Strade di montagna: manutenzione spondale o trappole?

MANUTENZIONE
foto di una manutenzione spondale (archivio web)

di Marco del lest

Caro Sergio, ti mando questo articolo inerente l’ennesima dimostrazione di incompetenza della nostra (ex) amministrazione provinciale.
Riguarda la val Nure, ma stai tranquillo che questo modo di lavorare verrà presto esportato anche in val Tolla….giusto per non farci mancare nulla.
Ti sembra giusto  proseguire con questo tipo di interventi di manutenzione delle siepi e dei bordi stradali?  Non sarebbe ora di smetterla con queste cose e di rimediare ai danni fatti?

Risponde Sergio Valtolla per il blog:  Caro Marco, hai ragione! Per fortuna non sempre é così ma…

Chi lo desidera legga l’esauriente articolo di Marco allegato (con tante foto) e tragga le sue conclusioni. Grazie e ciao. 

Fai clic sul link  sottoriportato.

 

ORDINARIA MANUTENZIONE O TRAPPOLE?

 

Ciao a tutti, sono il rio san Carlo di Bettola, ovvero come mi hanno deviato il corso…

bettola 2015di Marco del lest

RIO SAN CARLO DI BETTOLA considerazioni sulla umana superficialità….

Ciao a tutti!

Sono il Rio San Carlo, un piccolo anzi minuscolo torrentello e scorro su quelle terre che vuoi chiamate comune di Bettola, ma io con questi nomi recentissimi non ho ancora confidenza, dovete capirmi, mi sembra ieri quando ero un robusto torrente glaciale..

Nonostante le mie ridotte dimensioni ho il vanto di avere due nomi, Il primo toponimo locale è il già citato Rio San Carlo, il secondo è Rio Pozzuolo. Le mie sorgenti si trovano sulle pendici NO del monte Solio, a valle del gruppetto di case di Prato Maiano.

Scorrendo a valle raccolgo le acque di un altro torrentello, il rio dei pozzoli (la fantasia si spreca…) e poco più in basso accolgo un altro rio, tanto piccolo da non meritare neppure un nome sulle carte topografiche.

Nella mia naturale corsa a valle...(clicca qui per leggere l’intera storia)

Il valore del lavoro …un caso emblematico (in montagna)

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la strada fotografata nel novembre 2014

di Marco del lest

Nel mese di novembre 2014 avevo scritto alcune considerazioni sull’intervento di ripristino della strada che dal passo di S. Franca scende verso Groppallo, in comune di Farini e mi ponevo queste semplici domande:

Continua a leggere “Il valore del lavoro …un caso emblematico (in montagna)”

Dissesto e frane: non basta fare, occorre anche mantenere…

2015-03-marco del lest-dissesto...
foto 1-come si presentava l’intervento appena terminato …(2009)

Foto e testi di Marco del lest

Le foto che seguono sono molto eloquenti… si tratta di un piccola briglia in legno di castagno e pietra locale, posta a monte di un tombino stradale.

L’opera è stata costruita nell’estate 2009 nei pressi di Monte Chino di Gropparello ed è un semplice manufatto realizzato con tecniche di ingegneria naturalistica, in cui gli unici materiali di provenienza extracomunitaria (cioè provenienti da territori all’esterno delle Magnifiche Comunità della Val Riglio e della Val Nure) sono il tubo in plastica, i chiodi ed il filo di ferro zincato.

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foto 2- come si presenta ora lo stesso intervento della foto 1…

 

La briglia ha retto a tutti i fenomeni alluvionali degli ultimi anni ma rischia di non reggere al fenomeno più devastante in assoluto: l’incuria.

Infatti basta vedere le foto successive e si nota come la vegetazione spontanea stia colonizzando tutta l’opera.

Questo indubbiamente è il segnale più eloquente che dimostra il buon funzionamento della struttura, infatti se nascono le piante nella platea significa che questa non è soggetta ad erosione e di conseguenza il torrente non erode le scarpate della strada provinciale.

Ma lasciando sviluppare questa vegetazione a rapido accrescimento (salicone e pioppo tremolo) si avrà lo scalzamento delle pietre della platea e delle traverse in legno dovuto alla crescita delle radici e dei fusti ed il conseguente disfacimento della briglia.

Basterebbe solo un’ora di decespugliatore, qualche colpo di roncola ed un pizzico di buona volontà per scongiurare tutto questo.

Se poi vogliamo proprio strafare potremmo dare una pennellata di impregnante alla staccionata… ma senza esagerare… non vorremmo mai dare l’impressione di amare il nostro territorio presentandolo curato almeno nelle piccole cose…

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foto 3- ome si presentava…
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foto 4- come si presenta ora…
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foto 5-  come si presentava…
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foto 6-come si presenta ora…
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foto 7- come si presentava …
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foto 8- com’è ora…

 

 

 

 

 

 

 

 

In montagna il valore del lavoro non vale?

