1951: cronache della montagna e della miseria…

chiochi di una volta (dal web); i ragazzi riuscivano sempre, in ogni situazione, a essere spensierati...
chiochi di una volta (dal web); i ragazzi riuscivano sempre, in ogni situazione, a essere spensierati…per fortuna.

IN GENERALE SUCCEDE…

A volte quando si pubblicano, tramite le pagine di facebook o sullo stesso blog, vecchie foto e cartoline del periodo compreso tra l’inizio  del secolo scorso e i  primi anni ’50 del secolo scorso si ricevono commenti molto simpatici ma anche qualche inutile “nostalgia” di quei tempi passati che furono molto, molto, molto duri e difficili.

Certo l’aria era buonissima, l’acqua non inquinata, c’era, in tante situazioni, un buon “umore” sociale ma la vita, per gli adulti in particolare , non era spensierata e serena come qualcuno pensa o si ostina a farlo. Conoscere realmente la storie del passato serve per comprendere le cose buone che abbiamo perduto ma anche per evitare di ricadere in errori  tragici. Errori pagati duramente dalle famiglie “normali”, cioè dal 95% della popolazione. Continua a leggere “1951: cronache della montagna e della miseria…”

Valtolla: Giacomo Corvi fu Lorenzo da Sperongia e Casali Giovanni da Pedina chiedono a sua eccellenza…

bruzzi stefano 369“Vengo con questa mia a pregar Sua Eccellenza se è possibile a mandarvi il passaporto , e Certificato di buona condotta, mi raccomando alla sua bontà, e spedirmelo per Statino in Prusia (1)  restante al Magistrato, porgo sua bontà più presto che sia possibile. Io Corvi Giacomo di Sperongia comune di Morfarsi (2) Provincia di Piacenza. Il passaporto e a numero 623. Il passaporto (…) è stato dato a Parma il giorno 20 Febbraio 1850. Prego sua bontà il passaporto per recarsi in Prussia, Russia, Francia. Io Corvi del fu Lorenzo”. Continua a leggere “Valtolla: Giacomo Corvi fu Lorenzo da Sperongia e Casali Giovanni da Pedina chiedono a sua eccellenza…”

La repubblica-la république…. del villaggio (Teruzzi e dintorni-testo in italiano e francese)

valtolla: bagliore estivo! (valtolla's iPhoto- clic per ingrandire)

Lo Stato Italiano celebra il 150° anniversario dell’unità ma noi, con una serie di articoli che pubblicheremo, non intendiamo affatto entrare nel dibattito che sta suscitando, non ne abbiamo sufficienti capacità.  Cercheremo di “prendere una nostra strada” autonoma, più sociologica, limitandoci alla nostra vallata. I post che pubblicheremo, di conseguenza,  svilupperanno  tutti una domanda: quali sono stati i segni tangibili della presenza dello Stato unitario in valtolla? Per fare questo “riprenderemo tutte le informazioni possibili” ricavate dai numerosi  libri di storia locale cercando di fare dei testi brevi.

ERA BELLA, LA NOSTRA VALLE,  ERA UN SOGNO….

Anche oggi, del resto, “la fa un gran bel ved”, come si dice in zona, soprattutto se la vedi da lontano. Ma ai tempi, era bella anche, anzi soprattutto,  vista da vicino: appariva superba. 

Delimitata in alto da cime sinuose, intercalate da picchi rugosi e maschi, è solcata nel bel mezzo dell’Arda che serpeggia limpida a valle. Le sue sponde sono ricoperte da una vegetazione fitta, verde cupo, alternata da prati discreti, densi di fiori bianchi, gialli e blu che spiccano tra l’erba di un verde più tenue e delicato….

La vallata si mostra così a maggio, in uno dei suoi momenti migliori: umile, bella, calda ed accogliente come le belle donne che la popolano…… Continua a leggere “La repubblica-la république…. del villaggio (Teruzzi e dintorni-testo in italiano e francese)”

Le fabbriche del pane

clicca per ingrandire (valtolla keynote)

Se tornassimo all’inizio del 1900 ….ma nulla cambiò più di tanto fino alla fine degli anni ’40….registreremmo una valtolla con grande miseria e molta fame, con  famiglie  numerose [ rari i genitori che avessero meno di 5-6 figli, molti ne avevano 10-15 figli…] e con una mortalità infantile  tanto grande che solo i più forti sopravvivevano.

Pensate che nemmeno castagne e polenta erano sufficienti ….non ce n’era mai abbastanza per saziarsi.

