di essere padroni di tutto, ci autodistruggiamo……Il cuore è il primo terreno da coltivare, i valori del “sistema cibo” sono da recuperare attentamente, il cibo deve tornare ad essere sinonimo di socialità. C’è bisogno di una nuova cultura rispettosa dei valori del Creato e di Madre Terra…….Il cuore – ha proseguito il nostro vescovo S.E. Ambrosio – è quel motore che ci porta a guardare avanti, a stringere la mano, a stringere un patto». Grazie Eccellenza per queste belle parole!

[raccolto da libertà in occasione della manifestazione “adotta la terra” svoltasi nei scorsi giorni a Piacenza, promossa da coldiretti e Provincia]