Valdarda: gran cru, escursionismo e turismo

VALDARDA: GRAN CRU, ESCURSIONISMO E TURISMO… di Sergio Efosi . 

Considerare la media Valdarda e Valnure, e zone limitrofe, con Carpaneto, Gropparello, Pontedell’Olio, Vigolzone, Castell’Arquato, Vernasca e Lugagnano  capitale del gusto piacentino forse è troppo; e anche senza forse perché, per il momento, non esistono le condizioni e neppure l’interesse per valorizzare tale “condizione”.

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Vigoleno non è una città e produce vin santo…

 

14082611904_b93c03f630_kdi Sergio Efosi e Fausto Ferrari

Prima di parlare del Vin Santo, che da queste parti è una vera e inimitabile eccellenza, ci addentriamo un po’ in Vigoleno*, uno dei borghi più belli d’Italia, senza riproporne la storia che troverete un po’ ovunque, chiarendo subito una questione: Vigoleno non è città e neppure cittadina, il suo corpo è esile e massiccio al tempo stesso ma non è città, è solo un minuscolo borgo con i suoi piccoli vicoli medievali che sono come le arterie del corpo umano che partono dal cuore ovvero dalla piazza dove sta il mastio, il muscolo cardiaco di Vigoleno; e sue vecchie mura possenti che la circondano sembrano le sue spalle, al tempo robuste ma ora delicate. E questo corpo medievale ha radicato sul colle, in questa terra piacenziana milionaria.

2015-10-il cibo- bacedasco e vigoleno 11-9512-2E se ci venisse in mente di toccare il terreno su cui poggiano il borgo di Vigoleno e dove sono piantate le sue pregiate vigne, le nostre dita potrebbero posarsi sulle sporgenze fossilizzate di conchiglie marine e di pesci antichi che abitarono, ben prima della nostra apparizione sulla terra, questo “golfo padano”.

Scene remote, ma solo immaginate, ci riporterebbero alla vita di quelle creature conservate nelle viscere delle nostre valli piacentine dello Stirone, dell’Ongina e dell’Arda con tutti i suoi dintorni.

E su questa terra emersa dal golfo padano, quella nei dintorni di Vigoleno, non si scoprono solo le mutazioni di quel mare antico ma si allevano anche i vigneti che producono tanta buona uva da vino, com’era già nei secoli passati.

Quanto potranno durare queste emozioni e questo favorevole clima millenario nessuno lo sa ma di sicuro dipende anche da noi.

Così, dopo queste brevi note introduttive, cercando di vivere al meglio la condizione che c’è data favorevole, torniamo al nostro tour eno-gastronomico locale; torniamo da queste parti per toccar con mano l’eccellenza viticola del territorio di Vigoleno.

2015-10-il cibo- bacedasco e vigoleno 1-9513In precedenza, percorrendo tutte le zone viticole collinari piacentine tra il parco dello Stirone e la Valvezzeno nei pressi di Gropparello, di buoni e onesti vini, ve lo assicuriamo, ne abbiamo degustati parecchi ma se siamo tornati da queste parti è perché desideravamo riprovare, e ritrovare, una delle migliori eccellenze: il Vin Santo di Vigoleno.

Vino che ben conosciamo, che beviamo, pardon centelliniamo, nelle occasioni speciali. Siamo tornati per “riprovare” quello di Lusignani di Vigoleno e il risultato è andato oltre ogni nostra aspettativa. Mai scelta si rivelò più giusta: nettare degli dei, sublime, super!

E il giovane “viticoltore-cantiniere” si è rivelato, lui stesso, un’eccellenza: colto e non saccente, preparato tecnicamente ma anche culturalmente con inaspettati sconfinamenti antropologici molto graditi.

2015-10-il cibo- bacedasco e vigoleno 11-9143La storia delle sue vigne, quella di alcune botti centenarie impiegate nel ciclo produttivo, e il connubio tra la tradizione e l’innovazione per produrre un Vin Santo, ci hanno accompagnati durante questa piacevole degustazione.

