Dalla scorsa settimana, ininterrottamente, dai boschi, dalle cime alte, dai rivi è uno scroscio tumultuoso di acqua che ruscella in basso..verso il fondovalle.
Tendete l’orecchio e ascoltatene il rumore ininterrotto.
Nel bosco fradicio, come lo sono i campi, la neve lentamente si sta sciogliendo e si trasforma in ” vita ” animata, allegra, utile, confortante per la prossima stagione primaverile alle porte, per gli animali, per le fontane, per le falde…per il grande lago.
Quando nei giorni scorsi abbiamo appreso della grave situazione che stava interessando il nostro grande fiume Po, dentro il quale dei criminali ( criminali per l’umanità intera) avevano ” sversato ” dolosamente il petrolio, ci è venuta voglia di rivedere la nostra valle che è così delicata, fragile…in balia del primo ” deficiente ” che volesse far del male…
Ci è venuta voglia di urlare a questi maledetti inquinatori di farsi da parte che NOI vogliamo vivere la nostra madre terra come il buon Dio l’ ha donata…ne abbiamo una sola e non possiamo sprecarla!
Ieri, finalmente, siamo tornati in valtolla/valdarda e abbiamo rivisto il lago pieno d’acqua, intravisto il Menegosa maestosamente addormentato sotto una ancora persistente coltre di neve candida.
Abbiamo ascoltato il rumore dell’acqua limpida, chiara e fresca che, tumultuosa, scendeva da Rocchetta, da Castelletto, da Settesorelle…l’Arda impetuosa a Sperongia; intanto i King Crimson suonavano ” Lizard ” e ci siamo tranquillizzati.
Valtolla classica! un emozione di pace e serenità.

