I pettegolezzi del pergolato sulla Valtolla e le sue scoperte…

Sergio Efosi*

Sotto al pergolato di uva frambosa, protetti dalla sua ombra si chiacchiera, si gioca a carte, si sorseggia un bicchiere di rosso, si ozia e si “spettegola”; e lo fanno uomini e donne e gli uomini sono sempre i più accaniti.
Ma sotto al pergolato di un piccolo borgo della Valtolla oggi non non si è parlato di gossip o cose del genere e non si è giocato a carte.

chiesa-celticaOggi (e anche ieri e l’altro giorno…)si è parlato delle tre chiese che han ritrovato laggiù, sul piccolo poggiolo appena sopra al Ranch, poco distante dal villaggio di Bardetti e dalla strada provinciale di fondovalle per Morfasso; tre chiese antiche, sepolte sotto diversi metri di terra e coperte dalla boscaglia.
Ne parlano tutti, ma proprio tutti, da diverse settimane, in ogni occasione: quando ci si incontra al mercato di Lugagnano, sul sagrato delle chiese della Valtolla, nelle poche osterie rimaste aperte…e la notizia rimbalza da una parabola all’altra, complici i telefonini e “uatsap”.
Tuttavia se ne parla sottovoce perché pare non si possa dire; pare sia un segreto che,  come da buona tradizione popolare,  san tutti!
Sembra anche che (voce del gossip) quanto ritrovato possa essere “ritornato” alle viscere della terra che lo han custodito fino a poche settimane fa e buona notte al secchio.
Ma cosa, dicono i più informati e pettegoli, cosa hanno ritrovato?
Lo ho gia detto: i resti di tre chiese antiche che, in pratica, rappresentano l’origine della “civilizzazione cristiana” della Valdarda, post impero romano.
Han ritrovato, forse, la chiave di volta per spiegare finalmente, con più cognizione di causa a tutti noi della Valle,  le origini fondative degli attuali comuni di Morfasso, Vernasca, Lugagnano, parti di Castell’Arquato e Gropparello (cioè la giurisdizione della Valle di Tolla).
Nel 680, per taluni studiosi nel 615 quasi in contemporanea con Bobbio, in piena epoca longobarda, i frati di San Benedetto raggiunsero queste enormi e selvagge boscaglie dove si erano, in precedenza insediati eremiti cristiani e forse druidi convertiti, per fondarvi il primo cenobio cristiano, quando Fiorenzuola era una semplice stazione di posta dei cavalli, a Castell’Arquato esisteva, forse, il solo fortilizio sulla rocca, la popolazione era scarsa e le terre oggetto di continuo saccheggio e alla mercé delle forze della natura.
E dovettero questi frati essere in tanti, determinati, assistiti da una fede incredibile nel nostro Salvatore, armati di croce e attrezzi per il taglio del bosco…e forti del motto “ora et labora”.
Ma qui non voglio raccontar di storia, voglio solamente limitarmi ai pettegolezzi paesani.
Pettegolezzi che, per una volta, non hanno quale argomento la politica o i personaggi famosi bensì la storia, l’appartenenza a questa terra che noi tutti amiamo profondamente.
E tutti vogliono sperare; e vogliono parlarne, sapere…e non vogliono, non vogliamo, assolutamente che tutto vada a finire in nulla, di nuovo ritombato per l’eternità.
Sotto al pergolato di uva frambosa, tanti anni fa, decidemmo di raccogliere fondi per la “chiesa vecchia” di Sant’Andrea affinché vivesse con noi… e non venisse distrutta per sempre.

Forse si tratta di esperienza ripetibile?
Vorremmo sperarlo perché ci piacerebbe  tener con noi le tre chiese ritrovate della Valtolla…; perché quando le abbiamo solo intraviste sbirciando nel cantiere di scavo archeologico, ci han fatto accapponare la pelle e provocato un groppo alla bocca dello stomaco come solo l’amore sa fare.

*blogger, fotoamatore, ricercatore della storia. 

mappa_italia_longobarda-1
Carta dell’Italia del nord all’inizio dell’ epoca Longobarda

 

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