Procedimento disciplinato, rese in vigna molto modeste, scelta dei migliori grappoli delle uve Santa Maria, Melara e, in minimo uvaggio, Bervedino, Trebbiano e Ortrugo, appassimento a graticcio in appositi locali arieggiati, pigiatura non prima del mese di dicembre, invecchiamento obbligatorio in legno sono essenziali per ottenere, dopo tanti anni, minimo cinque, il Vin Santo DOC (denominazione di origine controllata).

2015-10-il cibo- bacedasco e vigoleno 1-9506Ne abbiamo assaggiati due: uno di cinque e un secondo di dieci anni. Ottimi ma quest’ultimo del decennio, per noi, fa la differenza, e che differenza!

Eccoli i sapori del territorio, di quest’area ben delimitata e disciplinata per legge, dove le condizioni naturali, fisiche e chimiche originate da quel mare antico di cui si è fatto cenno unite al buon clima, alle giuste varietà viticole e ai saperi dei viticoltori si fondono e permettono il nascere di questo speciale vino, unico nel suo genere come solo pochissimi nel resto del Paese.

Vino da meditazione o da abbinare ai dolci secchi, ovvero con cioccolato fondente; e nella zona si usa anche impiegarlo per lo zabaglione fresco con zucchero e tuorlo di uova di gallina nostrana.

Vino speciale prodotto in quantità modeste e venduto a prezzi mediamente alti con rapporto qualità-prezzo giusta.

2015-10-il cibo- bacedasco e vigoleno 11-9525-2Nella stessa zona di produzione di quest’eccellenza abbiamo assaggiato un dolce speciale con biscotti bagnati nel Vin Santo che vi racconteremo in un’altra occasione.

Ci diffonderemo meglio sull’argomento, e su questa visita presso l’azienda Lusignani, in una prossima pubblicazione che stiamo preparando.  Per ora vi mostriamo, in anteprima, una sequenza di foto.

Naturalmente nella zona di Vigoleno vi sono altri ottimi produttori di buon Vin Santo. Noi abbiamo scelto questo…

*Vigoleno è nel Parco regionale dello Stirone e nella riserva del Piacenziano

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Ma la storia di Vigoleno finisce qui? *

teatro interno al castello di vigoleno
teatro interno al castello di vigoleno: un gioiello.

di Brigante della Valtolla

Cari amici, ho recuperato sul blogfidentino qualcosa che vi propongo….ma a modo mio.

“Non è facile avere un bel giardino: è difficile come governare un regno” scriveva Hermann Hesse. Ed è proprio questo, citando l’autore tedesco, il fascino racchiuso nell’antico  giardino pensile all’interno del Castello di Vigoleno, del “regno favoloso” e autentico di Vigoleno.

Ma pare che, purtroppo, il giardino pensile, che per cinque livelli si sviluppa lungo la fortificazione del Castello-palazzo verso la valle dello Stirone, sia ormai quasi un ricordo…nel senso che l’originale era altra cosa.

“Cosa mai potrebbe essere il  castello-palazzo di Vigoleno senza il suo giardino pensile” ci si potrebbe chiedere. Ma andiamo con ordine…

Luogo incantato, Vigoleno mantiene un fascino particolare come la magia del cinghiale con la polenta, dei pisarei e fasö, della buona coppa piacentina e tante altre bontà che si gustano alla “Taverna al Castello”. Ma raccontiamola questa storia del giardino della Principessa Maria Ruspoli Duchessa di Gramont che arrivata a Vigoleno vi abitò, dal 1921 fino al 1935.

Il giardino oggi
Il giardino oggi??

LA TESTIMONE DEL TEMPO…

«Sarà stato il 1920 o il 21, avevo quattro anni e ho visto arrivare lo splendore», è la testimonianza della borghigiana Angela Villa, quando vide arrivare nel piccolo borgo di Vigoleno una bellissima carrozza trainata da sei cavalli, da cui uscì Lei, la bella principessa che tutti i “rospetti” del borgo aspettavano.

