Valtolla: il postino suona sempre due volte, ma il ministro…

Valdarda…

VALTOLLA: IL POSTINO SUONA SEMPRE DUE VOLTE, MA IL MINISTRO…NON PASSA MAI!!!

Il ministro, il sottosegretario, il direttore generale, il consigliere regionale, il più bello e più forte se viene a Piacenza dove va?

Ma naturalmente a pontificare in alta Valtrebbia!

E ovviamente ci va in gran segreto, va dagli amici (si dice “in forma privata” o in “sopralluogo informale”…), ascolta, promette e “Libertà” riporta grandi frasi, quasi fossero aforismi: “I postini, nei piccoli comuni di montagna, svolgono un’importantisima funzione sociale riconosciuta anche dal ministro Graziano Delrio nel corso di un sopralluogo informale avvenuto ieri in alta Valtrebbia…”. Non posso credere, vorrei sperare, che il signor ministro non abbia pronunciato una simile amenità.

Forse che non sono altrettanto importanti, dal punto di vista sociale, i postini in campagna o in una periferia collinare?

Ma certo che in montagna è tutto importante, postini compresi! Ma lo sono anche il medico che non c’è, la scuola che rischia di chiudere, l’ambiente da salvaguardare, le strade da mantenere  agibili, internet, il telefono cellulare (altro che banda larga, qui in Valdarda non va neppure il telefonino!), ecc…ecc…

In ogni caso le buone “intenzioni” dei politici, di quelli che …, per la Valtrebbia ci piacciono e la gente di quella valle merita tanta attenzione e, speriamo, tante realizzazioni concrete compresa una vera modernizzazione della statale 45 oltre Bobbio.

In Valdarda, il ministro, vorremmo invitarlo  a pronunciarsi sulla presenza di “un’industria insalubre di prima categoria” nel cuore della montagna, della valle che forse è problema ben più grave, per noi, che non disquisire sull’importanza dei postini…che sono utilissimi ma già lo abbiamo detto. Poi, se lo desidera, parleremmo anche di postini, di cinghiali, di selvaggina, di amicizia tra i popoli  e di quello che è utile ma… prima di tutto vorremmo parlare del carbonext e di strade che in Valdarda sono proprio le peggiori possibili.

Se decidesse di percorrere la Valdarda, signor ministro, guardi bene le strade dove transiterà e non dimentichi di passare un paio di volte dinnanzi al cementificio; e lo osservi bene anche dalla piazza di Vernasca e dalla strada di Costa d’asino.

E si faccia accompagnare dagli amministratori locali che ben conoscono i nostri problemi…e non solo dagli amici.

Signor ministro, sottosegretari piacentini, senatori e onorevoli deputati della Repubblica piacentini, consiglieri regionali locali (in primis di maggioranza, ma non solo…) sono molto contento dell’attenzione che dedicate alla magnifica Valtrebbia che, per inciso, ha tanti problemi da risolvere…

Riconosco il merito dei politici locali della Valtrebbia che sanno “muoversi” bene catturando la vostra attenzione…riuscissero anche i  sindaci e i politici eletti  valdardesi!

Ma forse questa nostra Valdarda è scomoda per i politici e per la Regione?

Si forse qui ci sono troppe cose “scomode”…ma non i nostri voti che chiedete puntuali a ogni campagna elettorale per poi “sparite” fino alla prossima.

Uno strano SMS ” sarete mica scemi…”

il grande bosco della valtolla...
il grande bosco della valtolla…

ANTEFATTO

Quest’estate trascorsa l’abbiamo osservato per bene. Salvo rare eccezioni il sole non si è fatto vedere granché, e spesso per tutto il giorno, mandandoci vagonate di nuvole, cieli grigiastri e serate freddine. Questo non accadeva solo quando eravamo nel Salento, a fine giugno. Nel ritorno, già a Pesaro, acqua a volontà.

Qui in alta collina e montagna, nel piacentino, era così: mattinata prima freschetta, poi un po’ meglio fino alle cinque, tra passaggi nuvolosi e lievi brezze e giù fresco per la sera.

