Castell’Arquato, bizantino-longobarda o paleocristiana?

CASTELL’ ARQUATO, BIZANTINO – LONGOBARDA O PALEOCRISTIANA? 

(Sergio Efosi Valtolla, fotoamatore, escursionista e narratore). 

Gli storici hanno scritto sulle origini di Castell’Arquato facendo risalire il suo monumento più importante, la chiesa collegata, al tempo chiesa pievana, al secolo VIII (precisamente al 758 per il Campi). 

Alcuni storici tuttavia hanno avanzato riserve. 

Per evitare malintesi occorre precisare, da subito, che le recenti celebrazioni della chiesa (2021) riguardavano i 900 anni dalla ricostruzione e consacrazione del 1122; perché quattro anni prima, nel 1117, un tremendo terremoto aveva sconvolto il nord Italia e distrutto la chiesa originaria del borgo. 

Come si accennava taluni storici hanno messo in dubbio le affermazioni del Campi e di altri illustri studiosi moderni.

I “contestatori” parlano di una Castell’Arquato preesistente al secolo VIII e di una chiesa paleocristiana risalente al secolo V. 

Rivendicano il fonte battesimale (e alcuni capitelli), quello recuperato in seguito ai restauri di inizio del secolo scorso, al periodo paleocristiana citato e non invece al secolo VII quando si sarebbe messo mano a una delle prime ristrutturazioni, definite poi nel successivo secolo VIII. 

Per non far confusione, schematizzando.

1-Sarebbe esistita una chiesa risalente al secolo V (ovvero nel 400 d.C.);

2-questa chiesa sarebbe stata ristrutturata nel VII secolo (600 d.C.), confermando elementi del periodo precedente, tra cui il fonte battesimale per immersione e alcuni preziosi capitelli (tutto ancora ben visibile nell’attuale collegiata); 

3-Il Magno di cui parlano il Campi e altri storici moderni, avrebbe, un secolo dopo, ovvero nell’VIII, ricostruito una chiesa pievana sulla preesistente di impronta bizantina e longobarda.

Tuttavia è difficile approfondire più di tanto poiché molti documenti originari della chiesa sono andati distrutti nel corso del citato terremoto del 1117 e in epoche successive; e altri sono stati, diciamo, “smarriti”.

In pratica quella attribuita a Magno, signore fondatore di Castell’Arquato, sarebbe stata la prima grande ristrutturazione della chiesa con l’attuazione di cambiamenti rilevanti, tra cui l’ampliamento del perimetro conseguente al passaggio da navata unica (com’era quella pievana del periodo bizantino e longobardo) a tre navate con un’unica abside. 

Per meglio comprendere la questione ci vengono in auto alcune tavole planimetriche estratte da alcune pubblicazioni storiche.

Saranno gli storici, forse gli archeologi, che prossimamente potranno dirci qualcosa in più. 

Per ora possiamo solo confrontare diverse tesi e, questo è certo, ammirare un capolavoro, inserito in un contesto storico eccellente. 

(I principali riferimenti per questo racconto sono ripresi da: P.M.Campi, M.Le Cannu, W.Montorsi, A.C.Quintavalle, E.Fava, E.Cagnoni, G.Micheli, M.Veneziani).

LE EVOLUZIONI DELLA COLLEGIATA
LA PLANIMETRIA DELLA CHIESA: QUELLA TRATTEGGIATA IN CENTRO È LA PRIMA, LA TRATTEGGIATA SUPERIORE È L’ULTIMO AGGIORNAMENTO DEL SECOLO XII. TRA I DUE LA CHIESA DEL SECOLO VIII, QUELLA CELEBRATA COME LA PRIMA DA MOLTI STORICI.

Un commento

  1. Bravo Sergio, grazie per questi articoli di approfondimento. Mio nonno era capomastro e aveva contribuito a consolidare una sezione di muro.

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