«Furono anni stupendi», ricorda Angela: «la Duchessa aveva sempre regali per tutti i bambini e organizzava tante feste anche per noi borghigiani e tutto cambiò in meglio: lei a Vigoleno portò il benessere, ma soprattutto portò la bellezza.  Tante cose belle non si erano mai viste da noi prima e non si videro più dopo di lei… la grande carrozza coi cavalli romeni che il fratello le aveva lasciato, le feste, il bellissimo teatrino. Anzi, posso dire che la decadenza di Vigoleno cominciò nel 1935, quando lei fu costretta a vendere il castello e ad andarsene ad Aix-en-Provence … »(…).

Lei era Maria Ruspoli de Gramont, nata a Roma nel 1888 come principessa Maria Ruspoli figlia di don Luigi e Clelia dei conti Balboni, maritata a Parigi nel 1907 col Duca Agenor di Gramont (che morì nel 1925 lasciandole una notevole fortuna che però si esaurì nel giro di un decennio), rimaritata qualche anno più tardi con Jean Hugo (discendente del grande romanziere Victor, quello che forse, anzi senza forse, è stato il più grande scrittore francese moderno…), nota a tutti i vigolenesi come “la Duchessa” (perché, modestamente, era solita lasciare da parte il suo titolo natale di principessa in favore di quello del primo marito). (…)

giardino prima...
giardino prima…

QUANDO IL CASTELLO ERA IN ROVINA…

A quel tempo, il borgo, con il suo castello-palazzo, era quasi in rovina; la Duchessa lo fece rinascere avviando un robusto restauro del castello-palazzo, giardino compreso,  intervenendo sul costruito e arredando il castello-palazzo di mobili e arredi preziosi con la consulenza di Pippo Naldi (singolarissima figura di giornalista e avventuriero), facendo realizzare il teatrino dall’allora celebre pittore russo Alexandre Iacovleff, creando nel borgo una specie di corte rinascimentale, in pieno XX Secolo, frequentata dal bel mondo dell’arte e della cultura di quel tempo. Trasformò il castello nella sede di un salotto culturale e mondano internazionale, fitto di nomi che hanno fatto la storia dell’arte e dello spettacolo: dal poeta Gabriele d’Annunzio al sommo pianista Arthur Rubinstein, dai divi di Hollywood al  grande pittore surrealista Max Ernst, etc…(…).

MA QUEL GIARDINO CAPOLAVORO…

Purtroppo il giardino pensile, come ho ricordato, che per cinque livelli si sviluppa (si sviluppava?) lungo la fortificazione del Castello-palazzo verso la valle dello Stirone, pare sia stato parecchio modificato e sarebbe importante capire se qualcuno ha verificato? Vi chiederete perché tanto interesse per un semplice giardino e allora è giusto che sappiate che quel giardino, disegnato e realizzato nel 1921 da un architetto della scuola di Gaudì (il geniale architetto spagnolo-catalano realizzatore della Sagrada Família, patrimonio dell’umanità), era un vero gioiello, un’opera artistica a cielo aperto. Per questo ci domandiamo se sarà sopravvissuto alla cementificazione-ristrutturazione di questi ultimi anni. Per intanto guardate le foto del prima e del dopo…e giudicate.

Giacomo Malfanti1996, collezione Giorgio Eremo-web
Giacomo Malfanti 1996, collezione Giorgio Eremo-dal web

* riferimenti bibliografici e estratti

1) Quotidiano “Libertà” del 17/06/2002

2) http://www.blogfidentino.com (post del 18-04-2013 e del 29-01-2011)

Gli anni da favola di Vigoleno…*

maria ruspoli
maria ruspoli

di Brigante della Valtolla

I libri di storia ci ricordano che gli anni Venti e Trenta del secolo scorso, il XX, per più di un italiano, non furono certo un paradiso.

Ma la grande Storia spesso non sa niente, oppure sa troppo poco, di tanti ricordi privati, di tante esperienze vissute, di tante persone dimenticate dai più che arricchiscono il mondo di bellezza, della stessa nostalgia per l’infanzia e per la giovinezza che indora i racconti degli anziani.

E allora vi racconto ciò che mi è capitato di “catturare”, curiosando a destra e a sinistra, sulla vita a Vigoleno in quegli anni citati.