A dire il vero capitava che nel tardi nel pomeriggio, diciamo verso le sei, meglio sei e mezza, finalmente il sole faceva capolino, si faceva vedere ma niente di sconvolgente, niente da sudarci sette magliette. Ci propinava giusto un bacio,  un bacio e poi spariva dietro  a quella montagna con tramonti a volte anche molto belli, rossastri e sempre affascinanti.

In pratica una strana estate con il sole che ha giocato molto, moltissimo a nascondino, che andava in giro a riscaldare l’intera Europa ma che da noi arrivava di fretta e presto se ne andava.

E noi sempre lì che spiavamo le sue mosse, consultavamo trombe, lunari e almanacchi, meteo.it, meteo rai e cose del genere; noi lo attendavamo e ci preoccupavamo  per questo e quello: poveri operatori del turismo…,  ma come farà a maturare l’uva e che vino berremo…,  e adesscome faranno gli organizzatori della festa della ghianda fritta…e via di questo passo.

A DOMANDA RISPONDE

“Fratello sole tornerai a riscaldare le nostre estati? Ci potresti avvisare in caso contrario?”

In tempi moderni, di massima diffusione di certe tecnologie comunicative, potremmo accontentarci anche di un SMS, costa poco e fa bene il suo servizio.

Ma una risposta l’ha inviata proprio ora! Ecco il suo SMS: “sarete mica così scemi da esservi preoccupati per una sola estate?”.

Morto un prete se ne fa un altro?

DON GIOVANNELLI img_20140801_223723Pare che il vecchio detto ” morto un prete se ne fa un altro” in valtolla non sia più attuale. A legger la stampa locale, che non oseremmo mai contraddire, pare proprio che le cose stiano così e che il nostro Vescovo abbia deciso di non sostituire nessun prete che muore da queste parti.

Andiamo con ordine… Continua a leggere “Morto un prete se ne fa un altro?”

Quando per gioco impastavamo la mota…

chiochi di una volta (dal web)
chiochi di una volta (dal web)

Se ritornassimo agli anni 50-60 del secolo scorso rivedremmo i bambini appartenenti a famiglie agiate giocare con i bellissimi soldatini di piombo, con un cavallo a dondolo, con una bambola di ceramica o di panno fine con vestiti bellissimi, con un fiammante triciclo rosso.  I ragazzetti di campagna e della montagna non avevano tempo da dedicare al gioco. I nostri genitori neppure avevano la possibilità di permettersi di acquistarli e così ci affidavano compiti che spesso sapevamo trasformare in divertimento. Si trattava in tanti casi di compiti gratificanti, rapportati alla nostra età: allevare pulcini, levare le uova dal pollaio, portare da mangiare e da bere ai lavoranti ai mietitori, agli “sfalciatori”, ai raccoglitori di pomodori  o uva…Dovevamo badare alla pecora, ai tacchini o alle oche con la bacchetta, stare attenti che nel cortile non comparissero “forestieri”(fare la guardia, un compito particolarmente gradito ai maschietti). Continua a leggere “Quando per gioco impastavamo la mota…”

Il nostro Vescovo Gianni oggi era con noi, in Valtolla!

Il vescovo ambrosio a castelletto in valtolla (clic per ingrandire)

Giovanni “Gianni” Ambrosio, vescovo dal 2007 della diocesi di Piacenza e Bobbio, studioso di scienze sociali, prelato d’onore di Sua Santità Benedetto XVI°, stamani era in valtolla.

Nella chiesa di Castelletto lo hanno accolto anche i parrocchiani della vicina Vezzolacca.

Per l’occasione, presente anche il Sindaco del comune (Vernasca), è stato ringraziato don Giancarlo Plessi che per tanti anni è stato il parroco di Continua a leggere “Il nostro Vescovo Gianni oggi era con noi, in Valtolla!”

