MONASTERO DELLA VAL DI TOLLA: primo distretto…..

Nell’ Appennino Italiano tra i sistemi storici abbiamo anche la grande rete dei monasteri, molti realizzati secondo le regole  di San Benedetto a partire dall’alto medioevo.

Questi monasteri, come il nostro della val di tolla, poco per volta erano diventati un modello locale ( oggi si direbbe un distretto socio-economico locale) poiché erano riusciti a portare sul territorio, la capacità di gestire tutto quello che era legato alla catena produttiva dal punto di vista agricolo, forestale e della pastorizia.

I frati portavano in queste impervie realtà territoriali montane, allora “orfane ” di tutto ( dei ligures, dei romani, dell’ impero…),  un nuovo sapere, una nuova concezione di vita, costruendo situazioni locali che hanno resistito per secoli e secoli.

In tal modo, con le loro realizzazioni, con la loro presenza, questo loro sapere è divenuto patrimonio sociale, economico, produttivo del territorio.

Ancor oggi, a distanza di tanti secoli, dalla loro decadenza ( il monastero non esiste più neppure fisicamente) il paesaggio agrario è fondamentalmente quello plasmato durante i tanti secoli di loro presenza.

La loro costruzione territoriale agraria non ha subito grandi traumi ma la stessa sorte non è stata riservata agli agglomerati urbani maggiori che, in molti parti, sono irriconoscibili ( causa anche guerre, migrazioni massicce e lunghi periodi di crisi).

Le grandi trasformazioni, in ogni caso,  sono avvenute….. a partire dal 1900 circa.

Alcune grandi trasformazioni hanno portato  benefici al territorio, altre solo molte illusioni e ” benessere ” temporaneo …… ma sono ancora qui da vedere e da giudicare.

La realizzazione della diga di Mignano nel punto più stretto della valdarda e la realizzazione di due grandi stabilimenti industriali,  nell’asse del torrente Arda nel tratto tra Mignano e Lugagnano,  hanno comportato mutazioni del clima e degli ambienti e una manciata di posti di lavoro.

Ognuno giudichi se di progresso, cero e duraturo, o altro si è trattato!

Per noi sarebbe stato più che sufficiente la sola realizzazione della Diga e un buon assetto del territorio, delle comunicazioni e dei servizi…e sostegno alle attività produttive agrarie.

Per i sindaci e gli amministratori del tempo evidentemente  no!

In campagna elettorale non abbiamo sentito candidati consiglieri regionali  dire una parola sulla situazione della media valdarda…..nessuno ne parla! Come mai!…Forse siamo stati distratti ma accettiamo volentieri precisazioni…..o forse stiamo andando verso un nuovo oblio?

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