Cartolina di Vigoleno del 1929- collezione P.Morlacchini-
Cartolina di Vigoleno del 1929- collezione P.Morlacchini-

LA VIGNA D’LA MADÒNA…

Vigoleno a quel tempo era un luogo dove non mancava nulla, perché tutti gli abitanti del borgo, da generazioni, si erano abituati a fare gli artigiani o i commercianti al servizio dei castellani. C’erano cinque osterie, due calzolai e poi due falegnami, due barbieri, un fabbro e due sarti. Tutti lavoravano anche per il circondario. I sarti giravano, per giorni interi nei paesi vicini, per prendere le misure ai clienti e nella chiesa, la bella Pieve romanica risalente al XII secolo dedicata a San Giorgio, c’erano due sacerdoti che sovrintendevano anche alle parrocchie vicine. Questo ci aiuta a comprendere quanto Vigoleno fosse un paese importante. Ai primi del secolo XIX Vigoleno era anche sede del Comune, poi un giorno, dicono i più informati, venne Maria Luigia (il dominus del Ducato) che, arrabbiata per non essere stata ricevuta come desiderava, spostò la sede del comune a Vernasca. Questo lo sostengono ancora “certi vecchi” che ce l’hanno con Maria Luigia come se fosse ancora viva…

Ciò nonostante il paese era prospero: c’erano buoni campi e c’erano le vigne da cui si otteneva il famoso Vin Santo di Vigoleno che si usava per la Messa (per questo la vigna del sagrestano era chiamata “la vigna d’la Madòna”). Un paese, si direbbe,  proprio sereno.

C’erano diverse fiere all’anno, coi venditori di ciambelline che venivano a piedi da Lugagnano con tutte le file di “busslanéin” a tracolla, come enormi collane.

E  la domenica allora era veramente domenica, l’unica occasione che i giovanotti avevano per riaccompagnare a casa le ragazze. Si stava bene insieme e, nella stagione giusta, durante il “filoss”, si chiacchierava e si cantava nelle stalle ogni sera…e si pregava e si scherzava.

antica raffigurazione di vigoleno ripresa dal web
antica raffigurazione di vigoleno ripresa dal web

LA DUCHESSA DEL BORGO

Una vita che cambiò addirittura in meglio con l’arrivo della duchessa Maria Ruspoli di Gramont. Lei a Vigoleno portò un po’ più di benessere, ma soprattutto portò la bellezza, tanta bellezza come non si era mai vista prima e che, dopo di lei, non si videro mai più.

I racconti dei novantenni, e di quelli che non ci sono più, hanno tramandato i racconti sulla grande carrozza trainata dai  cavalli rumeni che il fratello le aveva lasciato, le frequenti  feste, il bellissimo teatrino che faceva del castello che era una vera istituzione culturale d’avanguardia…

Quel castello glielo aveva regalato sua madre Clelia, vedendo che lei, dopo aver visitato Vigoleno, ci aveva lasciato il cuore, nel vero senso della parola.

La Duchessa, ve lo assicuro io che lo so, era buona, gentile, alla mano: in poche parole la persona più aristocratica del mondo, premurosa con tutti, specialmente coi bambini, che adorava e che portava in gita sul greto dello Stirone, e li trattava tutti come figli suoi. Ogni tanto arrivavano qui anche i suoi due figli di primo letto, Gabriele, che morì giovane, e Graziano che, come lei, risiedevano in Francia. Ebbe anche il bellissimo Giorgio, nato dal secondo matrimonio.

LE FESTE E POI…

A Vigoleno, lo ricordano i più anziani, sono rimaste famose le feste che la duchessa Maria Ruspoli di Gramont organizzava: non solo per i suoi ospiti, ma anche per i borghigiani.

Per la vendemmia faceva sempre la Festa di Bacco con un carro trainato da una coppia di buoi che trasportava Mauro Sozzi, il factotum della Duchessa, che grande e grosso com’era si vestiva da Bacco, preciso alle illustrazioni sui libri, con la toga e i pampini d’uva in testa. Il carro distribuiva da mangiare e da bere per tutti ma, al di là di questo, l’iniziativa piaceva veramente agli abitanti.