Montagna: quanto sei vecchia….e disabitata!

abbandono

Un Appennino vecchio e disabitato…(report Provincia di Piacenza con dati che si riferiscono al 1 gennaio 2011). Questa è la sintesi estrema di quanto andremo a dire con questo articolo.

Se nel 1987 nelle Valli Nure e Arda abitavano 100 persone ora sono scese a 78 (in 25 anni ben oltre il 22% in meno)  e la discesa continua. Continua a leggere “Montagna: quanto sei vecchia….e disabitata!”

Statistiche di valtolla’s blog

piccoli blog crescono…

Siamo rimasti molto sorpresi dal rapporto che ha stilato  la piattaforma wordpress relativa al nostro piccolo blog locale.

La sorpresa è doppia dopo che abbiamo letto quali sono i termini usati dai nostri lettori per scovarci nel web!

Usatissimi, lo immaginavamo, valtolla e  vezzolacca in varie versioni, come anche parco provinciale, castagno, diga di mignano, Vernasca, Veleia, Morfasso, Lugagnano, valchiavenna.

Ma le altre sorprese (oltre al citato Gesù) sono Renzo Rapacioli, Gipi dei malvisi; dottor mozzi…… e limoni (sorpresa delle sorprese che si colloca nel terzo gruppo!).

In ogni caso, rammentando che i vostri commenti sono molto graditi, un grande grazie a tutti.

 Ve li mostriamo in ordine di importanza  segnalando ancora, per esempio, che in qualche occasione abbiamo parlato di Gesù e, questo termine, diventa il secondo blocco dei più usati (per accedere alla statistica clicca qui!)

Dieci colpi di zappa

un vecchio contadino osserva la valtolla.....(clic per ingrandire)

Dieci colpi di zappa in montagna e collina rendono come un solo colpo in pianura.

Ecco perché in passato (e in parte ancora oggi) gli uomini abbandonano l’Appennino.

Spesso abbiamo parlato di “spopolamento” ma in realtà sarebbe  corretto parlare di abbandono perché nulla ha sostituito le aziende agrarie chiuse, le attività artigianali perse, le osterie chiuse……

Il fenomeno era già molto evidente nel 1940 appena prima dello scoppio della seconda guerra mondiale e si andò acuendo nella metà degli anni 50 in pieno periodo post bellico.

La vita del coltivatore diretto era povera e quella del mezzadro poverissima, ma il piccolo proprietario coltivatore  cercò di resistere fin che poté…..spesso fino alla fine dei suoi giorni.

Dieci colpi di zappa nel campo delle patate in montagna rendono come un solo colpo nella vigna di Castell’Arquato ma……

Dieci colpi di falce in montagna rendono  come un solo passaggio a Lusurasco ma…..

Il ma è cugino dei se e con questi non si è andati oltre alla rassegnazione e all’abbandono!

Voler fare dell’agricoltura e della zootecnia in montagna, come si faceva, faticosamente, in pianura, ha portato al disastro di una delle poche attività possibili sui monti insieme alla selvicoltura.

Quando era il momento servivano “modelli diversi” che nessuno ha voluto introdurre per svogliatezza, inettitudine e “furbizia politica” e così tutti appassionatamente si son diretti verso la città, verso il nord Europa e l’America…dove occorreva manodopera dei buoni “montanari italiani”.

Nessuno aveva voluto comprendere, al tempo,  che la grande varietà qualitativa dei nostri prodotti alimentari dipendeva in buona parte dall’inizio della filiera: l’agricoltura.

Nessuno, per esempio, aveva compreso che preservando le antiche razze autoctone italiche (dove anche l’Appennino avrebbe potuto svolgere un ruolo importante) avremmo salvaguardato il made in Italy ….. e ora che ci stiamo tentando facciamo una fatica cane!

Ma oggi non si può tornare indietro, abbiamo buttato l’acqua sporca con il bambino…..

Servono nuovi modelli di sviluppo per evitare che ritorni l’epoca dei dieci colpi di zappa.