Fino ai primi anni del ‘900  il pane era una cosa rara in generale [ quello bianco , quasi sconosciuto , spesso si riservava ai soli un malati e alle donne incinte….] ovvero era presente nelle sole ” buone famigle”.

Nei forni a legna [ in molti paesi erano rari anche quelli] non era raro cuocere  pane misto con farina di mais …..

Il forno a legna, con il fuoco,  era la fabbrica del pane; il forno era la fabbrica che con il mulino a pietra, che girava con la forza dell’acqua, permettevano di produrre l’alimento più desiderato, più amato.

Allora non c’erano sofisticati “gourmand” e le feste erano occasione per lasciarsi alle spalle [ per qualche giorno] nenù miseri e giornate di fame.

Erano in questi momenti di festa che le fabbriche del pane producevano a pieno ritmo: pane, torte, castagnacci, arrosti….e poi si tornava la solito tran tran con 15 castagne al giorno, qualche tozzo di pane misto, una fetta di polenta e, il venerdì, la saracca …..

Poi il merluzzo sottosale, altro companatico e…. il pane quotidiano fabbricato nei forni al legna una o due volte alla settimana…

MONASTERO DELLA VAL DI TOLLA: primo distretto…..

Nell’ Appennino Italiano tra i sistemi storici abbiamo anche la grande rete dei monasteri, molti realizzati secondo le regole  di San Benedetto a partire dall’alto medioevo.

Questi monasteri, come il nostro della val di tolla, poco per volta erano diventati un modello locale ( oggi si direbbe un distretto socio-economico locale) poiché erano riusciti a portare sul territorio, la capacità di gestire tutto quello che era legato alla catena produttiva dal punto di vista agricolo, forestale e della pastorizia.

I frati portavano in queste impervie realtà territoriali montane, allora “orfane ” di tutto ( dei ligures, dei romani, dell’ impero…),  un nuovo sapere, una nuova concezione di vita, costruendo situazioni locali che hanno resistito per secoli e secoli.

In tal modo, con le loro realizzazioni, con la loro presenza, questo loro sapere è divenuto patrimonio sociale, economico, produttivo del territorio.

Ancor oggi, a distanza di tanti secoli, dalla loro decadenza ( il monastero non esiste più neppure fisicamente) il paesaggio agrario è fondamentalmente quello plasmato durante i tanti secoli di loro presenza.

La loro costruzione territoriale agraria non ha subito grandi traumi ma la stessa sorte non è stata riservata agli agglomerati urbani maggiori che, in molti parti, sono irriconoscibili ( causa anche guerre, migrazioni massicce e lunghi periodi di crisi).

Le grandi trasformazioni, in ogni caso,  sono avvenute….. Continua a leggere “MONASTERO DELLA VAL DI TOLLA: primo distretto…..”

L’OM DAL BOSCH…(L’UOMO DEL BOSCO)

L’om dal bosch……. l’uomo del bosco….ovvero l’uomo che abita nel bosco.

Quanti di noi, da bambini, si son sentiti ripetere  una frase del tipo:

” Sta attento non andare nel bosco …..che c’è l’uomo selvatico che ti prende e ti porta via..”

Nonni e  genitori non volevano che andassimo per boschi e allora erano soliti dire anche questo….pur di scoraggiarci.

Intimoriti da piccoli rispondevamo chiedendo dove abitasse questo uomo del bosco.

il bosco …(clicca sulla foto per ingrandirla)

” non si sa! ….nessuno lo ha mai visto ma c’è ” .

Ma più crescevamo meno, tale questione, ci intimoriva…  non ci faceva quella gran paura.

L’attrazione del bosco dietro casa…dove andavamo a ” scorrazzare ” era troppo forte.

In primavera c’erano i nidi degli uccellini da andare a controllare e a “disturbare”, in estate i frutti selvatici maturi da mangiare, in autunno le castagne e, pertanto, come si poteva resistere?

Tra amici, a gruppi, difficilmente da soli (noi mai!), andavamo per boschi conoscendone ogni pianta, sasso e sentiero.

Era evidente che, 50 anni fa circa, l’ om dal bosch era usato in funzione deterrente per dei monelli che scorrazzavano per le campagne e i boschi senza alcun problema…..creando apprensione nei nostri genitori…..

