tagliata al dopolavoro

Giunti nell’antica “ Lavernasca” [vernasca] il  16 Febbraio,  abbiamo pensato bene di inforcare quella strada che, dopo il municipio, sale intorno al costone dove sorge l’antica pieve.

Pochi metri di salita e sulla sinistra ecco apparire il “dopolavoro”, l’osteria per eccellenza del paese, la trattoria dove ci rifugeremo in questa serata piovigginosa.

Il luogo che molti ricordano come uno dei migliori per consumare  merende a base di salumi e vino.

Vino della casa ottenuto dalla pigiatura delle uve che sapientemente l’Oste, il sig. Franzini, andava a scegliere nelle vigne, dai vignaiuoli della collina che unisce Castell’Arquato con Vigolo Marchese e la Valchiavanna o nelle coste più basse della Vallongina fino ai Paolini…

Sceglieva, mesceva, “mostava”, nella “tina” da mosto con i piedi nudi e assaggiava il nettare spremuto, rosso rubino oppure bianco miele, dolce…naturalmente dolce.

Poi interveniva la segreta arte, “il segreto”,  per fare buon vino dove contano la temperatura ambiente, la dolcezza del mosto, il boccato, il gusto personale e quello dei clienti, i travasi, i giorni di fermentazione …..in poche parole, come dicevamo, il segreto frutto di prove, sperimentazioni, mescite, scelte…!

torroncino al dopolavoro

Il salume era sempre buono, di fattura casalinga, di “concia” personale, di stagionatura  naturale dove il tempo e il clima avevano un loro ruolo.

Poi la chiusura per pensionamento dei titolari per un lungo periodo.

Mantenuto nei tratti essenziali, da poco tempo [ gennaio 2011] c’è un gestore nuovo e storico al tempo e, a questo punto,  il dopolavoro rischia di non deludervi mai!

Abbiamo trovato un vino rosso, un Gutturnio di Terzoni dei Paolini [ zona terme di Bacedasco], veramente buono e del salume piacentino come tutti vorrebbero mangiare!

Siamo passati direttamente ad una tagliata di carne cotta “ a point” con scagliette di grana, verdure grigliate e ……la sorpresa.

Semplice sorpresa: fagioli e cipolle condite con un filo di buon olio d’oliva e aceto di vino rosso.

Carne così buona accompagnata da verdure con un supporter impegnativo per appetiti …..impegnativi.

Un semplice torroncino, un dolce rassicurante con una strisciata di cioccolato e un caffè,  per finire.

Il dopolavoro non è cambiato, ha aggiunto la pizza, e noi lentamente ritorniamo verso la piazza piovosa godendoci ogni attimo della passeggiata, assaporando il senso del viaggio gastronomico intrapreso.

La patria piacentina del festival dei bascher non delude già dal primo tornante dopo il ponte di Lugagnano val d’Arda poi giunti quassù c’è il dopolavoro di Vernasca, all’ombra dell’antica pieve-capolavoro medioevale.

La trattoria “ al dopolavoro “  di Vernasca, via Sidoli,13 (piacenza) si raggiunge dalla via Emilia dopo 25 minuti di stradone di Genova  verso gli Appennini piacentini-direzione Vernasca- Bore- Bardi oppure, da Castell’Arquato,   salendo per la strada che era il tracciato seguito dalla mitica corsa automobilistica in salita “Castell’arquato-Vernasca” impiegando circa 20 minuti.

Specializzata in carne alla griglia, la trattoria ben arredata e spaziosa, riserva  salumi eccellenti, buoni vini locali e tante pizze a prezzi assolutamente normali.

 

 

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