La pietra liscia, l’acqua che puzza, la devozione per una Santa (fotoarticolo).

cammino di santa franca: dettaglio sulla pietra delle mole e sulla fontana dell'acqua puzza. Ora è possibile allungando il percorso di poche centinaia di metri tran situare in questi due nuovi luoghi.
cammino di santa franca: dettaglio sulla pietra delle mole e sulla fontana dell’acqua puzza. Ora è possibile allungando il percorso di poche centinaia di metri tran situare in questi due nuovi luoghi.

di Fausto Ferrari e Sergio Efosi

Pare che sia destino, per chi ci crede un chiaro segno: dov’è passata santa Franca l’acqua ha assunto proprietà speciali; e se non c’era è zampillata all’improvviso tra le nude rocce nascoste nel bosco.

Questo potrebbe essere l’elemento caratterizzante e unificante il percorso escursionistico-devozionale che è stato tracciato tra Vitalta (Vernasca) e il Santuario (Morfasso) a lei dedicato sul monte omonimo. Continua a leggere “La pietra liscia, l’acqua che puzza, la devozione per una Santa (fotoarticolo).”

Il nostro Vescovo Gianni oggi era con noi, in Valtolla!

Il vescovo ambrosio a castelletto in valtolla (clic per ingrandire)

Giovanni “Gianni” Ambrosio, vescovo dal 2007 della diocesi di Piacenza e Bobbio, studioso di scienze sociali, prelato d’onore di Sua Santità Benedetto XVI°, stamani era in valtolla.

Nella chiesa di Castelletto lo hanno accolto anche i parrocchiani della vicina Vezzolacca.

Per l’occasione, presente anche il Sindaco del comune (Vernasca), è stato ringraziato don Giancarlo Plessi che per tanti anni è stato il parroco di Continua a leggere “Il nostro Vescovo Gianni oggi era con noi, in Valtolla!”

Castelletto, antica chiesa di Sant’Andrea: fotocronaca di una cerimonia…

antica chiesa castelletto valtolla

Ieri pomeriggio, domenica 5 agosto, si è tenuta la tradizionale assemblea degli amici dell’antica chiesa di Castelletto valtolla alla quale hanno partecipato numerosissimi parrocchiani di Castelletto e Vezzolacca.

Dopo la Santa Messa sono stati nominati cinque nuovi custodi della chiesa e approvato il bilancio d’esercizio annuale. Continua a leggere “Castelletto, antica chiesa di Sant’Andrea: fotocronaca di una cerimonia…”

Castelletto: festa della polenta

Da venerdì 6 a domenica 8 luglio torna la Festa della polenta a Castelletto di Vernasca (che si trova a metà strada fra il lago di Mignano e la Provinciale di Bardi).

La proloco locale  per quest’anno ha predisposto un bel piazzale rinnovato (vicino alla chiesa) confidando in una, come sempre, grande partecipazione alla manifestazione che vede “la polenta” regina della festa. Continua a leggere “Castelletto: festa della polenta”

Castelletto ha un nuovo parroco…

la chiesa di Castelletto (clic per ingrandire la foto)

Da poche settimane parroco di Castelletto, frazione di Vernasca nel versante Valdarda, è don Giancarlo Plessi che regge anche (tra l’altro) Vezzolacca ….poco distante.

La piccola frazione si incontra sulla strada provinciale di collegamento tra la fondovalle Lugagnano-Morfasso e l’altra di crinale  che da Vernasca raggiunge Bardi.

Paese fortemente interessato dal fenomeno migratorio verso le città della pianura nostrana, Londra, gli Stati Uniti ecc… come molti altri Paesi della zona.

Nel solo comune di Vernasca si è passati dai 6700 abitanti del 1936 ai 3500 registrati nel 1971….in 35 anni popolazione dimezzata.

Ora la maggior parte della popolazione residente del piccolo borgo è “matura”, non mancano famiglie giovani ma la comunità si “ricongiunge” sopratutto in estate con le visite parentali provenienti dai luoghi di destinazione dell’emigrazione…. Continua a leggere “Castelletto ha un nuovo parroco…”

Valtolla’s pecks & snow

Danilo ....(clic per ingrandire)

Alla fine, quasi alla fine, è arrivata e ha riempito i crepacci, i campi, i crinali, i boschi e i picchi ondulati della valtolla.

Drammatica, utile e silenziosa appiattisce i colori, addolcisce le asperità….morbidamente.

La neve è caduta abbondante e ora resiste ai primi raggi del sole di stamani con la complicità del freddo intenso del nord.

Alle 9,30 del 5 febbraio il termometro segna meno 11  e Danilo traccia la sua “rotta”  a mano e il suo viso riflette la luce del momento…..

Intorno i picchi e gl’alti colli  riflettono la neve e il cielo è azzurrro e solcato dalle nubi….che si rincorrono per andarsi a scontrare da qualche parte.

sotto i picchi innevati del complesso del parco moria ....
dopo Castelletto verso il crinale .....
scendendo da Luneto, a sinistra, Vezzolacca con lo sfondo...

Valtolla: un nostro amico, i nostri amici….(1)

Un nostro amico ha realizzato un video che per noi estimatori della storia di questa terra è assolutamente da vedere…tutto!

La storia di una delle testimonianze concrete più importanti della valtolla: l’antica chiesa di Sant’Andrea di Castelletto.

Un recupero durato diversi anni con il concorso di tanti  e sostenuto dai tanti fans sparsi nel mondo (oltre 600). Il nostro amico “brigante della valtolla” ha realizzato questo bel video che abbiamo condiviso…..