La storia dell’uomo del bosco o dell’uomo selvatico esisteva dappertutto: dalle Alpi agli Appennini alle zone collinari….e veniva, solitamente descritto come irsuto, muscoloso e robusto e con un aspetto un po’ pauroso…

Ma non ci incuteva terrore come avrebbero voluto i nostri genitori anche perché i nostri fratelli maggiori ci dicevano..” non credeteci…sono balle….perché non vogliono che andiate nel bosco e basta”…

Forse, anzi certamente, vi erano state epoche precedenti per cui andar per boschi poteva voler dire incontrare malintenzionati….di tutti i tipi e, di conseguenza, si ” metteva paura ” a ragazzi, giovanetti, donne affinché non si avventurassero nella selva “oscura”…..affinché stessero in guardia.

D’altronde nei secoli scorsi vi erano stati accadimenti gravi (anche delitti), nelle zone più rurali…più impervie, più oscure che avevano lasciato una traccia indelebile nei sentimenti popolari: la paura!

Tanti erano, nei paesi e nelle valli, i  racconti di “cronaca nera” tramandati di padre in figlio, tanti erano i fatti delittuosi documentati …molti dei quali restati impuniti …che alimentavano paure…….

Poi, si sa, da un dito ne esce un braccio…e nel riportare certi episodi  era facile  ” insaporire ” il racconto…

Ai nostri tempi, quando eravamo piccoli, si usava questo ” spauracchio” per evitare di non saperci ” a portata di mano”, al semplice richiamo urlato di mamma o papà….

Il babau, quindi, è sempre esistito tanto si identificasse con ” l’om dal bosch”,  con ” l’om sarvadag”, con i folletti, con la ” stria”….o direttamente con il diavolo…..e sempre esisterà!


VALTOLLA: newsletter dell’associazione ” amici dell’antica chiesa di sant’andrea”

La vivace associazione ” custode” della vecchia chiesa di Sant’Andrea di Castelletto ha pubblicato una newsletter di ben 15 pagine.

Una maniera originale di formulare gli auguri di buon Natale e buon anno 2010 ai numerosissimi sostenitori sparsi nel mondo…nel mondo!

Sono riportate le cariche sociali, le iniziative svolte, le pubblicazioni, le collaborazioni importanti……la storia di quest’associazione nata per ridare lustro ad uno dei pochi esempi rimasti di chiesa rurale antica nella valtolla.

Vi trovano spazio le iniziative promosse dalla rivista ” quaderni della valtolla”…sono ricordate le preziose collaborazioni storiografiche del compianto Angelo Carzaniga….e poi progetti…progetti…progetti!

Un grande plauso al presidente/coordinatore Arturo Croci.

cultura alla vecchia chiesa ( archivio photo associazione)

La diga e il lago di Mignano (1)

Quest’anno Vernasca e Lugagnano  hanno celebrato il 75° anniversario dell’ inaugurazione della diga di Mignano.

La sua costruzione iniziata appena dopo la prima guerra mondiale si trascinò, con alterne vicende, fino al 1926 quando riprese con l’assegnazione all’impresa Lodigiani (piacentino) che la portò a termine e dopo qualche anno regalò ai figli un ” atlante fotografico” contenente oltre 50 foto tra le quali 8 sono dedicate alla nostra diga.

impianti lavatura e confezionamento del cemento

L’ atlante realizzato in stile futurista rilegato con una copertina bleu carta zucchero reca impresso, in bella evidenza, la scritta ” impresa dott.ing. Vincenzo Lodigiani” e fu editato nell’Ottobre 1937 ottenendo il visto per la diffusione dalla regia questura di Genova.

il macchinario dell’ ing. Lodigiani in azione

” ai miei figli carissmi……..ma più ancora sarò pago se, nel nostro mestiere, saprete comprendere  e condividere le fatiche e le pene di tutti i collaboratori, ai quali dovete accordare le meritate soddisfazioni e tenere alto il morale con vero senso di umana fratellanza…”

grandi lavori sul muro

Quindi un opera piacentina fortemente voluta dagli agricoltori della valdarda che ora è in fase di ristrutturazione e che rappresenta un vero patrimonio della collettività intera…..un tributo della povera e generosa valtolla allo sviluppo e al progresso della comunità piacentina.