Lugagnano val d’Arda: giovani consultati…

Pochi giorni fa “Libertà” riferiva che «…..la consulta giovanile, voluta dall’amministrazione comunale di Lugagnano è formalmente costituita e la sua attività prenderà avvio stasera, giovedì (n.d.r.: 1° marzo 2012). A tale scopo, infatti, i 434 giovani residenti nel territorio del comune e tutti con un’età compresa fra 15 e 25 anni hanno ricevuto precisa informazione da parte del sindaco Jonathan Papamarenghi con un caloroso invito a partecipare a tutte le sedute, con particolare riguardo a quelle iniziali…….Sostiene il primo cittadino che non si tratterà di un semplice “consiglio aperto ai giovani”, ma … di un modo tangibile per entrare in contatto diretto con le esigenze e l’impegno creativo dello stesso mondo giovanile…. Una politica nella quale non saranno gli amministratori a parlare ai giovani, ma saranno soprattutto gli stessi giovani a parlare con gli amministratori per un confronto su questioni di attualità, di concretezze e di interesse reciproco. Due sono gli incontri già programmati …..e i primi argomenti riguarderanno il bus della notte, lo spazio giovani on-line, i giovani e l’ambiente e anche borse di studio universitarie…

Non importa sapere se vi sarà tanta partecipazione (cosa che auspichiamo) bensì far notare che si tratta di ottima iniziativa. Coinvolgere i giovani è molto importante e se questo avviene in un piccolo comune ai piedi della montagna lo è il doppio. Un plauso al Sindaco! Un plauso ai suoi giovani collaboratori Cristian Sileo e Emanuele Zilocchi. Ci auguriamo che non si desista in questa bell’iniziativa alle prime eventuali difficoltà! Sicuramente  importante concentrarsi sulla “qualità della vita” della gioventù perché l’ambiente, il lavoro rispettoso dell’ambiente e la possibilità di poter trascorrere tempo libero usufruendo di servizi locali  rappresentano il cardine per il futuro della vallata.

Borla: segnali di distensione….

immagini da borla

Nascerà un centro culturale e ricreativo nell’ex canonica di Borla di Vernasca. Piccolo ma vicace paesino della zona del parco dello Stirone, poco distante da Vigoleno, con una proloco formata da tantissimi ragazzi. Durante la seconda guerra mondiale le sue donne si opposero ai fascisti intenti a prelevare le campane della chiesa per fabbricare armi da guerra.
Poco tempo fa attriti tra comune e parrocchia e ora alleanza! Una convenzione (l’atto di pace?) firmata da don Giancarlo Plessi, parroco di Vernasca, e il sindaco Gianluigi Molinari permetterà il restauro della canonica di Borla per un importo di circa 240.000 €. La parrocchia di Santa Croce di Borla impiegherà  35mila euro,  52mila euro saranno messi dal Comune e la Regione Emilia ben 152.000. Continua a leggere “Borla: segnali di distensione….”

Castelletto ha un nuovo parroco…

la chiesa di Castelletto (clic per ingrandire la foto)

Da poche settimane parroco di Castelletto, frazione di Vernasca nel versante Valdarda, è don Giancarlo Plessi che regge anche (tra l’altro) Vezzolacca ….poco distante.

La piccola frazione si incontra sulla strada provinciale di collegamento tra la fondovalle Lugagnano-Morfasso e l’altra di crinale  che da Vernasca raggiunge Bardi.

Paese fortemente interessato dal fenomeno migratorio verso le città della pianura nostrana, Londra, gli Stati Uniti ecc… come molti altri Paesi della zona.

Nel solo comune di Vernasca si è passati dai 6700 abitanti del 1936 ai 3500 registrati nel 1971….in 35 anni popolazione dimezzata.