Sino a pochi lustri fa il termine “valtolla” era quasi del tutto andato in disuso e ora……sempre più indica questa porzione di valle da Lugagnano al crinale …..

Sempre più orgogliaosamente….. NOI SIAMO IN VALTOLLA!

GLI STREGONI E I FORESTI IN VALTOLLA

boschi in valtolla
boschi in valtolla

“…. mentre lo cercava nelle foreste, incontrò prima di tutto un centauro per metà uomo e per metà cavallo, che gli disse di andare dritto … dove avrebbe incontrato un uomo che viveva in pace con gli dei ….prima di arrivare  incontrò il lupo che lo guidò fino a…..”

Era nelle foreste che che fauni e silvani avevano i loro adepti streghe e stregoni.

” I boschi hanno orecchi!” Dicevano i preti della prima cristianità.

La valtolla, tutti gli Appennini erano distese infinite di grandi alberi….grandi veramente…molto di più che non quelli che siamo abituati a vedere oggi.

Per gli antichi ligures…..antichi abitatori della zona, il bosco era sacro! Ma per il cristiano no! Era semplicemente parte della immensa natura creata da Dio.

Per questi era inconcepibile adorare piante e tante divinità diverse….Dio è uno ed è  il creatore del cielo e della terra e di tutte le cose visibili e in visibili.

I primi preti che dovevano convertire i contadini rischiavano, camminando nei boschi per raggiungere i villaggi, di trovarsi tutt’a un tratto di fronte  alle antiche divinità che si erano rifugiate nel profondo della selva, nella parte oscura, con sembianze silvestri per sfuggire all’avanzante cristianesimo.

In questi vasti, grandi boschi…profondi, umidi, silenziosi della valdarda e della valtolla un rumore sospetto, una luce insolita incutevano terrore! Da sempre! ….i folletti del bosco, gli elfi dispettosi, gli spiriti maligni…

Per le antiche popolazioni della valtolla il timore di incontrare un demone, dispettoso e cattivo era forte e il rumore improvviso del bosco, un lieve fruscio nei paraggi trasformava la paura in panico…totale panico di cadere preda del demone.

Qui si onoravano gli dei e non si comprendeva come degli adoratori di un Dio ( seppur diverso dai loro dei ) pretendessero di convertirli rischiando di suscitare le ire di giove-zeus-odino.

Anche gli eremiti cristiani erano guardati con sospetto…erano orchi? Si aggiravano per la foresta dal Monte Lama al Monte Moria conducendo cervi, daini e altri aniamali rossicci.

Si aggiravano nel bosco sempre di sera o al  mattino presto quando la luce era ancora fioca o quasi nulla….barbuti, straccioni, con un lungo bastone, non cacciavano animali.

” forse non mangiano ??” si chiedevano i celti- romanizzati della valtolla… ” Sicuramente sono stregoni che vivono con gli dei del bosco”.

I forestieri, i FORESTI,  in Valtolla non erano graditi. Questi sbucavano dalla foresta e non avevano nulla in comune con loro e con i loro dei.

Erano forse mandati dai loro stessi dei per metterli alla prova?

CI VOLLE TEMPO…..

Ci volle sicuramente molto tempo per il cristianesimo per convertire completamente la valtolla.

Qui c’erano i contadini pagani, adoratori degli dei celti e poi romani (che oggi definiamo dei del paganesimo).

I contadini,discendenti delle antiche popolazioni liguri, adoravano le piante e talune più di altre erano ritenute ” sacre “! La quercia su tutte!

Allora dovevano esserci molte querce giganti, molte di esse centenarie e, pare, che in una località chiamata Locus Anani ( Lugagnano ) vi fosse una magnifica radura di querce dove si svolgevano riti religiosi dedicati al dio Zeus ( Giove).

Queste zone erano abitate da molti secoli da antiche popolazioni celtiche-liguri, successivamente e faticosamente romanizzate, quindi appartenute ai  longobardi per poi essere governate dai monaci.

Una grande foresta doveva estendersi dalle pendici dei monti Lama e Menegosa per raggiungere la pianura fino alle terre paludose di Cortemaggiore e Chiaravalle. Una grande foresta della quale esistono ancora tracce non solamente nei monti….pensate al boscone di Sant’antonio ( quasi in pianura) fitto di grandi piante, grandi querce….pensate che ai Doppi vi è ancora una località definita ” la foresta”. Pensate alla Borla con delle piante ancora più alte e maestose…alla Palazza con alberi secolari d’ogni tipo e faggi giganteschi….pensate che per secoli non vi sono state praticamente ” strade ” solamente sentieri, piccole mulattiere….

La valtolla era una zona impervia, lontana dalla via consolare che correva lungo la pianura al di sopra delle terre acquitrinose-paludose.

In Valtolla vivevano  contadini che pascolavano i maiali e le pecore nei boschi, che mangiavano farine estratte da castagne e ghiande, coltivavano l’orzo, raccoglievano le nocciole, cacciavano gli animali selvatici. Erano popolazioni di ” confine “! Popolazioni rustiche abituate a lunghi periodi di carestia, all’isolamento.

In valtolla viveva, nel folto, al riparo di alberi immensi l’ uomo eremita. Fauni?…Silvani?….erano l’incubo dei cristiani!

 

il dio giove dei ligures
il dio giove dei ligures

 

Ma ben presto nelle foreste della valtolla si stabilirono i monaci esorcizzandole…dissodando tutto quello che era possibile.

Erano arrivati i purificatori!

Ma esseri un tempo divini erano ancora ben riparati dal bosco…folto, cupo…profondo.