E poi c’erano gli spettacoli allestiti in quel teatrino che Riccardo Bacchelli, il grande scrittore, l’autore di “Il diavolo al Pontelungo” e del celeberrimo “Il mulino sul Po”, amava tanto.

Ma spesso i sogni son brevi e, presto o tardi,  terminano e così iniziò la decadenza di Vigoleno.

I tempi cambiarono, il castello  fu venduto  e la Duchessa se ne andò ad Aix-en-Provence…qui i soldi erano finiti e la favola era terminata.

Ma la storia di Vigoleno finisce qui? Purtroppo no e nel prossimo post vi dirò perchè…vigoleno prop.rusca puricelli amalia -milano 1* riferimenti  bibliografici e estratti

1) Quotidiano “Libertà” del 17/06/2002

2) http://www.blogfidentino.com (post del 18-04-2013 e del 29-01-2011)

L’Ongina e il magico triangolo della genialità…

beni culturali.it
Verdi e Boito (beni ulturali.it)

Brigante della valtolla

In molti mi hanno chiesto di spiegare perché l’Ongina è  un torrente sacro. Eccovi accontentati…

Per parlare, a modo mio, della piccola Vall’Ongina iniziamo  con uno scritto di Alberto Cavallari, grande giornalista piacentino nato nel 1928 e vissuto fino al 1998, amante della Valle e di Giuseppe Verdi.

Ebbe a scrivere una geniale lirica che in parte vi produco: «Per noi, nati nel Ducato di Parma e Piacenza, il fiume sacro è l’Ongina. È un rigagnolo, un canale, nemmeno un torrente che scorre nella Padania felix dalle parti di Busseto, e si getta nel Po proprio dove cominciano i terreni legati a Sant’Agata, appartenuti al cavalier Verdi Giuseppe, di professione agricoltore e musicista, come il cavaliere si definiva…». Continua a leggere “L’Ongina e il magico triangolo della genialità…”

La notte dei briganti si avvicina e poi……

clic per visionare il programma

La notte di briganti si avvicina! Il 2 giugno è dietro l’angolo. Da Vigoleno a Vernasca, di notte  lungo i sentieri …per non essere rintracciati dai “dragoni”.

Senza dilungarci troppo vi proponiamo il programma e la pagina fabebook  da seguire e… buona camminata a tutti i briganti e le brigantesse..

( per vedere  il programma clicca qui!);

(per le informazionin utili ai briganti clicca qui!)

( per accedere alla pagina facebook della notte di briganti clicca qui!)

[ PS: vi invitiamo a farvi un nodo nel fazzoletto per non dimenticare il grande appuntamento con il “bascherdeis 2012”, il più grande spettacolo della provincia di Piacenza].

Vernasca: il programma estivo 2012 …..la notte è fatta per cantare, ballare e camminare

vigoleno estate 2011

«Dal tramonto all’alba» s’intitola l’estate vernaschina che prevede, tra Vigoleno e Vernasca, 6 eventi unici per la provincia di Piacenza tra canti, ballate, camminate notturne e il bascherdeis.

Viene riproposta “la notte dei briganti” che lo scorso anno ha esordito con grande successo e che sarà, probabilmente, migliorata nella sua organizzazione e nella logistica.

Eventi musical-culturali imperdibili sono anche il folk di Daniele Ronda nella notte del 3 agosto e il  tradizionale, unico e fantastico “appennino festival”  del 2 settembre.

La notte è il legante delle iniziative, la notte per ballare, cantare e divertirsi insieme nelle alte colline della Val d’Arda e Vallongina…..nella valtolla.

Si inizia con il cantamaggio e poi…..clicca qui per vedere il programma!

