Un traliccio davanti a una chiesa antica della Val d’Arda? Follia umana!

UN TRALICCIO DAVANTI A UNA CHIESA ANTICA DELLA VAL D’ARDA? FOLLIA UMANA!
(Sergio Efosi Valtolla, fotoamatore, escursionista e narratore)
Pare che ci sia un progetto in fase avanzata che prevede la realizzazione di un grande, e alto, traliccio in acciaio a pochi metri dall’antica chiesa di Castelletto di Vernasca, un monumento risalente al medioevo.
Una grande torre per le telecomunicazione che deturperebbe il paesaggio agreste che caratterizza il circondario dell’antica chiesa di Sant’Andrea.
Forse è anche ben più di una ipotesi e bene hanno fatto gli “Amici dell’antica chiesa…” e la “Proloco di Castelletto” a interpellare le autorità affinché venga interdetta tale localizzazione.
A tal proposito vengono spontanee alcune domande.


1-come può permettere questo la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Parma e Piacenza?
2-come può il consiglio comunale di Vernasca non prendere una dura posizione di fronte a tanta sfrontatezza pseudo-imprenditoriale?*
Qualsiasi monumento – per me lo sono anche i luoghi più naturali delle nostre colline e gli Appennini, in generale i centri storici dei paesi… – deve essere tutelato a tutti i costi perché “patrimonio di tutti noi”, testimonianze del nostro passato, della nostra storia, unica difesa contro il brutto, il rozzo e l’aridità culturale.
L’antica chiesa di Castelletto, con la sua collocazione agreste, è una delle poche testimonianze della primaria civilizzazione alto medievale che restano in Val d’Arda, un bene collettivo da tutelare.
Deturpare quest’area sarebbe delittuoso e imperdonabile.

NOTE

*Sembrerebbe che il Sindaco di Vernasca si sia pronunciato ufficialmente contro tale localizzazione e che forse lo stia facendo anche il consiglio comunale (quando pubblico questo articolo spero proprio che le istituzioni citate siano intervenute ufficialmente esprimendo forte contrarietà per la collocazione di tale traliccio in zone di rispetto dei beni culturali, ecc…).

5 commenti

  1. Posso anche aspettarmi che una società di telecomunicazioni se ne freghi di un bene storico che è soprattutto la testimonianza del passato di quella popolazione di cui loro ignorano l’esistenza, dato che per loro gli uomini sono solo utenti abbonati con un n° di cellulare ed un codice fiscale a cui inviare la bolletta.
    Quello che mi demoralizza profondamente in questa vicenda è il fatto che la società telefonica, a quanto sembra, non ha avuto alcun problema a reperire il terreno su cui collocare l’impianto. Terreno messo prontamente a disposizione da un figlio di questa terra che non si è posto alcuno scrupolo ad affittarlo o venderlo . Dopo tutto è solo un piccolo ed umile pezzetto di terra sassosa, magari ora incolto, ma ereditato dai propri avi che chissa quanto sudore vi hanno versato per ricavarne un pezzo di pane, tra imprecazioni, e forse qualche preghiera. Preghiera rivolta in direzione di quella umile chiesetta di sasso che è proprio li di fronte, che da secoli è sempre pronta a ricevere le ritrasmettere le preghiere a chi di dovere, anche senza batteria e senza campo ….
    saluti Marco

  2. Bravo Sergio.E ‘
    necessario stare sempre all’erta. Qualcuno a Vernasca e’caduto dal pero perché sembra che non fosse a conoscenza! Ciao e stai bene.Saluti a tuo fratello Arturo.

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