Il recente numero ( dicembre 2009) dei ” quaderni della valtolla” contiene un lungo excursus storico sulla realizzazione della diga che merita una lettura poichè vi aiuterà a comprendere meglio le ragioni che hanno portato a tanto.

 lago di mignano con veduta sulla valle

PILLOLE DI VALTOLLA (1): alla ricerca dell’ abbazia perduta

” la vicenda dell’ abbazia benedettina si san salvatore di tolla è nota: fondata nel settimo secolo sotto il patrocinio di un re longobardo di incerta identificazione, per circa un millennio con alterne fortune esercitò giurisdizione temporale e spirituale sull’alta valle dell’Arda, amministrò notevoli proprietà terriere ed eresse chiese, priorati e ospedali nell’episcopato di Piacenza e in quelli circostanti………..

tracce della valtolla antica

oggi dell’abbazia non rimane materialmente nulla, nemmeno una pietra della quale si possa dire con certezza che appartenesse all’antico monastero…….in primo luogo, dove cercare?……..il luogo in cui sorgeva l’abbazia, però è descritto con precisione nell’estimo rurale 1557 del comune di Monastero….. “

ripreso da un articolo contenuto nel numero presentato lo scorso 6 novembre 2009 a Lugagnano scritto da Angelo Carzaniga.

Dunque dalla decadenza dell’impero romano (circa 476 d.c.) per qualche centinaia di anni la zona restò ai margini.

Ai margini perchè impervia, perchè  era un territorio che non suscitava particolari appetiti……perchè la sua ” capitale ” era decaduta già in epoca imperiale?……La costruzione dell’abbazia è quindi un momento di ” rilancio”….?

Nella rivista ” quaderni della valtolla ”  troverete un ampio resoconto storico e qualche risposta a questi quesiti….soprattutto all’ ultimo.


SCOPERTO UN LUOGO IN VALTOLLA dove si praticavano…..

Scoperto un luogo in valtolla dove si praticavano riti magici…spuntano graffiti, affiorano rocce.

In una zona dimenticata…nascosta……

Certamante sapevamo che i Celti Ligures, abitatori per secoli della valtolla, fondatori di Veleja, presenti nella vasta e impervia media e alta valdarda…nelle valli del Nure  e del Trebbia erano arrivati molto prima dei romani.

Sapevamo che sul Monte Lama vi erano ” tracce” di questi nostri avi.

Sapevamo che praticavano riti magici…le loro cerimonie misteriose legate agli elementi..al vento….alla montagna, alle grandi piante di faggio, di rovere…

giove ligure...

Ci piacerebbe sapere di più sul bosco sacro di Lugagnano, sulla vita dei ligures prima che i romani li annichilissero, li amalgamassero.

Ci piacerebbe sapere se vi sono altre tracce dei ligures, perchè sicuramente vi sono, in altre zone della valtolla.

Ci piacerebbe che fosse allestito un grande museo di storia interdisciplinare locale….sappiamo anche che i puristi storcerebbero il naso…ma Noi siamo per la totale divulgazione e fruizione da parte di tutti!

Ci piacerebbe che, in un qualche luogo della valtolla, fosse allestito un museo con ritrovamenti del periodo celtico-ligure, romano, alto medioevale, ancora più antico…antichissimo….accanto al moderno dal 1400 ai primi del 900.

Sogno? ...forse…ma sognare mantiene vivi…..e poi….non si sa mai!

Per questo seguiamo le notizie e le iniziative dei ricercatori e dei volontari che operano nella ricerca storica locale.

Per questo ci siamo molto entusiasmati quando hanno annunciato il ritrovamento del delfino fossile.

Sappiamo che questa ricerca storico/ archeologica/ geologica richiede fondi, pazienza, metodo, esperienza….passione.

Sappiamo che la scoperta delle radici è materia affascinante e che …dopo…deve essere oggetto di divulgazione e fruizione.

Ma in valtolla …si può!

 

 

QUADERNI DELLA VALTOLLA

articolo per la federazione dei blog ” valtolla/valdarda” made in wordpress.com

HELLO!... FRIENDS OF VALTOLLA!

VENERDI’ 6 NOVEMBRE  alle ore 20,45 a Lugagnano val d’Arda presso il teatro comunale ( scuole medie) via Madonna del Piano, 5 presentano il numero XI della rivista ” QUADERNI DELLA VALTOLLA “.

Sarà presente la redazione al completo guidata dal responsabile Fausto Ferrari.

Da oltre 10 anni un punto di riferimento culturale della valtolla e della valdarda, la rivista, è importante perchè ” divulga” la nostra storia affinché l’uomo non dimentichi le sue radici, le vicende del passato sono esposte in maniera scientifica con taglio molto divulgativo e quindi ” facile”.

Indimenticabile il suo animatore dott. Carzaniga scomparso da poco…grande studioso e divulgatore delle vicende delle nostre terre.

LA  RIVISTA E’ UN EVENTO CULTURALE IN SE’ E LA PRESENTAZIONE PUBBLICA, CHE SI RIPETE  OGNI ANNO, RAPPRESENTA UN SECONDO EVENTO…..IL MOMENTO DIVULGATIVO.