COMUNI E COMUNITA’ IN VALDARDA/VALTOLLA

Un tempo c’era un’ unica comunità montana, con sede a Bobbio,  poi si sono fatte in tre: Nure-Arda, Appennino Piacentino e Valdtidone.

Ora sono nuovamente due piccole e “sofferenti” comunità: Quella che raccoglie i territori Nure-Arda e quella dei territori Valtrebbia/Valdaveto.

Ovviamente, da diversi anni, sono in corso dibattiti relativi alla riforma di questi Enti di secondo grado per cui c’è chi propone le elezioni dirette degli amministratori, chi propone l’abolizione tout court, chi vorrebbe limitarne i territori ( in valtolla sarebbero esclusi Lugagnano e Vernasca),  chi vorrebbe lasciare tutto così con sola individuazione di competenze precise e limitate.

Sta di fatto che ci “stiamo scordando” delle Comunità montane!…Qualche maligno dirà: poco male!….Ma…..

Passate le elezioni regionali si dovrà pur riparlarne.

Per quanto ci riguarda crediamo che si debba partire dalla testa del problema, dalla realtà delle cose.

Il  “nodo da sciogliere” sta nell’ individuazione delle  misure atte a incoraggiarne processi comunali associativi ( qui contano le Regioni e le Provincie).

Temiamo che senza affrontare questi aspetti politici nessun processo di  vero “fiscalismo locale”,  …quello che piace tanto….. alla lega,  avrà vero successo.

La partita è difficile perché occorrerà stabilire i parametri per le risorse da “lasciare” al territorio….e il punto critico sarà rappresentato dai piccoli comuni…da qui la necessità di unirsi.

D’altra parte i comuni sono la più antica struttura istituzionale italiana, il cardine principale dello stato….l’istituzione più riconosciuta dai cittadini che nessuno pensa di abolire…semmai di ammodernare, snellire, razionalizzare.

I Comuni piccoli ( non seconodi icriteri Istat bensì secondo un nostro modo di ragionare sono quelli fino a 8.000 abitanti) rappresentano la spina dorsale del paese; nella nostra provincia sono  3 i comuni che sono sopra gli 8.000 abitanti ( escluso Piacenza); questo fa ben capire cosa vuol dire lavorare per creare “supercomuni”. 

A noi interessa sottolineare che il vero disagio, in questa situazione, la vivono i piccoli comuni di collina e montagna…con tanto disagio insediativo in primis che è destinato a crescere sempre più.

Gli squilibri economici, sociali, infrastrutturali, di servizi collettivi ed alle persone, tra le aree montane e quelle pianeggianti, non saranno superati fino a quando il “governo” del territorio non sarà collocato in una dimensione precisa con risorse e quant’altro.

Di conseguenza l’insufficienza dimensionale dei Comuni va affrontata con decisione e con assoluta ( brutta parola per i politici) chiarezza!

Basta con Enti e sovrastrutture che non servono a nulla, basta con i soliti “contentini” e la “solita confusione” per cui si pensa di risolvere tutto sballottando i cittadini da un capo all’altro del territorio come fossero pacchi.

Non vorremmo cascare dalla padella alla brace per cui, solo per fare esempi,  l’anagrafe è a Lugagnano, i tributi a Morfasso, lo stato civile a Vernasca  …..non vorremmo che il  cittadino diventasse un “girovago dei monti”.

Federalismo fiscale e qualità della vita, virtuosità ed efficienza….. partiamo da qui!

Intanto non dimentichiamo che la vita e le attività di servizio devono continuare! Le strade, il grave dissesto del territorio, i servizi essenziali, la tutela dell’ambiente devono continuare a vederci vigili…..Teniamo sotto osservazione democratica i nostri amministratori!

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