Senza titolo1di Marco del lest

In questi giorni è stato ultimato l’intervento di ripristino di un tratto di strada oggetto di cedimento per il solito movimento franoso purtroppo tanto frequente sui nostri monti. Si tratta della strada che dal passo di S. Franca scende verso Groppallo, in comune di Farini.

Io non sono un tecnico, ma da semplice utente di quella strada mi pongo alcune domande: Continua a leggere “In montagna il valore del lavoro non vale?”

Montagna: si è costituito un organismo professionale che…

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foto dal sito web dell’associazione imprese forestali piacentine

GLI IMPRENDITORI MONTANI DELLA FORESTAZIONE…

Tra le imprese boschive piacentine si è recentemente costituita l’Associazione delle Imprese Forestali Piacentine con sede in Ferriere. Si tratta di un organismo associativo che intende favorire, come recitano il loro statuto e atto costitutivo,  la valorizzazione sociale, economica, culturale, ambientale, ecologica e protettiva del patrimonio forestale e boschivo, di proprietà pubblica e privata. Soprattutto, tale organismo,  vuole rispondere al bisogno di operatori forestali professionali e di imprese forestali specializzate, che ancora non esistono in Emilia Romagna.

Il loro intento è quello di agire  correttamente nel settore dei tagli boschivi, per preservare il patrimonio forestale e l’economia montana al fine di assicurare il bene “bosco” anche alle future generazioni.

UN COMPITO GRAVOSO

Come ben si vede un compito gravoso e molto impegnativo, un atteggiamento professionale che in questi anni è mancato parecchio. Un atteggiamento che se portato avanti con coerenza potrebbe veramente consentire lo sviluppo di realtà economiche ed imprenditoriali nelle aree rurali/montane della nostra provincia. Se quest’associazione saprà agire  e far comprendere che il bosco è veramente un bene comune, che ora fare “il boscaiolo” non è più come farlo 50 anni fa, che il bosco è, come l’acqua, una risorsa a termine allora avrà compreso tutto. Sicuramente si rapporterà fortemente con il corpo forestale e anche per questo la notizia è molto positiva per cui non resta che augurare successo alla neonata associazione.

il logo della neonata associazione
il logo della neonata associazione

PER SAPERNE DI PIU’ CIRCA LA NEONATA ASSOCIAZIONE CLICCA QUI!

Sentieri e cavalli a motore sui nostri monti…

marco del lestdi Marco del lest

DI CHI SONO I SENTIERI?

Ci siamo mai chiesti di chi sono i sentieri che percorriamo nel corso di un escursione in montagna o durante una ricerca di funghi o semplicemente per sgranchirci le gambe?
Non mi riferisco alla proprietà del fondo su cui insiste il sentiero ed a tutta la normativa in merito, ma la domanda che mi pongo è: chi è l’utente a cui è destinato il sentiero? perché esiste quel determinato sentiero e perché qualcuno lo ha tracciato per primo? Continua a leggere “Sentieri e cavalli a motore sui nostri monti…”

Parco del Moria: a proposito di denunce…

A proposito di denunce al “Parco” delle quali facciamo cenno con un nostro post lo scorso 12 settembre (clicca qui per leggere) abbiamo ricevuto una breve considerazione di Marco dal lest che di seguito pubblichiamo (leggete attentamente!).

di Marco del lest

Visti gli ultimi interventi sono sempre più convinto che tutte le parti in causa si siano rese conto che la situazione sta assumendo una brutta piega e nessuno vuole rimanere con il cerino in mano… Continua a leggere “Parco del Moria: a proposito di denunce…”

Salviamo il monte Aserei …..da chi? (di Marco del lest)

Abbiamo ricevuto dall’amico Marco del lest un interessante e brillante articolo relativo alla questione delle “pale eoliche” in montagna che vi consigliamo di leggere attentamente…. (nello specifico riguarda la questione del monte aserei, uno dei più belli, tra valnure e valtrebbia)

Noi siamo d’accordo sulla ricostituzione delle malghe, dei pascoli in generale della realizzazione di agriturismi…. non ci scandalizzano affatto  gli impianti solari esistenti……ma le pale no, fanno schifo e in montagna  sono grattacieli dell’inciviltà come lo sono gli alti tralicci dell’enel… in certi ambienti.