Ora la maggior parte della popolazione residente del piccolo borgo è “matura”, non mancano famiglie giovani ma la comunità si “ricongiunge” sopratutto in estate con le visite parentali provenienti dai luoghi di destinazione dell’emigrazione…. Continua a leggere “Castelletto ha un nuovo parroco…”

Valtolla e Valdarda: quando era senza ponti…

Oratorio longobardo di Mignano

Siamo abituati a pensare che per “oltrepassare” un fiume o un più semplicemente un corso d’acqua occorrano i ponti.

In effetti da parecchie generazioni è questo che succede!

Leggendo i bellissimi articoli di Angelo Carzaniga sui “quaderni della valtolla” deduciamo, invece, che a Morfasso, a Lugagnano, a Vernasca e a Castell’Arquato….nel 1500-1550  non esisteva un solo ponte. Nessun ponte per oltrepassare l’Arda, nessuno per il Lubiana, nessuno per il Chiavenna, nessuno per nulla!

Carzaniga afferma “ …..Semplicemente non ce n’era bisogno: l’Arda si poteva benissimo passare a guado, e in caso di piena bastava aspettare qualche giorno…perché il fiume si cito crescit et cito decrescit,  cresce in fretta ma altrettanto in fretta decresce….”.

L’assenza di ponti nella vallata  è testimoniata da parecchi altri documenti riportati in “quaderni della valtolla” in maniera ottimale.

Adattando Carzaniga…“….Il 16 novembre 1547, sulla riva dell’Arda presso il mulino dei Niccoli di Vezzolacca, viene redatta una testimonianza da un notaio richiesto da tal Giovanni della Croce figlio di Filippo, pure abitante a Vezzolacca, che aveva ricevuto un precetto a comparire quel giorno davanti al Magnifico Signor Commissario della Valle nella torre del Monastero (n.d.r.: il monastero dei monaci “antichi”), dove si amministrava la giustizia ogni mercoledì, per addurre le proprie difese ed opposizioni ad  una imputazione che gli era stata fatta e per la quale era stato messo sotto inchiesta. Partito da Vezzolacca per tempo per non rischiare di essere giudicato in contumacia, quando giunse al fiume si trovò nell’impossibilità di attraversarlo per la piena tumultuosa che in quel giorno interessava l’Arda.

Non gli rimase che tornare al paese a chiamare il notaio, che fortunatamente a Vezzolacca abitava, e quattro testimoni, Andriotto Vidalpa fu Jacopo, Bernardo Buratti fu Manfredino, Alberto Forani di Paolo e Jacopino Casani di Andrea…..”

NOTA DEL BLOG

L’articolo di Angelo Carzaniga “dazi, dazieri e strade della valle di tolla”, avvincente quanto racconta episodi di cronaca nera, bellissimo nell’exursuss della storia, fantastico nella sua introduzione,  sarà presto pubblicato per intero sul blog ” quaderni della valtolla ” a partire da domenica 4 marzo.

Rustigazzo: la bontà piace in valtolla e valdarda!

Il premio della bontà di Rustigazzo di Lugagnano v.a. anche quest’anno si è concluso nel migliore dei modi.

Medici senza frontiere, meritoria ong internazionale, è stata premiata. Anche le menzioni speciali sono state ben assegnate!

Un piccolo paese, in alta collina, poco distante da Veleia e da Castell’Arquato, praticamente nel parco del monte Moria e in pieno Piacenziano….in Valchero riesce a canalizzare l’attenzione nazionale nel giorno della Epifania per il suo ottimo premio che ricorda i “buoni”, coloro che con abnegazione e altruismo aiutano gli altri, il prossimo.

Sono  tanti anni che il premio si svolge e quest’edizione, baciata da un tempo ottimo e ventoso che ha regalato scorci si Italia dalla valdarda alle prealpi, ci è piaciuto molto.

[foto riprese da “piacenzasera” online]

 

Premio bontà: ai medici senza frontiere…

Quest’anno il premio della bontà di Rustigazzo va ai medici senza frontiere. Sicuramente una scelta molto condivisibile!

