2010 IN VALTOLLA: una mail dai lettori

Dalla lettrice (?) marta.cr abbiamo ricevuto una e-mail relativa all’ articolo ” 2010 in valtolla ” e la pubblichiamo volentieri.

(Il nostro indirizzo e-mail per i vostri commenti e articoli.. blog.valtolla@yahoo.it )

La crisi, forse, puo’ costituire un valido motivo per sperimentare nuovi approcci al territorio.

la valtolla innevata (clicca sulla foto per ingrandirla)

I buoni propositi dei Sindaci ricalcano modelli obsoleti in termini di visione generale. Da quando i trasferimenti agli Enti Locali sono drasticamente
diminuiti, i Comuni non riescono a far quadrare neppure i bilanci di spesa corrente.

Parlare di turismo, nuovi insediamenti artigianali/commerciali, rimedi ai dissesti idrogeologici ecc. con le finanze attuali è come andare alla guerra
con l’arco e le frecce.

Sono emulazioni di modelli che potevano andar bene decenni fa o che imitano politiche di paesi di pianura (vedi insediamenti industriali). Mi sembrano discorsi triti e ritriti che da ventanni a questa parte si ripetono.

I Sindaci citati non possono (e non devono) da soli affrontare problemi cosi’ complessi.

E’ contro ogni forma elementare di intelligenza lasciare il timone di un territorio a, in questo caso, 3 teste seppur pensanti e valide ma prive di fondi strutturali.

Occorre una partecipazione di tutti gli attori istituzionali (Regione, Provincia, Camera di Commercio, Comuni e Associazioni di categoria) affinche’
vi sia una presa di posizione seria sul discorso MONTAGNA.
I finanziamenti per la viabilita’ ed i servizi alla persona non possono essere finanziamenti “straordinari” a medio-breve periodo.

Occorre una regia (quasi un ente non governativo) ed un programma di largo respiro che metta in condizione questo territorio di poter scegliere il proprio futuro. Sistemando i servizi e le strade in primis.
Stabilendo quando, per quanto e come investire. Valutando i risultati e le opere compiute.

Sara’ poi compito degli amministratori locali e della gente che risiede sul territorio scegliere il tipo di sviluppo, scegliere la tipicita’ e la caratterizzazione dei prossimi decenni a venire.

Consideriamo un anno zero e pragmaticamente partiamo dal ripristino dei servizi e delle infrastrutture necessarie. Da qualche parte bisogna pur partire
e un po di buon sano pragmatismo non guasta.

Il futuro che ci attende, a detta di  molti economisti, non sara’ la ripresa di quello che avevamo….
Il mondo cambia occorre cambiare il modo di rapportarsi con il mondo.
Va da sè che l’autoreferenzialismo politico ed istituzionale deve andarsi a far benedire.

Enrico VII augura un buon anno.

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RISPOSTA DELLA REDAZIONE

Innanzitutto grazie per il contributo.

Lei affronta il problema con grande conoscenza ed in maniera molto pragmatica.

Sarebbe interessante se potesse sviluppare meglio (per i lettori) alcune affermazioni “...Sara’ poi compito degli amministratori locali e della gente che risiede sul territorio scegliere il tipo di sviluppo, scegliere la tipicita’ e la caratterizzazione dei prossimi decenni a venire..” e poi la parte finale  “...Il mondo cambia occorre cambiare il modo di rapportarsi con il mondo. Va da sè che l’autoreferenzialismo politico ed istituzionale deve andarsi a far benedire.. ” .

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