CLICCA QUI PER SCARICARE IL PDF

Se la Liguria piange noi non stiamo certo meglio, c’è solo andata bene…per questa volta…(2-fine)

di Marco del lest

Perché il bosco non tagliato può costituire un problema idrogeologico?
Se osserviamo il territorio dell’Appennino Piacentino, sia collinare che montano, notiamo che si è persa più superficie boscata a causa di frane che non per l’azione diretta dell’uomo e personalmente ho visto aprirsi più frane in boschi vecchi ed abbandonati che in boschi tagliati recentemente; può sembrare un paradosso ma è un concetto ben noto agli addetti ai lavori.
Prendiamo ad esempio la zona collinare dove vi sono pendenze molto elevate su ridotte superfici, come ad esempio alcune scarpate stradali e su queste scarpate sono radicate piante di robinia, piantate a suo tempo proprio per consolidare la scarpata.
Queste piante non sono state tagliate per 30 o 40 anni ed ora, data la notevole fertilità e la luce data dal “taglio” della strada, hanno altezze notevoli, anche di 15 o 18 m e pesi considerevoli (una di queste robinie può arrivare tranquillamente a 40 Qli con la massa fogliare). Il loro apparato radicale però e poco sviluppato, data la concorrenza tra le piante e la pendenza del terreno. Quando una di queste robinie si sradica a causa dell’eccessivo peso o del carico di neve o del terreno indebolito da piogge eccessive, crea un effetto domino sulle piante circostanti e le relative ceppaie.
Si vengono così a creare improvvisi squarci nel terreno, dove le acque meteoriche si incanalano scalzando altre piante. Continua a leggere “Se la Liguria piange noi non stiamo certo meglio, c’è solo andata bene…per questa volta…(2-fine)”

Se la Liguria piange noi non stiamo certo meglio, c’è solo andata bene…per questa volta…(1)

bruzzi (clic per ingrandire)

di Marco del lest

I noti fatti alluvionali della Liguria e della Toscana non sono altro che l’incasso di una cambiale emessa da circa 40 anni. La cambiale che abbiamo scelleratamente firmato a scapito dei nostri figli si chiama “abbandono del territorio, abbandono della montagna, abbandono della dignità del lavoro manuale, abbandono della cultura contadina, abbandono della conoscenza storica”.
Lasciandoci abbindolare da promoter finanziari spregiudicati abbiamo investito in titoli tossici che si chiamano “ crescita continua del P.I.L., assistenzialismo agricolo, guadagno immediato, tornaconto elettorale, voto di scambio, individualismo, egemonia culturale urbano-centrica, deresponsabilizzazione collettiva, frammentazione politico-amministrativa”.

Ora la cambiale è scaduta, e noi ci troviamo in cassaforte i titoli tossici di cui sopra.. un bel mucchietto di carte inutili.
Si fa un gran chiacchiericcio mediatico sulle responsabilità dei disastri, colpe degli amministratori, della protezione civile, del disboscamento, delle escavazioni selvagge, del riscaldamento globale ecc ecc ecc. Continua a leggere “Se la Liguria piange noi non stiamo certo meglio, c’è solo andata bene…per questa volta…(1)”

Se in Val d’Arda-Valtolla si coltiva male il bosco succede…..(di marco del lest)

santuario a Santa Franca..(clic per ingrandire)

Le aree forestali che si trovano nelle zone sommitali della val dArda (crinale M. Lana – S, Franca – M. Lama – M. Carametto) sono in gran parte popolate da miseri cedui di faggio governati in una forma impropriamente detta a “sterzo” (ma detto anche “taglio della fame…”) .

Questi boschi sono popolati da miseri polloni di faggio alti al massimo 8 m e con diametri raramente superiori ai 20 Cm, mentre in altre zone della provincia, magari a quote anche superiori abbiamo cedui o fustaie di faggio con ben maggiori incrementi di volume ed altezza delle piante. Questo stato di cose non è dovuto alla scarsa fertilità del suolo od all’altitudine o all’azione del pascolo, ma è principalmente conseguenza delle modalità di governo (tipo di taglio praticato) del bosco.

Marco del lest vi spiega cos’è il “taglio della fame”…leggendo l’intero articolo, illustrato con numerose foto, ciccando QUI!

La diffusione del documento è autorizzata citando blog e autore (marco del lest)

L’antica valtolla….domenica 7 agosto

clic per ingrandire (invito); il programma è nella sidebar laterale

Dell’ antica valtolla sono rimasti pochi ma preziosi baluardi.

Gli scavi archeologici già compiuti qualche anno fa hanno finalmente portato alla luce i resti dell’antica abbazia costruita in epoca Longobarda poco distante da Monastero e dalla strada provinciale di fondovalle.

C’è la speranza [ci sarebbero i sufficienti finanziamenti ottenuti dal comune di Morfasso] per una ripresa degli scavi medesimi al fine di poter riportare definitivamente alla luce i resti del più importante centro religioso e amministrativo  alto e medio valdardese del Medioevo. Terminato il recupero l’area diverrebbe fruibile per le visite.

Una grande abbazia difesa addirittura da alcuni castelli locali che aveva giurisdizione dal Monte Lama al Confine di Castell’Arquato e relativi dintorni.

Un centro che sicuramente ebbe anche un grande ruolo nell’affermarsi definitivo della cristianità locale in una zona “al confine” di tutto…

Continua a leggere “L’antica valtolla….domenica 7 agosto”