Il premio nato e sviluppatosi nella piccola frazione lugagnanese ogni anno (il giorno dell’epifania, il 6 gennaio alle ore 15 in chiesa a Rustigazzo), attraverso una semplice ma toccante cerimonia, premia una personalità fisica o giuridica che si è distintà in opere di bene, assistenza a che soffre, aiuto a chi ha bisogno.

Medici senza frontiere sono conosciutissimi! Nel 2010 hanno curato 300.000 bambini malnutriti, vaccinato 4,5 milioni di bambini contro il morbillo, aiutato 150.000 donne a partorire…ecc..

Oltre l’85% del ricavato da donazioni private e di aziende viene impiegato per aiutare direttamente le persone e sostenere i progetti sanitari (sul suo sito si può donare anche un solo €…un caffè per noi, un buon pasto caldo per una famiglia povera nel terzo mondo…)….

BREVE SCHEDA DI MSF (medecins sans frontieres)

Medici Senza Frontiere è la più grande organizzazione medico-umanitaria indipendente al mondo creata da medici e giornalisti in Francia nel 1971.

Oggi MSF fornisce soccorso umanitario in più di 60 paesi a popolazioni la cui sopravvivenza è minacciata da violenze o catastrofi dovute principalmente a guerre, epidemie, malnutrizione, esclusione dall’assistenza sanitaria o catastrofi naturali. MSF fornisce assistenza indipendente e imparziale a coloro che si trovano in condizioni di maggiore bisogno. MSF si riserva il diritto di denunciare all’opinione pubblica le crisi dimenticate, di contrastare inadeguatezze o abusi nel sistema degli aiuti e di sostenere pubblicamente una migliore qualità delle cure e dei protocolli medici. Nel 1999 MSF ha ricevuto il premio Nobel per la Pace

Menzioni speciali anche per  Mauro Prati Capo reparto dei VVFF di Piacenza, per l’imprenditore lugagnanese Zaggi, prematuramente scomparso, l’Associazione“Fiorenzuola oltre i confini”

e per Renato Trapani Ispettore capo della polizia della Questura di Piacenza

( per il programma del premio bontà clicca qui! )

Auguri ai cittadini della valtolla e ai loro sindaci….

valtolla MMXI

Da Croci a Papamarenghi, passando per Molinari (tanto per restare nella valtolla “tradizionale”) le voci non sono discordanti: anno 2011 duro e difficile, 2012 idem!

Realisti e pragmatici i nostri amministratori che tra patti di stabilità, minori trasferimenti dello Stato ai comuni  e imprevedibilità della di crisi europea (pesantissima!) lanciano un messaggio augurale, tutto sommato, speranzoso che suona pressapoco così «….manterremo il livello dei servizi attuali (credeteci! E’ già molto.), cercheremo di portare a termine le opere “sociali” iniziate: case di riposo, frane, ostelli, centri giovanili, servizi territoriali ASL….».

Come non comprendere? Come non essere solidali con loro che pur eletti e carichi di responsabilità non hanno risorse disponibili nemmeno (quasi) per l’ordinaria amministrazione?

Allora oltre agli auguri reciproci in cosa possiamo confidare? Di non arretrare ulteriormente! Di non assistere a ulteriori degradi ambientali e sociali! Di poter assistere a eventi ricreativi e culturali che almeno possano mitigare la crisi.

Come sta succedendo in Europa, dove senza la necessaria unità d’azione dei Paesi membri non si uscirà facilmente dalla crisi, anche da queste parti senza la necessaria unità d’intenti e d’azione non si andrà molto distanti….(vale anche per gli amici arquatesi!).

I progetti “giovanili”, quelli culturali….e altri ancora possibili utilizzando i finanziamenti CEE se saranno “spesi” bene potranno creare basi per future attività altrimenti …….campa cavallo.

Poi c’è tutto il capitolo dell’associazionismo che, per noi, non è perlustrato a sufficienza dalle amministrazioni e una maggiore attenzione da riservare all’agricoltura ( su quest’ultimo punto pubblicheremo un apposito post).

I migliori auguri per un sereno 2012 cari amministratori e concittadini tutti!