Vigoleno: discussioni animate ….

vigoleno che ci piace!! (clic per ingrandire)

“…È come trovarsi nel “mondo piccolo” di Don Camillo e Peppone, ma con i toni di una battaglia diventata anche legale. La scarica di polemiche tra sindaco e parroco è finita in un esposto alla Procura della Repubblica, presentato dal gruppo consiliare di minoranza di Vernasca nei confronti del primo cittadino, Gianluigi Molinari. Il paesello di Vigoleno, quarantacinque chilometri da Piacenza, poche decine di anime ancorate fedelmente intorno al castello, tra le cui mura passarono, solo per citarne alcuni, Gabriele D’Annunzio e Max Ernst, è diviso. «Nel nostro borgo si sono create due fazioni, chi sta dalla parte del Comune, chi sta dalla parte della parrocchia, non ci si parla nemmeno più». È Angelo, il ragazzo che suona la chitarra in chiesa la domenica a prendere la parola di fronte a un centinaio di parrocchiani, lunedì sera, nel salone a fianco dell’antica pieve. …..Al centro della polemica, la concessione dell’oratorio di Santa Maria, un piccolo edificio settecentesco che si affaccia sulla piazzetta, utilizzato per mostre e concerti data l’acustica perfetta: una vecchia convenzione del 1989 stabiliva che il Comune avrebbe potuto utilizzare l’oratorio, per poter consentire il restauro dell’edificio (200 milioni di vecchie lire). Ora, il Comune vuole sciogliere il patto, «Perché non possiamo più sostenere alcuna spesa, non c’è più spazio per i grandi eventi» dice il sindaco Molinari all’assemblea. «È il primo caso in diocesi – replica don Roberto Tagliaferri -, il nostro legame doveva durare fino al 2015». Il parroco accetta, non senza malumori, la decisione. Ma la parrocchia chiede che fine abbiano fatto due pianoforti, sessanta sedie, un impianto voce e uno di riscaldamento che si trovavano fino a poco tempo fa nell’oratorio….”. Continua a leggere “Vigoleno: discussioni animate ….”

Festival dei borghi: un primo bilancio….[intanto che ci prepariamo a “gustare” il medioevo a Castell’Arquato]

repertorio valtolla's blog (enerbia in concerto a vigoleno...)

Il tempo non è stato favorevolissimo ma il festival dei borghi più belli d’Italia è andato comunque  in onda a Castell’Arquato e a Vigoleno il 2-3 e 4 settembre.

Noi lo abbiamo visitato e ci è piaciuta l’idea di questa “fiera” dei 200 borghi più belli….abbiamo apprezzato il grande sforzo compiuto, l’esposizione “fieristica” anche se non sappiamo come siano andate le”cose” per gli espositori NON istituzionali.

Era la prima volta da queste parti e, il festival, ha fatto la “sua parte” nella programmazione estivo-valdardese ma forse ….diciamo forse le date concomitanti con altri importanti e tradizionali eventi  non erano le più indovinate!

In questo week end, infatti, c’erano la grande e ormai famosa festa della coppa a Carpaneto P.no e la rinomata festa dell’uva di Bacedasco alto. Forse troppi eventi da visitare in due giorni nella medesima zona in un contesto territoriale così piccolo? Continua a leggere “Festival dei borghi: un primo bilancio….[intanto che ci prepariamo a “gustare” il medioevo a Castell’Arquato]”

I borghi più belli d’Italia in Valdarda e Valtolla

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Ieri era a Castell’Arquato  si è assistito allo spettacolo dell’incendio della rocca, oggi pomeriggio andava in onda la kermesse a Vigoleno di Vernasca.

Questa è stata l’anteprima del festival dei borghi più belli d’Italia che stasera e domani farà il pieno.

Stand rappresentativi dei borghi più belli …d’Europa facevano a gara per proporre il loro territorio, i prodotti, la storia…..le manifestazioni turistiche.

Erano possibili assaggi di prodotti locali (molto vino e altrettanti dolci e formaggi..) e il clima era dei più festosi dalla piazza antistante al castello fino alla chiesa di San Giorgio.

Buona accoglienza e ottima organizzazione in un contesto “tra i più belli d’Italia”…. Continua a leggere “I borghi più belli d’Italia in Valdarda e Valtolla”

Castell’Arquato vs. Vigoleno?

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Castell’Arquato vs. Vigoleno? Chiaro che no!  Mai come in quest’occasione uniti si vince.

I due Comuni di Vernasca (con Vigoleno) e Castell’Arquato lo hanno capito al volo che questa è un occasione d’oro per finire in bellezza la stagione turistica e ….lasciare il segno.

Un segno positivo del quale abbisogna il nostro turismo locale, la provincia intera e la valdarda più che mai.

Un evento unico, itinerante che attrae migliaia di turisti e curiosi e che, soprattutto, unisce i piccoli centri, quelli a volte più nascosti e conosciuti. Il Festival de “I Borghi più belli d’Italia” giunto alla 6ªedizione, organizzato dall’omonimo Club fondato nel 2001 dall’ANCI, Associazione Nazionale dei Comuni Italiani.

Tre giorni di eventi e spettacoli con 7 stand di delegazioni internazionali e 100 stand che propongono le tipicità de “I Borghi più belli d’Italia”, veri e propri musei all’aperto: dai villaggi-fortezza ai ricetti medievali, dai centri marinari a quelli montani, ognuno caratterizzato dai suoi prodotti, cuore della nostra alimentazione e della nostra creatività.

Il Festival dei Borghi più Belli verrà animato da alcuni artisti di strada appartenenti al circuito dell’ormai famoso Bascherdeis, evento internazionale che ogni anno a fine luglio a Vernasca richiama più di ventimila appassionati al genere. In questo suggestivo scenario medievale i buskers troveranno modo di vestire di fantasia e divertimento i due giorni del Festival. Statue viventi, giullari e acrobati circensi si esibiranno tra le vie del piccolo borgo di Vigoleno proponendo spettacoli inconsueti e coinvolgenti. Una vetrina speciale per apprezzare gli angoli più suggestivi della nostra penisola, tra atmosfere, tradizioni, sapori, idee, con convegni, mostre d’arte, degustazioni e spettacoli gratuiti fino a tarda notte in collaborazione con Appennino Folk. (dal sito ufficiale della manifestazione).

Vigoleno Rock

vigoleno

Live AGD (Associazione Giovani Diabetici) cover band reunion concerto Rock serata benefica pro diabetologia infantile Parma…il  13 LUGLIO a Vigoleno…

Una serata imperdibile, divertente e di solidarietà.

dalle ore 21,30 al castello….

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 13….

LE COVER BAND PRESENTI ESEGUIRANNO LE MIGLIORI MUSICHE DI ROLLING STONE, QUEEN, NOMADI ECC…. (CANI SCIOLTI, MATTEO MAGNI, FREATLONES, ECC…).

La carovana dei briganti? Per ora bene così!

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L’idea è buona, buonissima e le “pecche” saranno superate!

Noi non c’eravamo, per altri impegni, ma nostri amici hanno riferito che la partecipazione così alta era imprevista [ si pensava a 400 e invece erano il doppio…].

Non è l’unica “notturna” che conosciamo ma sicuramente è un gran bel percorso e…il più affascinante.

Il sentiero dei “ribelli” di tutti i tempi, dei pellegrini e del commercio;  il sentiero che congiunge Vigoleno a Vernasca a scavalco tra le valli Ongina e Stirone-Borla.

Storia e leggenda, sapori e socialità, corsa e tour socio-gastronomico che sarà ripetuto il prossimo anno [con i dovuti miglioramenti].

Alcune nostre  idee in libertà [per dare un contributo]… Continua a leggere “La carovana dei briganti? Per ora bene così!”

La notte dei briganti ….

clicca per ingrandire

La notte dei briganti vi aspetta… al chiar di luna.

Nella parte a scavalco tra valstirone-valborla e vallongina venerdì 17 giugno alle ore 21 si snoderà la marcia dei briganti.

Partenza da Vigoleno, arrivo a Vernasca [servizio navetta successivo per rientrare a Vigoleno] dopo un tragitto facile e suggestivo di circa 8 km.

Munirsi di scarpe da trekking, abbigliamento idoneo e piccola torcia elettrica….e buona camminata [saremo in tantissimi!!].

Una bella iniziativa del comune di Vernasca.